ZEUS – Il gufo con le stelle negli occhi +Foto

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UNA MATTINA NELLA CALIFORNIA DEL SUD QUALCUNO TROVO’ SULLA VERANDA DI CASA UN GUFO FERITO. Si trattava di un gufo Western Screech cieco, con straordinari occhi che ricordano un cielo stellato. Dopo una visita dal veterinario, il gufo venne adottato in modo permanente dal Wildlife Learning Center di Symar, in California. Lo chiamarono “Zeus”, come il Dio Greco del cielo e del tuono a causa dei suoi occhi sorprendenti.Zeus era ferito quando lo trovarono su quella veranda nella California del Sud, ma il gruppo di amanti degli animali del centro lo curarono con amore e con delicatezza aiutandolo a riprendersi completamente. Dal momento che era cieco, non potevano semplicemente rimetterlo in libertà, così da quel giorno vive su un tronco nell’ufficio del fondatore del centro, Paul Hahn, proprio sulla sua scrivania.Questo è Zeus, un gufo cieco dagli occhi come cieli stellati, che ora vive al Wildlife Learning Center di Sylmar, in California. Il piccolo gufo venne trovato che giaceva su una veranda nei pressi del Wildlife Center. Volando andò a sbattere contro una casa e si ferì alla testa. Era impaurito, ma a parte questo non particolarmente grave. Scoprirono poi che la causa dell’incidente era la sua cecità. Non avrebbero potuto semplicemente liberarlo e lasciarlo indifeso, così decisero di tenerlo al Centro. Grazie ai suoi incantevoli occhi di stelle, lo chiamarono Zeus, il Dio del Cielo. Ora Zeus è un residente onorario del Wildlife Learning Center per la gioia di tutti i visitatori.
Ha anche trovato un amico giocattolo e adora Halloween! Zeus è molto socievole e adora avere gente intorno, così se per caso vi capiterà di andare in California, ritagliatevi un po’ di tempo per fargli visita al Wildlife Learning Center.

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Redatto da Pjmanc: www.ilfattaccio.org/

CALIFORNIA – Fukushima sta trasformando il Pacifico in un cimitero

Fukushima is Here

IL 98% DEI FONDALI DELLA CALIFORNIA E’ COSPARSO DI CREATURE MARINE MORTE.I media non lo hanno ancora diffuso, ma quanto sta accadendo nell’oceano californiano è sconvolgente.La notizia è stata lanciata da National Geographic: fino a Marzo 2012 solo l’1% dei fondali del suddetto oceano era composto da creature defunte. Da  quest’anno si parla invece del 98%. E’ come se l’intera area si fosse trasformata in una sorta di cimitero marino, brulicante di cadaveri in decomposizione.Lo studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of National Academy of Sciences, non ha ancora dimostrato alcuna correlazione con Fukushima , ma non è difficile immaginare uno stretto legame tra i due avvenimenti, anche perchè negli ultimi 24anni non si era mai verificato nulla del genere.La zona analizzata è la stazione M, che si trova a 145 miglia al largo tra le città californiane di Santa Barbara e Monterey.Sembra che i governi e i media vogliano che noi tutti dimentichiamo Fukushima ed il catastrofico danno ambientale che ha procurato al nostro pianeta. Ma non potranno coprire la verità per sempre: la vita umana è strettamente legata alla salute degli oceanied in particolar modo all’ossigeno che la vita marina crea e rilascia nella nostra atmosfera.
A San Francisco, 1000 persone hanno allineato i loro corpi per scrivere sulla spiaggia “ FUKUSHIMA IS HERE ” ed essere fotografati dal cielo.

>Fonte<
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio.org

VENDERE CIBO FATTO IN CASA – In California non è reato

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AVETE MAI PENSATO CHE UN PIATTO VI VIENE TALMENTE BENE CHE POTRESTE VENDERLO?Qualcuno, assaggiando quello che avete preparato, vi ha mai detto “potresti farci un business”? Si? Allora dovreste fare seriamente un pensierino alla California, dove sta succedendo qualcosa di davvero interessante.Protagonista di questa storia è Mark Stambler che ha trasformato la sua passione per la farina e la panificazione in un’attività economica. La ricetta di Mark per fare il pane è “semplice”: acqua distillata, sale, lievito madre e cereali biologici (che lui stesso macina a mano). L’accuratissima lavorazione è ispirata alla tradizione francese, studiata e applicata con grande impegno, mentre la cottura avviene… nel forno di casa.

CIBO-FATTO-IN-CASADOPO AVER IMPASTATO IL PANE PER FAMIGLIARI,amici e vicini di casa, i suoi prodotti iniziarono a essere richiesti dalla panetterie e dai negozi di alimentari del circondario, erano i primi ad esser venduti. Il successo fu davvero incredibile, tanto che Mark diede un nome alla sua attività Pagnol Boulanger e il L.A. Times decise di parlarne. Non avendo alcuna autorizzazione per la vendita, il giorno dopo la pubblicazione dell’articolo, Stambler ricevette la visita degli ispettori sanitari, intenzionati a verificare se a casa sua si producesse davvero del pane. Accolti da una coltre di inconfondibile aroma, Mark fu costretto a chiudere il suo Pagnol Boulanger per 18 mesi.

