IL RISCHIO DI CANCRO È MAGGIORE CON LE SIGARETTE O LE BEVANDE DIETETICHE?

bibite - dietetiche

BERE 3/4 BIBITE DIETETICHE AL GIORNO E’ PIU’ PERICOLOSO CHE FUMARE UN PACCHETTO DI SIGARETTE

La maggior parte delle persone che fumano un pacchetto al giorno di sigarette sanno di rovinare la loro salute. Non si rendono conto di questo, invece, quando consumano bevande dietetiche. In una sigaretta ci sono circa 4000 sostanze chimiche, ma ciò che contengono le bevande dietetiche può sviluppare cellule tumorale con maggior probabilità, secondo quanto stabilito da recenti studi. Il cancro prospera in un organismo in cui le cellule sono prive di ossigeno e nutrienti. Peggio delle sigarette sono i sono dolcificanti artificiali, che inquinano gli organi del nostro organismo. Alcune ricerche dimostrano che il nostro corpo non è in grado di espellere tutto l’aspartame o altri dolcificanti. Se organi come il fegato, i reni e il pancreas sono infetti, funzionano male. Non si può vivere senza questi organi che devono essere efficienti per garantire la salute della persona. L’aspartame infetta il sangue con sintetici cancerogeni.

 

LE BIBITE DIETETICHE  SI DICE SERVONO A PERDERE PESO

Se vengono consumate da persone obese o con problemi di peso, ecco che il gioco è fatto. L’obesità è una forza trainante per il cancro. Se a questo aggiungiamo i dolcificanti artificiali, non si fa altro che aumentare esponenzialmente il rischio di sviluppare il cancro. Bere 3 o 4 bibite dietetiche al giorno è più pericoloso che fumare un pacchetto di sigarette. Sebbene le bevande dietetiche contengono meno sostanze chimiche delle sigarette, l’aspartame soffoca le cellule più rapidamente e con maggior efficacia. Non vi è alcun farmaco da prescrivere, non vi sarà mai una cura per i problemi legati ai dolcificanti artificiali.

 

>Fonte<

Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio

LA CURA PROIBITA – Rick Simpon e l’olio di canapa contro le cellule cancerose

Rick-SimpsonVOGLIO CHE LA GENTE IMPARI A CURARSI DA SOLA

E’ questa l’idea portata avanti da Rick Simpson abitante di una piccola cittadina vicino a Nova Scotia in Canada. L’interessante storia di questo personaggio comincia nel 1975 quando in un programma alla radio scopre che il Thc ha un forte potenziale nell’uccidere le cellule cancerogene. La cosa interessa particolarmente Rick, il quale un paio di anni prima, aveva perso il fratello venticinquenne proprio per un cancro incurabile. In seguito non sentendo più notizie a riguardo egli accantona l’idea pensando si trattasse solamente di una trovata che non aveva risvolti concreti nella realtà. Qualche anno dopo (nel 2002) Simpson è vittima di un incidente sul lavoro che gli provoca problemi e dolori alla testa che comincia a curare con medicinali i quali, non solo non alleviano la sofferenza, ma hanno anche innumerevoli effetti collaterali.Ricordandosi della trasmissione sentita alla radio, fa qualche ricerca e decide di comprare un po’ di marijuana e, anche solo fumandola, si rende conto che i benefici sono maggiori rispetto a quelli delle medicine. Simpson decide di abbandonare i farmaci e curarsi soltanto con la cannabis. Per evitare i problemi che il fumare può causare alle vie respiratorie, decide di estrarre l’olio dai fiori e di assumerlo oralmente.Qualche mese dopo, guariti i dolori alla testa, gli vengono diagnosticati tre melanomi cancerosi in tre diverse parti del corpo. Il primo, vicino all’occhio, gli viene rimosso chirurgicamente. Dopo una settimana, preso l’appuntamento per rimuovere gli altri, quello vicino all’occhio torna più grande di prima. È allora che Rick sperimenta su se stesso l’olio applicandolo direttamente sulla pelle tramite cerotti. Poco dopo i tumori erano spariti e, eseguiti gli esami di accertamento si è avuta la conferma che Rick fosse fuori pericolo.
SIMPSON COMINCIA LA SUA CROCIATAlegion-logo

