CIBI CONTRAFFATTI? CI PENSA UN LASER A SCOPRIRLO
Inizialmente progettato per misurare il carbonio su Marte, tale sistema potrebbe essere utilizzata invece sulla Terra per capire se davvero il miele, l’olio d’oliva e il cioccolato sono genuini. Un miele a buon mercato modificato con lo zucchero potrebbe essere così smascherato con il laser-scanning.Sette anni fa, il Rutherford Appleton Laboratory (RAL) in Inghilterra, ha intrapreso un progetto per sviluppare una nuova tecnica laser per l’identificazione di isotopi nello spazio. Apparecchiature di grandi dimensioni, ingombranti e poco flessibili. Con questo sistema ad esempio, i campioni di suolo inquinato devono essere raccolti sul campo e poi portato in laboratorio per i test.Ma il nuovo laser RAL pensato per lo spazio potrebbe rendere più semplice le analisi. Grazie alle sue ridotte dimensioni e al laser ad alta precisione, il dispositivo potrebbe essere inviato nello spazio alla ricerca di tracce di gas in campioni molto piccoli. Ma non solo. Potrebbe scoprire eventuali contraffazioni negli alimenti.
LA LUCE PASSA DIRETTAMENTE ATTRAVERSO IL CAMPIONE FINO A UNA PARTICOLARE FREQUENZA
specifica per il gas isotopico, che è parzialmente “bloccato”. “Ogni molecola, e ciascuna delle sue forme isotopiche, ha un unico spettro digitale. Se, d’altra parte, si sa cosa si sta cercando, si può semplicemente impostare il laser per la frequenza appropriata” spiega il dottor Damien Weidmann, Laser Spectroscopy Team Leader di RAL Space.“Ho voluto sviluppare tale sistema per aiutare a raccogliere elementi di prova sul fatto che ci fosse o no vita su Marte”, ha spiegato il dottor Weidmann, aggiungendo che il metano nell’atmosfera marziana non è pienamente compreso, e guardando i rapporti isotopici di carbonio se ne potrebbe identificare l’origine. “Se è di origine batterica, significherebbe che una forma di vita è esistita su Marte.”Anche se non è stato ancora utilizzato nello spazio, l’approccio potrebbe presto essere utilizzato sulla Terra. Grazie al finanziamento dell’Esa, il potenziale della tecnologia è stato ampiamente dimostrato.
*Francesca Mancuso
>Fonte<
Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org
Largo circa un paio di centimetri, con circuiti ottici scritti con il laser. Piste dove far viaggiare i fotoni, invece degli elettroni, per l’elaborazione delle informazioni (i cosiddetti qubit, ovvero quanti di informazione). È questo l’ultimo contributo italiano alla creazione dei computer quantistici: una porta logica con circuiti ottici integrati, il cuore degli elaboratori del futuro.A realizzarla (con brevetto già depositato) sono stati i ricercatori dell’Istituto di Fotonica e Nanotecnologie del Cnr (Ifn-Cnr), il Gruppo di Ottica Quantistica della Sapienza Università di Roma, e del Politecnico di Milano.Come suggerisce il nome, una porta logica è un componente informatico in grado di eseguire delle operazioni logiche (elaborando segnali binari, ovvero l’1 e lo 0). Quella sviluppata dai ricercatori italiani, CNOT – da photonic controller (controllo ottico) e NOT, ovvero del tipo che inverte il segnale in ingresso – è dotata di circuiti ottici integrati, e permetterà ai computer nei quali verrà implementata di raggiungere elevate velocità di calcolo rispetto ai computer tradizionali.
Su questo piccolo chip di vetro, gli scienziati hanno utilizzato una particolare tecnica: impulsi laser di brevissima durata (appena 100 milionesimi di miliardesimi di secondo) che funzionano come una sorta di penna ottica. In questo modo i ricercatori sono riusciti a dimostrare di poter realizzare un componente miniaturizzato dei computer quantistici con estrema precisione.Ma la scoperta, pubblicata oggi su Nature Communications, non è importante solo per lo sviluppo dei computer quantistici. La ricerca infatti apre le porte allo studio di fenomeni fisici quali il trasporto e le transizioni di fase in sistemi a stato solido, lo studio del processo di fotosintesi e l’analisi delle interazioni tra particelle elementari, come spiega Fabio Sciarrino della Sapienza, uno degli autori: “Utilizzando la tecnologia integrata abbiamo recentemente studiato il moto di due particelle, bosoni o fermioni, in un reticolo; un fenomeno denominato quantum walk. Questo è un primo passo verso scenari più complessi, il nostro obiettivo è quello di investigare entro pochi anni problemi che non siano simulabili con un computer di tipo classico”.
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Redatto da Pjmanc http://ilfattaccio.org