Il digitale è l’immagine riflessa della nostra personalità, un mix di vero e di falso. Questo concetto, in realtà, è nato con l’uomo, perché in natura il falso non esiste. Sono molti i motivi per i quali l’essere umano mente: per difesa, per ricevere approvazione o semplicemente perché non si piace. [1, 2]
Nel mondo digitale le nostre maschere si riverberano tali e quali, ma con un minore dispendio di energie. Nel mondo reale, infatti, la falsità costa molta più energia dell’autenticità: bisogna costruire artificialmente un palcoscenico e mantenerlo in piedi senza contraddizioni, una missione davvero difficile. Online, invece, è tutto più semplice.

L’amplificazione delle pulsioni e i leoni da tastiera
Proprio a causa di questa estrema facilità, nel digitale si amplificano le pulsioni peggiori che animano la nostra mente. È lì che spesso “diamo il peggio di noi”.
- I leoni da tastiera: Persone che hanno paura di se stesse e riversano online le proprie frustrazioni.
- L’alterazione dell’immagine: Persone che non si accettano fisicamente e creano immagini finte di se stesse. [1]
Si assiste così a un paradosso: un ribaltamento al suo opposto di quello che realmente si esibisce.
L’accettazione di sé e la vera Libertà Digitale
Il mio parere personale è che l’accettazione di sé sia il primo, fondamentale passo verso un’autenticità in cui decidiamo di dare il meglio di noi, offrendo un contributo di crescita all’intera collettività.

Questo percorso di consapevolezza si riverbera inevitabilmente anche nel mondo virtuale. Fare “pulizia digitale” significa eliminare ciò che è stato falso in passato o proteggere alcuni dettagli che non vogliamo far conoscere, ma farlo in maniera consapevole. [1]
Questa è la vera Libertà Digitale: un’immagine pura e autentica dove si accettano i propri limiti. Dopotutto, l’accettazione è l’unico metodo che conosca per poterli superare.