UNILIVER, NESTLE’, KRAFT, FERRERO – E gli oli vegetali che nuociono al pianeta + VIDEO

UNILIVER, NESTLE’, KRAFT, FERRERO - E gli oli vegetali che nuociono al pianeta + VIDEO

ENTRARE DENTRO UN SUPERMERCATO o forse è meglio dire un “ipermercato” perché il termine “supermercato” è desueto, è come inoltrarsi, fare un giro inconsapevole nella distruzione del pianeta. Buona parte di quei prodotti così asettici che fanno bella mostra sui banchi da esposizione hanno dietro di se’ una brutta storia di distruzione, talvolta irreversibile, di bellezze e ricchezze naturali.Un esempio per tutti: gli oli vegetali che molti prodotti contengono. “Oli vegetali” sembra una dizione innocua, quasi virtuosa. Ti fa pensare ad un prodotto buono sotto ogni punto di vista, adatto, chessò, ad una alimentazione naturale, magari vegana.Peccato però che dietro quelle due parole plurali, ci stia ben altro che l’innocuità. Infatti, oli vegetali oggi significa soprattutto olio di palma, la cui produzione è concentrata in Indonesia, Malesia e Nuova Guinea, che ne controllano il 90% della produzione globale (con oltre 45 milioni di tonnellate). E negli ultimi vent’anni la superficie dedicata all’olio di palma è triplicata e milioni di ettari sono stati deforestati per fare posto a monocolture intensive, e, nel contempo, nutrire un’insana quanto lucrosa industria della carta che si alimenta proprio con gli alberi abbattuti dalla deforestazione. Sì, buona parte della produzione di olio va in biocombustibili, ma una fetta consistente è acquisita dalle multinazionali dell’alimentazione e finisce in prodotti che ritroviamo sulle nostre tavole.

UNILIVER, NESTLE’, KRAFT, FERRERO - E gli oli vegetali che nuociono al pianeta + VIDEOUNILIVER, NESTLE’, KRAFT, FERRERO sono fra i principali utilizzatori di oli vegetali. Ce li ritroviamo perciò nel formaggio Philadelphia, nella margarina Flora, nelle patatine Pringles, nelle merendine Ferrero e nella familiare Nutella.Certo, oggi, esiste l’olio di palma sostenibile e per poter ottenere la certificazione tu, produttore, devi dimostrare di produrre senza distruggere torbiere o foreste pluviali. Ma, a parte il fatto che mi domando e non ho ancora trovato risposta: e l’olio di palma prodotto da coltivazioni che a suo tempo sono state realizzate abbattendo le foreste, e cioè prima che venisse creata la certificazione, è sostenibile anch’esso? Se sì, la certificazione è una presa per i fondelli, una sorta di amnistia! Sulle confezioni di sigarette è riportato per legge l’ammonimento che nuociono gravemente alla salute umana. Sarebbe auspicabile che sempre per legge sulle confezioni di prodotti alimentari che utilizzano oli vegetali non sostenibili ci fosse la dizione: “nuoce gravemente al pianeta”. Magari con la foto di un’area deforestata.

VIDEO


Redatto da Pjmanc: https://ilfattaccio.org

NASA – Scoperto un pianeta simile alla Terra potrebbe esserci l’acqua

Kepler-186f - NASA

LA NASA HA ANNUNCIATO IERI LA SCOPERTA DI UN PIANETA ABITABILE in orbita attorno a una stella nana a una distanza che potrebbe consentire la presenza di acqua liquida in superficie. Il nuovo corpo celeste, chiamato Kepler-186f, fa parte di un sistema di cinque pianeti in orbita attorno alla stella Kepler-186, più fredda e circa la metà per dimensioni e massa del nostro Sole.Il nuovo sistema si trova a circa 500 anni luce dalla Terra nella costellazione del Cigno. Kepler-186f è il pianeta più esterno e l’unico ad orbitare nella cosiddetta “zona abitabile”, ossia ad una distanza dalla sua stella compatibile con la presenza di acqua liquida in superficie. Quest’ultima caratteristica è considerata un presupposto fondamentale per la vita.

