SARDEGNA – Un caccia tedesco distrugge 32 ettari di macchia mediterranea

SARDEGNA - Un caccia tedesco distrugge 32 ettari di macchia mediterranea

IL TORNADO TEDESCO SORVOLA LE BIANCHE SPIAGGE DI CABRAS e molla la sua bomba da allenamento sul poligono militare di Capo Frasca, 10 chilometri in linea d’aria dalla città di Arborea. L’ordigno centra una roccia e le scintille provocano un incendio che distrugge 32 ettari di macchia mediterranea. Ma stavolta a prendere fuoco è anche la protesta della Sardegna, ostaggio del ministero della Difesa: 37 mila ettari di paradisi terrestri in riva al mare sequestrati per provare armi di ogni genere, il 60 per cento dell’intero demanio militare italiano. La dinamica dei fatti può sembrare surreale, ma per i sardi è un’abitudine. Tutto inizia mercoledì scorso, quando il Corpo forestale riceve una chiamata dai militari che chiedono aiuto perché nel poligono è scoppiato un incendio. Ci sono i Tornado tedeschi che, come da programma, si stanno esercitando a Capo Frasca, facendo il tiro a segno per testare la precisione del bombardamento. Sganciano bombe, in questo caso inerti, per vedere se riescono a centrare gli obiettivi: il danno è limitato, il fuoco viene domato in poco tempo e la notizia non supera il filo spinato. Il giorno dopo, giovedì, alla stessa ora, il copione si ripete: la Forestale riceve un’altra telefonata, c’è un altro incendio nel poligono. L’autobotte corre a Capo Frasca.

SARDEGNA - Un caccia tedesco distrugge 32 ettari di macchia mediterraneaINCENDI: SARDEGNA; NUOVI ROGHI, IN AZIONE TUTTA FLOTTA AEREA i militari, che non hanno nessuna unità di pronto intervento, offrono la “massima collaborazione”, cioè accompagnano i forestali nei pressi delle fiamme. Gli uomini dell’antincendio si trovano davanti un rogo imponente e, mentre iniziano le loro operazioni, sentono a meno di 50 metri da loro una violenta esplosione. Si alza una densa colonna di fumo. Per l’Aeronau – tica è una banale “fumata da segnalazione che ha sviluppato un lampo e rilasciato una modesta quantità di fumo senza alcuna esplosione”. Punti di vista. Gli uomini della Forestale però scappano, e in costanza di bombardamento, proseguono lo spegnimento dall’elicottero. Nel frattempo le linee telefoniche tra Cagliari e Roma si sono arroventate. Il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, alza la voce e chiede la convocazione straordinaria del consiglio regionale, l’opposizione sollecita le dimissioni del ministro della Difesa Roberta Pinotti e le associazioni antimilitariste si preparano ad affollare la già prevista manifestazione di protesta del 13 settembre. In questo putiferio, l’Aeronautica dirama un tranquillizzante comunicato in cui parla di “piccoli focolai d’incendio sotto controllo”. Sarà. Alla fine Pigliaru – che non aveva ottenuto il prolungamento della pausa estiva fino al 30 settembre – giusto per risparmiare ai turisti di fare gli ultimi bagni in scenario bellico, strappa la sospensione delle esercitazioni fino a che la Difesa non abbia istituito il presidio antincendio a cui finora non aveva pensato. Il dramma delle servitù militari in Sardegna è antico: da anni la Regione chiede che questo peso venga alleggerito e tanti sono già gli accordi firmati e disattesi.

