CANAPA vs COTONE – I pro e i cotro la resa dei conti

CANAPA - VS - COTONE

ULTIMAMENTE LA CANAPA STA FACENDO MOLTO DISCUTERE di sé, soprattutto per la crescente consapevolezza che circonda l’uso dell’olio di canapa per il trattamento del cancro. Anche se la parola canapa viene ancora spesso confusa mischiata con la stessa definizione di cannabis, la pianta simile ma psicoattiva, è importante rendersi conto che la canapa può essere un importante punto di svolta per il nostro mondo, se utilizzata per il suo potenziale. Mentre leggerete questo post, potreste chiedervi: “Perché non usiamo questa roba tutto il tempo, o per fare tutto?!”. Risposta semplice: “la coltivazione della canapa è stata vietata negli Stati Uniti e in altri paesi nel 1937 a causa della minaccia che ha causato ad alcune società e le loro attività”.Anche se la canapa ha molti usi pratici, concentriamoci su quello che potrebbe interessarci tutti i giorni; l’abbigliamento. Per questo, confronteremo la canapa ed il cotone, una risorsa molto popolare usata nella produzione di vestiti. Avremo bisogno di concentrarci sulle diverse aree che devono essere prese in considerazione quando si confrontano le due piante, in modo da poter determinare non solo ciò che è meglio per noi, ma anche ciò che è meglio per il nostro ambiente. Facciamolo!

campi-di-cotoneACQUA- Il cotone richiede circa 1400 litri d’acqua per ogni chilogrammo che si intende produrre. Ed è tantissima acqua! Alcune aree del mondo che producono cotone sono a corto d’acqua dolce proprio a causa della produzione del cotone, nonché di indumenti… Alcune aree del mondo hanno sperimentato anche la desertificazione come risultato derivante dalla produzione di cotone.Canapa: richiede circa la metà della quantità di acqua rispetto la stessa produzione di cotone. La canapa è una pianta forte e affidabile che cresce molto rapidamente. Non solo, la canapa produce circa 200/250% in più di fibra nella stessa area di terreno rispetto al cotone.

 

Pesticidi_ COTONEPESTICIDI – Cotone: uno dei maggiori aspetti negativi del cotone è la quantità di pesticidi che vengono usati per coltivare la pianta. Anche se la coltivazione di cotone organico sta cominciando a prendere piede da un po’, la produzione di cotone in tutto il mondo utilizza circa il 25% dei pesticidi utilizzati nel mondo. L’altro fattore spiacevole è che queste sostanze chimiche possono finire per essere assorbite dalla nostra pelle quando indossiamo gli abiti.Canapa: la bellezza della canapa è che non richiede pesticidi per crescere. Infatti, non ha bisogno di alcuna sostanza chimica per svilupparsi. La naturale crescita della pianta compete con le erbacce e sovrasta la loro capacità di sostenersi. Questo permette alla canapa di crescere liberamente e rapidamente.

canapa-TESSUTOCOMFORT E DURATA-Cotone: generalmente molto comodo all’inizio, indossato nel tempo, il cotone “cede” per diventare ancora più confortevole. Non si può negare quanto il cotone sia morbido, ma è anche vero che le fibre di cotone si deteriorano nel tempo e più vengono lavate più veloce si rovinano.Canapa: la fibra di canapa usata per l’abbigliamento è una fibra naturale resistente; come il cotone, diventa progressivamente più morbida ogni giorno che viene indossata e ogni volta che si lava. Anche se all’inizio può non risultare abbastanza morbida, lo è abbastanza da non essere sicuramente considerata scomoda. Il vantaggio è che la fibra è molto più forte e resistente. Ripetuti lavaggi non rovineranno la fibra da nessuna parte così velocemente come per il cotone. Creare più abiti di canapa significherebbe non aver più bisogno di produrre troppi vestiti.

TRASPIRAZIONE - CANAPATRASPIRAZIONE-Cotone: la traspirazione è certamente un punto di forza per il cotone. Inoltre non trattiene gli odori per molto. Questo è probabilmente uno dei maggiori aspetti negativi delle fibre sintetiche, che non disperdono bene gli odori nè si comportano bene con l’umidità. Il cotone possiede invece un sistema di assorbimento naturale, che tuttavia trattiene l’umidità un pò più a lungo di quello che potrebbe essere considerato accettabile.Canapa: funziona molto bene quando si tratta di traspirazione, regolando l’umidità dal corpo in modo efficace. La canapa inoltre possiede proprietà anti-batteriche che superano qualsiasi altra fibra naturale. Questo significa che la canapa non ammuffisce nè permette la proliferazione di funghi e muffe. Dal momento che non trattengono gli odori, i vestiti in canapa hanno la meglio sul cotone anche su questo.

tessuti-colorati-ESTETICA-Cotone: senza l’uso di coloranti, il cotone cresce naturalmente bianco, crema e bianco sporco. Il cotone può essere tinto naturalmente o sinteticamente per ottenere il colore desiderato. La crescente consapevolezza che il cotone sia gravoso per l’ambiente e poco salutare per la nostra pelle sta aumentando la richiesta di cotone biologico. In termini di mercato della moda, il cotone organico sta venendo fuori sempre di più.Canapa: dai diversi processi per rimuovere le fibre dal fusto della pianta di canapa, la canapa può essere naturalmente bianco crema, nera, verde, grigia o marrone. Senza nemmeno richiedere l’uso di tinture, la canapa è già disponibile in una varietà di colori e ovviamente, si è ancora in grado di tingerla sia naturalmente che sinteticamente. La canapa sta rapidamente diventando sempre più popolare nel mercato della moda così come gli stilisti vedono nel potenziale del materiale un’opzione molto rispettosa dell’ambiente. Dal momento che è resistente e dura a lungo, può essere interessante per certi progettisti.

