ITALIA – Finalmente gli ecoreati saranno puniti penalmente

 ITALIA - Finalmente gli ecoreati saranno puniti penalmente

FINALMENTE LA MAGISTRATURA E LE FORZE DELL’ORDINE HANNO STRUMENTI EFFICACI PER TUTELARE L’AMBIENTE IN MODO LEGALE E GIURIDICO. Pochi giorni fa il Senato ha approvato l’introduzione nel codice penale dei nuovi delitti di “Disastro ambientale“, “Inquinamento ambientale“, “Delitti colposi contro l’ambiente” e “Traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività“. Questo porta l’Italia sulla buona strada per dotarsi finalmente di una normativa penale adeguata per l’effettiva tutela dell’ambiente: finora infatti la Magistratura era dovuta ricorre a figure di reato totalmente inadeguate, come “Getto pericoloso di cose” o “Deturpamento e danneggiamento di cose altrui”. Tali modifiche consentiranno inoltre di poter contare su un termine di prescrizione più alto – a memoria del caso ETERNIT dove gli imputati furono assolti – e di poter comminare sanzioni penali anche a carico delle persone giuridiche, come società e imprese – spesso reali responsabili di condotte nocive per l’ambiente. Si tratta di un passo importante ma non sufficiente ad assicurare la completa tutela legale dell’ambiente. A tal proposito vi segnaliamo l’iniziativa promossa da WWF che per contribuire attivamente all’adeguamento del nostro Codice Penale, ha elaborato una proposta di legge per la salvaguardia della fauna selvatica: “Crimini di natura” è una campagna che ad oggi ha raccolto oltre 55.000 firme per chiedere sanzioni più severe nei confronti di chi uccide animali selvatici e per ottenere precise garanzie circa il rafforzamento del Corpo Forestale dello Stato.

La Campagna è ancora attiva. Per sostenere l’iniziativa, basta firmare la petizione!

>Fonte< 
Redatto da Pjmanc http://ilfattaccio.org

ECLISSI PARZIALE DI SOLE – Inizia il conto alla rovescia tutti con il naso all’insù

ECLISSI PARZIALE DI SOLE - Inizia il conto alla rovescia tutti con il naso all'insù

IL MESE DI MARZO SARA’ CONTRADDISTINTO DA UN EVENTO ASTRONOMICO DI GRANDISSIMA RILEVANZA che, alla luce degli ultimi dettagli, potrebbe essere veramente straordinario. Si tratta dell’attesissima eclissi parziale di Sole, evento che avverrà in data 20 Marzo 2015. Il Sole sarà oscurato al 100% dalla Luna solo nelle Isole Faeroer e nelle Svalbard, oltre che gran parte del Polo Nord e del Circolo Polare Artico, ma questa volta la fortuna andrà incontro all’Italia ed all’Europa. Sul nostro Paese infatti lo spettacolo sarà tanto, in quanto il 70% del Sole sarà oscurato dalla Luna su tutta la Pianura Padana e gran parte dell’Italia centrale, mentre in Sicilia, Calabria e Puglia, il Sole sarà ricoperto tra il 60 ed il 50% dalla Luna. Si preannuncia un’eclissi parziale di Sole che mancava da 10 anni (Ottobre 2005). L’eclissi parziale di Sole del 20 Marzo 2015 inizierà alle 09:00 e terminerà alle 12:00 circa, ed avrà il culmine alle ore 10:30. Lo spettacolo dell’eclissi parziale di Sole sarà notevole da Nord a Sud, e per l’occasione sono state organizzate tante iniziative, come il Sun Parti, promosso dall’Unione Astrofili Italiani. L’eclissi parziale di Sole avverrà proprio nel giorno dell’equinozio di Primavera (20 Marzo) data in cui il numero di ore di luce sarà pari a quelle di buio (dal 21 Marzo in poi invece saranno superiori, fino a giungere al Solstizio d’Estate). L’ultima eclissi totale di Sole in Italia c’è stata il 15 Febbraio 1961, mentre l’11 Agosto 1999 fu quasi totale. La prossima eclissi totale di Sole è attesa il 2 Agosto 2027. Auguriamoci che il tempo sia stabile e soleggiato!