per coinvolgere le aziende farmaceutiche e le autorità ma le poche risposte che riceve sono sfuggevoli. Inoltre, la Royal Canadian Legion chiude il centro di ricerca e la produzione dell’Olio di canapa perché secondo le autorità Simpson stava sfruttando gli edifici, il nome, la legione come piattaforma per promuovere l’utilizzo dell’olio di canapa e quindi la droga.La cannabis è una pianta e come tale non riceve permessi dalle comunità farmaceutiche e per quest’ultime niente permessi significa niente profitti. Gli oli prodotti dalla canapa sono le sostanze più medicamentose esistenti in natura e, fino a circa 90 anni fa, all’inizio del Novecento anche le case farmaceutiche producevano medicine con questa pianta. Ora tutto è cambiato, la cannabis rientra nella categoria delle droghe e gli innumerevoli utilizzi della canapa sono stati dimenticati.I fiori della cannabis, quando vengono raccolti sono coperti di resina, se processati nel modo giusto, questa resina viene a creare la sostanza medicamentosa dell’olio di canapa. Ciò che sostiene e per cui si batte Simpson è che l’olio, se fosse prodotto in ambienti controllati usando materiale di prima qualità sarebbe sicuramente migliore. I modi d’uso sono la vaporizzazione, l’ingestione (indicata per malattie interne) e l’applicazione topica attraverso cerotti. Le applicazioni invece sono diverse: è indicato per qualsiasi condizione coinvolgente cellule mutanti, emicrania, melanomi della pelle, diabete, infezioni, dolori cronici, tumori interni e per regolare il peso corporeo. Un altro punto sul quale insiste il coraggioso Rick è il potenziale preventivo dell’utilizzo di olio di canapa, il quale, derivando da una pianta non risulta dannoso se assunto nelle giuste quantità e con i dovuti controlli sulla produzione.

LE ACCUSE DI SPECULAZIONE MOSSE

a Rick Simpson (spesso dalle case farmaceutiche stesse) si dimostrano del tutto infondate, anzi, egli ci tiene a sottolineare che fornisce olio gratis dal 2003. Fino ad ora questo pioniere dell’olio di canapa è riuscito a far conoscere questa medicina solo tramite internet, alcune riviste e radio mettendo a disposizione video e spiegazioni di come l’olio viene prodotto. Le testimonianze delle persone curate dall’olio sono diverse ma non abbastanza interessanti per le case farmaceutiche. La questione che sorge spontanea a questo proposito è il vero motivo del disinteresse delle autorità. É possibile che esista una cura per il cancro e altre fastidiose malattie e che venga completamente ignorata? Rick Simpson risponde affermando che l’80% del guadagno delle case farmaceutiche deriva dai medicinali venduti per la cura del cancro e di conseguenza l’olio farebbe perdere questo prezioso introito ai colossi della farmacia. Inoltre egli afferma di essersi accorto sempre più dell’egoismo e del menefreghismo della gente incappando spesso in pazienti che nonostante si siano curati con l’olio non hanno interesse nel diffondere la cosa.

A SOSTEGNO DEL PROGETTO PERO’ C’E’ LA FONDAZIONE

 Phoenix Tears con sede in Colorado. Questa fondazione ha riunito i migliori leader del settore con decenni di esperienza nella ricerca sui cannabinoidi creando il primo ambiente standardizzato di trattamento ed estrazione. Phoenix Tears ha individuato la necessità di istituire un protocollo garantendo il massimo in termini di sicurezza nella cura dei pazienti. Inoltre, a collaborare con la fondazione troviamo l’organizzazione no-profit “Patient out of time” che racchiude medici e pazienti con l’obiettivo di promuovere all’opinione pubblica e alle istituzioni, l’uso della cannabis nei trattamenti medici. Oltre a fornire articoli e documentazione gratuita sul sito internet, si impegnano per fare in modo che ci siano sempre più organizzazioni che supportano l’accesso dei pazienti alla cannabis. Mettono inoltre a disposizione testimonianze di esperti per le udienze legislative e avvocati specializzati in casi relativi alla cannabis.Attualmente la fondazione Phoenix Tears è in fase di acquisizione di 5 acri di terra da utilizzare per la propria sede, inoltre c’è il progetto della creazione di un centro di guarigione proprio in quest’area. Il materiale a proposito dell’esperienza di Rick Simpson e della Fondazione Phoenix Tears è molto e anche le testimonianze di pazienti che si sono curati con l’olio di canapa. Rick Simpson invita gli interessati ad informarsi e a diffondere il più possibile questo medicinale nella speranza che un giorno le ricerche diventino sempre di più e che si ritorni a sfruttare una delle più antiche risorse esistenti!

di Giulia Rondoni

Fonte: http://www.enjoint.info/?p=7748

Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio.org

IL VELENO DI SCORPIONE CURA IL CANCRO ? +video

SONO BEN 35mila GLI ITALIANI CHE IN MENO DI UN ANNO SONO ATTERRATI A CUBA

alla ricerca del farmaco Vidatox, meglio conosciuto come Escozul, per sconfiggere di tumori. Le richieste hanno portato il farmaco anche in Italia, importato illegalmente dall’Albania e sequestrato ieri dalla Guardia di Finanza di Bari. Mentre Ferruccio Fazio smorza le speranze, il canale “Doctor’s Life” di Sky intervista Antonio Fraga Castro, direttore del laboratorio Labiofam, centro di ricerca farmaceutica statale che produce il Vidatox fuori l’Havana.

 

IL PRODOTTO

La sostanza, nelle intenzioni dei medici che ne hanno studiato le proprietà, sarebbe efficace su alcune delle più pericolose forme di tumore: dal colon al cervello, passando per i polmoni e la prostata. Il prodotto è noto dal 1985, anno in cui il biologo cubano Misael Bordier ha scoperto le proprietà antitumorali del veleno di una specie particolare di scorpione che vive solo a Cuba: lo scorpione azzurro. L’animale viene tenuto in laboratorio, alimentato in modo regolare e sottoposto ad una forte scossa elettrica per indurlo a produrre 2/3 gocce di veleno ogni giorno. Il veleno viene poi diluito in acqua e va a costituire il Vidatox. Oncologi e specialisti internazionali hanno analizzato il caso e molti sollevano dubbi sulla reale efficacia, ma i malati non si fermano e continuano a viaggiare per tentare anche questa cura. La maggior parte dei turisti della speranza sono italiani, ma spesso arrivano spaesati e senza informazioni.

LA DISTRIBUZIONE

A Cuba, nei mesi scorsi, il farmaco veniva distribuito gratuitamente a chi presentava la propria cartella clinica che confermava la patologia tumorale. A seguito della registrazione del Vidatox presso l’ente regolatorio cubano per il controllo della qualita’ dei medicinali (Cedmed), il farmaco viene venduto farmacie internazionali presenti sull’isola al costo di circa 160 euro. Il direttore di Labiofam non esclude che tra i 35mila italiani che lo hanno ottenuto gratuitamente ci fosse anche qualche furbo intenzionato a rivendere il medicinale a prezzo maggiorato: “non ho certezze per affermarlo, ma credo che alcuni malintenzionati possano aver approfittato della situazione, magari con l’aiuto di qualche documento medico falso“.

LE REAZIONI

Il ministro della Salute interviene dicendo la sua: “I farmaci e i viaggi della speranza non portano da nessuna parte“.L’esperienza di Sara B va in tutt’altra direzione: intervistata da ThisIsCuba, racconta la sua esperienza. La donna è andata a Cuba nel 2010 alla ricerca del farmaco e racconta tutta la procedura affrontata per ottenerlo, i costi e la somministrazione e le prime impressioni. Oltre a questa esperienza, il sito ne raccoglie altre. In ogni caso, Fazio spiega che “In Italia, a margine della presentazione della Campagna Nastro rosa della Lilt, è possibile fare richiesta di farmaci per uso compassionevole, secondo le normative vigenti. Le richieste vengono valutate e si fanno verifiche. Sconsiglio invece vivamente il ricorso a ogni altra procedura al di fuori della legge“. Intanto il comandante dei Nas, Cosimo Piccinno, commenta a seguito del sequestro: “seguiamo la vicenda del Vidatox da tempo. Occorre fare molta attenzione a un prodotto non sperimentato e non validato“. Un video, intanto, ci spiega cos’è il Vidatox, in toni ovviamente positivi, ma il consiglio è sempre quello di prendere tutto con il dovuto distacco.

VIDEO

di – Claudia Santini

Faonte : www.ConvenzioneInpdap.it

Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

IL BICARBONATO ANTICANCRO INGUAIA LE CASE FARMACEUTICHE

 

 Dr.MARK PAGEL DELLA UNIVERSITY OF ARIZONA CANCER CENTER

riceverà 2 milioni di dollari dal National Institutes of Health per studiare l’efficacia della terapia personalizzata con bicarbonato di sodio per il trattamento del cancro al seno. In realtà, il bicarbonato di sodio è una delle cure più efficaci contro malattie acute come influenza e raffreddore, inoltre, se assunto per via orale e transdermica, ecco che il bicarbonato diventa una prima cura per il trattamento del cancro, malattie renali, diabete e, come detto prima, raffreddore e influenza.In sostanza, il bicarbonato agirebbe sul grado di acidità del nostro sangue. Il pH del nostro sangue e dei nostri fluidi corporei non rappresenta altro che il nostro stato di salute e il bicarbonato rappresenterebbe un vero e proprio regolatore del pH agendo direttamente sul livello acido-alcalino alla base della salute umana.La scala del pH è come un termometro del nostro stato di salute a tal punto che valori al di sopra o al di sotto di 7,35-7,45 possono segnalare sintomi di malattie o patologie gravi. Difatti, quando il corpo non riesce più a neutralizzare gli acidi, essi vengono trasferiti nei fluidi extracellulari e nel tessuto connettivo recando danni all’integrità cellulare. Tanto più il nostro sangue è acido, tanto più manca ossigeno, elemento fondamentale per il funzionamento delle nostre cellule.

 

PER FARVI UN ESEMPIO

Un lago colpito da piogge acide, vedrà i suoi pesci morire soffocati per non disponibilità di ossigeno. Per riportare il lago in vita, e per portare ossigeno, bisogna alcalinizzare l’acqua. Questo esempio è fondamentale in quanto il cancro è sempre legato ad un ambiente acido (mancante di ossigeno). Un altro esempio è riconducibile all’effetto negativo dello smog e dell’inquinamento. Come sappiamo, l’inquinamento diminuisce l’ossigeno e ben conosciamo come l’inquinamento influisce in modo negativo sul nostro stato di salute. In tutto ciò, per praticare la cura del pH, non bisogna essere medici ma bisogna semplicemente capire qual è il funzionamento della cura e agire di conseguenza.Quali ripercussioni per le case farmaceutiche? Sicuramente risentirebbero negativamente in quanto diminuirebbero domanda e consumi per medicinali chemioterapici, per la cura del cancro in genere, per la cura delle malattie come diabete e malattie più comuni come influenza e raffreddore. Un bel problema per le case farmaceutiche, un problema risolto per la nostra salute e per il nostro benessere.

Di – David Pascucci

Fonte : ibtimes.com

Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio

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