GELATINE ALIMENTARI ANALLERGICHE – Si studia la possibilità di inserire geni umani

Gelatina-Umana

SICURO DI SAPERE COSA C’E’ NELLA MARMELLATA? Che effetto vi fa pensare di mangiare una marmellata o una tartina preparate con ingredienti di derivazione…. umana? No, non è una scena tratta dall’ultimo film di Hannibal Lecter ma, secondo un articolo recentemente apparso su New Scientist, il risultato di numerose ricerche scientifiche che hanno l’obiettivo di ridurre drasticamente le intolleranze e le allergie alimentari. Molti prodotti di uso comune, dalle marmellate alle gelatine, dalle caramelle ai dessert, dai cosmetici ai farmaci, contengono infatti gelificanti, sostanze di orgine animale la cui funzione è quella di dare consistenza solida a una massa o a un liquido freddo.

Proteine-GelatinaSAI COSA SPALMI? I gelificanti sono ottenuti dal collagene ricavato dalla bollitura di ossa, pelle e tendini e altri scarti della macellazione. Per quanto la cosa possa risultare disgustosa, dal punto di vista chimico non si tratta che di una miscela di proteine e peptidi.Sono però sostanze di derivazione animale che, pur se raramente, nell’uomo possono scatenare allergie ed essere veicolo di infezione. Non solo: dal punto di vista industriale è difficile manternerne costante la qualità e i costi di produzione sono sempre più alti.Per questo motivo l’industria alimentare sta testando gelificanti a base… umana, ottenuti dall’inserimento alcuni geni dell’uomo in specifici ceppi di lieviti che permetteranno la produzione controllata di gelificanti anallergici.
Il primo passo verso lo sdoganamento del cannibalismo?

 

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Redatto da Pjmanc: https://ilfattaccio.org

INTOSSICAZIONI ALIMENTARI – Ecco dove si nascondono piccole dosi di veleno

 

mela

LA CLASSICA MELA ROSSA DI BIANCANEVE.Avete mai pensato che gli appetitosi e nutrienti alimenti che trovate ogni giorno nel vostro piatto contengono anche piccoli dosi di veleni potenzialmente pericolosi? Attenzione alla salute e corriamo a scoprire alcuni dei cibi tossici dei vostri piatti.

Funghi: indice di mortalità 9/10. I funghetti si sa, sono un alimento da scegliere attentamente. Non sono classificati nè nel regno animale, nè in quello vegetale: affascinante vero? Anche i funghi allucinogeni provocano tali effetti per piccoli avvelenamenti a fegato e reni.

Ciliege: indice di mortalità 4/10. Una tira l’altra, si dice. Ma lo sapevate che il nocciolo rilascia acido cianidrico? Non preoccupatevi, ha potere tossico solo se danneggiato nella masticazione e in grande quantità

Rabarbaro: indice di mortalità 3/10. Famose le caramelle avvolte in carta rossa, ma di qusta innocua pianta mai utilizzare le foglie. Infatti contengono acido ossalico, che influisce sulle funzionalità renali.

Patate: indice di mortalità 5/10. Sapevate che germogli e foglie sono tossici? Contengono glicoalcaloide, alamente tossico. Per questo già vostra nonna vi raccomandava di conservarle in un posto buio.

Noce moscata: indice di mortalità 7/10. La noce moscata che vi ricorda polpette e saltimbocca dell’infanzia in realtà è anche un potente allucinogeno. La noce moscata se assunta in grandi quantità provoca convulsione, con una dose di circa 5 grammi e con 8 grammi avrete deliri allucinatori. Avete mai mangiato un’intera noce moscata? Vi attende la psicosi da noce moscata.

Pomodori: indice di mortalità 3/10. Spesso utilizzati, ma altrettanto spesso eliminati nelle diete, i pomodori, estramamente acidi, fanno parte dei cibi tossici: presentano foglie e gambi poco digeribili, che possono dar luogo a mal di stomaco e nausea.

