GLI INGREDIENTI TOSSICI DEI CHEWING GUM – Un mix chimico per la nostra salute

GLI INGREDIENTI TOSSICI DEI CHEWING GUM - Un mix chimico per la nostra salutePER MOLTI DI NOI VIVERE SENZA CHEWING GUM SEMBRA IMPOSSIBILE. D’altronde, si tratta di un prodotto che esiste da più di 100 anni, eppure gli scienziati avvertono: masticando si immettono nel corpo delle sostanze chimiche senza sapere effettivamente quale conseguenze avranno sulla nostra salute.

Gli ingredienti sono:

1. una base gommosa, la parte insolubile, che non viene assorbita né digerita,

2. sostituti dello zucchero, edulcoranti come aspartame o sorbitolo,

3. delle cere per ammorbidirla

4. aromi artificiali, chimici

5. coloranti, anche ovviamente nelle gomme “bianche”.

Quindi, spiega l’autore, una gomma è in realtà un mix chimico e nient’altro, e la maggior parte di queste sostanze possono costituire anche un rischio per la nostra salute, a lungo andare.D’altronde, se è vero che mastichiamo gomme per rinfrescare l’alito, è anche vero che le persone che sono in salute e lavano regolarmente i denti non hanno problemi del genere, e se c’è un problema di alitosi questo è il sintomo di qualcos’altro, una dieta povera o lo stress.E poi, conclude l’autore, l’abitudine di comprare gomme a lungo andare si trasforma anche in una spesa economica.

Redatto da Pjmanc: www.ilfattaccio.org

FALSI CIBI – Eccone 5 che sarebbe meglio evitare

FALSI CIBI - Eccone 5 che sarebbe meglio evitare

NON E’ NECESSARIO GIUNGERE a prendere in considerazione la carne creata in laboratorio per rendersi conto di come l’industria degli alimenti monopolizzi da decenni un settore che in un mondo ideale dovrebbe salvaguardare la salute della popolazione mondiale, producendo esclusivamente alimenti benefici.I “falsi cibi” purtroppo esistono già e molti di noi probabilmente li consumano tuttora, inconsapevoli della loro composizione e dei metodi di produzione impiegati per la loro realizzazione. Vi siete mai chiesti che cosa sia davvero il surimi? O quali ingredienti contengano alimenti come le sottilette? Ecco cinque “falsi cibi” da evitare o almeno limitare.

FALSI CIBI - Eccone 5 che sarebbe meglio evitare 1) PANNA MONTATA. Quale può essere l’impatto degli additivi chimici sugli alimenti? Jonathan Field ha provato a dimostrare alla figlia quali effetti essi possano avere sui cibi in cui essi sono presenti, attraverso un esperimento proprio con la panna montata comunemente in vendita al supermercato, che, dopo essere stata versata in una ciotola di vetro, ha conservato la propria tipica consistenza per ben 12 giorni per diventare subito dopo molto più simile a del polistirolo che ad un dessert commestibile. Tra gli ingredienti delle comuni panne spray possono essere presenti: sciroppo di glucosio, latte in polvere, aromi artificiali, coloranti, addensanti e conservanti chimici. Molte panne liquide da montare o preparati per panna montata non fanno eccezione in quanto ad ingredienti di dubbia provenienza. Continueremo ancora a considerare la panna montata come un “vero” alimento?

FALSI CIBI - Eccone 5 che sarebbe meglio evitare2) SOTTILETTE. Vengono reclamizzate da decenni come un alimento versatile, che sarà sicuramente amato dai bambini, – purtroppo – sempre presenti negli spot pubblicitari in questione e contemporaneamente primi destinatari degli stessi. “Sottilette” non è nient’altro che il nome commerciale utilizzato per indicare un “formaggio” fuso a fette ideato e prodotto da una ben nota azienda alimentare, la Kraft, che nel 1987, negli Stati Uniti, era stata accusata di pubblicità ingannevole in merito al contenuto di calcio e di “vero” latte presente nel non abbiano portato ad un grande miglioramento degli ingredienti, dato che nella composizione delle sottilette sarebbero ancora presenti: latte concentrato, amido modificato, siero di latte concentrato, proteine del latte concentrate e numerosi correttori di acidità.

