SEGNALATI 105 FARMACI POTENZIALMENTE PERICOLOSI- Ecco la lista

SONO 105 I FARMACI CHE DA OTTOBRE DI QUEST’ANNO SARANNO OBBLIGATORIAMENTE SEGNALATI CON UN TRIANGOLO NERO ROVESCIATO PER TUTELARE I CONSUMATORI

Lo rende pubblico l’EMA, chiarendo che “non vuol dire che la medicina non sia sicura, ma che si vogliono incoraggiare professionisti sanitari e pazienti a segnalare le reazioni avverse sospette, quando si tratta di un farmaco nuovo sul mercato o c’è una limitazione nei dati disponibili sulla sua sicurezza”. Si tratta di farmaci con nuove sostanze attive, farmaci biologici (del tipo dei vaccini) oppure prodotti sui quali l’azienza, per qualche motivo, non ha fornito dati sufficienti. Per il settore italiano, se n’è occupata l’Aifa, che, sul suo sito ufficiale, insieme con l’elenco dei farmaci sottoposti a segnalazione, ha dichiarato: “Si tratta di un provvedimento che rafforza la sorveglianza post marketing a tutela della salute dei cittadini e che prevede un’ulteriore attività di vigilanza per quei medicinali per i quali sono disponibili dati di sicurezza limitati, nell’ottica della trasparenza e del maggior coinvolgimento di pazienti e operatori sanitari nella segnalazione di reazioni avverse”. Per la causa, l’Agenzia Italiana del Farmaco ha anche aperto una sezione dedicata alla farmacovigilanza nel proprio sito ufficiale. La più soddifatta della decisione è stata la FederAnziani, che con un “finalmente” ha commentato quella che può essere una svolta positiva a favore degli anziani rispetto alle “reazioni avverse” di molti farmaci. La nuova campagna ”Occhio al triangolo: al minimo sintomo avvertici” sarà lanciata in tutta Italia dall’associazione a favore dei 3 milioni di anziani assuntori di farmaci nel Paese, ma soprattutto per sensibilizzare la popolazione ad una problematica di questo calibro.

 

IN DEFINITIVA I FARMACI AI QUALI BISOGNERA’ FARE ATTENZIONE SONO:

Adasuve, Adcetris, Aldurazyme, AMYViD, Arzerra, Atriance, ATryn, Benlysta, Betmiga, Bexsero, BindRen, Bosulif, Bretaris Genuair, Caprelsa, Ceplene, Champix, Cinryze, Cleviprex emulsion for injection 0.5 mg/ml, Constella, Cuprymina, Dacogen, Dexdor, Diacomit, Dificlir,

Edarbi, Edurant, Eklira Genuair, Elaprase, Eliquis, Elvanse2, Enurev Breezhaler, Esbriet, Eurartesim, Eviplera, Evoltra, Exjade, Eylea, Fampyra, Firdapse, Fluenz, Forxiga, Fycompa, Gilenya, Glybera, Halaven, Ilaris, Incivo, Increlex, Influsplit Tetra3, Inlyta, Intelence, Invirase, Ipreziv, Jakavi, Jentadueto, Jetrea, Jevtana, Kalydeco,

Krystexxa, LacTEST, Lyxumia, Naglazyme, NexoBrid, Nimenrix, NovoThirteen,
Nulojix,
Optimark, Pandemrix, Perjeta, Picato, Pixuvri, Prialt, Replagal, Revestive, Rienso,
Ryzodeg,
Seebri Breezhaler, Selincro, Teysuno, Tovanor Breezhaler, Trajenta, Tresiba ,
Trobalt, Tygacil, Tysabri,

Tyverb, Vectibix, Vedrop, Ventavis, Vepacel, Victrelis, Votubia, Vyndaqel,
Xagrid, Xalkori, Xgeva,
Xiapex, Yellox, Yervoy , Yondelis, Zaltrap, Zelboraf, Zinforo, Zytiga.

 

>Fonte<
 Redatto da Pjmanc:  http://ilfattaccio.org

DOPO I VACCINI TOSSICI – Arrivano i vaccini con DNA modificato

REALIZZATO IL PRIMO VACCINO CONTENENTE UN TRATTO DI DNA IL TUTTO NEL FORMATO DI UN CEROTTO

Si tratta di uno strato di minuscoli aghi che rilasciano gradualmente il farmaco per intere settimane. Questa modalita’ di rilascio del vaccino, realizzata da un gruppo di ricercatori coordinato dall’Istituto di Tecnologia del Massachusetts (Mit) e descritta su Nature Materials, potrebbe risultare importante per i Paesi in via di sviluppo perche’ non richiede refrigerazione e risulta facile da immagazzinare e trasportare.Il cerotto realizzato dai ricercatori statunitensi potrebbe dunque aprire la strada all’utilizzo degli economici e innovativi ‘vaccini a Dna’, una nuova tipologia di farmaci candidata a sostituire i vaccini tradizionali.