 

Redatto da Pjmanc: https://ilfattaccio.org

I 10 LUOGHI PIÙ RADIOATTIVI DEL PIANETA

scorie

NON SOLO LUOGHI CONSIDERATI APOCALITTICI.Ma anche posti apparentemente incontaminati figurano in questa inquietante classifica dei dieci luoghi più radioattivi del pianeta. Tra essi anche il Mar Mediterraneo. Nonostante il terremoto del 2011 e le preoccupazioni per Fukushima abbiano riportato la minaccia della radioattività di nuovo nella coscienza pubblica, molte persone non si rendono ancora conto che la contaminazione è un pericolo che riguarda tutto il mondo. I radionuclidi figurano tra le prime sei minacce tossiche, come indicato da un rapporto del 2010 del Blacksmith Institute, una organizzazione non governativa che si occupa di inquinamento. Potreste restare sorpresi dalla posizione di alcuni dei luoghi più radioattivi al mondo – e quindi dal numero delle persone che vivono nel terrore per gli effetti che le radiazioni possono avere su di loro e sui loro figli.

hanford10- Hanford, USA
Il sito di Hanford, a Washington, era parte integrante del progetto di bomba atomica degli USA, avendo prodotto plutonio per la prima bomba nucleare e per la bomba “Fat Man”, usata a Nagasaki. Durante la Guerra Fredda, il sito intensificò la produzione, fornendo plutonio per la maggior parte delle 60.000 armi nucleari americane. Anche se dismesso, contiene ancora due terzi del volume delle scorie altamente radioattive del paese – circa 53 milioni di litri di scorie liquide, 25 milioni di metri cubi di rifiuti solidi e 200 chilometri quadrati di acque contaminate al di sotto dell’area, che lo rendono il sito più contaminato degli Stati Uniti. La devastazione ambientale di quest’area dimostra che la minaccia della radioattività non è semplicemente qualcosa che può arrivare con un attacco missilistico, ma può nascondersi nel cuore del proprio stesso paese.

scorie9- Il Mediterraneo
Da anni, la ‘Ndrangheta è accusata di aver usato il mare come un luogo comodo per sversare rifiuti pericolosi – scorie radioattive comprese – tariffando il sevizio e intascando i profitti. Legambiente sospetta che circa 40 navi cariche di rifiuti tossici e radioattivi siano scomparse nelle acque del Mediterraneo dal 1994. Se queste accuse fossero vere, dipingerebbero il quadro preoccupante di un quantitativo sconosciuto di scorie nucleari nel Mediterraneo il cui vero pericolo sarà davvero compreso quando le centinaia di barili si deterioreranno o se in qualche modo dovessero aprirsi. La bellezza del Mar Mediterraneo potrebbe davvero nascondere una catastrofe ambientale in corso.

costa-somala8- La costa Somala
L’organizzazione mafiosa italiana appena citata non ha condotto i suoi loschi affari solo nei propri confini. Vi sono anche accuse che le acque e il suolo somalo, non protetti dal governo, siano stati usati per l’affondamento o l’interramento di scorie nucleari e metalli tossici – tra i quali 600 barili di rifiuti tossici e nucleari, e rifiuti ospedalieri radioattivi. Infatti, secondo il Programma Ambiente delle Nazioni Unite, i barili arrugginiti contenenti scorie trascinati sulle coste somale durante lo Tsunami del 2004 sarebbero stati scaricati in mare già negli anni ’90. La Somalia è un’anarchica terra desolata, e gli effetti di queste scorie sulla popolazione impoverita potrebbero essere addirittura peggiori di ciò che questa gente ha già sperimentato.

scorie7- Mayak, Russia
Il complesso industriale di Mayak, nel nord-est della Russia, ha un impianto nucleare da decenni, e nel 1957 è stato teatro di uno dei peggiori incidenti nucleari del mondo. Fino a 100 tonnellate di scorie radioattive furono rilasciate in seguito ad una esplosione che contaminò un’area enorme. L’esplosione è stata tenuta segreta fino agli anni ’80. A partire dagli anni ’50, le scorie della centrale venivano scaricate nell’area circostante e nel Lago Karachay. Ciò ha portato alla contaminazione della riserva d’acqua sulla quale migliaia di persone fanno affidamento ogni giorno. Gli esperti ritengono che Karachay è forse il luogo più radioattivo del mondo, e oltre 400.000 persone sono state esposte alle radiazioni provenienti dall’impianto in seguito a diverse serie di incidenti accaduti – tra i quali incendi e micidiali tempeste di sabbia. La bellezza naturale del Lago Karachay nasconde i suoi inquinanti mortali, e i livelli di radiazione nei punti in cui le scorie radioattive scorrono nelle sue acque sono sufficienti ad uccidere un uomo nell’arco di un’ora.

