McDONALD’s REGALA LA FRUTTA – Così si ripulisce la coscienza

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McDONALD’s AFFIDA A QUATTRO FAMOSI ATLETI ITALIANI la pubblicità in cui promuove il consumo di frutta. La frutta fa bene: non lo dicono solo i nutrizionisti, ma lo sostiene anche McDonald’s. L’ultima pubblicità firmata dalla famosa catena non parla infatti di hamburger e patatine, ma di mele. Sì avete capito bene: la multinazionale del fast food, che molti un po’ impropriamente definiscono “spazzatura”, porta avanti una campagna invitando i giovani a mangiare la frutta. Per essere più convincente promette addirittura di regalare una porzione di mela sbucciata ai propri clienti. Non si tratta di una favola. Il messaggio pubblicato su diversi giornali (vedi foto a lato) dice che McDonald’s l’ultimo sabato di ogni mese a partire da marzo, quando compri un Happy Meal, ti regala una sacchettino con una mela sbucciata. L’annuncio è affidato a quattro atleti italiani ben conosciuti dai giovani. Si tratta del campione olimpionico di nuoto (Massimiliano Rosolino), del campione europeo di triathlon (Alessandro Fabian), della campionessa europea di judo (Edwige Gwend) e della campionessa di ginnastica artistica Carlotta Ferlita. Quest’ultima è una ragazzina molto famosa tra i giovani perché la sua squadra è protagonista di un programma televisivo su MTV. McDonald’s ha scelto la “meglio gioventù” italiana e ancora una volta fa centro.

mcdonald'sGREENWASHING PUBBLICITA’ FINALIZZATA A RINNOVARE LA PROPRIA IMMAGINE, rispetto al vero sistema di profitto dell’azienda. Il messaggio alla fine funziona perché la gente scopre che nei fast food non solo c’è la frutta, ma addirittura la regalano. Certo ci vogliono tanti milioni di euro, ma questo per McDonald’s non è un problema. Bisogna convincere la gente che da McDonald’s si ha la frutta in regalo, si mangia la pasta Barilla, si usano prodotti 100%% made in italy, si fanno panini con le ricette di cuochi stellati, si usa il Parmigiano Reggiano, la bresaola della Valtellina e perché no anche la carne di chianina per gli hamburger. Tutto ciò però dura appena per qualche settimana e i prezzi sono che solo una minima percentuale di clienti sceglie il menu TOP, ma questo non importa e pochi lo sanno. Il termine inglese per definire un simile comportamento è greenwashing, ovvero pubblicità finalizzata a rinnovare la propria immagine, cercando di dare un messaggi positivi nei confronti della corretta alimentazione, incoerenti rispetto al prodotto venduto dalla catena. Il greewashing distogliere così l’attenzione dalle gravi responsabilità della catena che ogni giorno propone a bambini, giovani e adulti menù troppo calorici, troppo salati e troppo grassi abbinati a bevande troppo dolci. Molti attribuiscono ai menu a base di hamburger, patatine e Coca Cola il titolo di cibo spazzatura perché andrebbe consumato solo occasionalmente. Per questi motivi a livello internazionale molti attribuiscono ai menu a base di hamburger, patatine e Coca Cola il titolo di cibo spazzatura perché si tratta di prodotti che fanno male alla salute se consumati spesso. Gli esperti di marketing dell’azienda lo sanno, e per questo motivo inventano ogni giorno spot e pubblicità greenwashing come questa della frutta, per fare cambiare opinione alla gente. Nella pagina on line del sito si legge “McDonald’s si impegna a promuovere uno stile di vita attivo e un’alimentazione bilanciata”

Redatto da Pjmanc: https://ilfattaccio.org

FRANCIA – Arriva il distributore automatico per frutta e verdura a Km 0

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SONO ORMAI UN CENTINAIO GLI AGRICOLTORI FRANCESI CHE HANNO DECISO DI FARE IL GRANDE PASSO E DI DOTARSI DI QUESTI STRUMENTI DI VENDITA. Niente patatine o barrette, ma ravanelli, cespi d’insalata e zucchine. Tutto rigorosamente bio, locale e variabile a seconda delle stagioni.“Sempre più consumatori – spiega Didier Filbing, titolare della Filbing Distribution che ha introdotto questo sistema nel 2008 – vogliono comprare ‘locale’ per ragioni etiche e di qualità del prodotto. Un distributore automatico permette di acquistare 24 ore/24 e 7 giorni/7 prodotti a Km 0 e con la sicurezza che non siamo stati manipolati da altri consumatori”. Direttamente vicino alle fattorie o nella piazza del paese, ovviamente la posizione è fondamentale. “Deve avere possibilità di parcheggio e non essere troppo lontano dal luogo di produzione, in modo che il rifornimento non prenda troppo tempo”. L’ideale, per l’immagine del prodotto e la velocità di ricarica, è in azienda. Ma anche una posizione vicina a un asse di circolazione importante o a negozi alimentari, una scuola o un altro luogo di passaggio è altrettanto interessante.La gamma di prodotti commerciabili comprende tutte le verdure, patate, mele e pere, fino ai frutti di bosco e ai fiori… venduti singolarmente o in lotti. E non si tratta dei comuni distributori che già erogano nelle nostre città e scuole mele a pezzetti, macedonie e yogurt pronti, tutti rigorosamente sigillati e confezionati in atm. Bensì prodotti tal quale, bio, a Km 0 e solitamente sfusi. In pratica, una sostituzione del banco del mercato, ma in chiave Terzo Millennio.

 

francia-bioboxCHIARAMENTE LA QUALITA’ E LA FRESCHEZZA DELLA MERCE SONO ESSENZIALI e richiedono un rifornimento regolare (1-10 volte al giorno, a seconda della natura dei prodotti, della stagione… ) ed eventualmente un riparo (un locale, una tettoia… ), o un sistema di refrigerazione o di condizionamento. Infine, anche la comunicazione è importante: cartelli, poster, numero di emergenza, indicazioni di orari di apertura e delle assenze eccezionali.E, assicurano gli interessati, due ore di lavoro giornaliero bastano per gestire 30-40 box.Le vendite avvengono durante tutta la giornata e anche di notte, sebbene la maggior parte si concentra dalle 16 alle 20. Sabato e domenica sono giorni di traffico importante. E non ci ferma nemmeno durante le vacanze. Di contro, le perdite sono limitate: “Non oltre l’1% del fatturato”, tranquillizza Filbing. L’investimento per un distributore automatico da 30-40 caselle va dai 15mila ai 25mila euro, a seconda del numero e della capacità dei box, l’esistenza di un sistema di refrigerazione ecc. “Ma se la posizione e la qualità della merce è buona, il ritorno si aggira intorno ai 50mila euro annui di fatturato”. Non male, a fronte di due ore di lavoro giornaliero.

internet-fanciaNEL PROSSIMO FUTURO I RIVENDITORI FRANCESI AVRANNO ANCHE LA POSSIBILITA’ DI OPERARE SU INTERNET, dalla prossima estate, infatti, i distributori automatici saranno dotati di un sistema per aprire gli armadietti tramite un codice. I produttori saranno collegati in rete, attraverso un sito personalizzabile, dove i clienti possono decidere l’acquisto, pagare e poi ritirare la merce digitando il codice ricevuto. Ma lo sviluppo della tecnologia può portare oltre. “Il distributore può anche inviare un SMS al produttore quando ha bisogno di essere reintegrato”, spiega Filbing.Una combinazione di tecnologia, praticità, semplicità e rispetto per l’ambiente, che sta prendendo piede anche nel nostro Paese. A Ravarino, per esempio, è stato inaugurato lo scorso ottobre “Paesi Tuoi”, il primo distributore automatico di frutta e verdura installato proprio nel centro città. Progettato e costruito in tre anni dal consulente aziendale Orville Zambelli, sarà attivo 24 ore su 24 e potrà erogare cinque diversi tipi di frutta e verdura. Sempre a Km 0.

Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio.org

LA PLASTICA DEL FUTURO? A BASE DI FIBRE DI FRUTTA !

UNA PLASTICA PIU’ LEGGERA DEL 30% E DA 3/4 VOLTE PIU’ FORTE DI QUELLA ATTUALE

Più resistente al calore, e in più completamente rinnovabile ed ecologica, verrà ricavata dalle nano-fibre di cellulosa di alcuni frutti come ananas, cocco e banane: l’innovazione è stata presentata nel corso del 241° National Meeting & Exposition dell’American Chemical Society da un gruppo di ricercatori brasiliani dell’Università di San Paolo.

ALCUNE DI QUESTE NANO-FIBRE RICAVATE DALLA FRUTTA

Spiegano i ricercatori, sono resistenti quasi come il Kevlar, il materiale utilizzato nei giubbotti antiproiettile; a differenza di quest’ultimo, però, non vengono prodotte dal petrolio, ma da fibre di cellulosa completamente naturali.”Le proprietà di queste nuove plastiche sono incredibili – spiega Alcides Leão, leader dello studio -. Sono più leggere del 30% e da 3 a 4 volte più forti. Crediamo che in futuro diverse parti di automobili, tra cui cruscotti e paraurti, potranno essere costituite da fibre di frutta”.

fonte : http://www.100ambiente.it

Redatto da Pjmanc: https://ilfattaccio.org