LA SCOPERTA DEL BOSONE DI HIGGS E’ STATA SENZA DUBBIO UNA CONQUISTA PER IL MONDO DELLA FISICA
Ma ancora molti misteri attendono di essere svelati dagli scenziati eccoli :
Nel 1900, il fisico britannico Lord Kelvin così sentenziò: “Oggigiorno non c’è più nulla da scoprire nel campo della fisica. Tutto quel che rimane da fare è la misurazione ancor più precisa di quello che già conosciamo”. Nel giro di soli trent’anni, la meccanica quantistica e la teoria della relatività di Einstein hanno rivoluzionato la fisica, e oggi nessuno scienziato oserebbe affermare che la nostra conoscenza dell’universo è vicina ad essere completa. Al contrario, ogni nuova scoperta sembra scoperchiare un vaso di Pandora ancor più grande, che pone le basi per domande sempre più complesse. Ecco quali sono i nove misteri più importanti che attendono ancora una risposta.
L’universo continua ad espandersi, sempre più velocemente, e gli scienziati ritengono che esista un fattore invisibile (“pressione negativa”) che controbilancia la forza di gravità dilatando lo spazio e il tempo. Ma cos’è questa’energia?
Circa l’84% della materia nell’universo non assorbe né emette luce, e per questo è chiamata “materia oscura”. Non può essere osservata e nemmeno misurata, ma si sa che esiste a causa dei suoi effetti gravitazionali sulla materia visibile, sulle radiazioni e sulla struttura dell’universo.
3) PERCHÈ IL TEMPO SI MUOVE SOLO IN AVANTI
La causa è l’entropia dell’universo, ovvero il suo grado di disordine che può solo aumentare. La domande è: perché l’entropia era tanto bassa in passato? In parole povere, perché un istante prima del Big Bang l’universo era ordinato, nonostante una quantità immensa di energia fosse concentrata in uno spazio piccolissimo?
4) LA TEORIA DELLE STRINGHE È CORRETTA?
Questa teoria mette d’accordo la meccanica quantistica e la relatività generale, ma c’è un ‘piccolo’ problema. Può solo funzionare in universi con 10 o 11 dimensioni. E negli altri casi?
5) ESISTONO DEGLI UNIVERSI PARALLELI?
Secondo le leggi della meccanica quantistica, con un infinito numero di possibili configurazioni di particelle, ci devono essere delle ripetizioni di combinazioni, ovvero infiniti universi paralleli. Ma dove si trovano? E come osservarli?
6) PERCHÈ LE MISURAZIONI FANNO COLLASSARE LE FUNZIONI D’ONDA?
Se si cerca di misurare la posizione o la velocità di una particella, la sua funzione d’onda “collassa” determinando la realtà che percepiamo effettivamente. Rispondere alla domanda significherebbe comprendere cos’è la realtà, e soprattutto… se esiste davvero.
7) PERCHÈ ESISTE PIÙ MATERIA CHE ANTIMATERIA?
Rispondendo a questa domanda, si potrebbe capire perché tutto esiste. Infatti se al momento del Big Bang ci fosse stata una quantità uguale di materia e di antimateria, le due si sarebbero annullate a vicenda. Per qualche motivo, invece, la materia era più abbondante, ed eccoci qui. Ma perché?
Per le equazioni che descrivono il comportamento dei fluidi, dette di Navier-Stoke, non sono ancora state trovate soluzioni (e non è nemmeno detto che esistano). Di conseguenza non conosciamo nulla del caos, che potrebbe essere prevedibile o imprevedibile.
9) QUAL È IL DESTINO DELL’UNIVERSO?
Tutto dipende da un fattore sconosciuto, detto Ω, ovvero la misura della densità della materia e dell’energia dell’universo. Esistono diversi scenari a seconda del fatto che Ω sia maggiore, minore o uguale a 1: ma ancora non siamo riusciti a calcolarlo. Que sera, sera…
fonte : http://www.net1news.org
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio
IL NOSTRO UNIVERSO E’ UN GRANDE PUNTO INTERROGATIVO
Gli scienziati si interrogano infatti, giorno dopo giorno, da dove esso abbia avuto origine e in quale modo sia arrivato allo stato attuale. Certo si sa che tutto è stato prodotto da una esplosione chiamata Big bang da cui ha avuto origine spazio, tempo e materia, ma perché poi questa materia caotica si è aggregata in punti ben precisi per formare galassie, stelle e pianeti? Oggi vi vogliamo proporre una teoria sulla formazione dell’universo chiamata teoria delle armoniche. L’energia oscura, ovvero l’energia che ha permesso al caos di equilibrare e che gli scienziati stanno ancora tentanti di capire di cosa si tratta potrebbe non essere altro che musica. Pensiamo ad un pianoforte, in esso vi troviamo la scala delle note e quella delle ottave superiori in cui, il suono della nota principale viene ripetuto per risonanza. Quindi, utilizzando tutte queste combinazioni, possiamo creare una varietà di suoni molto differenti tra loro e armonie del tutto diverse. In natura, di principio tutto funziona con questi suoni detti armoniche, ci sono quindi quelle medie, udibili dall’uomo e quelle più alte o più basse che spesso l’uomo non riesce a percepire.