FALSI CIBI - Eccone 5 che sarebbe meglio evitare3) MARGARINA. Le margarine vegetali classiche sono ottenute mediante l’idrogenazione di oli vegetali, tra i quali spesso è presente l’olio di palma. Le margarine vegetali che si dichiarano come “non idrogenate” possono comunque presentare un elevato contenuto di grassi saturi. Per questo motivo sarebbe opportuno consumarle saltuariamente o, ancora meglio, sostituirle quando necessario con prodotti più leggeri, come la margarina di soia biologica o il burro di soia biologico, a minor contenuto di grassi saturi. Le classiche margarine contengono solitamente oli di scarso pregio e nella loro composizione non mancano coloranti, conservanti ed emulsionanti degli acidi grassi. In numerose ricette sia dolci che salate la margarina può essere sostituita con olio di girasole o di mais biologico e spremuto a freddo.

FALSI CIBI - Eccone 5 che sarebbe meglio evitare4) DOLCIFICANTI ARTIFICIALI. Il primo dolcificante artificiale ad essere impiegato dall’industria alimentare fu la saccarina, seguita poco dopo dal ciclamato, sostituito a propria volta dall’aspartame, composto da due aminoacidi, la fenilalanina e l’acido aspartico. L’aspartame è un additivo alimentare dal potere dolcificante 200 volte superiore allo zucchero. In etichetta può nascondersi dietro la sigla ad esso attribuita: E951. E’ ampiamente utilizzato dall’industria alimentare mondiale per via della propria facile reperibilità e dei costi contenuti. La sua pericolosità per l’organismo è stata messa in relazione alla sua capacità di rilasciare all’interno di esso metanolo e formaldeide. Uno studio italiano effettuato a Bologna nel 2005 presso l’istituto “Bernardino Ramazzini” ha ipotizzato come il rilascio di formaldeide nel metabolismo dell’aspartame possa essere correlato all’aumento dell’incidenza di tumori cerebrali e leucemie. Presso la medesima sede sono stati effettuati ulteriori studi in proposito, nel 2007, che hanno preso in considerazione gli effetti dell’aspartame sui bambini e i cui risultati dovranno essere esaminati dall’EFSA entro settembre 2012. Leggi il nostro articolo sui dolcificanti naturali.

 FALSI CIBI - Eccone 5 che sarebbe meglio evitare5) SURIMI. Il surimi, o finta polpa di granchio, non è altro che un composto alimentare ottenuto assemblando parti tritate di alcuni pesci, come il merluzzo, con carboidrati, addensanti, coloranti e conservanti per ottenere dei cilindretti dall’interno bianco e dalla parte esterna di colore arancione, degli affettati al sapore di granchio, delle “finte” chele di granchio o altri prodotti dalla forma simile a quella di crostacei come i gamberoni e dall’artificiale sapore di pesce. La sua diffusione commerciale ha portato a mettere in campo lavorazioni sempre più tecnologiche per ottenere tale prodotto, che, una volta scoperta la sua composizione, smette immediatamente di apparire invitante. Tra i suoi ingredienti non mancano solitamente: sorbitolo, zuccheri, polifosfati, glutammato monosodico, olio di colza e aroma artificiale di granchio.

 

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IL DADO VEGETALE – Fatelo in casa più sano ed economico

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L’UTILIZZATISSIMO DADO INDUSTRIALE CONTIENE INGREDIETI CONTROVERSI CHE SAREBBE BENE EVITARE. Ecco una ricetta per autoprodurvi il dado vegetale in casa. Ildado vegetale è uno degli alimenti più utilizzati in cucina: nato a fine ’800 si è diffuso in Italia negli anni ’50 e ha accompagnato qualsiasi tipo di pietanza. Il dado industriale, però, contiene ingredienti controversi come il glutammato monosodico o il caramello.

dadiGLI INGREDIENTI DEI DADI INDUSTRIALI PIU’ UTILIZZATI sale da cucina; grassi e oli vegetali; esaltatori di sapidità (glutammato monosodico, inosinato disodico, guanilato disodico); estratto di lievito; cipolla in polvere; colorante (caramello semplice); curcuma; aromi; basilico in polvere; semi di sesamo in polvere. Il glutammato è un esaltatore di gusto e sapidità, e viene essenzialmente utilizzato per insaporire qualcosa che non ha alcun sapore o la cui qualità è talmente bassa da richiederne l’uso. Spesso il glutammato è l’ingrediente principale e se nelle etichette non fosse esplicitato, potrete riconoscerlo dalla sigla E (dalla E620 fino alla E625). Ma dalla parte nostra c’è, ancora una volta, l’autoproduzione. Il dado vegetale è semplicissimo da preparare in casa. Ecco come!

dadiRICETTA DEL DADO VEGETALE Ingredienti 200 gr di sedano 2 carote 1 cipolla grossa 1 zucchina 100 gr di prezzemolo 20 foglie di basilico 2 rametti di rosmarino 15 foglie di salvia 150 gr di sale 1 cucchiaio di olio PROCEDIMENTO Sminuzzate finemente le verdure e le erbe aromatiche e mettetele dentro a una pentola di acciaio insieme ad un cucchiaio d’olio. Coprite le verdure tritate con il sale Fatele cuocere per almeno 1 ora e mezza senza aggiungere acqua. A questo punto frullate e rimettete sul fuoco finché non si sarà addensato ancora.

dadiCONSERVAZIONE E UTILIZZO- Conservate il dado ancora caldo dentro a contenitori di vetro possibilmente sterilizzati e mettetelo in frigorifero. Un cucchiaio di questo dado casalingo coincide con uno dei classici quadratini.

Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio.org

NUTELLA – Per produrla gli ingredienti arrivano da mezzo mondo

nutella-olio di palma

NEL GRANDE LIBRO DEGLI ALIMENTI,al capitolo “gusto” c’è una pagina che si intitola “comfort food” è un po’ come la casetta di Hansel e Gretel, fa gola ed è buona da mangiare, ma anche pericolosa. Il termine comfort food si riferisce a quegli alimenti, come ad esempio la cioccolata, che nel momento in cui vengono assaporati sollecitano una sensazione di benessere, il cacao, la cannella, la vaniglia fanno parte di questo prezioso elenco. Il punto è che, proprio in funzione di questa caratteristica il loro aroma può raggiungere ampie fasce di consumatori ed è facilmente commercializzabile anche se assolutamente finalizzato a se stesso, ottenuto artificialmente (come nel caso della vaniglia) e/o ottenuto con materie prime di scarsissima qualità.In base a questi principi sono stati immessi nel mercato globale molti alimenti di grande successo che hanno superato le barriere della tradizione culinaria locale, facendo appunto appello a quel gusto comune che ci fa reagire in modo positivo(ovviamente parlando in termini di percentuali e statistiche) a certi sapori, anche se non fanno parte della nostra cultura alimentare, uno di questi è la Nutella.

MondoFerreroQUESTA CREMA SPALMABILE DI FIRMA MONDIALE è a tutti gli effetti un prodotto degno della globalizzazione e delle sue dinamiche, gli ingredienti che la compongono arrivano, è proprio il caso di dirlo, da tutto il mondo, come risulta da un case study dell’Ocse (Organisation for Economic Co-operation and Development). Nei nove stabilimenti europei e in quelli russi, sudamericani e nordamericani si produce la crema spalmabile che sarà poi esportata in 75 paesi (per un importo pari a circa 250.000 tonnellate) i cui singoli ingredienti vengono importati dalla Turchia (le nocciole), dalla Malesia (l’olio di palma), dalla Nigeria (il cacao), dal Brasile e dall‘Europa (lo zucchero), dalla Francia (l’aroma di vaniglia).Il meccanismo è quello instauratosi con l’avvento del mercato globale, i singoli ingredienti non hanno più valore in quanto tali, ma diventano parte integrante di una catena volta ad immettere sul mercato prodotti spendibili e commerciali.

olio di palma - nutellaMOLTO SPESSO PERO’ ACCADE CHE ALCUNE DELLE MATERIE PRIME provengano da paesi in via di sviluppo che stanno puntando sul mercato globale per cercare di espandere la loro economia anche a costo di danneggiare le risorse interne e la popolazione stessa, che nella maggior parte dei casi non può permettersi di acquistare il bene di consumo che ha contribuito a produrre.Ad un primo sguardo si direbbe che l’internazionalità di certi prodotti possa essere un bene, porta lavoro in molte parti del mondo e fa muovere l’economia, ma se questo è vero per i paesi europei e/o comunque industrializzati, sicuramente il discorso cambia per i paesi in via di sviluppo.

 

> Fonte< 
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I 5 INGREDIENTI RAFFINATI DI USO COMUNE CHE CI STANNO AVVELENANDO

ORMAI PIU’ O MENO SI CONOSCONO QUALI INSIDIE POSSANO NASCONDERSI DIETRO GLI ALIMENTI CONFEZIONATI E DI PRODUZIONE INDUSTRIALE

spesso eccessivamente ricchi di sale, zucchero e grassi, tanto da spingere alcuni governi verso la proposta di tassare quei cibi ritenuti maggiormente dannosi per la salute.E’ ormai un dato di fatto: alimentazione scorretta e malattie del benessere sono strettamente correlate. La prevenzione è la regola principale ed essa non può che passare attraverso abitudini alimentari realmente corrette, che dovrebbero prevedere una drastica eliminazione dei seguenti cinque ingredienti raffinati d’uso comune.

 

1) Zucchero bianco

Lo zucchero raffinato è tra i maggiori imputati dell’insorgere di quelle che vengono definite come malattie del benessere: diabete, obesità, problemi legati al metabolismo, ipertensione, danni a livello del fegato. Secondo studi recenti  lo zucchero raffinato sarebbe da considerare tra le cause che ogni anno provocano la morte di 35 milioni di persone, con particolare riferimento al diabete ed alle malattie cardiocircolatorie. Il consumo di zucchero bianco sarebbe triplicato nel corso degli ultimi 50 anni ed andrebbe drasticamente ridimensionato. Esso, sia che venga derivato dalla barbabietola o dalla canna da zucchero, per assumere il candore che noi tutti conosciamo, subisceprocedimenti di raffinazione che comprendono l’impiego di calce, zolfo e carbone animale, oltre che di coloranti utilizzati per eliminarne i riflessi giallognoli. Lo zucchero risulta in questo modoimpoverito sia dei minerali che delle proteine presenti nelle materie prime di partenza. Anche lo zucchero greggio viene trattato con zolfo, ma in seguito non subisce processi di decolorazione.
Alternative: Tra i sostituti dello zucchero raffinato possono esservi la stevia (non lavorata industrialmente), lo sciroppo di riso, il succo concentrato di mela o uva, lo sciroppo d’acero o d’agave.

 

2) Farina 00

La farina 00 rappresenta spesso l’ingrediente di base di numerose preparazioni sia casalinghe ed industriali. E’ sufficiente aprire qualsiasi comune ricettario per rendersi conto di come tra gli ingredienti per la preparazione di una torta casalinga, che dovrebbe dunque risultare più “sana” rispetto ad un prodotto confezionato, via sia per la maggior parte delle volte la farina 00, cioè la più raffinata tra le farine in commercio. Tramite i processi di raffinazione questo alimento perde purtroppo gran parte del proprio contenuto nutritivo, con particolare riferimento al germe contenuto nei chicchi, ricco aminoacidi, Sali minerali e vitamine del gruppo B ed E. Gli effetti negatici dell’impiego abituale di farina 00 nella propria alimentazione sono stati posti in luce dal Professor Franco Berrino, ex direttore del Dipartimento di medicina predittiva e per la prevenzione dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e consulente della Direzione scientifica. Egli sottolinea come provochi un aumento della glicemia e il conseguente incremento dell’insulina, fenomeno che nel tempo porta ad un maggior accumulo di grassi depositati e ad un indebolimento generale dell’organismo, rendendolo maggiormente esposto nei confronti delle malattie, tumori inclusi.
Alternative: la farina raffinata può essere sostituita da farina integrale o semi-integrale (farina di tipo 2). Meglio ancora ricorrere a farine artigianali acquistate nei molini e macinarsele in casa con apparecchi appositi.

