PEDOFILIA – Putin approva la castrazione chimica

 

Putin

QUANTO FATTO DI RECENTE DA PUTIN E’ UN QUALCOSA CHE SI RIVELA ASSOLUTAMENTE CAPACE DI SCATURIRE MOLTE DISCUSSIONI. Il capo del governo della Russia ha infatti voluto un qualcosa che si rivela controverso. Alcuni diranno che ha ragione, altri diranno che è eccessivo e che certa gente dovrebbe prima avere una seconda possibilità, rieducata magari anche con l’aiuto di un adeguato psicologo, e poi se ciò non serve allora è possibile pensare a pene più severe. Invece Putin vuole andare direttamente nel cuore della questione, risolvendo il problema sin dalla fonte. E del resto il parlamento russo ha approvato la legge in questione, quella cioè che punisce in maniera severissima coloro che si macchiano del reato di abusi sui minori. Quale sarebbe questa pena? La castrazione chimica. Il provvedimento circa ciò che riguarda la castrazione chimica per coloro che abusano dei bambini in Russia è ormai realtà, giacché l’approvazione del provvedimento in questione è avvenuta in data 29 aprile, in una sera alla Duma, ossia per l’appunto il parlamento russo.

Castrazione-chimicaUNA RIFORMA NECESSARIA PER IL BENE DI TUTTI queste sono state le parole del presidente, che ha fatto approvare la legge in questione ricorrendo ad una facoltà speciale, la quale lo rende plenipotenziario. Pertanto, la decisione non è stata del parlamento, ma dello stesso Putin in persona. Secondo Putin il parlamento comprenderà la decisione di adottare un provvedimento così spietato verso coloro che abusano dei minori, e c’è da sottolineare che da molti esponenti politici non sono mancati gli elogi circa la decisione di approvare in questo modo così diretto e rapido tale provvedimento. La legge comunque è destinata a far discutere il mondo intero, e forse qualche altro governo, da qualche altra parte nel mondo seguirà l’esempio del governatore russo, il quale sappiamo tutti benissimo che non è un personaggio visto da tutti di buon occhio proprio per via del suo modo di governare. In ogni caso, in tanti -da tutto il mondo- daranno molto probabilmente ragione al leader della Duma.

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TTIP PREMIO NOBEL LANCIA L’ALLARME – Non firmate non è un accordo di libero scambio+Video

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A LANCIARE L’ALLARME E’ IL PREMIO NOBEL 2001 per l’economia Stiglitz il quale, nel corso di un suo intervento presso il parlamento italiano, spiega i motivi per cui in realtà questo accordo non porterà ad alcun beneficio reale per l’economia popolare.
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NON CI SONO PIU’ API – In Cina impollinatori al lavoro

api cina

PREOCCUPANO GLI SCIENZIATI LE IMMAGINI CHE MOSTRANO GLI IMPOLLINATORI AL LAVORO SUGLI ALBERI DA FRUTTO nella contea di Hanyuan, della provincia di Sichuan. Nella contea cinese di Hanyuan, situata all’interno della provincia cinese di Sichuan, non ci sono più api. Quando arriva la stagione della fioritura, gli impollinatori salgono sugli alberi e fanno manualmente il lavoro che in natura viene svolto dalle api operose che ci regalano il miele. La sparizione delle api non è casuale, ma dovuta a responsabilità umane: per anni nella contea di Hanyuan sono stati utilizzati pesticidi che hanno fatto scomparire le api impollinatrici. E così, ogni primavera, alla fioritura dei peri, i contadini si arrampicano sui rami e iniziano a impollinare i fiori a mano. Le fotografie della gallery di apertura possono sembrare surreali, ma è quanto accade ormai da anni nella contea di Hanyuan che continua a descriversi come la “capitale mondiale del pero”. La redditività a lungo termine dell’impollinazione a mano è messa in discussione dall’aumento dei costi del lavoro e dal calo dei rendimenti della frutta.