PENSIAMO PER ESEMPIO AGLI ANIMALI
Che sentono frequenze più basse delle nostre e riescono a sentire se si sta avvicinando un cataclisma, facciamo un esempio degli elefanti: essi comunicano tra loro attraverso onde sonore a bassissima frequenza. Queste onde vengono udite da noi solo quando arrivano alla frequenza da noi percepibile e così udiamo il barrito dell’elefante. Queste onde a bassa frequenza possono viaggiare fino a 5 km attraverso l’aria (e il doppio attraverso il terreno) e quindi anche gli animali distanti possono parlare tra loro. Anche animali molto più piccoli dell’elefante percepiscono queste armoniche, vediamo l’ape, questo minuscolo insetto molto importante per la sopravvivenza dell’uomo sulla terra; l’ape crea il suo alveare a forma di tantissime cellette esagonali dentro alle quali depone il miele. Se ci pensate questa è una vera opera d’arte! certamente l’ape non è andata a scuola di architettura ma ha imparato a vivere in sintonia con le armoniche della natura. la natura infatti si modifica in base alla frequenza delle armoniche, la materia si dispone in base a quanto una frequenza è alta o bassa e crea diverse forme geometriche in base al tipo di frequenza, vi postiamo questo video per farvi vedere direttamente l’esempio pratico.
SBALORDITIVO VERO ?
Ogni cosa in natura ha un suono e anche lo stesso universo quindi lo si può pensare ad una grande melodia, costituita da tante armoniche e frequenze, che, mescolate tra loro hanno permesso alla materia di aggregarsi secondo alcuni schemi ben precisi; per questo sono nate le galassie, le stelle, i pianeti e la vita e tutto è così perfetto nel caos generato dal big bang. Gli astronomi hanno portato avanti alcune ricerche sul suono dell’universo, sono riusciti infatti a registrare e tradurre le frequenze in frequenze da noi udibili, a seguito alcuni esempi:
NOI ESSERI UMANI DOBBIAMO QUINDI TUTTO A QUESTE ARMONICHE
La nostra stessa vita è stata infatti frutto di frequenze e ogni singola cellula del nostro corpo è mantenuta in equilibrio da esse. L’uomo primitivo riusciva ad essere in contatto con queste armoniche e i sostenitori di questa teoria pensano persino che le piramidi e i grandi monumenti su cui oggi abbiamo mille dubbi sulla loro possibile costruzione siano stati costruiti con l’aiuto di queste frequenze.Le basse frequenze avrebbero infatti permesso di sollevare pietre di dimensioni enormi annullando il loro stesso peso e quindi permesso agli uomini di sollevarle senza fare nessuna fatica.
ANCHE NEL SITO MEGALITICO DI STONEHENGE
Troviamo indizi di questo genere, alcuni studiosi hanno infatti dedotto che questo fosse si un osservatorio astronomico come affermano le maggiori teorie ma che oltre a questo il sito abbia anche un’altra caratteristica, ovvero che vista la disposizione delle pietre le onde sonore si disperdano in un modo particolare e rimbombino da una parte all’altra della costruzione, favorendo così una sonorità particolare per coloro che effettuavano cerimonie all’interno della struttura. Purtroppo oggi l’uomo, vista la sua evoluzione e vita frenetica, si è staccato dalla natura e non riesce più a mettersi in contatto con essa in modo armonico, quindi non riesce più a concepire il fattore delle armoniche se non in modo inconscio. Con questo articolo vogliamo quindi farvi riflettere su questa teoria alternativa e magari farvi capire quanto la natura sia così importante per la nostra stessa sopravvivenza.
fonte: italiaparallela.it
redatto da Pjmanc http://ilfattaccio.org
AI FISICI AMERICANI
Saul Perlmutter, Brian P. Schmidt e Adam G. Riess il Premio Nobel 2011 per la Fisica. Nel 1998 scoprirono che l’universo sta accelerando la sua espansione, probabilmente a causa di una forza sconosciuta, l’energia oscura, che potrebbe determinare il destino ultimo del cosmo. Ecco la straordinaria storia della loro scoperta.
