TTIP PREMIO NOBEL LANCIA L’ALLARME – Non firmate non è un accordo di libero scambio+Video

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A LANCIARE L’ALLARME E’ IL PREMIO NOBEL 2001 per l’economia Stiglitz il quale, nel corso di un suo intervento presso il parlamento italiano, spiega i motivi per cui in realtà questo accordo non porterà ad alcun beneficio reale per l’economia popolare.
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NUBE NUCLEARE – Pericolo in Italia e in tutta Europa

NUBE NUCLEARE - Pericolo in Italia e in tutta Europa

PAURA IN BELGIO E IN TUTTA EUROPA. Le crepe rilevate nel 2012 sul reattore numero 3 della centrale nucleare di Doel, situata a nord di Anversa e reattore 2 di Tihange, situata nei pressi di Liegi, sono aumentate rispettivamente da 8.062 centimetri del 2012 a 13.047 centimetri nel 2014 e 2.011 centimetri a 3.149 centimetri e stanno aumentando ancora. Complessivamente sono oltre 16 mila le micro lesioni dei due reattori nucleari. La dimensione massima di queste microfratture raggiunge nel frattempo 17,9 centimetri a Doel e 15,4 centimetri a Tihange. L’Authority e un gruppo di esperti indipendenti hanno chiesto nella giornata di ieri (mercoledì 25 febbraio) controlli immediati. Poiché queste piccole crepe sono state scoperte nel 2012 nella copertura del serbatoio principale nel corso di un un’ispezione condotta dai tecnici della Electrabel, sono stati effettuati tre serie di test. Una quarta serie è in corso. L’operatore elettrico comunicherà i risultati all’inizio di aprile all’agenzia federale del controllo nucleare (AFCN) che li analizzerà con l’aiuto di una giuria internazionale di esperti. Le verifiche sono state estese anche ai vessels che sono quei grandi recipienti d’acciaio che contengono il nocciolo, le barre di controllo e il fluido refrigerante. “Il deterioramento di queste componenti può causare incidenti nucleari catastrofici con massiccio rilascio di radiazioni che potrebbero raggiungere Francia, Spagna e Italia”. Afferma Giovanni D’Agata, presidente dello sportello dei diritti”.

NUBE NUCLEARE - Pericolo in Italia e in tutta EuropaIL BELGIO HA PERO’ ANNUNCIATO PER I PROSSIMI ANNI UNA GRADUALE USCITA DAL NUCLEARE. Problemi di questo tipo non riguardano solo l’Europa, difatti a fine agosto 2012 Greenpeace aveva messo sotto osservazione anche la centrale nucleare argentina di Atucha come uno dei diciannove impianti a possedere un reattore potenzialmente difettoso. Anche per questi reattori si parla di crepe nella struttura che racchiude il reattore, proprio come quelle delle centrali belghe di Doel 3, e di Tihange 2. Tutte queste strutture hanno una cosa in comune: sono state fabbricate dalla olandese Rotterdamsche Doogdok Maatschappij 8rdm, azienda che ha cessato l’attività da diversi anni e che ha consegnato altre 21 strutture simili in tutto il mondo tra cui: due reattori olandesi, due tedeschi, due spagnoli, due svizzeri, uno svedese e dieci presenti negli Stati Uniti. Per Giovanni D’Agata, “che le centrali nucleari europee fossero vecchie e malandate non è una novità. Ce lo hanno testimoniato i numerosi incidenti e stop preventivi dei rapporti sulla sicurezza, basti citare il caso francese con il rapporto della IRSN che conferma come nessuna delle centrali nucleari francesi sia sicura in caso di eventi estremi come forti terremoti e devastanti alluvioni.

*Adriana Costanzo
>Fonte< 
Redatto da Pjmanc https://ilfattaccio.org

USA – Allarme per batterio killer sfuggito da un laboratorio

USA - Allarme per batterio killer sfuggito da un laboratorio

E’ ALLARME IN LOUISIANA PER UN BATTERIO KILLER ALTAMENTE INFETTIVO e spesso letale fuoriuscito dal laboratorio di ricerca Tulane National Primate Research Center di Covington a circa 80 km a nord di New Orleans. Sembra che i tecnici stessero lavorando ad un vaccino testato sulle scimmie quando il batterio è riuscito a superare le difese del laboratorio. La notizia è stata data dal quotidiano USA Today che, nonostante le autorità abbiano garantito che non ci sono rischi per il pubblico, sottolinea che resta incerta al momento la portata della contaminazione e che di 4 scimmie che si sono ammalate, due sono state uccise. Un ispettore federale, inoltre, si è ammalato a sua volta dopo aver visitato la struttura. Il batterio “Burkholderia pseudomallei” è un batterio gram negativo che causa la meliodosi (che si manifesta come un’infezione tubercolare opportunistica in soggetti indeboliti da altri disturbi ed ha una mortalità tra il 14 ed il 40%). Si tratta di una malattia contagiosa nei topi ma che si può trasmettere all’uomo attraverso cibo e bevande contaminate dal semplice passaggio di roditori infetti. Sebbene le autorità della Lousiana siano rassicuranti il “Burkholderia pseudomallei” è classificato come un potenziale “agente (chimico) impiegabile in attacchi di bio-terrrorismo”. Il batterio è endemico nel sud-est asiatico, in particolare in Thalandia e nell’Australia settentrionale.