Mandorle amare: indice di mortalità 6/10. Le mandorle amare devono affrontare un processo molto lungo di lavorazione: contengono dai 4 ai 9 mg di acido cianidrico, che va rimosso. Lo sapevate che in Nuova Zelanda sono proibite per legge?

Mele: indice di mortalità 2/10. Una mela al giorno toglie il medico di torno? Ma la mela contiene anche una piccola dose di cianuro. Evitate i semi!

E se il pesce palla giapponese si merita davvero lo scettro in quanto a pericolosità tossica nelle intossicazioni alimentari, quel che è certo è che in tutti questi cibi le dosi mortali sarebbero veramente alte, quindi potete stare tranquilli e affrontare cene luculliane a prova di avvelenamento. State attenti a eventuali invitati serpenti però.

Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio.org

 

Le multinazionali più cattive del mondo

McDONALDS-RISTORAZIONE

I dipendenti sono sottopagati. Gli animali che forniscono la carne degli hamburger sono costretti a continue gravidanze e vengono imbottiti di antibiotici e farmaci. L’intera “politica pubblicitaria” della multinazionale mira a coinvolgere e convincere i bambini (con regali, promozioni e gadgets)e ovviamente, quando il bambino rompe i coglioni perché vuole andare da McDonald’s, ci va tutta la famiglia. Tre piccioni con un cheesburger.La campagna contro questa multinazionale dura ormai da più di una decina d’anni. La McDonald’s è finita più volte sotto processo. Ha pagato diversi milioni di dollari di risarcimento danni ai consumatori.Negli ultimi sei mesi il fatturato è sceso del 13%.

 

NESTLE’-ALIMENTARI

La campagna di boicottaggio della Nestlé è nata soprattutto dalla politica della società nella vendita del latte in polvere (qui l’azienda controlla più del % del mercato mondiale). La multinazionale avrebbe provocato la morte di 1,5 milioni di bambini per malnutrizione. La Nestlè incoraggia e pubblicizza l’alimentazione dal biberon fornendo informazioni distorte sull’opportunità dell’allattamento artificiale e dando campioni gratuiti di latte agli ospedali (in particolare negli ospedali del Terzo mondo), o “dimenticando” di riscuotere i pagamenti.Oltre a questo la Nestlè è considerata una delle multinazionali più potenti e più pericolose del mondo. E’ criticata per frodi e illeciti finanziari, abusi di potere, inciuci politici, appoggio e sostegno di regimi dittatoriali. Ultimamente è stata presa di mira per l’utilizzo di organismi geneticamente modificati nella pasta (Buitoni), nei latticini, dolci e merendine.Intere aree di foresta vengono distrutte per far posto alle sue piantagioni di cacao e di caffè, dove si utilizzano pesticidi molto pericolosi (alcuni proibiti nei paesi industrializzati).Ecco una lista completa dei marchi di proprietà Nestlè:Acque minerali e Bevande: Claudia, Giara, Giulia, Levissima, Limpia, Lora Recoaro, Panna, Pejo, Perrier, Pra Castello, San Bernardo, San Pellegrino, Sandalia, Tione, Ulmeta, Vera, Acqua Brillante Recoaro, Batik, Beltè, Chinò, Gingerino Recoaro, Mirage, Nestea, One-o-one, San Pellegrino, Sanbitter.Dolci, gelati, merendine: Le ore liete, Cheerios, Chocapic, Fibre 1, Fitness, Kix, Nesquik, Trio, Kit Kat, Lion, Motta, Alemagna, Baci, Cioccoblocco, Galak, Perugina, Smarties, Antica Gelateria del CorsoCacao, caffè e derivati: Cacao Perugina, Nescafè, Malto Kneipp, Orzoro.Carne e pesce: Vismara, Mare fresco, Surgela,Frutta e Latticini e yogurt: Formaggi Mio, Fruit joy, Fruttolo, Lc1.Olio e derivati: Sasso, Sassonaise, Maggi.