sellafield6- Sellafield, UK
Situata sulla costa occidentale dell’Inghilterra, Sellafield era originariamente una struttura che produceva plutonio per le bombe nucleari, ma in seguito si è indirizzata verso l’ambito commerciale. Sin da quando è diventata operativa, centinaia di incidenti si sono verificati nell’impianto, e circa due terzi degli edifici stessi sono ora classificati come rifiuti nucleari. L’impianto rilascia giornalmente qualcosa come 8 milioni di litri di scorie contaminate nel mare, rendendo il Mare d’Irlanda il mare più radioattivo del mondo. L’Inghilterra è famosa per le sue distese verdi e per i suoi paesaggi ondulati, ma, annidata nel cuore di questa nazione industrializzata c’è una struttura tossica, soggetta ad incidenti, che vomita scorie pericolose negli oceani del mondo.

scorie5. Complesso Chimico Siberiano, Russia 
Mayak non è l’unico sito contaminato in Russia; la Siberia ospita un complesso chimico che contiene scorie nucleari accumulatesi per oltre quattro decadi. I rifiuti liquidi sono accantonati in piscine non coperte e container mal tenuti conservano oltre 125.000 tonnellate di rifiuti solidi, mentre lo stoccaggio sotterraneo è potenzialmente a rischio di perdita nelle acque sotterranee. Pioggia e vento hanno diffuso la contaminazione nella natura e nella zona circostante. Vari incidenti minori hanno portato alla perdita di plutonio e ad esplosioni che hanno diffuso radiazioni. Sebbene il paesaggio innevato abbia un aspetto puro ed immacolato, i fatti parlano chiaro sui veri livelli di inquinamento riscontrati nell’area.

scorie4- Il Poligono, Kazakistan 
Un tempo, luogo dove l’Unione Sovietica effettuava i suoi test atomici, oggi quest’area fa parte del nuovo Kazakistan. Il sito fu destinato al progetto per la bomba atomica sovietica a causa del suo status di area “disabitata” – a dispetto del fatto che vivessero nell’area 70.000 persone. In questa struttura l’URSS fece detonare la sua prima bomba atomica; il luogo detiene il record di maggior concentrazione di esplosioni nucleari al mondo: 456 test nell’arco di 40 anni dal 1949 al 1989. Mentre gli esperimenti condotti nella struttura – e il loro impatto in termini di esposizione alle radiazioni – furono tenuti segreti dai sovietici fino alla chiusura della struttura nel 1991, gli scienziati calcolano che la salute di 200.000 persone sia stata direttamente danneggiata dalle radiazioni. Il desiderio di distruggere paesi stranieri ha portato allo spettro della contaminazione nucleare che incombe sulla testa di coloro che una volta erano cittadini dell’URSS.

mailuu-suu3- Mailuu-Suu, Kirghizistan
E’ considerato uno dei dieci siti più inquinati della Terra dal rapporto del Blacksmith Institute del 2006. Le radiazioni a Mailuu-Suu non derivano da bombe nucleari o da centrali, ma dall’estrazione dei materiali necessari ai processi che queste comportano. L’area ospitava una struttura di estrazione e lavorazione dell’uranio; oggi restano 36 discariche di scorie di uranio – oltre 1, 96 milioni di metri cubi. La regione è anche a rischio sismico, ed una qualsiasi rottura del contenimento potrebbe scoperchiare il materiale o causare la caduta delle scorie nei fiumi, contaminando l’acqua utilizzata da centinaia di migliaia di persone. Questa gente potrebbe non dover mai vivere il pericolo di un attacco nucleare, ciononostante, hanno buone ragioni di temere una pioggia radioattiva ogni volta che la terra trema.

chernobyl2- Chernobyl, Ucraina 
Teatro di uno dei più gravi e nefandi incidenti nucleari del mondo, Chernobyl è ancora fortemente contaminata, nonostante il fatto che ora ad un piccolo numero di persone sia consentito stare nell’area per un periodo limitato di tempo. Il famoso incidente provocò l’esposizione alle radiazioni per oltre 6 milioni di persone, mentre le stime riguardo al numero dei morti causati dal disastro di Chernobyl vanno dai 4.000 a addirittura 93.000. L’incidente rilasciò 100 volte più radiazioni delle bombe di Hiroshima e Nagasaki. La Bielorussia ha assorbito il 70 per cento delle radiazioni, e da allora i suoi abitanti devono confrontarsi con un aumento dell’incidenza dei tumori. Ancora oggi, la parola Chernobyl evoca immagini orribili di sofferenza umana.

