LA CORRENTE DEL GOLFO SI STA FERMANDO?

corrente del golfo

IL CLIMA ATTUALE E’ DIVERSO SE PUR NON DI MOLTO DA QUELLO DELLA PRIMA META’ DEL SECOLO

Secondo molti studiosi di climatologia, però, tutto ciò è normale dato che le variazioni climatiche ci sono sempre state nella storia del nostro pianeta. Anzi, se nella parola “clima” è possibile includere anche le vicende giornaliere del tempo, diventa facile intuire che il mutamento avviene in ogni istante: dalle raffiche di vento che si verificano in una frazione di minuto, alle variazioni lentissime compiutesi in migliaia di anni durante le ere geologiche. Ogni fenomeno, pertanto, ci offre la prova che il clima è in costante fluttuazione.Inoltre se consideriamo soltanto le vere oscillazioni del clima, tralasciando i fenomeni di breve durata legati all’evoluzione giornaliera delle condizioni atmosferiche, è doveroso rilevare in primo luogo che queste, in certe epoche, sono state di grande entità, così da sconvolgere il paesaggio naturale. Le più forti variazioni della temperatura, e di conseguenza dell’ambiente geografico collegato con il clima, si sono verificate al passaggio da una glaciazione a una fase di clima caldo (o almeno mite) e viceversa, sia in quelle regioni che in momenti diversi sono state ricoperte e poi liberate dalle calotte glaciali, sia nelle aree immediatamente contigue all’espansione dei ghiacci.

 

macchie-solariSE IL CLIMA E’ ANIMATO DA UN COSTANTE MUTAMENTO

ciò avviene come risposta a varie cause oscillanti, alcune delle quali di carattere planetario o regionale (le eruzioni vulcaniche, le variazioni della copertura vegetale), altre dovute all’azione diretta dell’uomo sull’atmosfera (i molteplici inquinamenti causati dalle nostre attività).Non va trascurato, inoltre, che secondo autorevoli astronomi britannici il sole in un ciclo di 11 anni passa da un aspetto senza macchie a uno maculato, con macchie scure. Nel XVII secolo il periodo del gelo del Tamigi coincise di fatto con la totale assenza di macchie solari.Altre variazioni cicliche di lunga durata sono imputabili ad alcuni movimenti della Terra nello spazio, al punto di dar luogo nel loro insieme, a sensibili variazioni della radiazione solare incidente sulla Terra e di conseguenza anche a vere e proprie anomalie climatiche.Nel presente articolo intendo occuparmi particolarmente dell’influenza sul clima causato dai grandi moti oceanici, con riferimento alla “Corrente del Golfo”.

 

E’ NOTO DA TEMPO CHE LE GRANDI CORRENTI MARINE

rappresentano un fattore essenziale della distribuzione del calore e di umidità su tutta la superficie terrestre, e che gli oceani, nel loro complesso, trasportano oltre metà del flusso globale di calore dall’equatore ai poli; essi, dunque, hanno un ruolo importante come fattori climatici.Ne consegue che le variazioni della loro energia interna rappresentano delle cause altrettanto importanti dei mutamenti periodici o aperiodici del clima.La sopravvivenza della corrente del Golfo è legata a un equilibrio di salinità del mare, nel senso che se la salinità scende oltre un certo livello allora la Corrente del Golfo potrebbe attenuarsi o addirittura bloccarsi.A tale proposito numerosi studiosi della storia del clima hanno, dopo attenti studi, affermato che la serie di inverni rigidissimi che investirono l’Europa nel medioevo, fu causata da un blocco della Corrente del Golfo dovuto a un pregresso riscaldamento climatico (molto probabilmente per una più intensa attività solare) che fece sciogliere grandi quantità di ghiacci presenti nella Groenlandia, che, alterando in tal modo quel delicatissimo equilibrio di salinità, avrebbe provocato un suo “inceppamento”.

Ottobre 2011:
la Corrente del Golfo ha deviato verso nord rispetto al suo normale percorso, provocando delle temperature oceaniche maggiori del normale lungo le coste del New England: è quanto risulta da uno studio del Woods Hole Oceanographic Institution.Gli scienziati hanno dichiarato che è un evento epocale con conseguenze estremamente significative. Una possibile spiegazione è che la crescente potenza della corrente del Labrador abbia deviato la corrente del Golfo e questo potrebbe produrre effetti anche catastrofici nel Nord Europa.

