LA FURIA DI PUTIN – Contro gli indigeni della Russia artica

UN GIORNO PRIMA DELL’APERTURA

della riunione del Consiglio artico in Svezia, le autorità russe hanno decretato la sospensione delle attività della principale organizzazione indigena del paese. Il RAIPON (Associazione russa dei Popoli Indigeni del Nord) rappresenta i popoli indigeni delle regioni artiche della Russia. La sospensione si basa su una forzata interpretazione di una supposta incongruenza nello statuto dell’organizzazione, si tratta in realtà di uno smaccato tentativo di mettere a tacere le voci dei popoli indigeni per impedir loro di opporsi ai progetti di di sfruttamento petrolifero nell’artico russo.In agosto, il RAIPON aveva richiesto il blocco della produzione di petrolio nei terrori ancestrali della regione artica.Il RAIPON è membro del Consiglio artico, un forum intergovernativo che unisce i governi e le popolazioni artiche. La sua sospensione alla vigilia della riunione del Consiglio sembra studiata apposta per eliminare dal meeting un partecipante scomodo.

Tratto da – www.salvaleforeste.it

Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

FORESTA AMAZZONICA NUOVO PERICOLO – INDIGENI INFETTATI DAI TURISTI

I CONTATTI CON GLI ALTRI UMANI

mettono a rischio la salute degli abitanti della foresta. Sono indifesi di fronte a batteri e agenti contaminanti.Non vogliono vedere e incontrare nessuno. Lo fanno capire in tutte le maniere. Lasciando chiari segni di “divieto” nella foresta, lanciando qualche freccia senza punta, a titolo dimostrativo, agli aggressori di turno, cercando di mostrarsi il meno possibile.Sono tuttora un numero rilevante le tribù “incontattate” che, in varie porzioni del globo e in primis nella foresta amazzonica, vogliono mantenere integra la loro autonomia e libertà, mistero che li riguarda compreso. InPerù, in particolare, vivrebbero tra i 4 e i 5 mila indigeni, divisi in una quindicina di tribù.Hanno sperimentato sulla propria pelle che nella maggior parte dei casi i contatti con il mondo “normale” portano loro solo danni. Perché tagliatori di legname gli sottraggono giorno dopo giorno una parte rilevante del loro habitat, perché un attacco ancora più potente alla loro civiltà arriva dalle multinazionali a caccia di risorse da sfruttare.

E ANCHE SE IL DIRITTO INTERNAZIONALE RICONOSCE

in linea di principio le loro prerogative e i loro diritti, i governi locali quasi sempre cedono alla tentazione di fare profitti cedendo i lotti di terreno (il 70% della foresta amazzonica peruviana è già stata data in concessione) in cui vivono alle compagnie che vogliono sfruttarli.Altro punto cruciale le malattie. Gli incontattati sono indifesi rispetto ai nostri batteri e ai nostri virus, ma anche alle sostanze contaminanti più tipiche e banali delle realtà ricche. Basta una congiuntivite delle nostre per accecarli, un’influenza per ucciderli.In seno alla comunità internazionale, per fortuna, ora si sono sempre di più organizzate istituzioni e forze che s’impegnano nella loro difesa. Che proteggono il loro diritto all’invisibilità e all’isolamento e sollecitano il governo peruviano a proteggere gli indios.Survival International segnala il caso di una tribù recentemente avvistata all’interno del territorio protetto del Parco nazionale del Manu, in un’area identificata con il nome di Yanayacu. Il pericolo arriva dai turisti che, curiosi, per attrarre gli indiani fuori dalla foresta lasciano ogni tipo di esca, vestiti compresi. Ebbene, gli indiani incontattati non hanno difese immunitarie in grado di proteggerli da malattie molto comuni. A seguito del primo contatto, solitamente oltre il 50% della tribù muore. In alcuni casi, muoiono tutti i suoi componenti. Riprova della loro fragilità, ma anche di quanto sono contaminati gli umani “evoluti”.
fonte : http://gogreen.virgilio.it/

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