 

CHIQUITA-ALIMENTARI

E’ coinvolta in tutto. Intrighi internazionali, scioperi repressi nel sangue, corruzione, scandali e colpi di stato. Utilizza massicce quantità di pesticidi, erbicidi e insetticidi. Approfitta della sua posizione di potere per imporre prezzi molto bassi delle aziende agricole da cui si rifornisce.Nel 1994 il sindacato SITRAP ha denunciato l’esistenza di squadre armate all’interno delle piantagioni in Centro America e in Ecuador. I lavoratori sono sottopagati, senza alcuna assistenza medica. Le attività sindacali sono represse talvolta con la forza.

 

 

 

 

 

Unilever-says-that-Marketing-has-to-become-a-noble-business-again-2UNILIVER-ALIMENTARI E CHIMICA

Molte associazioni animaliste come Animal Aid hanno lanciato una campagna contro la Unilever per lo sfruttamento degli animali durante gli esperimenti.E’ boicottata anche per i salari e le condizioni di lavoro nelle sue piantagioni in India (dove possiede il 98% del mercato del tè).La Unilever controlla i marchi: Lipton Ice Tea, Coccolino, Bio presto, Omo, Surf, Svelto,Cif, Lysoform, Vim, Algida, Carte d’Or, Eldorado, Magnum, Solero, Sorbetteria di Ranieri, Findus, Genepesca, Igloo, Mikana, Vive la vie, Calvè, Mayò, Top-down, Foglia d’oro, Gradina, Maya, Rama, Bertolli, Dante, Rocca dell’uliveto, San Giorgio, Friol, Axe, Clear, Denim, Dimension, Durban’s, Mentadent, Pepsodent, Rexona,

 

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Redatto da Pjmanc http:/ilfattaccio

TRUFFE ALIMENTARI – 10 regole per il consumatore il decalogo dei Nac

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I NUOVI CONTROLLI DEI NUCLEI ANTIFRODI CARABINIERI HANNO PORTATO ALLA LUCE NUOVE FRODI ALIMENTARI

Coinvolte 147 aziende ed attività commerciali, con falsi prodotti DOP/IGP come “Parmigiano Reggiano”, “Mozzarella di Bufala Campana”, “Cipolla di Tropea” e “Pecorino Toscano”. I controlli dei Carabinieri hanno coinvolto anche i principali mercati cittadini, la grande distribuzione organizzata e il circuito della ristorazione.Scoperti dunque dei prodotti falso “Made in Italy” e false evocazioni di marchi DOP, con sequestri pari a 4,5 tonnellate di prodotti e 7 aziende zootecniche per un giro di affari di 1.650.000 euro. Tra i principali sequestri, quello effettuato in provincia di Latina, dove un’azienda aveva commercializzato presso la grande distribuzione organizzata in tutto il territorio nazionale numerose quantità di paste fresche indicando in etichetta l’utilizzo di “Grana DOP”. In realtà, i militari hanno scoperto che nei prodotti non veniva utilizzato alcun tipo di formaggio, ingannando in maniera fraudolenta i consumatori. In questo caso l’azione congiunta dei Nuclei Antifrodi Carabinieri ha consentito di individuare la frode e recuperare dal mercato oltre 65 quintali di prodotti alimentari, già avviati alla distruzione su disposizione della Procura della Repubblica di Latina.

