BENU – 4 bottiglie di plastica per un metro di tessuto

DALL’INNOVATIVO ESTRO CREATIVO

dell’azienda Christian Fischbacher arriva Benu, il tessuto per la casa al 100% sostenibile. Ricavato dalla lavorazione delle bottiglie di PET riciclato.Dopo abiti e accessori, la filosofia della sostenibilità strizza l’occhio anche al mondo dell’arredamento e del design entrando a far parte del settore dei tessuti per la casa.

CHRISTIAN FISCHBACHER

azienda svizzera specializzata nella produzione di stoffe e biancheria, ha infatti prodotto e sviluppato un innovativo tessuto, chiamato Benu, ottenuto riciclando al 100% bottiglie di PET.Ecosostenibile e innovativa, l’idea di riutilizzare un rifiuto per produrre tessuti si sposa alla perfezione con la necessità contemporanea di dare una seconda vita ai materiali di scarto portando a un più etico impiego delle risorse. Questo lo spirito che ha dato vita all’ultima creazione di casa Fischbacher che, senza rinunciato alla qualità e grazie ad un’attenta sperimentazione nel campo dei materiali, ha ottenuto dal PET dei filati che nulla hanno da invidiare a quelli tradizionali. Lavorando infatti 4 bottiglie l’azienda è in grado di produrre un metro di filato intrecciato a partire dal polietilene tereflatato. E’ quanto riporta In a Bottle (www.inabottle.it), in un articolo dedicato al rapporto tra arredamento e sostenibilità.

Fonte : http://www.agoranews.it

Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio.org

LAMPADE A BASSO CONSUMO – LA SVIZZERA INVITA A STARE LONTANI

NON AVVICINATEVI A MENO DI TRENTA CENTIMETRI DALLE LAMPADINE A RISPARMIO ENERGETICO

È il suggerimento diffuso dall’Ufficio federale della sanità pubblica svizzera in seguito ad un’indagine condotta dalla «It’Is Foundation» (Fondazione di ricerca sulle tecnologie dell’informazione nella società) di Zurigo diretta dal professor Niels Kuster del locale Politecnico. La ricerca voleva determinare con precisione, grazie ad un nuovo metodo di misura, i campi elettromagnetici generati dalle nuove lampade a risparmio ora utilizzate in seguito alla decisione dell’Unione Europea di mettere al bando le tradizionali lampade ad incandescenza .In particolare interessava stabilire gli effetti generati sul corpo umano e a tal proposito si precisa che i valori di intensità rilevati a 30 centimetri dalle lampade considerate sono inferiori (10 per cento) alla soglia raccomandata dalla International Commission for Nonionizing Radiation Protection.

SE PERO’ CI SI AVVICINA AL DI SOTTO DEI TRE DECIMETRI

i valori misurati crescono rapidamente fino a superare in alcuni casi i limiti stabiliti. Per questo «a titolo prudenziale» l’ufficio della sanità pubblica di Berna invita a mantenere l’opportuna distanza soprattutto se le lampade restano a lungo accese come nel caso di quelle poste sulla scrivania. La ricerca è stata condotta utilizzando quattro manichini che rappresentavano un uomo, una donna, un bambino di 6 anni e una bambina di 11 scandagliati in posizioni diverse e a varie distanze. Le lampade a risparmio energetico sono dotate di un trasformatore ed emettono campi elettrici e magnetici a bassa e media frequenza che possono generare nell’organismo correnti elettriche le quali, a partire da una certa intensità, sono in grado di provocare infiammazioni dei nervi e dei muscoli. In passato era stato sollevato anche il problema dell’inquinamento perché al loro interno contengono pure una quantità esigua di mercurio (inferiore ai 5 milligrammi) che in caso di rottura del bulbo può disperdersi nell’aria. Inoltre le lampade a basso consumo con tubo fluorescente, in certe condizioni, lasciano filtrare una piccola parte dei raggi ultravioletti per cui ad una distanza inferiore a 20 centimetri dopo una lunga esposizione non si possono escludere eritemi cutanei. «La decisione svizzera è un buon provvedimento che dovremmo seguire — precisa Settimio Grimaldi, biofisico dell’Istituto di neurobiologia e medicina molecolare del Cnr —. E non solo per le lampade ma anche per frigoriferi e lavatrici. Anch’essi emettono campi elettromagnetici e l’unico modo di difendere la nostra saluta eliminando gli effetti negativi è quello di mantenere le distanze suggerite dall’indagine di Zurigo».
fonte : www.corriere.it