Redatto da Pjmanc http://ilfattaccio.org

RADIO MARIA – Ecco a Voi la Haarp made in Italy

RADIO MARIA - Ecco a Voi la Haarp made in Italy

TUTTI CON GLI OCCHI PUNTATI SULLA NOTA HAARP DA VENT’ANNI, quando in Italia abbiamo la ben più temibile Radio Maria. Prima di proseguire con le spiegazioni e con quanto emerso dalle nostre ricerche voglio che teniate bene a mente, HAARP ha 48 antenne, Radio Maria più di 850 in tutta italia, senza contare quelle sparse nel mondo. Radio Maria, nata nel 1982 come piccola radio parrocchiale per mano di don Mario Galbiati, immediatamente raggiunge il successo, e negli anni inizia a crescere, così tanto da entrare nelle mire di associazioni massoniche ecclesiastiche quali Opus Dei e dei Rosacroce. Nel 1991 il piano viene messo in atto, la radio viene rilevata e il suo creatore, don Mario Galbiati, viene totalmente tagliato fuori. Di lì a poco la radio si espande a macchia d’olio, coprendo ogni angolo del nostro bel paese e moltissimi paesi nel mondo. Nel 1991 la parola geoingegneria era poco pronunciata e la popolazione, totalmente ignara su quanto di lì a poco sarebbe successo, si godeva le giornate di sole, con le ultime vere nuvole della storia umana. I poteri forti, dal canto loro, stringevano le maglie di una fitta trama a livello globale, spianando la strada a ciò che al giorno d’oggi possiamo definire come il più grande crimine della storia umana, un avvelenamento globale. L’origine di tutti i cataclismi e terremoti di cui siamo stati vittima negli ultimi anni trova presto spiegazione, HAARP ha dato il suo contributo, ma il grosso della colpa va alla radio cattolica, totalmente passata inosservata, almeno fin’ora. Terminata questa breve, ma doverosa, infarinatura storica si può procedere spiegandovi il percorso che ha condotto noi della Chiave Orgonica ad aprire un’inchiesta sul caso Radio Maria.

RADIO MARIA - Ecco a Voi la Haarp made in ItalyDOPO DIVERSE SEGNALAZIONI DI PERSONE, stanche di sentore Radio Maria nel citofono, nelle casse del PC spento e di strane aurore nei cieli sopra le antenne abbiamo deciso di capirci qualcosa di più. Armati di strumentazioni all’avanguardia abbiamo preso misurazioni magnetiche e amperoliche attorno a 3 installazioni, appurando che i livelli di onde radio presenti erano superiori alla norma di ben 4 volte e mezzo, e quindi ben oltre ad ogni limite consentito per legge. Oltre a tutto ciò, il nostro rilevatore di onde ELF è letteralmente impazzito, danneggiandosi irreparabilmente, cosa mai successa prima, menneno quando 11 anni fa misurammo i campi emessi dalla celebre HAARP in persona. Tutti i dati raccolti ci hanno portato alla conclusione che Radio Maria, va ben oltre l’emittente evangelizzatrice, il suo obiettivo pubblico è solo una montatura costruita ad hoc per evitare sguardi indiscreti. In un paese come il nostro, dove la chiesa, purtroppo, fa ancora breccia nella mente delle persone, la religione è lo scudo migliore. Quelli di Radio Maria hanno fatto un lavoro eccellente, creando una macchina per la geoingegneria grande quanto un paese, senza dare nell’occhio e senza effetti vistosi, tipici invece di HAARP, quali le aurore o gli strange sounds.