Homemade goodsFU ALLORA CHE STAMBLER INIZIO’ UN MINUZIOSO STUDIO DELLA NORMATIVA,ma soprattutto, un proficuo e costruttivo dialogo con le istituzioni che lo portò, con il supporto degli organi politici, a redigere il California Homemade Food Act, volto a regolamentare e rendere legale la vendita di cibo prodotto in casa.A settembre 2012 il documento diventa legge, votata all’unanimità al Senato, con tanto di elogio, da parte del governatore Jerry Brown, in quanto occasione per “aiutare le persone a fare impresa in California”. E, a gennaio 2013, Mark Stambler è ufficialmente la prima persona a Los Angeles a vendere cibo fatto in casa in modo legale.Molti altri ne hanno seguito le impronte, tanto che a Los Angeles sono oggi attive oltre 1200 imprese alimentari domestiche.Con il California Homemade Food Act, i governi locali non possono vietare le imprese alimentari in case private purché gli imprenditori “casalinghi” superino un corso di formazione specifico, etichettino correttamente i loro prodotti e mettano in pratica, con buon senso, tutte le norme igienico-sanitarie. Esistono poi due tipi di permessi, quello di classe A, che consente solo la vendita al dettaglio (ad esempio ai mercati contadini) ma non prevede controlli di routine e quello di classe B, più controllato, che permette la vendita all’ingrosso a ristoranti, panetterie, gastronomie.Ecco dunque un altro esempio di come sia fattibile aprire il mercato a nuove formule di produzione e a logiche di gestione semplificata. Ne guadagnano la libertà di scelta di chi acquista e la possibilità di ricominciare nella vita, partendo magari dalla cucina di casa o dall’orto sul retro.. dalle proprie passioni insomma, vi pare poco?

>Fonte< 
Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

PANICO NEGLI USA – Allarme per un virus che paralizza i bambini

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E’ ALLARME IN CALIFORNIA PER UN VIRUS SCONOSCIUTO APPARENTEMENTE SIMILE ALLA POLIOMIELITE, che ha paralizzato almeno 5 bambini, secondo quanto accertato dalla University of California di San Francisco. La notizia è riferita dalla Nbc News, mentre sul sito di Bbc Health si parla di una ventina di persone colpite dall’infezione della quale si parlerà anche nel corso del meeting annuale della American Academy of Neurology a Philadelphia. In particolare, i piccoli (tra i 2 ei 16 anni) sono risultati positivi all’enterovirus-68, un agente infettivo che però – a differenza degli altri enterovirus più comuni – è stato in precedenti ricerche associato a sintomi simili a quelli della poliomielite. Ad ogni modo, l’infezione è ancora molto rara “e non c’è motivo di diffondere allarmismo”, dice Emmanuelle Aubant, autrice degli studi principali sul tema. ”I virus vanno e vengono, possono diffondersi e scomparire. Sono stati registrati casi simili in Asia e Australia” aggiunge l’esperta.

Polio-virus

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LA POLIOMIELITE E’ UNA GRAVE MALATTIA INFETTIVA CHE COLPISCE IL SISTEMA NERVOSO CENTRALE agendo soprattutto sui neuroni motori del midollo spinale. E’ provocata da tre polio-virus che, rapidamente, distruggendo le cellule neurali colpite, causando una paralisi che può diventare, nei casi più gravi, totale. La diffusione della polio ha raggiunto un picco negli USA nel 1952 con oltre 21mila casi registrati. In Italia, nel 1958, furono diagnosticati oltre 8mila casi. L’ultimo negli Stati Uniti risale al 1979, mentre nel nostro paese è stato notificato nel 1982. Nel caso in oggetto non è ancora chiara la causa delle patologie. “Al momento ci sono ancora poche certezze e molte cose da chiarire, proprio perché i numeri sono così bassi. Certo il cluster confinato in California è un dato interessante. che merita di essere indagato” commenta il professor Massimo Andreoni, infettivologo all’Università di Tor Vergata.

>Fonte< 
Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

NUGTELLA – Una G distingue la nutella al sapore di marijuana

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LA GRAFICA,I COLORI,IL TAPPO BIANCO RIGATO SEMBRANO QUELLI ORIGINALI.Della Nutella, intendo. Una clonazione bella e buona della Nutella, la crema spalmabile che crea dipendenza. Questa confezione è prodotta in California e, in realtà, è un farmaco e può essere acquistata a scopo terapeutico solo dai pazienti in possesso di una ricetta.La produce la Organicares di San José che ha fatto una crasi tra “Nug” con cui si indica la marijuana di alta qualità e la crema alle nocciole della Ferrero che è un J-food, un cibo conosciuto in tutto il mondo. Consistenza, colore, spalmabilità a occhio sembrano uguali.In rete si è scatenato il gioco della dipendenza dalla vera Nutella: “crema stupefacente”, “crescere a pane e marijuana”, “che mondo sarebbe senza marijuana”. Solo la settimana di ferie italiane, probabilmente, ha evitato la replica della Ferrero che, come ricordano anche i fan più devoti, non tollera attacchi alla sua immagine e se si sono incavolati in automatico per il Nutella Day (poi rientrato), figuriamoci per la Nutella alla droga.E comunque in California non sono nuovi al mix tra cibo e marijuana. Era già successo con il gelato.

*Nico Cristiani

>Fonte<
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio