SUPERMERCATI : LO CHOC DEGLI SCAFFALI VUOTI – IL CIBO E IL PETROLIO IL CIBO E’ PETROLIO-

SCIOPERO DEGLI AUTOTRASPORTATORI

Gli scaffali vuoti del supermercato dove sono entrata stasera fanno paura. Ti sbattono in faccia la fragilità della nostra organizzazione economica (che invece passa per solidissima) e tutte le scomode verità sull’energia. Fanno paura perchè sono uno choc, un metaforico terremoto. Crolla il mondo – che siamo stati abituati a ritenere solidissimo – in cui basta por mano al portafoglio e, se vuoi, ti compri anche i piselli ripieni. Qui dove abito, vicino a Torino, nel giro di poche ore sono evaporati i cibi freschi e perfino pasta e vino. Spero di trovare le sigarette, domani.Solo l’energia abbondante e a buon mercato consente di produrre e di distribuire una gran quantità e varietà di merci. Adesso gli autotrasportatori protestano perchè la benzina e il gasolio sono rincarati. E’ verissimo, ma non è (solo) colpa del Governo.

IL CIBO E’ PETROLIO GASOLIO BENZINA

Il rincaro del carburante non costituisce un fenomeno transitorio, ma è destinato anzi ad acuirsi, e questo richiede un profondo riassetto di abitudini consolidate.Da molto tempo qui in Europa stiamo pagando il petrolio agli stessi prezzi record del 2008. Il rincaro è legato al fatto che è impossibile estrarre sempre più petrolio, come invece richiederebbe il modello della crescita economica infinita e dell’inesauribile abbondanza di tutte le merci.Il rincaro del petrolio e del carburante è strettamente connesso al rincaro dei generi alimentari per due motivi.Primo, gasolio ed energia servono per produrre il cibo (i trattori, le serre riscaldate), per lavorarlo e trasformarlo. Secondo, l’Italia è molto esposta ai contraccolpi alimentari del rincaro dei carburanti perchè importa, ebbene sì, gran parte delle derrate alimentari. E’ autosufficiente solo per frutta e pochissimo altro.

IL RINCARO DEL CARBURANTE

non è una fiammata contingente ma un fenomeno destinato a perdurare e ad aggravarsi, la prima misura dovrebbe essere produrre quanto più possibile il nostro cibo, e vicino ai luoghi in cui lo consumiamo.Gli scaffali vuoti del supermercato ci insegnano proprio questo: stiamo mangiando petrolio e dobbiamo cambiare dieta, dato che l’abbondanza di petrolio sta finendo.

fonte : http://blogeko.iljournal.it

redatto da Pjmanc https://ilfattaccio.org

LA SICILIA ALZA LA TESTA !!

E’ SCATTATO A MEZZANOTTE “BISONTE SELVAGGIO”IN SICILIA

La protesta nata “per libera iniziativa del popolo siciliano che con orgoglio alza la testa perché non è più possibile andare avanti così”. Queste le parole di Onofrio Carubo Toscano, allevatore palermitano e portavoce del Movimento agricolo dei Forconi, che assieme agli autotrasportatori dell’Aias, agli agricoltori, ai pescatori e ai semplici cittadini riuniti sotto la sigla “Forza D’ Urto” bloccheranno l’isola da oggi al 20 gennaio. Un’agitazione contro i partiti e la politica “cialtrona”. “Non faremo entrare, né uscire nulla. Non è uno sciopero è un vero e proprio blocco per far rinascere la speranza che ci sta annientando. Da oggi c’è l’alba siciliana. Venite numerosi, il momento sarà gioioso. La politica deve smettere di giocare con il popolo siciliano e meridionale, sfruttati da sempre. Questo non sarà più consentito. Scendete in strada, per dire che non siete più disposti a essere schiavi di nessuno. Questa sarà una ribellione sociale pacifica”.

L’AUMENTO DEL COSTO DEL CARBURANTE

La mancanza di regolamentazione dei pagamenti della committenza, il cartello imposto dalle compagnie assicurative e una rete infrastrutturale inadeguata sono le principali ragioni della protesta, alla base anche della nascita del Movimento ‘Forza d’urto’. “Noi stiamo soffrendo di più rispetto al resto d’Italia – spiega il presidente dell’Aias Giuseppe Richichi – perché siamo periferici. Abbiamo più volte chiesto l’intervento dello Stato in maniera da non allontanarci ulteriormente dall’Europa, ma non siamo stati ascoltati. Il nostro è uno sciopero spontaneo che non vuole produrre un eccessivo caos e che, ci auguriamo, vedrà l’adesione di tutti i siciliani. Ma è necessario perché ormai siamo con le spalle al muro. Non ci saranno le situazioni che si sono venute a creare nel 2000. Noi non vogliamo danneggiare nessuno. Ci fermiamo solo per il bene della Sicilia”. “Siamo stanchi – aggiunge il leader del Movimento dei Forconi, Mariano Ferro – perché questa terra potrebbe essere ricca e invece continuiamo tutti a soffrire. Abbiamo chiesto al governo, a tutti i governi, di ascoltarci: nulla. Adesso speriamo che con questa protesta abbiano un pizzico di attenzione nei nostri confronti”.

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