FORTE ERUZIONE VULCANO ZHUPANOVSKY – Pennacchio di cenere alto 12 km

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IL VULCANO ZHUPANOVSKY IN KAMCHATKA RUSSIA ha eruttato diverse volte nella giornata di domenica 7 settembre banner32014 facendo registrare l’altezza del pennacchio di cenere ad una quota di circa 11,6 km sopra il livello del mare. Secondo Tokyo VAAC, il pennacchio di cenere si dirige a sud est.Le agenzie di viaggio sono state invitate a non effettuare visite guidate nei pressi del Zhupanovsky.“Due grosse nubi di cenere si sono formate, per poi allontanarsi, rispettivamente, a 200 e 80 km a sud est del vulcano. Una di queste è diretta verso l’Oceano Pacifico mentre l’altra sopra il Golfo di Avachinsky”, ha riferito un portavoce del Dipartimento dell’Accademia Russa della Kamchatka, Servizio Geophysical Sciences alla Interfax.Le situazioni di emergenza del Dipartimento della Kamchatka del Ministero fanno sapere che non ci sono aree popolate nella direzione dove sono dirette le nubi​e che nessuna ricaduta di polvere vulcanica è stata registrata.Il massiccio vulcanico del Zhupanovsky si compone in quattro stratovulcani sovrapposti lungo un crinale WNW. Il complesso vulcanico è stato costruito all’interno di una caldera all’epoca all’inizio del Pleistocene Pliocene, il cui bordo è esposto solo sul lato orientale. Tre dei stratovulcani si formarono durante il Pleistocene, il quarto è dell’età dell’Olocene ed era la fonte di tutte le eruzioni storiche del Zhupanovsky.

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INDONESIA – Il vulcano Kawah e il mistero della lava blu +Foto e Video

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LO SPETTACOLARE ED INSOLITO FENOMENO SI PUO’ OSSERVARE IN INDONESIA,ad est di Java, dove il vulcano Kawah Ijen erutta lava blu. Ciò che rende unico questo vulcano è la presenza di zolfo, presente sia nella composizione della lava stessa che all’esterno, trovandosi sul fondo del cratere un lago le cui acque contengono alti livelli di acido solforico.Olivier Grunewald e Regis Etienne, due appassionati di vulcani, hanno voluto assistere di persona al fenomeno e documentarlo: il vulcano indonesiano infatti, erutta lava rosso intenso di giorno, mentre di notte cambia colore e diventa blu fosforescente, con tanto di fiamme altissime. Grunewald ed Etienne hanno trascorso circa 30 notti vicino al vulcano per poter filmare e fotografare la straordinaria lava blu, il che ha richiesto l’utilizzo di maschere antigas e di attrezzature che potessero essere utilizzate in condizioni così estreme.

FOTO

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VIDEO

Di F.F.

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Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio

ETNA – Ecco il video dell’ultima eruzione

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NON SI PLACCA L’ATTIVITA’ DELL’ETNA.Il vulcano siciliano ieri è tornato a farsi vedere e sentire. A causa delle ceneri che si sono già disperse nell’aria, la Sac, la società che gestisce l’aeroporto di Catania oggi ha disposto la chiusura di due settori dello spazio aereo.Ieri mattina, il vulcano ha mostrato i primi segni del nuovo risveglio. Poco dopo le 9, le telecamere dell’Ingv hanno filmato deboli e sporadici bagliori in corrispondenza del Nuovo Cratere di Sud-Est (NSEC). Quest’ultimo si era già reso protagonista, di recente, di altre eruzioni. Il 14 dicembre scorso, una grande quantità di lava e ceneri erano state scaraventate via provocando la chiusura dello spazio aereo.E ieri sera il nuovo parossismo. Dopo le prime avvisaglie, l’attività si è intensificata con violente esplosioni ravvicinate provocate dalle due bocche eruttive situate all’interno del cratere. Le eruzioni sono state seguite da forti boati udibili anche a distanza. Spiega l’Ingv che “sono attive due colate di lava, una alimentata da una bocca sul fianco orientale del cono del NSEC, mentre l’altra sta tracimando l’orlo nord-orientale del cratere”.“In merito all’attività stromboliana del vulcano Etna, la Sac informa che l’unità di crisi, riunitasi stamattina alle ore 05.30, ha deciso la chiusura dei settori n. 1 e 2 dello spazio aereo della Sicilia Orientale. I settori n. 3 e 4 sono invece aperti. Lo scalo di Fontanarossa è pienamente operativo”, si legge in una nota.

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*Francesca Mancuso
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CAMPI FLEGREI – Gli esperti scoprono una nuova bocca eruttiva

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INDIVIDUATA DA UNA RICERCA DELL’ ISTITUTO DI GEOFISICA E VULCANOLOGIA e delle Università di Oxford e Bristol Campi Flegrei NAPOLI – Ecco il nuovo cratere flegreo. Si trova nella zona di Adrano, Artoni e Solfatara la nuova possibile bocca eruttiva dei Campi Flegrei. Lo rivela una ricerca multidisciplinare condotta dai ricercatori dell’Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia insieme ai colleghi inglesi delle Università di Oxford e Bristol, che è stata presentata oggi a Geoitalia 2013, il nono forum nazionale delle Scienze della terra che si sta svolgendo a Pisa. La ricerca ha anche elaborato la stima dei tempi di ristagno dei magmi sotto la struttura dei Campi Flegrei prima che essi vengano eruttati. NUOVE MAPPE DEL RISCHIO – «Si tratta di uno studio – ha spiegato Roberto Isaia, vulcanologo dell’Osservatorio Vesuviano – che dà importanti indicazioni sui tempi di riattivazione del vulcano. Abbiamo presentato nuove mappe probabilistiche di pericolosità vulcanica, nonchè nuove stime di parametri fisici delle eruzioni per la valutazione dell’impatto dei fenomeni eruttivi sul territorio. Queste stime sono fondamentali per la formulazione dei piani di emergenza ai Campi Flegrei, che tra gli scenari possibili dovranno tenere conto anche del fatto che, in quest’area, due eruzioni sono avvenute contemporaneamente da centri eruttivi posti a distanza di più di 5 chilometri l’una dall’altra».
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FIUMICINO NUOVA FUORIUSCITA DI GAS – Il mini-vulcano si apre ancora

CONTINUA AD ALLARGARSI IL CRATERE DI FIUMICINO.Era apparso lo scorso 24 agosto, in via largo Traiano, suscitando lo stupore e la paura dei residenti, che abitano a poche centinaia di metri dall’aeroporto Leonardo da Vinci. Un misto di anidride carbonica e litri di aria che sta notevolmente allargando il cratere che all’inizio sembrava solo un piccolo foro. Il geyser, che ha raggiunto anche i 5 metri di altezza, ha mandato in aria inoltre diverse zolle di terra che sono ricadute a terra. Nella rotatoria di Coccia di Morto sono stati allertati i pompieri, mentre i vigili urbani hanno disposto la recinzione dell’intera area. Le rilevazioni di geologi e fisici hanno rilevato l’esistenza di sacche sotterranee da cui usciva un mixi di fango e gas. Questa volta il fango sta uscendo da un tombino, posto a meno di due metri dal cratere del minivulcano. I geologi hanno spiegato che probabilmente il gas ha scavato, distruggendo il terreno sotto il tombino. Un allargamento dunque visto che il gas cerca delle vie d’uscita da sottoterra. Al momento i vulcanologi sono tornati al lavoro e starebbero studiando il sistema di come poter bloccare il vulcano in eruzione. Le forze dell’ordine starebbero tenendo continuamente la situazione sotto controllo.
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