api cinaL’UNIONE EUROPEA HA BANDITO I NEONICOTOIDI PRINCIPALI RESPONSABILI DELLA MORIA DI API. Secondo un rapporto sulla biodiversità pubblicato di recente dalle Nazioni Unite, le popolazioni di api, farfalle e altri insetti impollinatori potrebbero estinguersi a causa della perdita di habitat, dell’inquinamento, dei pesticidi e dei cambiamenti climatici. Secondo le stime del report delle Nazioni Unite, dall’impollinazione animale dipende dal 5 all’8% della produzione agricola mondiale, quindi un calo sensibile degli impollinatori mette a rischio le principali colture del mondo e l’approvvigionamento alimentare. Sono circa 20mila gli impollinatori presenti in natura e fondamentali per l’agricoltura: 2 su 5 specie sono sulla strada dell’estinzione. “Siamo in un periodo di declino e le conseguenze sono in aumento” spiega Simon Potts, direttore del Centre for Agri-Environmental Research dell’Università di Reading, in Inghilterra. La Cina non è il solo luogo in cui scompaiono gli impollinatori: sta succedendo in Inghilterra e negli Stati Uniti dove spariscono bombi e calabroni. Secondo Potts il numero degli alveari statunitensi è sceso dai 5,5 milioni del 1961 ai 2,5 milioni del 2012; secondo le ultime stime in possesso del ricercatore ora dovrebbero essere circa 2,7 milioni, la metà rispetto a mezzo secolo fa.

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PARMALAT- Scarica il latte genovese e lo compra in Cina

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IL LATTE GENOVESE BUTTATO SUI PRATI MENTRE PARMALAT VA A COMPRARLO IN CINA E NEI PAESI DELL’EST. Così il marchio Latte Oro si svincola completamente dalla produzione locale.
GENOVA – Il latte genovese buttato sui prati, mentre Parmalat va a comprarlo in Cina, Francia e Romania. Si allarga a macchia d’olio la protesta degli allevatori cittadini contro la società del gruppo Lactalis, proprietaria del marchio Latte Oro, che ha scelto di non rinnovare il contratto con i produttori delle Valli Genovesi. E ora c’è chi fa appello al boicottaggio. Da alcuni giorni gli allevatori gettano il latte sui terreni in segno di protesta. Perché quello che era lo storico brand dei latticini genovesi si svincola completamente dalla produzione locale. “Questa decisione provoca danni ingenti. Ci sono molti giovani che avevano rifatto le stalle, anche con impianti fotovoltaici, indebitandosi con mutui stellari. E ora?”, si chiede Bianca Maria Lombardo, proprietaria di un agriturismo a Rossiglione, in valle Stura, dove hanno sede numerosi allevamenti. La questione è notevole, perché nelle valli genovesi, specie quelle più vicine al Piemonte e all’Emilia Romagna, c’è la più grande concentrazione di allevamenti bovini della Liguria. Sessanta aziende rinuite in cooperativa rischiano di chiudere. “La Parmalat, anche contraddicendo rassicurazioni del passato, ignora le conseguenze sociali ed economiche delle proprie scelte sul nostro territorio”, affermano Comune e Città Metropolitana di Genova in una nota congiunta. E Cristina Lodi, presidente della Commissione metropolitana per lo sviluppo economico sottolinea la necessità di “azioni dirette a sostegno dei produttori”.

parmalatPER NOI E’ UN COLPO DURISSIMO PERCHE’ C’ERANO OLTRE SESSANTA AZIENDE AGRICOLE che conferivano latte”, commenta Katia Piccardo, sindaco di Rossiglione. “Gli allevatori stanno cercando di riorganizzarsi con il sostegno di sindaci e amministratori della Città Metropolitana, c’è una mobilitazione importante che coinvolge anche famiglie e consumatori, che si trovano senza garanzie. Falcidiare questa produzione signifca rinunciare a latte genuino e controllato”, spiega Piccardo. Mentre sui social corre la protesta e alcuni cittadini invitano a boicottare i prodotti Parmalat, il Partito Democratico con una nota di Ermini e Terrile fa sapere che “si attiverà in ogni sede a difesa delle aziende produttrici locali affinché vengano tutelati la genuinità del prodotto, la sua rigorosa tracciabilità e la seria professionalità degli Allevatori liguri, fattori di indiscusso valore che la produzione di latte proveniente da alcuni Paesi europei ed extraeuropei non garantisce” .”Parmalat si era impegnata a fare un centro di raccolta, dovevano rispettare le proprie responsabilità sociali. Stiamo pensando di organizzare una distribuzione eccezionale sul territorio con distributori mobili. I genovesi risponderebbero con piacere a questa proposta perché tra l’altro è un’eccellenza. La Regione dovrebbe farla propria”, aggiunge Sergio Rossetti, consigliere regionale del Pd. E in attesa che la politica si mobiliti affinché Parmalat faccia un passo indietro, i produttori ricordano “che è già possibile acquistare il latte locale presso la rete di distributori presenti sul territorio. “Portatevi una bottiglia e assaporate il sapore del latte di una volta”, è’ l’invito che giunge dall’entroterra. “Anche i produttori della focaccia di Recco subiranno gravi ripercussioni perché, per le sue particolari caratteristiche, la focaccia di Recco deve contenere formaggio proveniente dalle valli liguri – attacca anche il Movimento Cinque Stelle – Siamo stufi di assistere impotenti mentre un’altra parte importante della nostra filiera corta sta per ricevere un altro colpo di grazia da una grande distribuzione aliena e cinica”.