 

3) Sale

La notizia è recentissima. In Italia il consumo di sale è ancora eccessivamente elevato e ben superiore a quanto raccomandato da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Mentre non si dovrebbero mai superare i 5 grammi di sale al giorno, il suo consumo nel nostro Paese sarebbe quasi il doppio. L’eccessivo consumo di sale è legato all’insorgere di malattie cardiovascolari è può incidere negativamente su situazioni già presenti di ipertensione. Gli esperti confermano che riducendo il consumo di sale si potrebbe evitare la morte di almeno 26 mila persone ogni anno. E’ necessario anche sottolineate che la tipologia di sale che si decide di utilizzare sulla propria tavola non è da sottovalutare.
Alternative: Se, da una parte, è possibile evitare un consumo eccessivo di prodotti confezionati molto ricchi di sodio, dall’altra si potrebbe sostituire il comune sale da cucina con del sale integrale (sale marino integrale, sale rosa dell’Himalaya), che, a differenza del sale ottenuto industrialmente, presenta, oltre al cloruro di sodio, un contenuto da non sottovalutare di sali minerali come calcio, magnesio, potassio, ferro, rame e iodio

 

 

4) Olio di palma

Ecco un altro ingrediente onnipresente in numerosi alimenti confezionati sia dolci che salati. L’olio di palma, quando non indicato come tale, potrebbe nascondersi comunque dietro la sibillina dicitura in etichetta di “olio vegetale” o “oli vegetali”. Urge in questo senso, a tutela dei consumatori, la diffusioni di indicazioni maggiormente chiare all’interno delle liste degli ingredienti presenti sulle confezioni degli alimenti. L’olio di palma è ritenuto dannoso per la salute per vie del suo elevato contenuto di grassi saturi, che può raggiungere anche il 50% nel caso dell’olio di palma derivato dai frutti e l’80% nell’olio di palmisto, derivato dai semi. Ad un’alimentazione eccessivamente ricca di grassi saturi, si lega un maggiore rischio di contrarre malattie cardiovascolari. Dal punto di vista ambientale, la produzione di olio di palma contribuisce purtroppo alla deforestazione di aree dal valore naturalistico inestimabile, comprese antiche foreste pluviali.
Alternative: Per evitare l’olio di palma sarebbe necessario controllare con attenzione le liste degli ingredienti, diffidare da snack, merendine, piatti pronti e creme spalmabili industriali e passare all’autoproduzione casalinga degli stessi, utilizzando oli più equilibrati, come l‘olio extravergine d’oliva o oli vegetali biologici spremuti a freddo.

 

5) Grassi idrogenati

La diffusione dei grassi idrogenati nei prodotti industriali va spesso di pari passo con quella dell’olio di palma. Margarine, merendine alla crema, piatti pronti già conditi, surgelati e prodotti da forno di vario tipo possono contenerne. La loro presenza è sempre indicata in etichetta, quindi è sufficiente porre attenzione a ciò che si acquista per fare in modo di evitarli il più possibile. I rischi per la salute relativi ai grassi idrogenati sono legati alla loro capacità di aumentare i livelli del colesterolo LDL e di diminuire quelli del colesterolo HDL, considerato “buono”. Un’alimentazione che prevede un consumo disattento di grassi idrogenati può rendere i vasi sanguigni meno flessibili ed influire negativamente sulla pressione del sangue. I grassi idrogenati sono ottenuti tramite un processo di lavorazione degli oli insaturi, che mira ad ottenere grassi di consistenza differente, a seconda degli impieghi industriali. Si ottengono così dei grassi insaturi, anche denominati “grassi trans”, la cui presenza nella dieta è stata legata alla comparsa di ictus, arteriosclerosi e malattie coronariche.

>Fonte<

Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio.org