SARDEGNA - Un caccia tedesco distrugge 32 ettari di macchia mediterraneaCOSÌ IL PARADISO DELLE VACANZE si ritrova con i 37 mila ettari racchiusi in chilometri di filo spinato, senza contare lo spazio aereo e quello a mare bloccati per le esercitazioni. La sola Ca- si trova con 2 milioni di metri quadrati occupati da strutture militari, compresi gli stabilimenti balneari di Esercito, Marina e Aeronautica, chiamati “centri elioterapici”. Oltre alla base aerea di Decimomannu, ai tunnel polveriera di Santo Stefano all’isola della Maddalena, dove sono stipati armamenti di tutti i tipi nel cuore di un parco naturale internazionale, la Sardegna è occupata dagli immensi poligoni costieri di Capo Frasca, di Quirra (tra le province di Cagliari e Ogliastra) e di Capo Teulada (Sulcis) più quelli – definiti “occasionali” – di Macomer (Nuoro) e del lago Omodeo (Oristano). Impianti che, messi assieme, costituiscono il fronte interno più vasto d’Europa. Ogni anno le Forze armate propongono il loro calendario di bombardamenti al Comipa , il Comitato paritetico per le servitù militari, che sistematicamente lo boccia. Ma il parere non è vincolante. A Roma storcono il naso e poi, per decreto, danno via libera ai giochi di guerra. Così da decenni nei poligoni sardi si addestrano gli eserciti di mezzo mondo, basta firmare un’autocertificazione – poiché lo Stato italiano si fida –e pagare un canone. I soldi vanno tutti nelle casse della Difesa, all’isola non restano che gli scarni indennizzi – sempre in ritardo – e i danni collaterali.

*di Maddalena Brunetti da Cagliari
>Fonte< 
Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

SARDEGNA – Si vive più a lungo e più felici

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SECONDO UNO STUDIO DELL’UNIVERSITA’ DI CAGLIARI con la Southampton Solent University gli anziani che abitano nell’isola sono meno depressi dei loro coetanei e hanno nel complesso una migliore salute mentale.Vivere in Sardegna? Oltre che longevi anche anche più felici. Gli anziani che abitano nell’isola sono meno depressi dei loro coetanei e hanno nel complesso una migliore salute mentale.

anziani-felici-CENTENARI PIU’ ATTIVI. È quanto rivela una ricerca condotta dall’Università di Cagliari in collaborazione con la Southampton Solent University, nel Regno Unito, pubblicata sulla rivista Applied Research in quality of life. Gli studiosi hanno analizzato 191 anziani di età compresa tra i 60 e i 99 anni: alcuni sardi selezionati nelle zone con una maggiore prevalenza di centenari (Ogliastra, Barbagia, la città di Sassari) sono stati messi a confronto con dei coetanei provenienti dalle aree rurali della Lombardia, risultando in base ad alcuni test tesi a valutare lo status mentale meno depressi e maggiormente soddisfatti della loro vita.

sardegnaIL RUOLO DELLA FAMIGLIA Questo perché – ipotizza lo studio – in Sardegna gli anziani sono attivi più a lungo dal punto di vista fisico, si sentono maggiormente considerati all’interno del nucleo della famiglia e degli amici e rispettati dalle giovani generazioni. “Il senso di benessere in rapporto all’età aumenta in particolar modo nelle zone rurali dell’isola – spiega Chiara Fastame, che ha condotto la ricerca – dove il mantenimento di un adeguato status sociale e l’attività fisica garantiscono una migliore salute mentale in età adulta”.

 

 

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Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

SALVATA L’ISOLA DI BUDELLI – Non andrà al banchiere australiano

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CE L’ABBIAMO FATTA l’isola di Budelli non andrà al banchiere australiano Harte, ma allo Stato italiano.L’Ente Parco della Maddalena ha depositato in tempo le carte per esercitare il diritto di prelazione, e comprerà l’isola per 2,9 milioni di euro.Una forte mobilitazione è stata attivata dall’ex ministro dell’ambiente Pecoraro Scanio e dalla sua Fondazione Univerde. Dopo che i soliti circuiti di falso ambientalismo erano arrivati a bloccare la prelazione alla Commissione Ambiente della Camera. Una dura battaglia con la raccolta di 100.000 adesioni via internet, alla quale Coscienzeinrete ha partecipato con entusiasmo, e che ha visto l’adesione trasversale di vasti settori della politica, della società e della cultura.Grandi e strane le forze a favore del banchiere, tutte unite nel proteggere la svendita di Budelli a questo rappresentante della finanza mondialista….

