che la parola cannabis richiama alla mente qualcosa di trasgressivo e punito dalla legge. In realtà la pianta che porta questo nome è stata usata da secoli in maniera proficua ed utile alla società e lo è ancora oggi. L’urgenza di avviare un sviluppo sostenibile e il crescente bisogno di stili di vita alternativi hanno permesso di riscoprire l’utilizzo di questa pianta in cucina, nel campo dell’industria tessile o nell’edilizia ma anche in ambiti del tutto inediti. Ad esempio la canapa oggi può essere usata nella cosmesi naturale, in campo farmaceutico oppure come biocarburante. Si utilizza così dalla fibra, all’olio di canapa, ai semi di canapa per i prodotti più disparati. Guardiamo quali
LA PRIMA MACCHINA FATTA DI CANAPA
Nella prima metà del novecento il primo a realizzare un carburante a base di cannabis fu proprio Henry Ford. Il padre delle moderne automobili aveva pensato a un distillato alla canapa per alimentare la sua Hemp Body car, un’auto con la carrozzeria in fibra di canapa totalmente a impatto zero. Il prototipo realizzato nel 1941 quando ancora l’inquinamento non era un problema non entrò mai in produzione: l’idea di Ford era bella ma non in linea con il suo tempo; infatti i potentissimi trust del petrolio e dell’acciaio che fecero naufragare l’idea di utilizzare la canapa come risorsa nell’industria automobilistica.In epoca recente la canapa si sta rilanciando come sinonimo di benessere e stile di vita naturale. Essa è stata definita come la risorsa ecologica perfetta perché la sua coltivazione non richiede pesticidi e altri fertilizzanti ma è essa stessa a lasciare il terreno più fertile di come l’ha trovato. Inoltre la canapa è ricca di proprietà che la rendono utile ad esempio nella bioedilizia e un ingrediente particolarmente nutriente e sano in cucina.
Lo stelo della canapa è stato utilizzato insieme alla calce come materiale da costruzione leggero ma molto resistente che è anche un ottimo isolante sia termico che acustico. Le costruzioni in canapa come quella della prima casa bioefficiente realizzata vicino a Città del Capo in Sudafrica contribuiscono inoltre a migliorare la qualità dell’aria sia all’interno perché non è necessario utilizzare sostanze chimiche come isolanti ed esterna perché la canapa è in grado di assorbire CO2.
Nel settore delle costruzioni in canapa è presente anche un’azienda italiana la Equilibrium con il suo biomattone darà un contributo all’edilizia del futuro.Grazie a una circolare del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali del 2002 nel nostro paese è possibile coltivare la canapa che non contiene livelli rilevanti di THC cioè di sostanze stupefacenti. Non così è per tutti i paesi: per costruire la casa di canapa in Sudafrica ad esempio si è dovuto importare la materia prima dalla Francia perché non era possibile coltivare la pianta localmente per scopo industriale.
LA CANAPA IN CUCINA: PIZZE E CAFFE’
In cucina la canapa ha delle ottime proprietà nutrizionali soprattutto nei semi che sono ricchi di aminoacidi e grassi polinsaturi (omega 3 omega6 omega9). Tutto questo la rende ottima per chi ama la cucina naturale, vegetariana o chi ama tenersi in salute. A Conversano grazie all’associazione Canapuglia si possono degustare prelibatezze alla canapa come la pizza, le crepe e il caffè. Con la canapa sono state inoltre rivisitati alcuni cibi tradizionali pugliesi come i tarallini, le sfogliatine e la pasta.
Pare che la canapa in ambito gastronomico si stia facendo onore. Dopo che quest’estate una catena di ristoranti n Belgio aveva inserito nei suoi menu il panino alla cannabis biologica, oggi la canapa è diventata protagonista di un esclusivo aperitivo milanese. Ad organizzarlo è Canapa Lifestyle un osservatorio su stili di vita più sani e naturali che giovedì 1 marzo presso il ristorante San Vittore darà il via a una serie di aperitivi con degustazioni alla canapa, stand informativi sulle ultime novità e sconti per universitari.
Un’altra azienda italiana che produce prodotti in canapa si chiama ganjamaica. Nel suo shop online non solo cibo ma anche prodotti per la cura del corpo e la bellezza: creme oli per massaggio, bagni schiuma e shampoo. Tra questi destano particolare attenzione il dentifricio naturale ganjamaica realizzato con oli essenziali di canapa, salvia e menta piperita e il lucidalabbra alla canapa.