A DIFFERENZA DI QUESTI ULTIMI

realizzati normalmente iniettando virus o batteri ‘depotenziati’, i vaccini a Dna prevedono direttamente l’inserimento nelle cellule di un tratto di Dna con le istruzioni per combattere l’infezione. Una soluzione teoricamente molto semplice ed economica ma che ha prodotto finora scarsi risultati e si e’ rivelata molto difficile da attuare.Il cerotto realizzato dai ricercatori permette ora di superare alcune problematiche legate alla conservazione e al trasporto dei vaccini a Dna, facilmente deperibili. Si tratta di minuscoli aghi in grado di rilasciare il proprio contenuto di vaccino sotto forma di Dna per molte settimane, garantendo cosi’ un dosaggio continuo al paziente, una maggiore risposta alla terapia e una buona conservazione del farmaco.

Fonte  – Ansa

Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

COCKTAIL DI FARMACI – UN RISCHIO PER LA NATURA

RESIDUI DI MEDICINALI E PRODOTTI PER L’IGIENE PERSONALE

si riversano nell’ambiente attraverso le fognature, con pesanti conseguenze sulle comunità microbiche e sui sistemi acquatici. E non ci sono adeguate strategie per stimare i rischi ambientali causati da questi mix di sostanze. A rivelarlo è una ricerca condotta dall’Università di Göteborg, in Svezia. “Bisogna cominciare a studiare gli effetti non solo delle singole sostanze, ma anche delle loro combinazioni”, ha spiegato Sara Brosché, autrice dello studio e ricercatrice presso il Dipartimetno di Scienza ambientale e delle piante. La medicina moderna si affida ai prodotti farmaceutici per ogni tipo di trattamento. Le sostanze attive nei farmaci di cui facciamo uso vengono gradualmente espulse attraverso le urine e le feci per poi finire nelle fognature; così piccole quantità di medicinali vengono ritrovate nella maggior parte degli ambienti acquatici, dai corsi sotterranei ai mari.

LE PIU’ ALTE CONCENTRAZIONI 

si trovano in corrispondenza della fuoriuscita delle acque degli impianti di depurazione, spesso nella forma di un cocktail di differenti medicinali. Una volta dispersi in natura, questi residui – soprattutto gli agenti antimicrobici come gli antibiotici e gli antifungini – continuano a influenzare l’ambiente.Nella sua ricerca, la studiosa svedese ha osservato l’effetto di miscele di farmaci su alcune popolazioni di microalghe. E ha mostrato che, sebbene i livelli di farmaci normalmente osservati nell’ambiente siano bassi, i cocktail di sostanze tossiche hanno generalmente un effetto maggiore della somma delle singole parti. “Quando abbiamo mescolato cinque medicinali e prodotti per l’igiene personale (fluoxetina, propanololo, zinco piritione, clotrimazolo e triclosano) a concentrazioni che non avrebbero avuto alcun effetto significativo individualmente, la miscela ha avuto effetto su quasi il 30 per cento delle microalghe”, ha concluso la ricercatrice.

di – Monica Di Dionisio Rifermenti : Università di Göteborg

fonte : www.galileonet.it

Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

LA MENTA BRASILIANA – UNA VALIDA ALTERNATIVA AI FARMACI ANTIDOLORIFICI

CHE CI SIANO SOSTANZE IN NATURA CAPACI DI AGIRE COME ANTIDOLORIFICI E’ NOTO DA MILLENNI

Oggi sono disponibili vaste classi di farmaci utilizzate a questo scopo, che però all’azione antidolorifica accompagnano anche possibili effetti indesiderati. Dunque è certamente ben accetta qualcosa di naturale che, al pari di un farmaco, aiuti a combattere il dolore. E a quanto pare, c’è.Si chiama Hyptis crenata, per i profani, menta brasiliana, che secondo uno studio dei ricercatori della Newcastle University (Uk) presentato al “2nd International Symposium on Medicinal and Nutraceutical Plants” può essere una valida e naturale alternativa.Lo studio è stato condotto sui topi e ha dimostrato come somministrazione di questa pianta come un thè sia stato efficace nel combattere il dolore esattamente come farebbe tradizionale farmaco antidolorifico. Le prove sono state eseguite confrontando l’effetto della menta brasiliana con una forma sintetica di aspirina, l’indometacina, un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS).L’infuso di menta ha superato il test, ora i ricercatori prevedono di avviare studi clinici per scoprire quanto sia efficace la menta come sollievo dal dolore per le persone.La dr.ssa Graciela Rocha, che ha guidato il team, afferma: «si stima che oltre 50.000 piante vengono utilizzate in tutto il mondo per scopi medicinali. Oltre l’uso tradizionale, più della metà di tutti i farmaci sono basati su una molecola che si trova in natura in una pianta».E per finire, la dr.ssa Rocha ha aggiunto: «Quello che abbiamo fatto è stato quello di prendere una pianta che è ampiamente utilizzata per il trattamento del dolore in modo sicuro e scientificamente provato e che funziona al pari di alcuni farmaci sintetici. Ora il passo successivo è quello di scoprire come e perché questa pianta ha riesce a combattere il dolore».

fonte : www.chimici.info – www.sos2012.it

Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio

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