 

INSACCATISITUAZIONE SIMILE ANCHE A VERBANIA

dove i Nac hanno sequestrato numerose confezioni di preparati alimentari che riportavano, senza la prevista autorizzazione, la denominazione d’origine “Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP”. Nella lotta al “Falso Made in Italy” altre attività hanno consentito di individuare la commercializzazione di insaccati indicati come “Made in Italy” ma realizzati con carni di origine olandese o non “tracciata”.Durante l’estate, le verifiche dei Nac di Roma, Parma e Salerno riguarderanno tutto il territorio nazionale con controlli straordinari sulla tracciabilità e sull’etichettatura dei prodotti alimentari in collaborazione con i Comandi Territoriali dell’Arma e con l’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione delle Frodi dei Prodotti Agroalimentari del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.“Con circa 8,3 milioni di italiani che in vacanza acquistano prodotti alimentari tipici come souvenir l’operazione dei Nac è importante per combattere le frodi e gli inganni a tavola che con l’arrivo dell’estate si moltiplicano lungo la penisola” ha commentato Coldiretti. “Le difficoltà economiche che costringono molti a risparmiare in vacanza spingono anche verso spese utili, con l’enogastronomia che – continua- è diventata una componente irrinunciabile della vacanza made in Italy. In altre parole, si risparmia eventualmente sul tempo da trascorrere in ferie, accorciando magari la permanenza nel luogo di vacanza e anche sulla qualità dell’alloggio, preferendo sistemazioni più modeste, ma non si rinuncia a gustare e acquistare come ricordo le specialità tipiche del posto di villeggiatura”. Senza contare che l’Italia è l’unico paese al mondo a poter vantare un patrimonio di 4.698 specialità tradizionali alimentari.

 

PER EDUCARE I CONSUMATORI ED EVITARE FRODI ALIMENTARIetichette-alimentari

i Nac hanno messo a disposizione un decalogo, 10 cose da tenere presente per evitare di incappare in prodotti alimentari ‘falsi’.

1. Ricorda che l’etichetta è la “CARTA D’IDENTITA’” degli alimenti. Diffida di quelle con scritte minuscole e poco chiare soprattutto sull’origine dei prodotti .

2. Le etichette più corrette sono quelle che garantiscono le migliori condizioni di conoscenza di un prodotto: trasparenza del marchio, processo produttivo, luogo di produzione e caratteristiche del prodotto.

3. I prodotti alimentari esteri per essere commercializzati in Italia devono osservare le stesse regole, l’etichettatura deve essere in lingua italiana e deve essere bene individuato l’importatore e/o lo stabilimento di lavorazione nazionale.

4. Per i prodotti senza etichetta (es. vendita ai banchi di pesce, carni, prodotti ortofrutticoli) il venditore è comunque tenuto ad esporre indicazioni obbligatorie tra cui quelle sulla provenienza.

5. Fondamentale è il controllo della data di scadenza, delle indicazioni sulle modalità di conservazione e del termine di consumo dall’apertura del prodotto confezionato.

6. Per orientarti sulla genuinità dei prodotti, puoi avvalerti del sistema dei marchi di qualità previsti dall’Unione Europea (DOP, IGP, STG e “Biologico”). Ricorda che gli alimenti “geneticamente modificati” (detti comunemente transgenici oppure “OGM”) sono riconoscibili per l’indicazione in etichetta o nell’elenco degli ingredienti.

7. Accertati che le confezioni e gli imballaggi siano integri. In particolare, verifica che nei prodotti in scatola non vi siano parti gonfie o schiacciate e che al momento dell’apertura non fuoriescano bollicine o gas particolari.

8. Sii sempre molto cauto negli acquisti on line e nelle vendite “porta a porta”: se non ricevi notizie precise sull’identità e sui recapiti (telefono, domicilio etc.) del venditore, considera che potresti incorrere in una truffa.

9. Diffida dei luoghi di vendita che non appaiono salubri e sono trascurati nell’ordine e nella pulizia. Ricorda e fai osservare l’obbligo di utilizzare i guanti a perdere nella manipolazione di alimenti non preconfezionati, aperti in banchi per la vendita, al fine di evitare possibili contaminazioni batteriche (prodotti orto-frutticoli, paste alimentari, ecc.).

10. Non dimenticare le norme generali di igiene per la sicurezza alimentare della famiglia.
*Francesca Mancuso

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Redatto da Pjmanc: https://ilfattaccio.org