GOOGLE – Sta costruendo droni WiFi in New Mexico

GOOGLE - Sta costruendo droni WiFi in New Mexico

NELL’ APRILE DI QUEST’ANNO LA DIVISIONE DI RICERCA DI GOOGLE ha acquistato una casa di produzione di droni ad alimentazione solare, la Titan Aerospace. L’acquisto da parte della Google serviva ad aiutare l’azienda ad espandere l’accesso ad internet. Fatto sta che adesso, a soli 5 mesi di distanza, la Titan Aerospace sta costruendo due tipi di droni ad alimentazione solare. L’azienda produttrice, che conta solo circa 20 impiegati, continuerà ad avere sede a Moriarty, New Mexico ed i droni creati verranno utilizzati per portare l’accesso ad internet in aree in cui la digital divide è ancora parecchio accentuata. Google in un comunicato si ècosì espressa: “E’ ancora presto ma i satelliti atmosferici aiuteranno a portare l’accesso ad internet a milioni di persone, contribuendo alla risoluzione di altri problemi quali catastrofi e danni ambientali come ad esempio la deforestazione”. La realizzazione di questo progetto molto ambizioso non è così lontana. I primi test potrebbero arrivare anche ad inizio Ottobre ed avrebbero una durata media di sei mesi. L’acquisto da parte di Google segue la scia dell’annuncio fatto ad inizio anno di Facebook che ha comprato una casa produttrice, Ascenta, nel Regno Unito per 20 milioni di dollari. Dopo questo le due aziende contendono il primato di chi riuscirà ad utilizzare droni e palloni d’alta quota per portare internet alla maggior parte della popolazione mondiale. Da un punto di vista prettamente tecnico i droni utilizzano frequenze che normalmente non si utilizzano per le connessioni internet ed una banda di 2,4 GHz che permetterebbe a chi sta direttamente sotto il drone e chi è nelle immediate vicinanze di usufruire di una connessione internet. Ma la sfida riguarda solo Facebook? No, Google ha intenzione di creare dei droni per il trasporto merci. Da poco ha infatti lanciato il progetto Shopping Express dichiarando guerra ad Amazon.

 

Redatto da Pjmanc: https://ilfattaccio.org

DRONI E ORDINE PUBBLICO – L’unione europea ha speso 315 milioni di euro per acquistarne una flotta

DRONIBRUNO WATERFIELD DEL TELEGRAPH RIPORTA OGGI IL RAPPORTO DI STATEWARCH-un’organizzazione che si prefigge come obiettivo quello di controllare il rispetto delle libertà civili all’interno dell’Europa, l’Ue ha già speso 315 milioni di di euro circa per lo sviluppo di una flotta di droni di sorveglianza – EU unmanned aerial vehicles (UAVs) – che saranno entro il 2020 a disposizione delle forze di polizia europea, guardie frontiere e servizi di sicurezza.Il tutto senza nessun tipo di via libero e controllo democratico da parte del Parlamento inglese, italiano o europeo.Il rapporto di Statewatch, prosegue il Columnist del Telegraph, ha anche evidenziato una linea di credito segreta da 70 milioni di euro che era stata inserita in una nuova legislazione europea sul controllo del traffico aereo per il 2014 come “priorità politica”. Nessun deputato di nessun Parlamento europeo è stato consultato sul programma o sulla regolamentazione di questi strumenti che si aggirano nei cieli europei alla ricerca di criminali, per assicurare l’ordine pubblico, o per il controllo sociale delle popolazioni. 

DRONIIL RAPPORTO HA RIVELATO COME DOZZINE DI UFFICIALI EUROPEI hanno ricevuto premi per “il loro contributo e impegno personale” allo sviluppo dei droni dalla Unmanned Vehicle Systems (UVS) International, un gruppo di lobbyng nell’industria di sicurezza che rappresenta i principali aziende impegnate nella costruzione. “Quale prova ulteriore devono avere le persone per comprendere che l’Ue è oltre ogni tipo di responsabilità democratica? Si tratta di una burocrazia fuori controllo che spende le tasse dei contribuenti per industrie sotto la cui influenza operano”, ha dichiarato al Telegraph il deputato conservatore e presidente della Commissione per l’amministrazione dei beni pubblici, Bernard Jenkin.
-Fonte –  Tratto da 

Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio

MUOS – E’ stata montata la prima parabola la colonizzazione usa continua

muos

E’ STATA MONTATA LA PRIMA PARABOLA DEL MUOS,il sistema bel­lico sta­tu­ni­tense che ser­virà per la guerra totale auto­ma­tiz­zata mediante droni ed elet­tro­nica, per­met­tendo agli USA di col­pire e por­tare morte e distru­zione a loro pia­ci­mento senza nep­pure più rischiare qual­che pro­pria vita umana. Quelle altrui — ovvia­mente — non contano.Pro­ce­dono a pieno ritmo i lavori per la costru­zione del mega impianto di antenne satel­li­tari all’interno della base Usa di Niscemi: ieri mat­tina c’è stato l’arrivo della grande gru, che oggi è ser­vita per sol­le­vare la prima para­bola. Nei pros­simi giorni le altre due. Poi le prove d’accensione. Poi l’uso. Era que­sto l’ultimo tas­sello, il resto del sistema è già pronto ed attende le para­bole in Con­trada Ulmo per andare a regime.Que­sto evento ha una sua impor­tanza sim­bo­lica, anche se era ampia­mente atteso e non cam­bia nulla per quanto riguarda la lotta NOMUOS: il pro­blema per gli ame­ri­cani, e per i loro servi che garan­ti­scono l’ordine pub­blico, sarà man­te­nerle accese.

muosL’OPPOSIZIONE AL MUOS CONTINUERA’ CON UN INCESSANTE BATTAGLIA GIUDIZIARIA,sup­por­tata dai nostri dati tec­nici, e dalla lotta non­vio­lenta ma ferma della popo­la­zione. Fino a quando gli USA valu­te­ranno che i costi per restare saranno più alti di quelli per andar­sene. Un amico avvo­cato oggi ha com­men­tato, davanti alla foto della prima para­bola: “Costerà loro di più quando le dovranno smon­tare”. E’ que­sto il giu­sto spirito.Con­tra­ria­mente ai nostri gover­nanti grandi e pic­cini, ed ai loro servi, gli sta­tu­ni­tensi non hanno in ballo la pro­pria cre­di­bi­lità o la pro­pria car­riera poli­tica, non devono a tutti i costi rea­liz­zare l’opera per sod­di­sfare i pro­pri clien­tes e i pro­pri padroni: i padroni sono appunto loro.

no-muosLA LOTTA NOMUOS è e deve essere diretta con­tro — appunto — il MUOS, che costrui­scono e gesti­ranno gli USA. I vari manu­ten­goli e servi scioc­chi, più o meno ubbi­dienti o ambi­gui, nazio­nali e locali, non con­tano: sono solo cani da guar­dia, ma non hanno alcuna impor­tanza reale.Su di loro, tut­ta­via, cadrà la respon­sa­bi­lità morale di tutte le vit­time delle pros­sime guerre che il MUOS per­met­terà. Gover­nanti nazio­nali, gover­nanti locali, scien­ziati e tec­nici al loro ser­vi­zio, chiun­que abbia per­messo con l’azione o l’inazione quanto sta acca­dendo, avrà le mani spor­che di san­gue: su di loro cada la male­di­zione di tutte le per­sone di pace.

 

*Da Il Manifesto
>Fonte< 
Redatto da Pjmanc: https://ilfattaccio.org

I DRONI SPIA DI GOOGLE STREET VIEW


NEL 2009 L’AMMINISTRATORE DELEGATO DI GOOGLE E ORA PRESIDENTE ESECUTIVO ERICH SCHMIDT

già sotto tiro per la strategia adottata dalla sua compagnia, ovvero raccogliere, immagazzinare e estrarre ogni briciolo di dato personale – ha affermato (1) alla rete televisiva CNBC: “Se fate qualcosa che volete tenere nascosto, forse, innanzitutto, non dovreste farlo”.Non fa una piega. Perché mai preoccuparsi della sorveglianza se non abbiamo fatto niente di male?Questo, senza fronzoli, è ciò che Erich Schmidt pensa della privacy. Non ce n’è. Non ne abbiamo bisogno. Non la vogliamo. Non è una cosa buona per noi. Ti fa solo apparire colpevole. Questa è la filosofia su cui si basa uno stato di polizia.Google non si pente di leggere le e-mail degli utenti di Gmail, di dare un’occhiata ai loro dettagli personali nei social network, di tracciare le persone attraverso le loro ricerche, i loro acquisti e i loro modelli di lettura. Trae conclusioni e combina il tutto con altri dati creando un meraviglioso insieme. C’è poco che Google non sappia delle persone che utilizzano dispositivi portatili basati su Android.