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CIBO – Dieci falsi miti che forse non ti aspetti +Video

RAPPORTO TRA ALIMENTAZIONE E SALUTE. Se ne parla spesso, ma siamo davvero sicuri di sapere proprio tutto sui più comuni alimenti? Esistono delle convinzioni radicate e dure a morire nonostante alcune ricerche scientifiche abbiano ormai dimostrato una parziale o totale infondatezza di certe informazioni. Ve ne presentiamo dieci molto diffuse.

1) BERE LATTE FA BENE ALLE OSSA
Si ritiene che latte e latticini, in quanto fonti alimentari ricche di calcio, siano benefici per le ossa, le rafforzino e per questo contribuiscano a prevenire l’osteoporosi. In realtà uno studio condotto dall’Università di Uppsala, in Svezia, su un vasto campione (61.000 donne e 45.000 uomini monitorati per 20 anni) ha dimostrato che chi consumava regolarmente latte non aveva in alcun modo visto ridurre il rischio fratture. Anzi, al contrario, i ricercatori hanno notato che le donne che ne bevevano di più erano proprio quelle che andavano maggiormente incontro a problemi.

2) BISOGNA BERE 8 BICCHIERI DI ACQUA AL GIORNO
Se non siamo soliti bere molto nel corso della giornata ci sarà certamente qualcuno che ci ricorderà che è importante farlo perché, come è noto, bisogna per forza bere almeno 8 bicchieri d’acqua al giorno per stare in salute. Ma questo non è vero, o meglio, non è sempre vero. Se si ha una corretta alimentazione e dunque si integrano liquidi anche con frutta, verdura e bevande come il tè verde non è detto che il corpo abbia bisogno di ulteriori 8 bicchieri d’acqua. A sostenere questa tesi è il medico americano Aaron Carroll, autore di alcuni lavori scientifici sul tema. In realtà anche il buon senso ci fa dire che ognuno di noi è diverso e può avere minore o maggiore bisogno di acqua (ad esempio d’estate, oppure se si pratica sport, si è in gravidanza, ecc.). Quindi è giusto dare un’indicazione di massima che però poi deve essere sempre calibrata a seconda delle proprie esigenze.

3) IL FRITTO FA SEMPRE MALE
Senza dubbio i cibi fritti sono pesanti per il nostro organismo e in particolare per il fegato che poi deve smaltirli. Non sempre però il fritto è da demonizzare, alcune volte infatti può essere utile per dare una sferzata al nostro organismo. Non si parla naturalmente di mangiare patatine fritte confezionate o altri cibi da asporto ma di un fritto fatto in casa con un certo criterio. L’elemento chiave per fare una buona frittura è senza dubbio l’olio, da utilizzare in questi casi è un olio extra vergine d’oliva di buona qualità e bisogna poi stare particolarmente attenti a non bruciare gli alimenti, anche solo in parte, per non far sprigionare sostanze tossiche come l’acrilammide. Uno studio di qualche anno fa aveva poi visto che le fritture fatte con olio di oliva o di girasole e mangiate con moderazione non aumentano il rischio cardiovascolare.

4) IL CIOCCOLATO FA INGRASSARE
Sul cioccolato girano diversi falsi miti ma quello più interessante è certamente quello che vede il cioccolato come un alimento troppo calorico, da evitare quindi se non si vuole ingrassare. In realtà una ricerca dell’Università di Granada ha dimostrato come un consumo moderato di cioccolato fondente non solo è benefico ma può anche agire positivamente sul peso. Questo effetto brucia grassi sarebbe da attribuire ad alcune sostanze antiossidanti utili al metabolismo del corpo contenute nel cioccolato, le catechine.

KAMUT5) IL KAMUT® E’ IL NOME DI UN CEREALE
Molte persone ancora ritengono il Kamut® il nome di una specie vegetale alternativa al comune grano, più leggera e digeribile. In realtà si tratta invece del nome di un marchio registrato che utilizza per realizzare pane, pasta e altri prodotti grano khorasan (triticum turanicum). Di conseguenza non dobbiamo neanche cadere nell’errore di ritenere i prodotti a base di Kamut® adatti a chi è affetto da celiachia. Come tutte le specie di grano, infatti, contengono glutine.

SALMONE6) IL SALMONE E’ UN PESCE SANO
Il salmone è un pesce grasso, ricco di Omega 3 e quindi benefico per la salute. Non proprio. E’ vero che nella sua carne sono racchiusi preziosi Omega 3 utili al nostro corpo ma di contro ci sono davvero ottime ragioni per lasciare liberi di nuotare questi pesci. I salmoni provengono il più delle volte da allevamenti intensivi in cui agli animali vengono dati dei mangimi poco salutari, vivono in ambienti sporchi e al momento di diventare prodotti finali sono addizionati con coloranti per rendere più brillante e accattivante la carne che poi arriverà sugli scaffali di pescherie e supermercati.

 DOLCIFICANTI ARTIFICIALI7) I DOLCIFICANTI ARTIFICIALI SONO MEGLIO DELLO ZUCCHERO
Lo zucchero bianco raffinato fa male e fa ingrassare, meglio allora prediligere i dolcificanti artificiali per rendere il sapore delle nostre bevande migliore? Ovviamente no. Come hanno mostrato alcune ricerche assumere dolcificanti artificiali può condurre alla comparsa di malattie come sindrome metabolica, patologie cardiovascolari e lo stesso diabete. Inoltre potrebbero causare l’effetto boomerang ovvero porterebbero l’organismo a comportarsi come se non fosse sazio. Non sono dunque da prediligere aspartame, saccarina e altri composti affini.

FARINE8) LE FARINE SONO TUTTE DA EVITARE
Sarebbe meglio mangiare prevalentemente cereali integrali in chicco e di provenienza biologica perché in essi sono presenti tutte le sostanze nutritive, ma allora le farine sono tutte da evitare? Certamente le più raffinate sì, la 00 e la 0 in particolare. Esistono però farine che possono essere utilizzate tranquillamente in cucina per preparare pane, pasta, ecc. meglio se riusciamo a trovare quelle prodotte da piccoli agricoltori che magari preservano grani antichi e li macinano a pietra. Ottime anche le farine fatte con altri cereali o di legumi o di alimenti come castagne o quinoa.

legumi-proteine9) I LEGUMI NON POSSONO SOSTITUIRE LA CARNE
Si pensa che i legumi non possano sostituire la carne in quanto non sono altrettanto soddisfacenti e sazianti, non contengono una buona quantità di proteine e sali minerali utili come il ferro. Una recente ricerca ha smentito questa credenza ancora tanto diffusa dimostrando invece come un bel polpettone a base di legumi possa essere un piatto sano e nutriente.

carboidrati10) CHI HA IL DIABETE NON PUO’ MANGIARE CARBOIDRATI
Chi ha il diabete, come tutti del resto, ha bisogno di assumere carboidrati. Ovviamente lo deve fare con una certa attenzione meglio se seguito da una persona competente che possa dargli buoni consigli. I carboidrati sono essenziali al nostro corpo perché rappresentano la prima forma di energia, i diabetici possono scegliere ad esempio di consumare orzo, uno dei cereali con il più basso indice glicemico.

 

* Francesca Biagioli
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