Isola Budelli:MA LA MOBILITAZIONE DELLA GENTE PER BENE UNA VOLTA TANTO HA AVUTO SUCCESSO.Già prima di Natale la commissione bilancio di Montecitorio aveva ribaltato la decisione precedente, e poi, nonostante i mille ostacoli posti, si è arrivati ad esercitare la prelazione in tempo.2,9 milioni di euro era il prezzo risibile al quale se l’era aggiudicata ad un’asta Michael Harte, alto funzionario di una delle più grandi banche del Pacifico. Un uomo proveniente dai circuiti mondialisti americani dell’MIT, della City di Londra, di Wall Street e in particolare del CITIGROUP, il più grande agglomerato finanziario del mondo. Che si trovò nella bufera per la megatruffa dei subprime.Ma da noi il signor Harte si è presentato come un agnellino iperambientalista… e tutti gli hanno creduto. Lui avrebbe fatto di Budelli un supersantuario naturale, protetto molto meglio di quanto lo Stato italiano avrebbe mai potuto fare.Strano come uomini che hanno il “pelo sullo stomaco” nel lavorare ai massimi livelli per circuiti bancari del tutto privi di morale, abbiano poi la faccia tosta di dimostrarsi sensibili difensori dell’ecosistema, amanti della natura… Quando c’era da mettere sul lastrico milioni di persone dove erano? Dove era il loro sensibile cuore?

Fondazione -UniverdeE NATURALMENTE FORTISSIMI POTERI SI SONO MOSSI PER APPOGGIARE LA CONQUISTA DI BUDELLI DA PARTE DEL FINANZIERE.E dopo la vittoria una puntura di veleno è puntualmente arrivata contro Pecoraro Scanio, attraverso una velina che qualcuno ha passato a Dagospia, subito ripresa dal Giornale. Nella quale si diceva che la fondazione Univerde aveva incassato (ben) 11.000 euro per vendere delle fotografie all’ente Parco Maddalena, come ricompensa in cambio dell’appoggio su Budelli. Non era vero, ed è stato subito smentito, con probabili ripercussioni giudiziarie. Ma intanto una manciata di fango è stata comunque gettata come vendetta per la bruciante sconfitta dal fronte falso ambientalista…Per quanto riguarda Pecoraro Scanio è una vecchia storia questa del fango gratuito gettato dalla stampa serva del potere. Tanto che molti ancora pensano che sia stato coinvolto in vicende di tangenti o altro, quando invece è stato assolto da qualsiasi accusa. Ma gettare fango è uno dei modi che hanno adoperato i nemici dell’ambiente per fare fuori dalla politica l’ambientalismo pulito ed indipendente. Perché non desse più problemi a chi voleva assaltare e depredare Madre Terra. E per lasciare imperanti i nemici dell’ambientalismo della destra e il falso ambientalismo che si concentra soprattutto negli ambienti del PD e nelle cricche associate.


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Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

SARDEGNA AIUTI AGLI ANIMALI – Ecco dove donare mangimi,foraggi,aiuti ai canili

Sardegna

L’UNITA’ DI CRISI DELL’AGRICOLTURA HA STABILITO CHE LE DONAZIONI PER GLI ANIMALI POSSONO ESSERE PORTATE NEGLI SPORTELLI UNICI TERRITORIALI DI LAROE

Per la Barbagia: Gavoi – ex sede di Mamoiada Area della Barbagia Referente Dott. Marco Giovanni Todde Via De Gasperi, Gavoi – Tel. 0784 53216, fax 0784 53236

ECCO TUTTI GLI ALTRI INDIRIZZI
Ales Area dell’Alta Marmilla Referente Dott.ssa Carla Melosu Via Gramsci n. 26, Ales – Tel. 0783 91612, fax 0783 91612

Alghero Area della Nurra Coordinatore Dott.ssa Antonia Casu Via XX Settembre n. 7, Alghero – tel. 079 9722, fax 079 976263

Arborea Area del Campidano di Oristano Referente Dott. Maurizio Satta C.so Italia n. 10, Arborea – Tel. 0783 800786, fax 0783 800328

Bono Area del Goceano Referente: Dott. Giovanni Sini Via Manzoni n. 49, tel. 079 790199, fax 079 7949001

Cuglieri Area del Montiferru Planargia Referente Dott. Bruno Tidu Via V. Emanuele n. 78, Cuglieri – Tel. 0785 39504, fax 0785 369001