Ottobre 2012:
La deviazione verso Nord-Ovest (canale del Labrador) della CDG provoca il riscaldamento del Canada (dove si è avuta pochissima neve nello scorso anno) e della Groenlandia (dove a luglio in 2 settimane si e’ sciolto il 95% della neve precipitata durante l’inverno), ma al contempo provoca il raffreddamento dell’Europa (dove si hanno inverni sempre più freddi dal 2007 in poi).Nel medio-lungo termine il raffreddamento continuerà… ma sarebbe più logico parlare di meridianizzazione delle correnti… ovvero salite di aria calda durante le estati (sempre più brevi) e discese artiche durante l’inverno (sempre più lunghi).Siamo alle soglie di una nuova era glaciale, o è un semplice ciclo climatico?

 

>Fonte<
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio

LE MACCHIE SOLARI E LA POSSIBILE CORRELAZIOE CON I TERREMOTI ?? + video

REGIONE ATTIVA SUL SOLE

Le macchie solari furono osservate telescopicamente per la prima volta nel 1610 dagli astronomi frisiani Johannes e David Fabricius, che pubblicarono una loro descrizione nel giugno del 1611. In questa data Galileo stava già mostrando le macchie solari agli astronomi a Roma, e Cristoph Scheiner aveva probabilmente osservato le macchie per due o tre mesi. I primi probabili riferimenti alle macchie solari sono quelli degli astronomi cinesi del primo millennio d.C., che probabilmente potevano vedere i gruppi di macchie più grandi quando lo splendore del sole era affievolito dalla polvere sollevata dai deserti dell’Asia centrale. Si tratta delle formazioni più facilmente osservabili sulla fotosfera, la superficie solare. Una macchia solare tipica comprende una regione centrale più scura, detta ‘ombra’, circondata da una zona meno scura, la ‘penombra’, costituita da strisce chiare e scure che si allungano dal centro verso l’esterno come i raggi di una ruota. Ma perchè sono scure? Esse appaiono meno brillanti per via del contrasto con le aree circostanti, in quanto più fredde del resto della fotosfera. La temperatura tipica infatti si aggira intorno ai 4000°C, mentre nella penombra si sale a 5500°C.

SONO ORIGINATE DALL’INTENSO CAMPO MAGNETICO DEL SOLE

Che in alcuni punti impedisce la risalita dei gas e del calore dall’interno della stella, provocando così la formazione di regioni più fredde, e quindi più scure. Le loro dimensioni possono essere variabili, da piccoli pori grandi quanto granuli, a vere e proprie strutture complesse che vanno a ricoprire miliardi di Km quadrati. Il 5% tra le macchie è visibile anche ad occhio nudo in condizioni favorevoli, come ad esempio in prossimità del massimo solare del ciclo undecennale. La maggior parte di queste strutture ha una vita media di circa 2 settimane, ma è possibile notare regioni attive molto più longeve. Le macchie solari ruotano attorno al Sole ad una velocità maggiore del 4-5% di quella della fotosfera circostante. L’esistenza di un ciclo periodico nella comparsa delle macchie solari fu scoperta nel 1844 da H. Schwabe, un farmacista appassionato di osservazioni solari. Si scoprì quindi che il numero varia mediamente su un ciclo ben definito di 11,07 anni. Nel periodo iniziale sono presenti poche macchie con l’attività al minimo, mentre nei 4-5 anni successivi l’attività aumenta sino al suo massimo, quando è possibile notare sul disco solare numerosi raggruppamenti, per poi declinare successivamente negli ultimi 5-6 anni. Generalmente i passaggi dal minimo al massimo avvengono tanto più velocemente quanto più quest’ultimo sarà alto. L’ultimo massimo si è verificato nel 2002, quindi il prossimo ricorrerrà nel 2013. Le variazioni tra livelli massimi successivi tra un ciclo ed un altro, rispecchiano un ciclo di 80 anni. La polarità si inverte ad ogni ciclo successivo.

