l’ALBERO DELLA VITA – Quello vero si trova in Giappone non al Expo +Video

albero_della_vita

RICORDATE L’ ALBERO DELLA VITA DI AVATAR? Questo meraviglioso albero ha un corrispettivo naturale che si trova in Giappone. Niente a che vedere con l’Albero della Vita artificiale diventato icona di Expo 2015 e già ribattezzato “L’Albero dei Selfie”. L’Albero della Vita giapponese ha ben 144 anni, un chiaro indicatore di longevità. Si trova all’intero dell’Ashikaga Flower Park. Proprio a quest’albero giapponese il regista di Avatar, James Cameron, si sarebbe ispirato per realizzare il suo film. In Giappone l’Albero della Vita raggiunge il suo massimo splendore durante la fioritura. Il fotografo Peter Lourenco lo ha immortalato e le sue immagini stanno facendo il giro del mondo. Sono le meraviglie della natura a stupirci ancora una volta, molto più delle creazioni dell’uomo. L’albero giapponese dall’aspetto davvero affascinante è una varietà di glicine. All’estero lo hanno ribattezzato Tree of Souls, proprio in onore di Avatar. Durante la fioritura ecco comparire una cascata di boccioli color violetto. L’effetto visivo complessivo è a dir poco strabiliante, come mostrano le immagini che ritraggono l’Albero della Vita. Lo speciale glicine sta attirando centinaia di turisti in Giappone. Chi ha avuto la fortuna di avvicinarsi all’albero ha provato la sensazione di essere il protagonista di un film ambientato in mondi lontani. Invece il vero Albero della Vita è proprio qui sul nostro Pianeta, che ha sempre più bisogno di essere protetto.

 

VIDEO

*Marta Albè
>Fonte< 
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio.org

CAPSULA MUNDI – Come diventare un albero dopo la morte

 

CAPSULA MUNDI - Come diventare un albero dopo la morte

ANCHE L’ITALIA POTRA’ AVERE CIMITERI “VERDI” SE UN GIORNO LA LEGGE LO PERMETTERA’. E ognuno di noi, alla fine della propria vita, potrà trasformarsi in un albero. È questa l’idea su cui da tempo lavora il team italiano di Capsula Mundi, che ha realizzato un contenitore a forma di uovo in cui il corpo del defunto viene disposto in posizione fetale per poi essere posto sotto terra insieme ai semi di un albero. Realizzato con un materiale 100% biodegradabile, la plastica di amido, la Capsula Mundi permetterà così di ricordare il defunto non attraverso la sua lapide o un’urna ma trovandosi davanti l’albero cresciuto al di sopra del suo corpo. “Capsula Mundi è messa a dimora come un seme nella terra; sopra di essa – a segnarne spazialmente la presenza, viene lasciato un cerchio di terra ribassato. Al centro di questo è piantato un albero la cui essenza viene scelta in vita dal defunto e sarà cura dei parenti e degli amici seguirne la crescita” spiega il sito ufficiale. In questo modo, il cimitero potrebbe trasformarsi, spogliandosi della sua veste talvolta lugubre e diventando un grande parco sacro. “Abbiamo voluto dedicare il nostro lavoro ad un momento della vita di estrema importanza così come lo sono il momento della la nascita e il matrimonio. La morte è un passaggio delicato, misterioso e inevitabile. I defunti non possono solo essere un problema tecnico, la morte non può essere trattata come un tabù. Se visto come fenomeno naturale, di trasformazione delle sostanze, il trapasso è un momento di ricongiunzione dell’essere alla natura, al suo perpetuo mutare. Al di là delle radici religiose e culturali a cui ognuno appartiene, questo è un fenomeno biologico, quindi uguale per tutti” spiega il team.

CAPSULA MUNDI - Come diventare un albero dopo la morteLA LORO RIFLESSIONE PERO’ SI E’ CONCENTRATA ANCHE SULL’IMPATTO AMBIENTALE dell’utilizzo della bara, un oggetto dimenticato da chi si occupa di design. Per costruirla oggi si sacrificano alberi ad alto fusto, spesso di essenze pregiate, quindi a lento accrescimento. “È l’oggetto con il più breve ciclo di vita prodotto dalla nostra società, ne consegue il più alto impatto ambientale (la crescita di un albero richiede dai 10 ai 40 anni, a fronte di tre giorni di fruibilità del prodotto!)” fanno notare. Capsula Mundi invece utilizza materiale biodegradabile al 100% e realizzato da “plastica” di amido (l’amido si ricava da piante con ricrescita stagionale, quali patate e mais), risparmiando la vita di un albero e proponendo di piantarne uno in più. “Un albero accanto all’altro, di essenze diverse a creare un bosco, magari lì dove un bosco è scomparso. Un luogo in cui i bambini potranno andare ad imparare a riconoscere i diversi tipi di alberi oppure in cui recarsi per una passeggiata e ricordarsi di persone che non ci sono più”. Non si tratta però dell’unica iniziativa di questo tipo. Negli ultimi anni infatti si sono moltiplicate le urne biodegradabili che danno vita a un albero come la Bios Urn, o ancora PoeTree, che permette di trasformare le nostre ceneri in una “creatura” vegetale vivente. Ma c’è un limite posto dall’attuale normativa italiana, che vieta dal 1934 le inumazioni “verdi”. Attualmente la legge è in fase di modifica ma fino ad allora tornare a contatto con la Natura dopo la morte non sarà possibile.