Ghilarza Area del Guilcer- Barigadu Referente Dott.ssa Rita Olivieri Via De Gasperi 13, Ghilarza – Tel. 0785 54103, fax 0785 564163

Giba Area del Sulcis Referente Dott. Rodolfo Pinna Via P. di Piemonte n. 8, Giba – Tel e fax 0781 964033

Guspini Area del Linas Referente Dott. Angelo Zanda Via Caprera n. 15 Guspini – tel. 070 970257, fax 070 970257

Iglesias Area dell’Iglesiente Referente Dott. Paolo Massimo Manca Via S. Leonardo 4, Iglesias – tel. 0781 22620, fax 0781 24070

Isili Area del Sarcidano Referente P.A. Giuseppe Ghiani Via Grazia Deledda 11, Isili – tel. e fax 0782 800005

Ittiri Area del Coros Referente: Dott. Giovanni Santoru Via XXV luglio 12, tel. 079 444097, fax 079 444097

Jerzu Area della Bassa Ogliastra Referente Dott. Orazio Umberto Locci Via Roma n. 19, tel. 0782 70715, fax 0782 7071
PER TORPÈ CONTATTARE PRO LOCO POSADA: Cell. 345/3269004 –
E-mail: [email protected]

*Gianfranca Orunesu
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio

AUTO AD ARIA COMPRESSA – Finalmente in Sardegna al via la produzione

airpod

SARA’ PRODOTTA IN SARDEGNA E PRECISAMENTE A BOLOTANA (NU),l’auto ad aria compressa ideata dall’ingegnere francese Cyril Guy Nègre. Si chiama AirPod e promette di percorrere 100 km con un euro ed emissioni zero. La produrrà per la prima volta in Europa un consorzio di imprenditori sardi, riuniti sotto l’insegna Air Mobility Consortium, che hanno acquistato la licenza dalla MDI, la compagnia fondata da Nègre con sede in Lussemburgo. Stando alle prime dichiarazioni la produzione impiegherà inizialmente circa 30 operai.L’auto, definita dai suoi costruttori come la soluzione ecologica alla crisi, per i suoi ridottissimi consumi, è stata presentata al salone di Ginevra nel 2009. E’ un’auto leggerissima, costruita attorno ad un telaio in fibra di vetro, che si ricarica in pochi minuti (a differenza delle ore necessarie per una macchina elettrica) e si guida con un joystick. Ha emissioni molto limitate o pari a zero e una velocità massima di 80 Km/h. Prezzi contenuti (tra i 6mila e i 7mila euro) e un’autonomia di 120 km in modalità mono energy, ossia solo con aria compressa, e di 300 km con il motore dual energy, ossia con il riscaldamento dell’aria.

auto-ad-aria-compressa-airpodA CAGLIARI L’HANNO VISTA PER LA PRIMA VOLTA NEL 2012 in anteprima nazionale, con la partecipazione del presidente di Confindustria Sardegna Alberto Scanu e di Piergiorgio Massida, presidente dell’autorità portuale di Cagliari ed ex senatore Pdl, che sono tra i sostenitori dell’iniziativa industriale.La storia della AirPod arriva da lontano ed è costellata da grandi entusiasmi come da clamorosi flop. Guy Nègre ha iniziato a parlare di auto ad aria compressa già negli anni Novanta, ma la produzione di modelli da mettere in commercio, più volte annunciata, è stata più volte rimandata. C’è un precedente. Nel 2001 Nègre presentò al Motorshow di Bologna “Eolo”, una vettura ad aria compressa che prometteva di rivoluzionare la circolazione cittadina ma che, nonostante gli entusiasmi e i primi investimenti industriali, non venne mai prodotta. La tecnologia ad aria compressa presenta infatti diversi problemi, come la creazione di ghiaccio all’interno del motore, conseguenza dell’acqua contenuta nell’aria. E altri sono legati alla sicurezza, alla resa e al confort complessivo. Eppure l’idea resta interessante, al punto che nel 2007 il colosso Tata Motor ha comprato dalla MDI l’esclusiva per l’utilizzo di questa tecnologia in India. L’ingegnere adesso ci riprova, in Europa, a partire dalla Sardegna.

> Fonte<
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio