EBOLA NEL MODO – Ecco la mappa

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PAESE PER PAESE I CASI REGISTRATI E TRATTATI DI EBOLA, dove il virus ha fatto strage il dato si riferisce alle vittime. Non si arresta infatti l’epidemia: il totale dei casi, secondo quanto ha riferito oggi a Ginevra il vice direttore generale dell’Oms, Bruce Aylward, è salito a quasi 9000 casi (8914). Il numero dei morti si è portato a 4.447. Per approfondire le informazioni sul paese che vi interessa, basta cliccare  sul segnaposto.

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Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

MONSANTO – Sponsorizza il vaccino per l’Ebola

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LA MONSANTO HA MESSO LO ZOCCOLO MALEFICO ANCHE PER L’ EBLOA. Monsatana ha foraggiato con 1,5 milioni di dollari la Tekmira Pharmaceuticals Corporation (TKMR ), leader nel settore dei vaccini e l’intera operazione di trasfusione monetaria potrebbe arrivare a toccare la considerevole quota di 86 milioni dollari. Il fiume di soldi in cui sguazza il virus Ebola non si arresta qui, infatti il ministero della Difesa degli Stati Uniti ha stanziato ben 140 milioni di dollari per far sviluppare alla TKMR un virus anti-Ebola.L’Ebola è attiva in Africa da 4 mesi: ha ucciso più di 670 persone e ne ha contagiate 1200.Il virus uccide il 90% delle persone infettate e la fonte di maggior minaccia sono i fluidi dei corpi. Il maggior sintomo è la febbre alta e la malattia colpisce il sistema nervoso centrale. L’emergenza Ebola è scattata in tre paesi africani: Sierra Leone, Guinea e Liberia. Al momento la Sierra Leone ha il numero maggiore di contagiati anche se una stima reale dei casi è molto difficile, in quanto c’è reticenza nel denunciare la malattia. Al momento la sfida ad Ebola si basa sull’isolare il virus creando un cordone sanitario.

EBOLA-MONSANTOSPESSO DI FRONTE ALLE CURE DELLE POSSIBILI PANDEMIE si aprono degli scenari talmente inquietanti che il pensiero più negativo potrebbe trovare conferma. Non è materia per un complottismo di maniera, ma l’esperienza confermata dalle indagini della magistratura sulle truffe dei vaccini. Anche questa volta il dubbio sorge spontaneo. Nel bel paese il Ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, ha dichiarato di stare “tranquilli” in quanto l’Italia non corre dei seri pericoli di contagio. Mentre alcune fonti giornalistiche rivelano che in USA potrebbe essere messo sul mercato, entro la fine dell’anno, un vaccino contro Ebola.Si può ipotizzare che nel breve periodo i soggetti implicati nello sviluppo del vaccino mirano a fare un mucchio di soldi, ma nel lungo periodo la psicosi del contagio potrebbe aprire la strada alle vaccinazioni obbligatorie. Nonostante il virus di Ebola non sia da sottovalutare, in quanto sta uccidendo centinaia di persone, il pericolo più grande potrebbe venire dalla ‘cura’. Visti i soggetti implicati nello sviluppo del vaccino contro Ebola, come si fa a stare tranquilli? Penso sia proprio il caso di non ascoltare il ‘suadente’ consiglio della Lorenzin: dobbiamo rimanere in allerta, ci stanno succhiando la vita iniettandoci la morte in ogni modo possibile.

 

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EBOLA – Il primo caso confermato negli stati uniti

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SCATTA L’ALLARME A DALLAS UN PAZIENTE IN ISOLAMENTO DOPO ESSERE RISULTATO POSITIVO AL TEST. Le autorità: «Il virus non si diffonderà». Il contagio ha provocato 3 mila morti in Africa. Sale in America la paura per Ebola: il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) di Atlanta, la massima autorità sanitaria negli Usa, ha infatti annunciato il primo caso diagnosticato sul territorio nazionale. Si tratta di un paziente di cui ancora non sono state diffuse le generalità – non si conoscono né la nazionalità né il sesso – ricoverato il 27 settembre al Texas Health Presbyterian Hospital di Dallas presentando tutti i sintomi della febbre emorragica. Un paziente adulto che il 20 settembre era arrivato negli Usa dalla Liberia, uno dei Paesi dell’Africa occidentale insieme a Guinea e Sierra Leone in cui si trovano i focolai del virus. «È venuto negli Stati Uniti per visitare alcuni familiari che vivono in questo Paese», è stato spiegato da Thomas Frieden, direttore del Cdc, che senza dirlo sembra però escludere che il paziente sia un cittadino americano. Frieden che invita a non creare allarmismi ingiustificati.

Ebola_dallasNON CI SAREBBE PERICOLO PER I PASSEGGERI che hanno viaggiato col paziente di Dallas – è stato assicurato – visto che i sintomi dell’Ebola si sono sviluppati 4-5 giorni dopo il suo negli Usa. «Non c’e alcun dubbio che la situazione rimarrà sotto controllo e che la malattia non si diffonderà negli Usa», hanno quindi tranquillizzato le autorità sanitarie, spiegando come in queste ore la priorità, oltre a curare il malato in terapia intensiva, sia quella di individuare tutte le persone che sono state in contatto con lui da quando è arrivato sul suolo americano. A partire dai familiari. «Ma al momento non risulta alcun altro caso sospetto in Texas o negli Usa». All’interno dell’ospedale dove il paziente si trova in isolamento sono state attivate tutte le procedure di massima allerta per impedire il rischio di contagio ad altri pazienti, al personale medico e sanitario, ai volontari e ai visitatori. Nelle ultime settimane molti erano stati i casi sospetti (almeno dodici) che avevano messo in allerta diversi ospedali Usa, anche a New York e Miami. Ma finora tutte le persone esaminate erano risultate negative al virus. Ma, secondo alcuni esperti, era solo questione di tempo.

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EBOLA – Il siero sperimentale proviene dal tabacco

EBOLA - Il siero sperimentale proviene dal tabacco

PER ANNI GLI SCIENZIATI HANNO CERCATO UN MODO POCO COSTOSO E RAPIDO PER FABBRICARE VACCINI, anche facendo esperimenti su quella che appariva come una fonte improbabile : le piante di tabacco. Il siero sperimentale iniettato ai due pazienti americani colpiti dal virus dell’Ebola è stato prodotto con questa nuova tecnica. L’idea di base è trasformare le piante di tabacco in fabbrica di proteine. Ovviamente queste piante, malgrado le loro molteplici qualità, non sono naturalmente inclini a produrre proteine umane e dunque è a questo punto che interviene la genetica. Il siero sperimentale destinato a curare il virus Ebola, ZMapp, è stato sviluppato da una piccola società americana, la Mapp Biopharmaceutical, e prodotto in una fabbrica del Kentucky di proprietà della società Reynolds American. Reynolds American è specializzata nella coltivazione del tabacco perchè fabbrica e distribuisce diversi marchi di sigarette, fra i quali Camel, Lucky Strike, Pall Mall e Winston.

TRE ANTICORPIIL SIERO E’ UNA COMBINAZIONE DI TRE ANTICORPI, proteine che permettono al sistema immunitario di neutralizzare gli agenti patogeni invadenti. La sostanza attiva di un vaccino è destinata a stimolare le difese naturali dell’organismo. Per ottenere anticorpi contro il virus Ebola, gli scienziati hanno infettato dei topi da laboratorio e raccolto i loro anticorpi. Tuttavia gli anticorpi dei topi devono essere “umanizzati” sostituendo gli elementi dei topi con l’equivalente umano. E’ un lavoro difficile. E’ a quaesto punto che arrivano le piante di tabacco. I geni capaci di generare gli anticorpi sono stati inseriti in un virus che infetta in maniera specifica le piante di tabacco. I virus sono un eccellente mezzo nello studio della biologia molecolare e cellulare. Permettono la manipolazione di funzioni cellulari e in questo caso obbligano la pianta a fabbricare anticorpi. L’ultima tappa è la raccolta e l’estrazione delle proteine. Il vaccino è sperimentale ma per i due pazienti americani si è rivelato efficace. Allora perchè non mandarne un carico in Africa per curare le centinaia di persone colpite dal virus? Perchè – spiegano gli scienziati – ottenere proteine a sufficienza per una dose di siero è una cosa, vaccinare un’intera popolazione è un’altra cosa. Nel caso dei paesi africani, dove si conta poco meno di un migliaio di persone contagiate, ci vorrebbero mesi.
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EBOLA – Morto il missionario spagnolo al via i trattamenti non omologati

EBOLA - Morto il missionario spagnolo al via i trattamenti non omologati

L’EPIDEMIA DI EBOLA SCOPPIATA IN AFRICA HA SUPERATO LA SOGLIA DEI 1000 MORTI. Lo riferisce l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che nel suo ultimo bilancio parla di 1.013 decessi e di 1.848 casi censiti. Cinquantadue vittime sono state registrate tra il 7 e il 9 agosto insieme ad altri 69 nuovi casi di contagio. Morto il missionario spagnolo – Non ce l’ha fatta il missionario spagnolo Miguel Pajares che aveva contratto in Liberia l’Ebola e che era stato rimpatriato giovedì in Spagna con un volo speciale. Il sacerdote era il primo malato colpito dal virus a essere rimpatriato in Europa. Aveva contratto il virus nell’ospedale Saint Joseph di Monrovia dove lavorava. Si tratta del quarto membro del personale dell’ospedale – chiuso il primo agosto dalle autorità liberiane – a morire in 10 giorni dopo aver contratto il virus. Insieme a lui, è stata rimpatriata anche una suora che al momento risulta negativa al virus.

 

EBOLA - Morto il missionario spagnolo al via i trattamenti non omologatiOK ALL’USO DI TRATTAMENTI NON OMOLOGATI. Il comitato di esperti di etica medica riunito dall’Organizzazione mondiale della sanità si è detto favorevole al ricorso di trattamenti non ancora omologati contro l’epidemia di Ebola. “Nelle particolari circostanze di questa epidemia – si legge in una nota dell’Oms – e purché siano soddisfatte determinate condizioni, il panel è giunto al consenso che è etico offrire interventi non ancora testati e la cui efficacia ed effetti secondari non sono conosciuti, come potenziale trattamento o a titolo di prevenzione”. Intanto la società farmaceutica americana produttrice del farmaco ZMapp per la cura del virus Ebola, ancora allo stadio sperimentale, ha fatto sapere di avere spedito tutte le dosi disponibili in Africa occidentale, dove è in atto la peggiore epidemia mai propagata del virus. “Le scorte sono ormai esaurite – fanno sapere -. Ogni decisione relativa all’assunzione del farmaco dovrà essere presa dall’equipe medica che ha in carico il paziente”.

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