aurore magnetotermicheUNA DELLA PROVE VISIBILI DEGLI EFFETTI DI QUESTA RADIO sono i tramonti artificiali di color rosso pompeiano, arancio aragosta, viola addobbo funebre e blu tenebra, in taluni casi con toni addirittura tendenti al verde. Le insolite tonalità prese dal tramonto, tipiche delle zone limitrofe agli impianti di Radio Maria sarebbero, detto in parole povere, delle aurore magnetotermiche, residuo di una intensa attività nella stratosfera, atta a condensare o diradare le nuvole. Purtroppo però, come ben sappiamo, la popolazione è totalmente insensibile, colpa del lavaggio del cervello di regime che fa sembrar loro normale anche un tramonto rosso. Dopo questa agghiacciante scoperta ci adopereremo senz’altro per far sentire la nostra voce e la vostra, è ora di dire basta, di smetterla di subire silenziosamente. A questo scopo ci stiamo mettendo in contatto con le varie organizzazioni scientifiche amatoriali per organizzare presidii e cortei per portare alla luce le malefatte di Radio Maria.
Continuate a seguirci per saperne di più sui risvolti della faccenda.

* Melvin Frohike
>Fonte< 
Redatto da Pjmanc: www.ilfattaccio.org

SPAGHETTI AI PESTICIDI – Allarme per Barilla e altre marche

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UN TEST EFFETTUATO IN SVIZZERA DIMOSTRA LA PRESENZA DI INSETTICIDI NEGLI SPAGHETTI PIU’ COMUNI VENDUTI NEI SUPERMERCATI. Si salvano i prodotti biologici. Prodotti contaminati, anche se nella norma… Una notizia che fa scalpore e che viene da un test effettuato in Svizzera: alcuni spaghetti, ad esclusione di quelli da agricoltura biologica, contengono tracce di erbicidi e pesticidi. A certificare questa amara verità è un test comparativo effettuato dalla rivista svizzera di consumatori Bon à savoir. La notizia rimbalzata in tv attraverso la Radiotelevisione svizzera RTS, ma non ha oltrepassato con altrettanto clamore la catena alpina. Il confronto è avvenuto su 15 campioni di spaghetti, di cui 13 prodotti convenzionali e 2 prodotti bio. I prodotti biologici, di due marche elvetiche, passano il test senza note negative. Mentre su sei confezioni sono state trovate tracce di pirimifos metile che viene usato per la conservazione del grano nei silos, queste confezioni sono Prix Garantie, Combino, Reggano, Barilla e La Pasta di Flavio. In due altri campioni sono state rinvenute anche tracce di altri disinfestanti (cipermetrina e terbufos).

SPAGHETTI AI PESTICIDI - Allarme per Barilla De Cecco e altre marcheDISPIACE DOVER DIRE CHE QUATTRO DI QUESTI PRODOTTI SONO DI ORIGINE ITALIANA, anche se non conosciamo la provenienza dei grani impiegati. Le marche sono Combino, Reggano, Barilla, La pasta di fallivo. Nessuna traccia di pesticidi come dicevamo in tutti i prodotti biologici, ma anche in De Cecco, Garofalo e nella confezione di spaghetti Barilla integrali. Bisogna evidenziare che tutte le quantità di residui trovati rimangono al di sotto dei limiti imposti dalla legge. Ma si potrebbe disquisire a lungo sulla quantità minima tollerabile di insetticidi assunti per via alimentare, sui i loro effetti sulla salute, anche in quantità minime, e sulle ripercussioni di carattere biologico e ambientale. Invitare i consumatori a ingerire pesticidi ed erbicidi a norma di legge non sembra molto salutare e attento nei confronti dell’essere umano.
CLICCA QUI PER VEDERE TUTTE LE MARCHE INCRIMINATE

 

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Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