fukushcima1. Fukushima, Giappone 
Le tragedie del terremoto e dello tsunami del 2011 hanno distrutto case e vite umane, ma gli effetti della centrale nucleare di Fukushima rappresentano forse il pericolo più duraturo. Il peggior incidente nucleare dopo Chernobyl ha causato la fusione del nocciolo di tre dei sei reattori, perdita di materiale radioattivo nell’area circostante e nel mare, rilevato fino a 200 chilometri dall’impianto. Siccome l’incidente e le sue conseguenze sono ancora in corso, non si conosce ancora la reale portata dell’impatto ambientale. Il mondo sentirà ancora gli effetti di questo disastro nelle generazioni a venire.

 

>Fonte< 

Redatto da Pjmanc:  https://ilfattaccio.org

TYCHE – Il pianeta gigante nascosto nel nostro sistema solare +Video

SEMBRA QUASI UNO SCHERZO

eppure si attende la conferma da parte di alcuni scienziati dell’Università della Louisiana che sembrano certi della presenza di un massiccio pianeta che sta contribuendo al cambiamento di rotta di comete e asteroidi che entrano nel Sistema Solare.Questo pianeta di nome Tyché è il più grande dei pianeti conosciuti del nostro sistema solare e la sua esistenza è stata ipotizzata in un articolo pubblicato sulla rivista Icarus nel novembre del 2010 dagli astrofisici John Matese e Daniel Whitmire, dell’Università della Louisiana, che effettuavano indagini sul cambiamento di rotta di comete e asteroidi che entrano nel Sistema Solare.

 

ORA SECONDO GLI SCIENZIATI

la prova empirica dell’esistenza del gigante gassoso è già stata raccolta dal telescopio spaziale WISE della Nasa ed è solo in attesa di essere analizzata. Una volta che Tyche verrà localizzato, altri telescopi potrebbero essere puntati per confermarne l’esistenza. I due astrofisici sono convinti che Tyché è quattro volte più grande di Giove, ed è qui che si basa la loro ipotesi sul fatto che. questo enorme esopianeta, durante il suo percorso spinge molte comete a lungo periodo (che quindi dovrebbero provenire dalla nube di Oort) verso l’interno del nostro sistema planetario. Infatti alcuni asteroidi e comete mostrano orbite anomale, come ad esempio un’ellitticità che mal si accorda con la loro origine e quindi probabilmente qualcosa deve disturbare la loro traiettoria.Ora i due scienziati attendono che WISE trasmetta dati che possnao dare risultati definitivi su questo enorme pianeta.WISE ha terminato di osservare “a tappeto” il cielo nell’infrarosso, catturando più di 2.7 milioni di immagini: dalle remote galassie agli asteroidi vicini alla Terra. Tutto ciò che era visibile nell’infrarosso (corpi freddi soprattutto) è stato immortalato.

 

COMPLETATA UNA SCANSIONE DELLA FASCIA ASTEROIDALE E DUE DEL”UNIVERSO PROFONDO IN DUE BANDE INFRAROSSE

WISE è stato “ibernato” ed è iniziata l’analisi accurata dei suoi dati che in un primo momento si pensava di concludere entro marzo del 2012, ma la mole di dati ha richiesto un anno di lavoro supplementare. Secondo la Nasa, una volta che i dati di WISE saranno completamente analizzati, l’ipotesi di Withmire e Matese sarà confermata o confutata definitivamente.Tyche sarebbe troppo freddo e lontano per poterlo osservare con un telescopio tradizionale. Whitemire e Matese ipotizzano che l’orbita di Tyche disti circa 15 mila UA dal Sole, un pò meno di un quarto di anno luce.  Questo fa sì che l’ipotetico pianeta di trovi ancora all’interno della ‘Nube di Oort’, il cui confine è stimato in oltre 50 mila UA. Il periodo orbitale di Tyche sarebbe di 1,8 milioni di anni, con la possibilità che l’orbita abbia un orientamento diverso rispetto al piano orbitale dei nostri pianeti.Sarebbe un pianeta decisamente massiccio, almeno quattro volte la massa di Giove, tanto da innescare reazioni di fusione al suo interno che garantirebbero una temperatura planetaria di -73° C, clima tropicale considerando che ci troviamo ai confini del Sistema Solare.