 

GOOGLE NON E’ L’UNICO

“collettore di dati” là fuori (“data-hog” nell’originale, che suona come “maiale che si ingozza di qualsiasi dato”, NdT), e forse non è quello che possiede la maggior parte di dati privati – questo è probabilmente Facebook – ma dispone di alcuni strumenti unici non legati ad internet. Ad esempio, le sue macchine Street View, che registrano a vista tutto ciò che succede in ogni quartiere nel mondo, raccogliendo inoltre dati wireless dalle reti di case ed aziende. Quindi quando è entrata in vigore la nuova “politica di privacy” l’anno scorso, essa ha dato il via a diverse preoccupazioni. “Definirla è un richiamo alla lingua ambigua orwelliana” (2), si è lamentato John Simpson di Consumer Watchdog. Dovrebbe essere invece chiamata una “politica di spionaggio”. Ma l’agitazione, come molte altre cose, è diminuita dopo qualche settimana.Ma improvvisamente, Schmidt si è irritato a causa delle questioni sulla privacy di dispositivi che Google non controlla attraverso il suo software e che possono accedere e registrare promettenti dettagli di vita: i droni civili. Inclusi i mini droni “giocattolo”, come ad esempio gli elicotteri multirotore. Vuole vietarli immediatamente (3). E, se questo non è possibile, vuole regolamentarli. E per venire al dunque e tirare l’acqua al suo mulino, ha tirato fuori lo sfortunato esempio di un vicino:

 

COME VI SENTIRESTE

se il vostro vicino di casa acquistasse un drone commerciale d’osservazione da lanciare dal cortile di casa?” ha affermato. “Vola semplicemente sopra la vostra casa tutto il giorno. Come vi sentireste?” Non gli è piaciuta quella prospettiva. Proprio no. “Deve essere regolamentato,” ha spiegato il chairman, la cui compagnia combatte le regole ovunque le incontri. “È un compito per i governi, che hanno qualche legittimazione in ciò che stanno facendo, ma hanno a disposizione altre persone che lo fanno per loro… Questo non succederà.”È un esempio sfortunato, perché un episodio insidioso e allo stesso tempo ridicolo (4) di questo tipo è spuntato in una cittadina in Francia a causa di Google. Un ragazzo stava urinando nel suo cortile. Sappiamo che l’ha fatto, infatti proprio in quel momento una macchina di Street View è passata di lì. La telecamera, montata sopra un tetto, poteva vedere oltre il cancello chiuso ed oltre la recinzione perimetrale, beccando lo sventurato tizio in flagranza di reato.In quel momento lui non lo sapeva. E anche quando la scena è apparsa su Street View, lui non lo sapeva. I suoi vicini hanno scoperto la foto di lui che si liberava nel suo cortile, il suo viso era leggermente annebbiato. È stato solo dopo essere diventato lo zimbello della sua cittadina, che ha imparato qualcosa. Certo, secondo le parole di Schmidt sulla sorveglianza statale, il ragazzo “non avrebbe dovuto farlo, innanzitutto”.
5yrthtyjyuQUINDI LA DIFFERENZA TRA UNA MACCHINA DI STREET VIEW E UN DRONE E’ IL GRADO

La prima può solo catturare ciò che è visibile grazie all’aiuto dei suoi equipaggiamenti innalzati, il secondo può volare. Una è una parte essenziale del suo modello di business; l’altro dovrebbe essere vietato? Come mai si diventa improvvisamente così restii a parlare di droni? Specialmente da quando Google sta spendendo una fortuna in macchine che si guidano da sole: i droni “legati alla strada”, per così dire. Il prossimo passo saranno i dispositivi che possono volare. Il software di controllo e di mappatura cadrà da quel momento nel dimenticatoio.Tra un paio d’anni, la FAA (Federal Aviation Administration) si occuperà della delicata questione dei droni utilizzati dai civili e dalle aziende. Forse da quel momento, Google Ventures finanzierà un’azienda che sta sviluppando gli elicotteri multirotore senza pilota, grandi come una valigetta e adatti a rimpiazzare le imbarazzanti macchine di Street View. Fotograferebbero gli interni delle case, per mostrare com’è davvero il vicinato, ben oltre la facciata. Agli utenti piacerebbe molto. Il software offuscherà i visi delle persone per salvaguardare la loro “privacy”: il ché è molto utile, come lo sventurato tizio francese ha avuto modo di scoprire. E poi Google si opporrà vigorosamente a ogni regolamentazione che non vi si adatti. Questo perché Airborne Street View sarebbe il prossimo passo in avanti per Google, e Schmidt deve averci già fatto un pensierino.Qui ci sono alcuni trucchi che utilizzo per mantenere la privacy e la sicurezza su internet, scritti a modo mio cosicché anche io possa seguire le istruzioni: Windows 7, Internet Explorer, Silverlight, Flash Player, & Java Privacy Settings e Cleanup .

*NOTE
(1) blogs.computerworld.com
(2) consumerwatchdog.org
(3) businessweek.com
(4) lefigaro.fr

>Fonte<   Traduzione  a cura di GIULIA PERINO

<Tratto >

redatto da Pjmanc  https://ilfattaccio.org