CALIFORNIA – Nasce l’università della Ganja

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BUSINESS METODI DI COLTIVAZIONE DIRITTI SU CHI LA PRODUCE

La marijuana è diventata argomento universitario.  Non si tratta però come si potrebbe supporre di un’iniziativa nata nella patria della legalizzazione, cioè i Paesi Bassi; quest’idea infatti è il centro del progetto della Oaksterdam University situata a Oakland,in California.  Lo stato sulla ridente e assolata costa occidentale americana è stato uno dei primi a legalizzare l’uso della marijuana per scopi terapeutici e Oakland è uno dei centri più attivi nello sviluppare ricerche soprattutto nell’ambito medico; questo genere di attività ha permesso in California di creare un vero e proprio business abbastanza florido ma ciononostante per via dei retaggi del’era Reagan, ancora c’è nei procuratori statunitensi il sospetto verso chi produce e usa la marijuana legalmente.Di recente il presidente Barack Obama ha manifestato al contrario una certa apertura a favore dell’uso nel campo terapeutico di sostanze cannabinoidi, diffuse soprattutto nel trattamento di malattie quali sclerosi multipla e SLA.

 

OaksterdamIL PROGETTO DI OAKSTERDAM NASCE CON SCOPI SOCIALI

Il progetto di Oaksterdam nasce con scopi sociali, volendo istruire e informare sui modi leciti di produrre e fare business corretto senza incorrere nelle varie controversie legali che incombono su chi è dentro questo settore produttivo.Il campus è costituito da una serie di laboratori in cui si svolgono le attività di lavorazione e sperimentazione, mentre il settore inerente l’ambito giuridico prevede una equipe di esperti del campo.Il punto di arrivo che si pongono i fondatori di questo corso di studi è quello di contrastare il lobbismo delle case farmaceutiche e sensibilizzare verso una futura legalizzazione del consumo di cannabis sotto il controllo delle istituzioni come avviene da tempo oramai nei Paesi Bassi.

 

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Redatto da Pjmanc:  https://ilfattaccio.org

MARTE TERRA E SOLE ALLINEATI AD APRILE – A rischio le telecomunicazioni?

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AD APRILE UN NUOVO ALLINEAMENTO PLANETARIO COINVOLGERA’ LA TERRA IL SOLE E MARTE

I due pianeti e la nostra stella si troveranno quasi completamente allineati il mese prossimo, un evento che si verifica una volta ogni 26 mesi. Quali conseguenze? Nulla di catastrofico, ma le trasmissioni radio tra i due pianeti potrebbero correre il rischio di essere danneggiate dalle interferenze del Sole.Osservando l’evento dalla prospettiva della Terra, Marte passerà dietro il Sole. Quest’ultimo, con la sua enorme energia, potrebbe anche mandare in tilt le comunicazioni con i principali strumenti che lavorano su Marte e dintorni, la sonda Mars Odyssey e il Mars Reconnaissance Orbiter della Nasa, e la sonda Mars Express dell’Agenzia spaziale europea (Esa).Le posizioni dei pianeti del prossimo mese coincideranno dunque con una drastica diminuzione delle comunicazioni tra il nostro pianeta e Marte. Quest’ultimo infatti si nasconderà quasi del tutto da noi. Per evitare che in quel periodo vengano inviati comandi che potrebbero compromettere le missioni, i responsabili della missione del Nasa Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California, si stanno preparando a sospendere dal 9 al 26 aprile l’invio di tutti i comandi per i veicoli spaziali presenti su Marte.

 

solarflareANCHE LE TRASMISSIONI DA MARTE ALLA TERRA SARANNO RIDOTTE AL NECESSARIO

Chiamato Mars solar conjunction, tale allineamento è dovuto alle orbite dei due pianeti attorno al sole. “Questa è la sesta congiunzione per Odyssey”, ha detto Chris Potts del JPL, responsabile della missione Mars Odyssey, in orbita intorno a Marte dal 2001. Nonostante le passate esperienze, spiega lo scienziato che ogni congiunzione è diversa dalle altre. Esse infatti non sono identiche tra loro ma possono variare non solo per la vicinanza e la posizione di Marte rispetto al Sole ma anche in base al periodo che la nostra stella attraversa, nel suo ciclo che dura 11 anni. E il 2013 dovrebbe ospitare il picco dell’attività solare.“La più grande differenza di questa congiunzione del 2013 è avere Curiosity su Marte”, ha detto Potts. Proprio così. Il rover sta esplorando il suolo marziano dove di recente ha trovato antiche tracce d’acqua e gli ingredienti chimici per la vita microbica.Tuttavia, sia Curiosity che Odyssey porteranno avanti le loro osservazioni scientifiche, anche se in maniera ridotta rispetto alle operazioni usuali. Entrambi riceveranno e registreranno i dati e continueranno le trasmissioni verso la Terra per tutto aprile, anche se i dati registrati saranno ritrasmessi in seguito.