Con la canapa si realizzano inoltre birre ma anche bevande analcoliche energizzanti come l’americana Chronic Ice che è fatta con una miscela di thè e estratto di canapa.
Letizia Materassi
Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org
LA BIOEDILIZIA NON E’ SOLO RISPARMIO ENERGETICO
ma anche salubrità del costruito ottenuta attraverso l’utilizzo di materiali naturali. Costruire con fibre vegetali comporta molteplici vantaggi di carattere ambientale, ma anche etico, sociale ed economico. Fra tutti i materiali naturali, la canapa è uno tra quelli che offre i risultati migliori. Questo vegetale, infatti, è di semplice coltivazione, poiché ha una rapida crescita, un basso consumo di acqua e rarissimi attacchi parassitari,e una volta lavorato è ottimo per sostituire legno, vetro ed inerti per la composizione di vari materiali, poiché è refrattario a muffe ed insetti, ottimo contro gli incendi, leggero e ricco di silice. Ma soprattutto, la canapa è un materiale “carbon negative”, che sintetizza il carbonio e riduce le emissioni di CO2 nell’ atmosfera; quindi rende gli ambienti in cui è applicata più salubri ed abbatte anche le emissioni inquinanti del processo edilizio.
LA STORIA DELLA COLTIVAZIONE DELLA CANAPA IN ITALIA
Forse non tutti sanno che la canapa, materiale dalle mille utilità, è fortemente radicata nella nostra tradizione. Già Leon Battista Alberti, nel “De Re Aedificatoria” ne enunciava l’utilità nell’edilizia poiché, aggiunta alle malte ne migliorava le qualità. Fino a pochi decenni fa l’Italia era il secondo produttore mondiale di cannabis sativa, la tipologia non psico-attiva più adatta agli usi domestici; nei tempi in cui questa pianta era una risorsa sia nel settore tessile che per la vita quotidiana delle persone. Poi il tessile è entrato in crisi, prima ancora di altri comparti; l’impossibilità di competere con i mercati asiatici esordienti ha fatto si che l’uso e la coltivazione della canapa cadessero completamente in disuso nelle nostre zone.Una decina d’anni fa l’Unione Europea ha attivato dei finanziamenti destinati alla reintroduzione della canapa da fibra e, di seguito, alla costituzione di filiere di prodotti derivati, specialmente nel settore no food.
GLI USI DELLA CANAPA IN EUROPA
La Germania ha subito inserito la canapa nella sua filiera produttiva di punta, sviluppando materiali per il settore automobilistico, come fibroresine, plastiche e imbottiture, oggi utilizzati da tutte le sue maggiori case produttrici.La Francia, invece, si è concentrata sulle malte fibrorinforzate, brevettando alcune tecniche: una per “mineralizzare” la canapa ricoprendola con silice al fine di renderla impermeabile all’umidità e poterla così utilizzare come isolante; un’altra per mescolare la canapa con calce naturale ed acqua per ottenere un composto simile al cemento, con una consistenza granulosa simile al sughero; un’altra ancora per utilizzare canapa non trattata assieme a calce per intonaci.In Italia la canapa è stata reintrodotta in due settori strategici: il tessile e l’edilizia.
LA CANAPA E L’INDUSTRIA TESSILE
L’industria del tessuto ha visto l’interesse e l’impegno di grandi nomi dell’imprenditoria, in testa il gruppo Armani, con la produzione di un’intera linea di abiti in canapa, nel tentativo di sostituire le benefiche fibre naturali più traspiranti e capaci di assorbire l’umidità, alle ormai comunissime fibre sintetiche, che stanno dando sempre maggiori problemi di intolleranze. Varie sono le potenzialità della canapa da fibra in questo campo, data l’estrema versatilità una volta trasformata in tessuto; ma le difficoltà a rendere competitivi i prodotti tessili rimangono tante, soprattutto a causa della lunga lavorazione e della laboriosità per ottenere,anche con i moderni metodi industriali, le lunghe fibre che servono per la tessitura.
GLI USI DELLA CANAPA IN EDILIZIA
E’ per questo che sembra molto più incoraggiante il risultato ottenuto con l’applicazione della canapa in edilizia, settore in cui non è indispensabile avere fibre lunghe intatte, ma anzi è preferibile avere un prodotto frantumato. Nel settore edile, i prodotti totalmente naturali che possono essere ricavati sia dal fiore che dal fusto della canapa sono tantissimi: cere, vernici, pannelli isolanti, intonaci ed anche blocchi prefabbricati. Oltre ai già consolidati pannelli isolanti, in Italia è attualmente in fase di certificazione un brevetto per la realizzazione di blocchetti a base di canapulo, la parte legnosa dello stelo, in combinazione con un legante di calce da impiegare nella struttura dell’edificio. Un rivoluzionario mattone che una volta essiccato, diventa rigido e leggero allo stesso tempo e può quindi essere utilizzato sia nella realizzazione di nuovi fabbricati sia nella ristrutturazioni di stabili già esistenti. Abbinando questi blocchetti di canapa e calce alla malta di calce fibro rinforzata, sviluppata in Francia, si otterrebbe la prima tecnologia completamente a base di canapa.
I BENEFICI DELL’UTILIZZO DELLA CANAPA IN EDILIZIA
I benefici di questa tecnologia travalicano la mera filiera costruttiva, migliorando il benessere e l’economia di tutta la comunità. In particolare, l’utilizzo di prodotti realizzati con il binomio canapa-calce, sia per blocchetti che per getti in opera per la muratura, sia nella realizzazione di intonaci e finiture, presenta grandi vantaggi sia indoor che outdoor: in primis un ottimo isolamento termo-acustico, alta traspirabilità, protezione da insetti e microbi, regolamentazione termo-igrometrica, grande inerzia termica e resistenza al fuoco; ma soprattutto la capacità di trattenere carbonio e quindi di ridurre l’inquinamento. In più l’utilizzo di materiali con alte prestazioni reperibili in loco, anche attraverso la loro coltivazione, riduce i costi di costruzione ed attiva la filiera produttiva locale oltre ad essere un guadagno per l’ambiente e per il paesaggio.Per questo, si stanno moltiplicando sperimentazioni di edifici con struttura portante in legno e murature con blocchi prefabbricati o getti in opera di biocomposti canapa e calce, e malte, isolanti e intonaci di canapa: una nuova edilizia Carbon Free.Vari sono i produttori che hanno scommesso su questi prodotti e le associazioni che stanno promuovendo il recupero della canapa: da Assocanapa e Canapuglia fino a Inater; tutti con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica verso la tematica dei materiali naturali che rispettano e migliorano il comfort degli ambienti interni valorizzando le risorse locali in armonia con l’ambiente circostante.
di – Serena Bartalucci
fonte : www.architetturaecosostenibile.it
Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org
LA CIA DELL’UMBRIA ORGANIZZA UN INCONTRO SULLA COLTURA DELLA CANAPA PER USO INDUSTRIALE.
Nel corso del quale saranno illustrate e discusse le questioni legate alla coltivazione, alla trasformazione ed all’utilizzazione industriale della canapa. Una coltura molto diffusa in Umbria fino agli anni ’50 del secolo scorso, soppiantata da altre fibre tessili negli ultimi decenni, che oggi è al centro dell’ attenzione non solo come valida alternativa produttiva per gli agricoltori e per gli imprenditori del settore tessile e di altri settori collegati, ma anche perché può consentire la creazione di una filiera di grande qualità, perfettamente in linea con gli orientamenti più recenti della politica agricola comunitaria. Non a caso la Cia dell’ Umbria, insieme ad altre associazioni, ha dato vita lo scorso anno al progetto TUN – Tessile Umbro Naturale – per mettere insieme tutte le figure imprenditoriali della nostra regione con l’ obiettivo di valorizzare non solo la canapa ma anche altre fibre tessili sia vegetali (lino) che animali (seta, lana ovina e di alpaca) per creare una filiera tutta umbra. All’ incontro che si terrà domani alle ore 18, presso la sede della Cia in via Angeloni 1, parteciperanno, tra gli altri, il direttore del Museo della Canapa di Sant’ Anatolia di Narco, Glenda Giampaoli e, per la Cia dell’ Umbria, Anna Chiara Baiocchi e Walter Trivellizzi.
fonte : http://www.overgrow-italy.nl/?p=9599
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio
coltivato a canapa nel 2011, parte integrante del Progetto CanaPuglia, vincitore del bando Principi Attivi 2010 della Regione Puglia. Le piante hanno raggiunto un’altezza media di 3 metri in 5 mesi, senza l’utilizzo di trattamenti chimici come pesticidi o diserbanti.Il campo si è dimostrato, come previsto, un ottimo strumento culturale per diffondere il concetto di sostenibilità ambientale.
di: Progetto CanaPuglia
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio.org