CORRELAZIONE CON I TERREMOTI

Per verificare questa ipotesi e trovare il meccanismo fisico che esplica a tale funzione, uno studio del 1988 analizzò statisticamente il numero di terremoti avvenuti in Italia dal 1833 al 1980 e l’andamento del numero delle macchie solari nel medesimo periodo. Per ottenere un gruppo di dati omogenei dal catalogo dei terremoti italiani, due ricercatori italiani, Mozzarella e Palumbo, presero solo quelli con valore superiore al VII grado della scala MCS (250 casi). Inoltre occorreva eliminare da questo nuovo insieme, tutti quei terremoti che risultavano come scosse di assestamento; da quest’ultima operazione rimasero 161 eventi sismici che coprono un arco di tempo che va dal 1833 al 1980. Dal confronto di queste due famiglie di dati emerse una correlazione fra l’andamento delle macchie solari ed i grandi terremoti registrati in Italia. L’andamento dei 161 eventi sismici presentò una ciclicità di circa 11 anni, che riflette il ciclo undecennale delle macchie solari. Pertanto, a mano a mano che aumentava il numero delle macchie, aumentava la frequenza con cui avvenivano i terremoti, giungendo ad un massimo dopo 5,5 anni, che rappresenta la parte centrale del ciclo undecennale del Sole. Sul fronte diametralmente opposto ci sono state ricerche come quella effettuata da Paolo Ernanni e un gruppo di collaboratori, i quali analizzando i terremoti sull’intero globo e l’andamento delle macchie solari nell’intervallo di tempo compreso tra il 1900 e il 2002 e isolando i soli terremoti di magnitudo 7 o superiori, sono arrivati a dimostrare una relazione indiretta tra macchie solari e terremoti. L’analisi statistica quindi mostra l’esistenza di una particolare modulazione temporale degli eventi tellurici che segue, entro certi limiti, l’andamento delle macchie sul Sole. Ma questo non significa necessariamente che con un’intensa attività solare si generino dei terremoti. Devono altresì sussistere contemporaneamente ben precise condizioni fisiche nella litosfera perchè ciò accada. Gli eventi tellurici sono causati da improvvisi movimenti di masse rocciose all’interno della crosta terrestre, dal momento che la superficie terrestre è in lento, ma costante spostamento. Per cui i risultati di questi studi, oltre ad attendere conferma su dati più recenti, devono essere necessariamente presi come possibile concausa agli eventi principali che scatenano un terremoto

VIDEO

Di Renato Sansone

fonte : http://pianetablunews.wordpress.com
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio

RICERCATORI GIAPPONESI- A MAGGIO IL SOLE DIVENTERA’ QUADRIPOLARE!

RICERCATORI GIAPPONESI DICONO CHE IL SOLE STAREBBE ENTRANDO IN UN PERIODO DI INSOLITI CAMBIAMENTI MAGNETICI CHE POTREBBERO CAUSARE BASSE TEMPERATURE SULLA TERRA

Secondo gli scienziati del Centro Astronomico Nazionale del Giappone e del Riken Research Foundation, l’attuale attività delle macchie solari assomiglia a un periodo nel 17 ° secolo conosciuto come il minimo di Maunder, la parte più fredda della Piccola Era Glaciale.Durante tale periodo di 70 anni, a Londra il Tamigi gelò e i fiori di ciliegio fiorirono più tardi del solito a Kyoto.Le temperature si stima siano state di circa 2,5 gradi più basse durante il Minimo di Maunder che durante la seconda metà del 20 ° secolo. I ricercatori hanno anche scoperto segni di insoliti cambiamenti magnetici nel sole, portandoli a credere che la polarità del campo magnetico ai poli solari si inverte e diventerà quadrupolare a maggio.Un gruppo di ricerca guidato da Saku Tsuneta, professore presso l’osservatorio, ha confermato che la polarità del campo magnetico al Polo Nord ha cominciato inversione nel luglio dello scorso anno.

TUTTAVIA IL CAMPO MAGNETICO AL POLO SUD

Che avrebbe dovuto invertirsi insieme al Polo Nord, ha mantenuto una polarità positiva, che, secondo i ricercatori, porterà alla formazione di una struttura a quattro poli magnetici con due nuovi poli vicino all’equatore del sole. Lo studio giapponese ha scoperto che l’andamento della corrente dell’attività delle macchie solari è simile ai record di quel periodo.Normalmente, il campo magnetico del sole gira circa una volta ogni 11 anni. Nel 2001,il polo magnetico del sole a nord, era nell’emisfero settentrionale, orientato a sud.Mentre gli scienziati avevano previsto che la prossima inversione inizierà da maggio 2013, il satellite solare Hinode di osservazione ha scoperto che il polo nord del sole aveva iniziato a spostarsi circa un anno prima del previsto. Non c’era nessun cambiamento evidente nel polo sud.Se questo trend continua, il polo nord potrebbe completare la sua vibrazione nel maggio 2012,e creare una struttura a quattro poli magnetici con due nuovi poli creati in prossimità dell’equatore della nostra stella più vicina.
fonte : http://terrarealtime.blogspot.it

Redatto da Pjmanc: https://ilfattaccio.org

MACCHIE SOLARI E SPIAGGIAMENTI DI CETACEI – C’E’ UN LEGAME?