Scritto da Francesca Mancuso

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MISTERIOSA STRAGE DI CALAMARI GIGANTI SULLA COSTA

Calamari spiaggiatiI CORPI DI CENTINAIA DI CALAMARI SPIAGGIATI

sono stati rinvenuti sulla costa californiana, ma i ricercatori non hanno alcuna certezza sulle cause dell’accaduto.Macabro raduno.All’inizio del mese, mentre era alla ricerca di un fossile di balena esposto grazie alla bassa marea nell’isolata baia di Santa Cruz (California), il fotografo Chris Elmenhurst si è trovato di fronte ad una scena raccapricciante: una distesa sterminata di calamari di Humboldt (Dosidicus gigas) morti, spiaggiati sulla rive di Capitola.In seguito, ritrovamenti simili si sono ripetuti anche in altre località della California centrale, come Aptos e Pacific Grove. Alla fine gli esemplari morti di calamaro gigante sulle spiagge californiane ammontavano a qualche migliaio.
FINE MISTERIOSA

Per la comunità scientifica restano ancora un mistero le cause degli spiaggiamenti di questi calamari jumbo, che possono raggiungere anche il metro e mezzo di lunghezza. “Queste cose ogni tanto succedono per varie ragioni che però non sono ancora del tutto chiare”, dice il biologo marino John Field della NOAA, l’agenzia federale americana che si occupa del monitoraggio di oceani e atmosfera.Fame mortale.Tra i fattori principali che sembrano causare gli spiaggiamenti di massa vi sono il cambiamento climatico, il surriscaldamento delle acque oceaniche e le fioriture algali, che sarebbero in grado di disorientare i calamari.Altri scienziati invece pensano che la causa sia più diretta. Secondo Henk-Jan Hoving, ricercatore del Monterey Bay Aquarium Research Institute (MBARI), i calamari potrebbero aver seguito le loro prede in acque sempre più basse e sovraffollate, arenandosi sulle spiagge durante la bassa marea.
corrente humboldtACQUE CALDE

“Negli ultimi dieci anni gli spiaggiamenti sono stati sempre più frequenti, e nel frattempo le popolazioni di calamari di Humboldt sono cresciute, forse in seguito al riscaldamento delle acque, diventando a volte anche molto numerose”, ha spiegato Field.Questa specie di calamari che normalmente si trova nelle acque a sud del Golfo della California e fino alle coste peruviane, “a volte si trova anche più a nord, nei periodi in cui le acque sono più calde”, aggiunge Kenneth Bruland, ricercatore dell’Università della California a Santa Cruz. Questo accade quando in autunno e inverno i venti che spirano a sud e che spingono le correnti oceaniche ricche di sostanze nutritive a risalire dalle profondità cessano: allora le correnti più calde si avvicinano alle coste.Secondo Bruland, il cambiamento climatico e il conseguente minor apporto di ossigeno nelle acque potrebbero “essere i fattori determinanti” che spingono i calamari di Humboldt verso nord.

AGILE PREDATORE calamari di Humboldt

Ma questa teoria non è universalmente accettata. “Non credo che tutto ciò abbia qualcosa a che fare con il riscaldamento globale o i cambi nei livelli di ossigeno”, ha detto Francisco Chavez, oceanografo e biologo del MBARI. Anche secondo Hoving, collega di Chavez al MBARI, le cause sarebbero altre. Hoving fa notare infatti l’incredibile abilità dei calamari di Humboldt che riescono a sopravvivere e prosperare anche negli ambienti scarsamente ossigenati, al contrario di molti altri esseri viventi. Inoltre Hoving descrive il calamaro di Humboldt come un “predatore incredibilmente agile” che non si ritroverebbe mai intrappolato senza motivo, specialmente quando si muove in grandi gruppi.

fioritura algale foto NasaAVVELENAMENTO DI MASSA?