CO2CONSIDERAZIONI FINALI.Il vincitore per KO e crescente campione indiscusso di armonia naturale, è la CANAPA! Ciò non significa che il cotone, specialmente la coltivazione biologica, non sia un buon materiale, semplicemente non affatto migliore rispetto alla canapa. In alcuni casi, il cotone può e deve essere utilizzato se si produce qualcosa di specifico. Le maggiori differenze sono nel fatto che la canapa richiede molta meno acqua e pesticidi per la sua produzione. Non solo, essa può vantare una maggiore quantità di fibra per ettaro. Ti preoccupa l’eccesso di CO2 nell’atmosfera? La canapa è spettacolare nel sequestrare la CO2! Prenditi il tempo di cercare qualche abito di canapa in giro per internet o vedere se ci sono alcuni negozi locali che li vendono. Anche se la scelta a volte può essere limitata al momento, continua a cercare e richiedere abbigliamento di canapa così come la consapevolezza continua a diffondersi!

Autore: Joe Palmieri-Traduttore: Fabio Palmieri

>Fonte< 

Redatto da Pjmanc: https://ilfattaccio.org

LA TUA T-SHIRT? COSTA BEN 2700 LITRI D’ACQUA!

 PARTENDO DAL CAMPO DI COTONE

Giungendo al consumatore finale, per la produzione di una sola maglietta si consumano 2700 litri d’acqua. Ed è solo uno degli esempi più evidenti dello spreco delle risorse idriche mondiali.Il costo in termini di impronta idrica di una semplicissima t-shirt è di 2700 litri di acqua; per un paio di scarpe arriviamo a ben 8000 litri, mentre per un caffè si scende a 140 litri e per una mela a 70: i processi di produzione attuali non sono certamente all’insegna della sostenibilità, secondo quanto messo in luce dal Rapporto Quant’acqua sfruttiamo, redatto dal Sustainable Europe Research Studies per conto dell’associazione ambientalista Amici della Terra.

 UNO SPRECO NOTEVOLE

Che incide nettamente sul nostro pianeta che paga e sta facendo pagare a noi lo sfruttamento indiscriminato delle proprie risorse: sfondato il tetto dei sette miliardi di abitanti della Terra, sono sempre gli stessi a concedersi i benefici non solo del progresso ma anche della natura, quelli che dovrebbero essere garantiti a tutti. L’impronta idrica media giornaliera di un cittadino nord americano, ad esempio, è la maggiore di tutto il mondo con 7650 litri pro-capite, contrapposta a quella di 3350 degli africani; senza contare quelli che, tra quanti vivono nell’Africa sub-sahariana, non hanno neanche accesso a risorse fondamentali per la sopravvivenza. Per esemplificare quali sono i nostri sprechi quotidiani, quelli di cui non siamo consapevoli e che non si risolvono con le buone norme che è, tuttavia, necessario sempre rispettare per senso di civiltà, il rapporto si sofferma sul percorso di una t-shirt, da quando non è altro che un fiocco di cotone in un campo, fino al suo giungere sugli scaffali di un negozio. Ebbene, per ottenere un chilo di tessuto, scopriamo, sono necessari ben 11000 litri di acqua.

 LE PIANTE DI COTONE

Presenti nelle regioni tropicali e subtropicali di tutto il mondo, vengono coltivate in numerosi paesi dell’Asia: nel 2009 i paesi maggiori produttori sono l’India e la Cina. Dell’acqua contenuta al loro interno, circa il 45% è quella proveniente dall’irrigazione, il 41% è l’acqua piovana evaporata dal campo durante la crescita ed il 14% è necessaria per diluire le acque reflue derivanti dall’uso di fertilizzanti e prodotti chimici. A questo vanno aggiunti tutti i processi che portano all’intera realizzazione del prodotto, inclusa la raccolta, l’elaborazione della garza di cotone, la cardatura, la filatura, la tessitura, il candeggio.Prodotte da un’industria tessile ormai tutta localizzata nei grandi centri emergenti dell’Asia, come Dacca in Bangladesh in cui si contano circa 3000 fabbriche, da uomini e soprattutto donne che lavorano in condizioni di schiavismo totale, realizzando una media di 250 t-shirts all’ora per una paga mensile di 42 dollari.

 ANCHE LO SMODATO USO

Di acqua in bottiglia in paesi che dispongono di risorse idriche sufficienti, oltre ad essere costoso e condizionato semplicemente da campagne pubblicitarie, dal momento che «la merce acqua in bottiglia non è molto diversa dall’acqua di rubinetto trattata», crea un impatto ambientale notevole e che sarebbe facile ridimensionare: l’imbottigliamento ed il trasporto sono due processi che che implicano il consumo di grandi quantità d’acqua, energia, materiali, nonché il rilascio di emissioni. La plastica, attualmente, è una vera e propria piaga che affligge il nostro pianeta: nell’Oceano Pacifico c’è una quantità di spazzatura superiore di sei volte a quella del plancton mentre il Pacific Trash Vortex è composto per il 90% di plastica, materiale che ogni anno uccide 100 000 tra mammiferi ed uccelli marini che lo mangiano, credendo che sia cibo. Forse ciascun cittadino è troppo piccolo e lontano da queste realtà per poterne mutare il corso, ma quel che è certo è che una modifica dei propri comportamenti consumisti che danneggiano non solo l’ambiente ma anche l’umanità, potrebbero rappresentare un passo significativo per il miglioramento.

fonte :http://www.fanpage.it

Redatto da Pjmanc: https://ilfattaccio.org