AD APRILE UN NUOVO ALLINEAMENTO PLANETARIO COINVOLGERA’ LA TERRA IL SOLE E MARTE
I due pianeti e la nostra stella si troveranno quasi completamente allineati il mese prossimo, un evento che si verifica una volta ogni 26 mesi. Quali conseguenze? Nulla di catastrofico, ma le trasmissioni radio tra i due pianeti potrebbero correre il rischio di essere danneggiate dalle interferenze del Sole.Osservando l’evento dalla prospettiva della Terra, Marte passerà dietro il Sole. Quest’ultimo, con la sua enorme energia, potrebbe anche mandare in tilt le comunicazioni con i principali strumenti che lavorano su Marte e dintorni, la sonda Mars Odyssey e il Mars Reconnaissance Orbiter della Nasa, e la sonda Mars Express dell’Agenzia spaziale europea (Esa).Le posizioni dei pianeti del prossimo mese coincideranno dunque con una drastica diminuzione delle comunicazioni tra il nostro pianeta e Marte. Quest’ultimo infatti si nasconderà quasi del tutto da noi. Per evitare che in quel periodo vengano inviati comandi che potrebbero compromettere le missioni, i responsabili della missione del Nasa Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California, si stanno preparando a sospendere dal 9 al 26 aprile l’invio di tutti i comandi per i veicoli spaziali presenti su Marte.
ANCHE LE TRASMISSIONI DA MARTE ALLA TERRA SARANNO RIDOTTE AL NECESSARIO
Chiamato Mars solar conjunction, tale allineamento è dovuto alle orbite dei due pianeti attorno al sole. “Questa è la sesta congiunzione per Odyssey”, ha detto Chris Potts del JPL, responsabile della missione Mars Odyssey, in orbita intorno a Marte dal 2001. Nonostante le passate esperienze, spiega lo scienziato che ogni congiunzione è diversa dalle altre. Esse infatti non sono identiche tra loro ma possono variare non solo per la vicinanza e la posizione di Marte rispetto al Sole ma anche in base al periodo che la nostra stella attraversa, nel suo ciclo che dura 11 anni. E il 2013 dovrebbe ospitare il picco dell’attività solare.“La più grande differenza di questa congiunzione del 2013 è avere Curiosity su Marte”, ha detto Potts. Proprio così. Il rover sta esplorando il suolo marziano dove di recente ha trovato antiche tracce d’acqua e gli ingredienti chimici per la vita microbica.Tuttavia, sia Curiosity che Odyssey porteranno avanti le loro osservazioni scientifiche, anche se in maniera ridotta rispetto alle operazioni usuali. Entrambi riceveranno e registreranno i dati e continueranno le trasmissioni verso la Terra per tutto aprile, anche se i dati registrati saranno ritrasmessi in seguito.
Scritto da Francesca Mancuso
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Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org
Il nuovo asteroide scoperto appena quattro giorni fa da un americano che stava facendo un lavoro di ricerca.Con una dimensione di circa un centinaio di metri, vale a dire l’equivalente di un palazzo di 35 piani, transitera’,secondo i dati ufficiali della Nasa,sabato 9 marzo a circa 972.000 km di distanza dalla Terra (circa due volte e mezzo la distanza Terra-Luna). Il diametro dell’asteroide potrebbe essere tra 45 e 150 metri.Gli astronomi che lavorano nel radar planetario della NASA al Goldstone Observatory, stanno eseguendo indagini piu’ approfondite per stabilire con maggiore precisione le dimensioni e parametri orbitali del corpo celeste.
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NON SI CONOSCONO ANCORA GLI EFFETTI
Sia l’innalzamento della temperatura mai registrata prima, sia della mega tempesta su Saturno, il cui vortice ha avvolto tutto l’emisfero settentrionale. Alcuni ricercatori parlano dell’influenza gravitazionale di un eso-pianeta, come ad esempio l’ormai famoso Pianeta X, di cui in questo periodo se ne sta sempre parlando di più. Insommma, una delle più grandi tempeste mai viste su Saturno dicono alla NASA, che potrebbe essere stata vittima di un soffocamento su stessa, dato le sue incredibili dimensioni.Viene definita dalla NASA come la ‘grande tempesta di primavera’ , quello che è stato un enorme vortice che ha travolto il record di tempeste potenti su Saturno, per un periodo di 267 giorni tra il 2010 e il 2011. La tempesta ha acquisito dimensioni tali che avvolgeva tutto l’emisfero settentrionale e la sua testa ha raggiunto le dimensioni paurose, tali da unirsi alla sua coda . Anche dopo la ‘morte’ della tempesta, il pianeta ha continuato a sentire i suoi effetti. Non a caso, il fenomeno ha generato un vortice più grande. variando e innalzando quindi una temperatura mai vista nel sistema solare.
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UN ICEBERG DI CIRCA 130 CHILOMETRI QUADRATI
Si è staccato dal ghiacciaio Petermann, nella Groenlandia nord-occidentale. L’immagine, alla quale sono stati accentuati i colori, è stata scattata dal satellite della Nasa “Terra”.Questo evento segue quello dello sciogliemento repentino del 90% dei ghiacci della groenlandia, però l’ US National Snow and Ice Data Center ha dichiarato che probabilmente la rottura è stata causata dalle forti correnti oceaniche più che dallo scioglimento della superficie ghiacciata.
fonte : www.nationalgeographic.it
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