Un’altra possibile causa degli spiaggiamenti di massa sarebbero le fioriture algali eccezionali. Alcune specie di alghe, infatti, rilasciano delle tossine, come l’acido domoico, che possono decimare le faune locali. Alcuni scienziati sono convinti che queste fioriture causino la perdita dell’orientamento nei calamari e quindi siano responsabili degli spiaggiamenti, anche se non ci sono ancora prove evidenti.“Anche se è possibile che i calamari siano esposti a delle tossine questo è comunque improbabile visto che il mio laboratorio monitora i livelli di alghe e tossine settimanalmente nell’area di Santa Cruz, e nell’ultimo mese i livelli sono stati molto bassi”, spiega Raphe Kudela, biologo dell’UCSC.L’ultima spiaggiaPurtroppo non ci sono ancora spiegazioni scientifiche per questi macabri ritrovamenti ma di certo non se ne sono preoccupati gabbiani, leoni marini e tutti gli altri predatori che hanno rapidamente provveduto a ripulire le spiagge.

Fonte – Tratto da

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ANCHE LA CALIFORNIA HA DETTO SI ALL’AUTO SENZA PILOTA

LA GOOGLE CAR

l’auto che si guida da sola, potrà circolare liberamente anche sulle strade della California, grazie alla legge recentemente approvata dal senato dello stato americano.La California si aggiunge quindi al Nevada, il primo stato ad aver autorizzato l’auto che potrebbe rivoluzionare il mondo della mobilità. E’ stato proprio in Nevada, nella zona attorno a Las Vegas, che Google ha condotto i primi test con una Toyota Prius opportunamente modificata, con un dispositivo laser posto sul tetto che controlla in ogni istante l’ambiente circostante la vettura, rilevando automobili, pedoni e altri ostacoli.La vettura ha recentemente percorso oltre 480 kilometri senza subire nemmeno un graffio, tra strade urbane ed extraurbane. I test ovviamente continuano, implementando maggiori difficoltà e condizioni più difficili, ma il futuro sembra ben delineato. Per adesso però i due stati americani hanno stabilito, per motivi di sicurezza, che la Google car potrà circolare solo con due persone a bordo, in grado di intervenire e prendere il controllo dell’auto in ogni evenienza.

di Marco Vitaloni

fonte : www.vivereancona.it

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INCREDIBILE IN CALIFORNIA- 200 METRI DI SPIAGGIA SCOMPARSI SPROFONDATI IN UNA NOTTE foto + video

UN EPISODIO INCREDIBILE HA INTERESSATO QUALCHE SETTIMANA FA

La notte tra sabato 25 e domenica 26 marzo, la spiaggia di Los Frailes, nel sud della Baja California, in Messico: oltre 200 metri di spiaggia sono sprofondati in mare a oltre 100 metri di profondità! Il tutto è successo all’improvviso, nella notte, in quanto al tramonto della sera prima la spiaggia è stata com’era sempre stata mentre poi all’alba i pescatori e i residenti locali si sono accorti dell’incredibile accaduto, che da settimane ha mobilitato esperti di tutto il mondo nella zona. Sono scomparse circa 13.000 tonnellate di sabbia, un fenomeno chiamato “cascata di sabbia” che è allo studio degli scienziati.Il tutto è accaduto nella zona protetta di Cabo Pulmo National Park, dove d’estate ci sono migliaia di bagnanti e se fosse accaduto in quei momenti, sarebbe stata una tragedia.La cosa più incredibile, è che il “collasso” è accaduto anche sott’acqua e che a pochissimi metri dalla battigia la profondità del mare è diventata di 140 metri in una sola notte!I turisti sono avvertiti del rischio e in tutte le spiagge intorno a Los Frailes sono stati installati dei cartelli che invitano chiunque a non andare in spiaggia, che è comunque transennata.Qualcuno ha associato questo fenomeno a una serie di piccole scosse sismiche verificatesi nella zona proprio in quella notte, ma su quest’aspetto gli esperti stanno ancora facendo studi e analisi per capire se è possibile che i terremoti abbiano provocato quest’evento, oppure se sia stato lo sprofondamento, dovuto a chissà quale altra causa, a determinare lievi movimenti tellurici.E’ comunque stata esclusa ogni pista di natura “antropica”, e tutti sono convinti si tratti di un fenomeno naturale.Un vero e proprio mistero.

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FOTO

di : Peppe Caridi
fonte :http://www.meteoweb.eu/

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