*Francesca Mancuso
>Fonte<
Redatto da Pjmanc https://ilfattaccio.org

PARIGI – Arriva l’albero a vento

albero_a_vento PARIGI

A BREVE APPRODERA’ A PARIGI L’ALBERO A VENTO OVVERO UNA STRUTTURA A ENERGIA EOLICA MASCHERATA DA TRONCO. Il sistema si fonda sull’attività delle foglie, che si comportano come piccole turbine che possono generare una potenza di 3,1 chilowatt. L’Albero a Vento verrà posizionato, dal 12 marzo al 12 maggio 2015, a Place de la Concorde, nel centro di Parigi. Il sistema è frutto di uno studio di New Wind e consente di utilizzare qualsiasi tipologia di vento. Insomma l’Albero a Vento può essere posizionato un po’ dappertutto, anche a pochi metri dagli Champs-Élysées, visto che sembra una pianta normale : niente cavi o generatori in bella vista. Tutto si trova nei rami e nel tronco. “Combinando un gran numero di micro turbine in una forma organica, l’Albero a Vento è in grado di sfruttare tutta l’energia cinetica ed accumulare Watt in maniera del tutto silenziosa”, hanno asserito i creatori del portentoso albero.

 

Redatto da Pjmanc: www.ilfattaccio.org

NIENTE PIU’ CIMITERI – Con eco friendly potremmo diventare un albero

urna-bios

OGNUNO DI NOI ALMENO UNA VOLTA SI E’ CHIESTO COSA CI SIA DOPO LA MORTE E CHE FINE FAREMMO. Molti credono in una vita ultra terrena, altri nella reincarnazione in qualche oggetto, animale o persona. Nessuno può rispondere a queste domande, ma l’unica certezza è che potremo diventare alberi.Per un decesso eco-friendly, ecco un’urna cineraria, che, quando le esequie saranno terminate, ci trasformerà in un albero. L’idea è venuta a Gerard Moliné, un designer spagnolo che ha combinato la nozione romantica della vita dopo la morte con una soluzione ecologica. La confezione ha al suo interno tutto il necessario, compreso il seme, per far spuntare una pianta attingendo anche dalle nostre ceneri, che vanno versate nel recipiente prima di sotterrarlo.Come funziona – La parte superiore dell’Urna Bios è stata appositamente progettata per permettere al seme di germogliare. Prima di seppellire l’urna, sarà necessario miscelare i componenti con un po’ di terreno su cui si desidera far crescere l’albero. Grazie alla sua struttura, Urna Bios mantiene il seme separato dalle ceneri. L’albero cresce nel vano superiore, fino a quando l’urna si inizia a degradare.

Dove acquistarla – L’urna, pensata già nel 1997 e premiata con diversi riconoscimenti nel corso degli anni, è in vendita online all’indirizzo www.urnabios.com e viene spedita in tutto il mondo al costo, tutto sommato economico per una resurrezione, di 75 euro più spese.

>Fonte<

Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio.org

 

MORINGA OLEIFERA – L’albero miracoloso + Video

Moringa-oleifera-tree

DOCUMENTARIO DI DISCOVERY CHANNEL SULLA MORINGA OLEIFERA E LE SUE MIRACOLOSE PROPRIETA’ nutritive utili al buon funzionamento del proprio organismo. Zija è la prima compagnia di MLM a commercializzare prodotti a base di Moringa Oleifera in tutto il mondo. Sono disponibili anche in Italia.La Moringa oleifera, come anche la Moringa stenopetala, è senz’altro una pianta notevole, è considerata di enorme potenziale per combattere fame e povertà.

 

Moringa-Oleifera-LE FOGLIE SONO USATE COME CIBO E SONO MOLTO RICCHE DI PROTEINE vitamine e sali minerali, hanno un sapore leggermente piccante, spesso sono preparate in insalata, ma possono essere cotte come gli spinaci; contengono il 25 per cento in peso di proteine – più che le uova ed il doppio del latte di mucca, il quadruplo di vitamina A delle carote, quasi otto volte la vitamina C delle arance, il triplo del potassio delle banane. (Fonte: C. Gopalan et al. (1994), Nutritive Value of Indian Foods, Istituto Nazionale di Nutrizione, India). In condizioni di difficoltà sono ovvie le potenzialità di supporto per le gestanti e per l’allattamento umano. E’ pur vero che le foglie pesano poco (e quindi l’apporto in massa è limitato) ma tali valori sono comunque stupefacenti. Le foglie, ad alto contenuto proteico, oltre che direttamente per l’alimentazione umana, possono essere utilizzate come ricchissimo foraggio per gli animali, in assoluto il migliore che si conosca.

 

 

VIDEO


Fonte – http://ildocumento.it
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio.org