NATALINO BALASSO – L’Italia secondo me + Video

NATALINO BALASSO - L'Italia secondo me

IL CONSUMISMO E L’UTILITA’ SOCIALAE, il lavoro e il tempo libero da utilizzare per dedicarsi a comprendere una società complessa. Intervista a Balasso, che ad Altreconomia dice: “La cultura dovrebbe permeare un’intera società, la conoscenza e la curiosità dovrebbero essere le cose che spingono l’essere umano ad andare avanti, perché a questo siamo programmati”.Provate voi a restare seri guardando Natalino Balasso, anche se le cose che dice sono serissime. Il problema è come le dice: un’irresistibile miscela di accento veneto, paradossi e verità. Cercatelo in teatro o almeno godetevi “Telebalasso”, il canale youtube dove pubblica interventi e parodie: sotto la coltre della commedia, come da copione, la feroce critica alla società dei consumi e alla politica. Tra testimonial di slot machine e l’epopea dei magnaschei, fino al telefono fatphone (“che cosa te ne frega a che serve: quando lo avranno tutti sarà irrinunciabile”).

 SOCIETA' DEI CONSUMIBALASSO COME FUNZIONA LA SOCIETA’ DEI CONSUMI? Le associazioni dei consumatori sono il primo gradino della schiavizzazione. Usare la parola “consumo” che è un termine inesorabile ci catapulta all’interno di un noir, in cui le cose si “consumano” senza possibilità di ritorno. Noi non siamo “consumatori” ma utilizzatori, esseri umani che tentano di usare il mondo, chi parla di consumo lo usa malissimo. Noi vediamo un ruolo strategico dell’informazione: esiste ancora l’indipendenza? Esiste ancora la qualità? La qualità dell’informazione in Italia è sotto gli occhi di tutti. Con la complicità dei giornali (ma non dobbiamo dimenticare che i giornali appartengono a qualcuno), i giornalisti sono diventati sempre meno determinanti. Le paghe basse, la confusione creata da una free press che di free non ha proprio niente, le piccole roccaforti dei divetti con firma, hanno fatto il resto. L’informazione in Italia non c’è, c’è la tv, l’intrattenimento a cui pigramente si abbandonano gli italiani che non vogliono essere informati ma solo passare il tempo.

 

 

NATALINO BALASSO - L'Italia secondo me + VideoOLTRE LA TV C’E’ ORMAI E SOPRATUTTO INTERNET come condiziona le nostre vite, come le isola e ci “immunizza”? Nessuno mi dà retta, ma continuo a dire che internet non è né più né meno che l’automobile della comunicazione. Non è che prima dell’automobile nessuno viaggiasse, l’automobile ha semplicemente moltiplicato all’ennesima potenza ciò che avveniva prima. Le distanze si sono accorciate, la gente si è mossa, ma si è mossa portandosi dietro tutte le magagne che aveva quando non si muoveva. In internet tra un po’ ci saremo tutti, portandoci dietro il nostro elefantiaco sistema di pensiero e la nostra scarsa propensione a comunicare attraverso contenuti. La nostra comunicazione è ormai ridotta alla funzione fàtica, è cioè una comunicazione che serve solo a stabilire che c’è una comunicazione.

BALASSOIN POLITICA POSSIAMO ANCORA PARLARE DI “BENI PUBBLICI” E DEL “BENE PUBBLICO”? C’è uno svilimento del concetto di “pubblico” nel nostro modo di intendere il pubblico. Ormai tutti pensano che pubblico sia ciò che attiene alla burocrazia statale. Le cose non stanno così: una valle, anche se appartiene a qualcuno, è pubblica; un’opera d’arte, anche se appartiene a un privato, è pubblica; l’acqua è pubblica, non c’è privatizzazione che le toglierà questo aspetto, perché l’acqua è acqua e noi ne siamo semplici utilizzatori. Ciò che deve essere chiaro è che quando gestiamo un edificio, un teatro, un acquedotto, una linea ferroviaria o elettrica, gestiamo qualcosa che è di tutti e ne dobbiamo avere la cura che se ne ha con le cose care. Se lo vediamo come un’occasione di profitto e non come un’opportunità per la comunità, vuol dire che siamo cresciuti con un’idea malata di comunità. Il nostro problema è quindi culturale, perché non importa che una cosa pubblica sia gestita da un privato, importa che questo privato appartenga a una società che ha un rispetto religioso di ciò che è di tutti. Questo oggi non avviene, di qui deriva il nostro equivoco tra pubblico e privato, tra bene comune e bene privato.