E’ NOTO E ANCHE BEN DIMOSTRATO

come certi uccelli migratori utilizzano il campo magnetico terrestre, per orientarsi durante, appunto, le loro migrazioni. Nel sistema visivo di alcune specie sono state trovate cellule sensibili ai campi magnetici. E’ stato ipotizzato che altri animali possano utilizzare una certa sensibilità magnetica per “navigare” e orientarsi, ad esempio gli squali, e questo è verosimilmente vero anche per i Cetacei. Nella testa dei delfini comuni (Delphinus delphis) del Pacifico, in effetti, è stata travata una certa quantità di magnetite, la quale può dunque essere responsabile della “lettura” del campo magnetico, da parte di questi animali.Sulla base di queste considerazioni, molto spesso si sono indicate le, magari ampie e improvvise, variazioni del campo magnetico terrestre, come causa di spiaggiamenti di Cetacei. Dal momento che il campo magnetico può essere disturbato in maniera molto profonda dalla diversa intensità delle macchie solari, ecco che due ricercatori dell’università di Kiel, in Germania, sono andati a cercare la correlazione fra i cicli delle macchie solari e gli spiaggiamenti di capodogli nel Mare del Nord.
LE MACCHIE SOLARI SUBISCONO FLUTTUAZIONI PERIODICHE NEL LORO NUMERO E INTENSITA’

Le macchie solari subiscono fluttuazioni periodiche nel loro numero e intensità, su cicli che in media durano circa 11 anni. In pratica, mettendo su un grafico, le variazioni di macchie solari, in un periodo di circa 300 anni, cioè dal 1712 da quando si è cominciato a registrarne i valori, si notano appunto picchi positivi (e di conseguenza anche negativi, alternati ai primi) ogni 11 anni, in media.Ma, come detto, 11 anni sono appunto una media. Questi cicli possono in effetti durare da un minimo di 8 anni a un massimo di 17. Durante i periodi più brevi (8-10 anni) l’energia irradiata dal Sole è più intensa. E più energia arriva dal Sole, maggiori possono essere la variazioni del campo magnetico (sotto forma di tempeste geomagnetiche).Ecco allora che i due ricercatori hanno messo a confronto, su tale periodo di 300 anni, la durata dei cicli di macchie solari, con il numero di spiaggiamenti di capodogli, nel Mare del Nord. E il confronto grafico fra la curva delle durate dei cicli solari, e quella degli spiaggiamenti, mostra correlazioni davvero interessanti, diremmo sorprendenti.Ad esempio, nel periodo che va dal 1785 al 1913 si sono avuti cicli solari lunghi, di durata superiore agli 11 anni, ed ecco che nello stesso intervallo di tempo, abbiamo pochissimi spiaggiamenti di capodogli.Invece, in corrispondenza di periodi di cicli solari brevi, il numero di spiaggiamenti è notevolmente alto. Addirittura, il 90% degli spiaggiamenti di capodogli nel Mare del Nord, avviene durante periodi di cicli solari brevi, e solo il restante 10%, in altri momenti.Questi dati mostrano veramente una possibile correlazione fra periodi di cicli solari brevi e spiaggiamenti di capodogli, anche se statisticamente non vengono fugati tutti i dubbi, dal momento che, nei circa 300 anni considerati, i cicli solari sono stati in tutto 27, un numero ancora troppo basso per potere avere maggiori certezze statistiche.Come al solito, maggiori studi sono necessari, ma è evidente come il lavoro dei due ricercatori apra la strada a importanti evidenze di quanto possano essere correlati fenomeni biologici e processi astronomici.
A questo proposito, una forte tempesta solare, la più forte dal 2005 ad oggi, ha “colpito” la Terra proprio in questi giorni, e praticamente in contemporanea ecco che si registra un gran numero di spiaggiamenti, basti pensare solo agli 86 delfini a Cape Cod.

Marco Affronte

fonte : http://www.scienze-naturali.it/

Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio.org