NEL 1998
Fu definita “la scoperta dell’anno”. Oggi, 4 ottobre 2011, gli americani Saul Perlmutter, Brian P. Schmidt e Adam G. Riess sono stati onorati del Premio Nobel per la Fisica. Con le pioneristiche ricerche cosmologiche compiute dai loro gruppi di ricerca, il “Supernova Cosmology Project” di Perlmutter e Schmidt, e l’High-z Supernova Search Team di Riess, i tre Nobel hanno portato alla luce, poco più di dieci anni fa, quello che è oggi il più grande mistero dell’universo: la sua inaspettata accelerazione.
HUBBLE, EINSTEIN E L’UNIVERSO IN ESPANSIONE
Per capire cosa significa questa scoperta, bisogna innanzitutto tornare a Edwin Hubble, l’astronomo americano che nel 1929 scoprì che l’universo si stava espandendo. Una rivelazione sorprendente perché fino ad allora l’opinione generalmente accettata era che l’universo fosse infinito e statico, immobile, uguale fin dalla sua nascita. Albert Einstein, elaborando la sua teoria della relatività, scoprì con suo disappunto che risolvendo le equazioni della teoria si deduceva, invece, un universo instabile. Ritenendo questa conclusione impossibile, aggiunse nelle equazioni un elemento matematico, una costante cosmologica, definita lambda, con la quale bilanciare la forza gravitazionale che rischiava di far contrarre l’universo. La costante cosmologica lambda riportava l’universo alla sua presunta staticità. Un escamotage intellettuale di cui Einstein ebbe modo di pentirsi: lo definì “il più grande errore della mia vita”. Infatti, Einstein poté constatare che la scoperta di Hubble confermava la sua teoria della relatività senza bisogno di introdurre la costante lambda.

COME ERA RIUSCITO
Edwin Hubble, a scoprire che l’universo si espandeva? Nei primi anni ’20 il nuovo telescopio di monte Wilson, il più grande allora esistente, permise per la prima volta di constatare che la cosiddetta nebulosa di Andromeda non faceva parte della nostra galassia, ma era una galassia a se stante. Ciò era stato possibile analizzando la luce proveniente da Andromeda, e quindi il suo spettro, cioè quel che deriva dalla scomposizione della luce all’interno di un prisma (il nostro arcobaleno). Andromeda era lontana da noi abbastanza da poter escludere con certezza che facesse parte della nostra galassia, benché in realtà si stia avvicinando alla Via Lattea a una velocità tale che si scontrerà con essa tra 3-4 miliardi di anni. Ma Hubble scoprì con stupore che, con l’eccezione di Andromeda, lo spettro di tutte le galassie osservate era spostato verso il rosso. Per capire cosa implicava questa scoperta, basta pensare a un’ambulanza che corre nella nostra direzione, per poi superarci velocemente e proseguire lungo la sua strada. Noteremo che la sirena assume un suono più acuto quando si avvicina, più grave quando si allontana: in realtà, la sirena emette sempre lo stesso suono, ma ci arriva all’orecchio a una frequenza diversa. L’onda sonora, infatti, si “schiaccia” avvicinandosi al nostro orecchio e assume una frequenza maggiore, per poi distendersi nuovamente man mano che l’ambulanza si allontana.
SI CHIAMA EFFETTO DOPPLER
La luce fa lo stesso. Se un oggetto luminoso si allontana da noi, analizzandone lo spettro osserveremo uno spostamento verso il rosso, che insieme al violetto costituisce il limite estremo dello spettro della luce. Questo “spostamento verso il rosso” della luce è un effetto della nostra osservazione: la luce è sempre quella, ma poiché la sorgente che la emette si sta allontanando, l’onda si dilata e la sua frequenza si riduce. Se tutte le galassie hanno uno spettro spostato verso il rosso, significa che si stanno allontanando da noi. Hubble restò perplesso: possibile che la nostra Via Lattea si trovi immobile al centro dell’universo, e tutte le altre galassie in allontanamento? Cosa ci rende così speciali? Niente.