BALASSOLAVORO la mancanza di occupazione è un dramma, ma è possibile immaginare modelli nuovi e alternativi? Il lavoro è solo un modo per organizzare la produzione di beni e servizi, la paga è ciò che permette a chi ha lavorato di usufruire di parte dei beni e servizi a cui egli stesso ha contribuito. Potevamo organizzare la società in altri modi, ma sempre ci sarebbe stata necessità di uno scambio: io faccio una cosa per ottenerne un’altra, se questa cosa significa aggredire un orso o inviare delle mail, cambia il tasso di adrenalina ma non la sostanza della cosa in sé. Voglio dire che oggi siamo organizzati ancora secondo le regole che hanno organizzato le società del neolitico. Oggi però siamo in grado di immaginare molte più cose, di produrre molte più cose. Potremmo essere liberi e lavorare due ore a settimana, invece ci facciamo il culo e inneggiamo a bandiere, partiti, confini, razze, dèi e stupidaggini neolitiche. Questi rapporti di schiavitù li abbiamo scelti noi, e sembra che vogliamo tenerceli ancora a lungo. Il lavoro è qualcosa di cui liberarsi per fare altro, per conoscere, divertirsi, aiutare qualcuno; non è un concetto su cui fondare una nazione. Lei lavora nella cultura: qual è lo stato di salute della cultura in Italia? È ancora un’eccellenza?, lo è mai stata?, che fare per sostenerla? L’idea di sostenere la cultura è un’idea, di per sé, da sottocultura. La cultura dovrebbe permeare un’intera società, la conoscenza e la curiosità dovrebbero essere le cose che spingono l’essere umano ad andare avanti, perché a questo siamo programmati. Oggi, grazie all’organizzazione che abbiamo raggiunto, possiamo permetterci di lasciare ad altri la curiosità e la conoscenza, e di lavorare per pagare queste persone, le quali ci dicono cos’è la vita, quali sono i rimedi per le malattie, come dobbiamo pensarla, come è meglio che ci comportiamo; costoro ci impongono modelli di divertimento e di conoscenza, ci fanno immaginare l’erotismo che piace a loro, ci fanno pensare che il divertimento è ciò che diverte loro, che le opere d’interesse siano ciò che interessa a loro. Questo ovviamente ha generato rapporti di schiavitù. Se ci facciamo caso, la maggior parte della curiosità e della conoscenza è indirizzata alla guerra e al profitto di poche persone, le quali sono riuscite a convincere tutti gli altri che c’è necessità di guerre, che c’è necessità di crescita produttiva e che c’è necessità del loro personale profitto per il bene di tutti. Siamo un super computer da un milione di dollari che funziona con un sistema operativo Windows 3.1. Se non capiamo che la crescita avverrà solo se tutta l’umanità cresce, resteremo in questa condizione di primitivi che pigiano tasti senza sapere che fanno. La cultura è il velo che avvolge questo corpo in putrefazione e ne prende piano piano il marcio e gli odori. Noi ci stiamo trasformando in insetti necrofagi e ci nutriamo di morte, andiamo a vedere i dipinti dei pittori morti pensando che, siccome sono morti, sono più importanti, leggiamo quegli autori che il club degli intelligenti ha deciso siano gli autori da leggere. Quando produciamo immaginazione, produciamo standard. Basta vedere i premi letterari, i premi cinematografici, i premi musicali: è premiato chi produce un’opera che somiglia ad opere del passato che sono state importanti. Creiamo linguaggi nuovi che sono già vecchi il giorno dopo, perché di nuovo hanno solo il velo che ricopre il cadavere. Noi possiamo dare il significato che vogliamo alla parola “cultura” ma sarà sempre il prodotto di qualcosa che ci somiglia, oggi noi siamo questa roba qua. Bisogna farci i conti, ma bisogna anche prendersi la responsabilità di educare gli altri, a costo di deluderli.

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Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org