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LAUREATO LUCANO LAVORA IN SVIZZERA COME CAVIA UMANA

UNA VITA DA PRECARIO

Tre mesi qui, due mesi là, un contratto a progetto per pochi spiccioli. La laurea in Lettere e filosofia non gli crea le opportunità che sperava. E così il potentino R. S., 34 anni, per evitare di sprofondare nella depressione del disoccupato («che – dice – non ha santi in paradiso») ha deciso di «affittare il suo corpo». Niente a che vedere con il sesso. Si mette a disposizione delle case farmaceutiche per testare nuove molecole e nuovi farmaci. È quel che si dice una «cavia umana». Dal 2006 R. S. trascorre quindici, venti giorni all’anno in una clinica della Svizzera a ingurgitare pillole, sciroppi o a provare unguenti. Tra un test e l’altro trova pure il tempo di godersi massaggi, beauty farm, piatti prelibati e una piscina hollywoodiana all’interno della clinica stessa. «Mi trattano con i guanti bianchi. E poi mi pagano bene», dice il potentino. Le cifre? Si va da 250 euro a 600 euro al giorno. Dipende dall’importanza della sperimentazione. E, forse, anche dalla sua pericolosità. R. S., però, non teme contraccolpi per la sua salute. È tranquillo e benedice il giorno in cui ha colto questa occasione: «Ho parenti in Svizzera e quando sono andati a trovarli ho letto un annuncio della facoltà di Medicina che cercava persone disposte a entrare nello staff di un’importante casa farmaceutica. Mi sono presentato, consapevole di trovarmi di fronte a una scelta difficile».

AL PRIMO INCONTRO LO HANNO LETTERALMENTE RIVOLTATO COME UN CALZINO CON UN ACCURATA VISITA MEDICA

«In questo modo – racconta – hanno escluso problemi di salute e mi hanno arruolato». La prima sperimentazione ha riguardato un principio attivo utilizzato per la cura della gastrite: «Non ho avuto particolari reazioni – dice R. S. – e così sono andato avanti anno dopo anno. Paura? No, perché sono in mano a scienziati, medici, seri professionisti. Le persone da sottoporre alle terapie vengono scelte in base al grado di tollerabilità al farmaco. E sono attentamente monitorate. È chiaro che, tanto per fare un esempio, a un volontario non verranno mai dati antitumorali con elevati effetti tossici collaterali». Ma come si diventa una «cavia umana»? «Bisogna – sottolinea R. S. – semplicemente essere un soggetto in buona salute e non avere problemi psicologici. L’aspirante volontario, inoltre, deve essere disposto a firmare un contratto in cui si specificano diritti, doveri e rischi. È una prassi. C’è, però, anche un’altra strada. Oltre alle persone sane che, in cambio di soldi, assumono le nuove molecole sviluppate in laboratorio affinché ne sia valutata l’efficacia, ci sono persone già malate che si offrono gratuitamente per alimentare una speranza. E questo, in genere, avviene quando ci si trova di fronte a malattie gravi e ritenute incurabili». R. S. tornerà in Svizzera a novembre. Un’altra «vacanza» sulle Alpi a colpi di pillole e beveroni dal contenuto «top secret»: «Mi hanno già chiamato per un nuovo test. Se fosse per me – sottolinea – ne farei due all’anno, così metterei da parte un bel gruzzoletto. Ma non è possibile. Occorrono almeno sei, otto mesi di disintossicazione per presentarsi di nuovo in clinica». Cosa non si fa per i soldi: «Che male c’è – conclude R. S. -. Dopo tutto non sto mica vendendo un rene o un occhio. E corro meno rischi di chi assume un’aspirina e non sa di esserne allergico».

fonte : http://www.ilnuovomondo.it
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio.org

DISASTRO NATURALE IN SVIZZERA- CROLLANO 300.000 METRI CUBI DI MOTAGNA! +foto

SVIZZERA

300.000 metri cubi di rocce e terra sono franate a Preonzo,comune svizzero del Canton Ticino situato nel distretto di Bellinzona, nella valle Riviera..La strada sottostante e’ stata chiusa e residenti nelle vicinanze evacuati.La frana e durata diverse ore con vari crolli fino a notte fonda,secondo i geologi ci sarebbero altri 500.000 metri cubi di roccia instabile che rischiano di crollare in qualsiasi momento.Sembra che il territorio svizzero stia subendo una drammatica destabilizzazione geologica infatti qualche mese fa un’altra frana di gigantesche dimensioni,fece accendere il dibattito su questi pericolosi eventi.

FOTO

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fonte : http://terrarealtime.blogspot.it

Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio

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