 

TYCHE SARA’ CERTAMENTE COMPOSTO DI IDROGENO ED ELIO

e probabilmente avrà un ambiente molto simile a quello di Giove, con macchie colorate, striature atmosferiche e nubi”, spiega il professor Whitemire. “Non mi stupirei se avesse anche le lune. Tutti i pianeti esterni le hanno”.  Se la sua esistenza verrà finalmente confermata, Tyche potrebbe non vedersi riconosciuto lo status di ‘pianeta del Sistema Solare. Il motivo è che gli astronomi ipotizzano che Tyche potrebbe essere un pianeta nato in un altro sistema stellare e successivamente catturato dal nostro.

 

 

VIDEO

 

>Fonte< 
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio.org

IN TRE SECOLI L’UOMO HA TRASFORMATO FISICAMENTE TRE QUARTI DEL PIANETA

NEL 1700 PIU’ DELLA META’ DEL”INTERA BIOSFERA SI TROVAVA IN CONDIZIONI SELVATICHE

mentre il 45% era in uno stato seminaturale, con modeste trasformazioni del suolo, dovute ad agricoltura e insediamenti umani. Nel 2000, invece, le foto satellitari mostrano che la maggior parte del Pianeta è interessata da aree agricole e altri ecosistemi condizionati dall’attività umana, meno del 20% si trova in uno stato seminaturale e solo un quarto può essere considerato in una situazione selvatica.Per sostenere una popolazione attuale di più di 7 miliardi di abitanti, infatti, il 43% della superficie delle terre emerse è già stato convertito ad agricoltura, infrastrutture e aree urbane. La crescita della popolazione, prevista di 9 miliardi al 2045, fa ipotizzare uno scenario nel quale almeno metà delle terre emerse saranno profondamente modificate già entro il 2025. Una grande ‘fabbrica globale’ che, secondo gli studiosi di scienze della Terra, sta portando il Pianeta al collasso: di questo passo non mancherà molto al raggiungimento del punto critico (il cosiddetto ‘Tipping Point’), basato proprio sull’entità delle modificazioni dei sistemi naturali.

 

ambienteA FRONTE DI UN COSTANTE AUMENTO DELLA POPOLAZIONE MONDIALE

dobbiamo agire per ridurre il consumo pro capite delle risorse e l’utilizzo di combustibili fossili, rafforzando l’efficienza energetica e quella relativa alla produzione e distribuzione del cibo. Il sistema alimentare deve basarsi sull’ecoagricoltura, come documentano tutti i rapporti internazionali sull’argomento, cioè pratiche agricole che rispettino la biodiversità locale, i regimi idrici, la rigenerazione del suolo e tutti i servizi che gli ecosistemi offrono al benessere umano”, spiega Gianfranco Bologna, direttore Scientifico del Wwf Italia.Il cibo, consumato e sprecato, gioca infatti un ruolo di primo piano visto l’impatto ambientale della filiera produttiva che va dal consumo di suolo e di biodiversità all’utilizzo di acqua e imballaggi, dai trasporti alle emissioni. E’ l’allarme lanciato dal Wwf Italia, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione e a seguito dell’incontro sulla sfida mondiale dell’alimentazione tenutosi nei giorni scorsi all’Ambasciata Italiana degli Stati Uniti a Washington, tra Gianfranco Bologna e Lester Brown, presidente dell’Earth Policy Institute.

 

DURANTE L’INCONTRO E’ STATO EVIDENZIATOcereali

come le riserve strategiche mondiali di cereali, alla fine di questa stagione di raccolta, si sono ridotte ulteriormente, rendendo la situazione alimentare ancora più precaria, così come avevano mostrato i primi segnali nel 2008 come il raddoppio dei prezzi. Da questo punto di vista, la riforma della Politica Agricola Comune (Pac) in discussione al Parlamento europeo è un’opportunità che i Paesi dell’Unione Europea devono saper cogliere per aumentare la sostenibilità ambientale delle filiere agricole attraverso il rafforzamento delle azioni per lo sviluppo rurale per la conservazione della biodiversità, la gestione sostenibile delle risorse idriche e il contrasto ai cambiamenti climatici.Un’agricoltura più sostenibile per l’ambiente può essere oggi garantita solo rafforzando il ruolo multifunzionale delle imprese agricole, che proprio attraverso modelli di gestione ecocompatibili contribuiscono alla riduzione del rischio idrogeologico, al ripristino degli habitat naturali e adattamento ai cambiamenti climatici.

 

(Adnkronos)
>Fonte<

Redatto da Pjmanc: https://ilfattaccio.org