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ALLARME CREME BEBE’ – Ecco la lista nera

ALLARME CREME BEBE' - Ecco la lista nera

MOLTE CREME ANTI-ARROSSAMENTO PER BEBE’ CONTENGONO UN CONSERVANTE, il phenoxyethanolo, che ha possibili effetti tossici sulla riproduzione e lo sviluppo. Cosa c’è dentro le creme protettive usate per il cambio dei bebè? Una domanda più che legittima visto che si tratta di cosmetici dedicati ai piccolissimi, e in quanto tali devono essere ultra-sicuri, e che, per giunta, sono usati in una zona estremamente delicata del corpo dei neonati. Le paste antiarrossamento agiscono in prossimità degli organi genitali dei bimbi e dunque, ancor più di altri cosmetici, devono essere usate con cautela e prestando la massima attenzione agli ingredienti che contengono. Lo scorso novembre l’Agenzia nazionale francese per la sicurezza dei medicinali e dei prodotti sanitari (Ansm) ha invitato a non usare il phenoxyethanolo nei prodotti che vengono applicati sui glutei (le creme protettive appunto o le salviettine profumate) e di ridurre la sua concentrazione dall’attuale 1% allo 0,4% in tutti gli altri cosmetici. Il phenoxyethanolo è un conservante ampiamente usato nei cosmetici ma da tempo sotto la lente di ingrandimento per i suoi possibili effetti tossici sulla riproduzione e lo sviluppo. Sospetti che sembrano sempre più fondati se l’Ansm è arrivata a raccomandare di non utilizzare il composto nei cosmetici destinati ai bambini sotto i tre anni di età. In attesa che anche le autorità europee procedano a una rivalutazione del rischio, per precauzione sarebbe meglio evitare, a priori, i marchi che usano questo conservante. Il settimanale Il Salvagente ha pubblicato il risultato di un ampio test incentrato sulle paste protettive per il cambio dei neonati e ben 6 le creme su 15 sono state colte in fallo per la presenza del “famigerato” conservante:

FISSAN Baby – Protezione e Natura

BABYGELLA – Pasta protettiva

AVÈNE Pediatril – Crema per il cambio

CHICCO – Pasta lenitiva

DERMOGELLA bébé – Baby Paste

FISSAN Baby – Pasta Alta Protezione

Le creme prese in esame in cui il il phenoxyethanolo è risultato assente sono:

WELEDA – Baby crema protettiva alla calendula

PURIS Baby care – Pasta protettiva

PASTA HOFFMAN – Lenitiva antiarrossamento

NIVEA BABY – Pasta protettiva emolliente

MUSTELA

AVEENO Baby – Crema barriera

JOHNSON’S PEDIATRIC – Baby Pasta Protettiva

PENATEN – Pasta protettiva

A-DERMA – Eryase crema

Nel caso delle paste protettive per il cambio dei pannolini, poi, l’invito del Salvagente è di privilegiare prodotti naturali privi non solo di phenoxyethanolo, ma anche di parabeni e petrolati, questi ultimi sostanze di bassissima qualità ottenute dal petrolio e che sono diffusissime in questi cosmetici.
>Fonte<
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SPAGHETTI AI PESTICIDI – Allarme per Barilla e altre marche

Spaghetti_ai_pesticidi

 

UN TEST EFFETTUATO IN SVIZZERA DIMOSTRA LA PRESENZA DI INSETTICIDI NEGLI SPAGHETTI PIU’ COMUNI VENDUTI NEI SUPERMERCATI. Si salvano i prodotti biologici. Prodotti contaminati, anche se nella norma… Una notizia che fa scalpore e che viene da un test effettuato in Svizzera: alcuni spaghetti, ad esclusione di quelli da agricoltura biologica, contengono tracce di erbicidi e pesticidi. A certificare questa amara verità è un test comparativo effettuato dalla rivista svizzera di consumatori Bon à savoir. La notizia rimbalzata in tv attraverso la Radiotelevisione svizzera RTS, ma non ha oltrepassato con altrettanto clamore la catena alpina. Il confronto è avvenuto su 15 campioni di spaghetti, di cui 13 prodotti convenzionali e 2 prodotti bio. I prodotti biologici, di due marche elvetiche, passano il test senza note negative. Mentre su sei confezioni sono state trovate tracce di pirimifos metile che viene usato per la conservazione del grano nei silos, queste confezioni sono Prix Garantie, Combino, Reggano, Barilla e La Pasta di Flavio. In due altri campioni sono state rinvenute anche tracce di altri disinfestanti (cipermetrina e terbufos).

SPAGHETTI AI PESTICIDI - Allarme per Barilla De Cecco e altre marcheDISPIACE DOVER DIRE CHE QUATTRO DI QUESTI PRODOTTI SONO DI ORIGINE ITALIANA, anche se non conosciamo la provenienza dei grani impiegati. Le marche sono Combino, Reggano, Barilla, La pasta di fallivo. Nessuna traccia di pesticidi come dicevamo in tutti i prodotti biologici, ma anche in De Cecco, Garofalo e nella confezione di spaghetti Barilla integrali. Bisogna evidenziare che tutte le quantità di residui trovati rimangono al di sotto dei limiti imposti dalla legge. Ma si potrebbe disquisire a lungo sulla quantità minima tollerabile di insetticidi assunti per via alimentare, sui i loro effetti sulla salute, anche in quantità minime, e sulle ripercussioni di carattere biologico e ambientale. Invitare i consumatori a ingerire pesticidi ed erbicidi a norma di legge non sembra molto salutare e attento nei confronti dell’essere umano.
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