VIVIAMO IN UN MONDO GOVERNATO DA UN SISTEMA MALATO
Il sistema del supermerkatoglobale, ossia un insieme di multinazionali che grazie al loro strapotere economico amministrano la politica del pianeta. Ma le multinazionali esistono e prosperano solo perché esistono i consumatori che ogni giorno acquistano le merci che queste iper aziende immettono sul mercato. Insomma noi in quanto consumatori siamo allo stesso tempo vittime e carnefici di noi stessi. E’ per questo che vi invito caldamente a mettere in atto una rivoluzione pacifica e silenziosa,il boicottaggio continuo e radicale di tutto ciò che fa parte della grande distribuzione, tutto ciò che viene prodotto dalle multinazionali a cui fanno capo una miriade di sottomarche. Le stesse multinazionali che essendo ben consapevoli del fatto che il petrolio è una risorsa non rinnovabile, destinata ad esaurirsi, adesso si stanno orientando su un degno sostituto: l’acqua.Con l’appoggio della banca mondiale, alcune multinazionali sono già entrate in possesso di ingenti risorse idriche. E c’è il serio rischio, che queste risorse idriche, in futuro possano aumentare considerevolmente.Il pericolo che stiamo correndo è davvero molto grave, poichè è impensabile privatizzare un bene comune, necessario per vivere, come l’acqua, a beneficio di multinazionali, che hanno interesse soltanto allo sfruttamento selvaggio delle risorse naturali, ed al profitto.
Fonte : http://www.esseoesse.net
Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org
ENTRO IL 2050 SULLA TERRA CI SARANNO 10 MILIARDI DI PERSONE
3 miliardi in più, su un pianeta dove l’emergenza acqua potabile non è più solo una imminente emergenza ma una drammatica realtà con cui già da oggi si confrontano quotidianamente 1,6 miliardi di persone.” Secondo Lars Thunell, vice presidente esecutivo della International Finance Corporation, branca della Banca Mondiale, ci sono solo due strade percorribili, una è quella del razionamento, una soluzione poco efficace e di difficile applicazione e l’altra è quella di far pagare l’acqua a chi la usa, ma in modo “socialmente responsabile”.L’acqua nel 2010 è stata riconosciuta dalle Nazione Unite come un diritto irrinunciabile dell’umanità, ed è giusto che per questo motivo, sostiene Thunell, imprese e agricoltori paghino una tassa, che in Italia potremmo definire ‘di scopo’, che serva a portare l’acqua dove scarseggia. E a fronte di possibili obiezioni e proteste, Thunell ricorda che solo l’1,5% dell’acqua viene utilizzata per fini alimentari, tutto il resto è destinato ad usi industriali, domestici e all’agricoltura, che ne assorbe la maggior parte.Ed è in questo quadro che si colloca la direttiva sulle acque della Comunità europea emessa nel 2000, dove si incoraggiano i governi ad adottare politiche di risparmio e di maggiore efficienza nella distribuzione idrica, il cui 45%-50%, è il caso italiano, si perde ancora oggi lungo le migliaia di chilometri di tubature vecchie e mal manutenute.
IL PROBLEMA DELL’ACQUA E DELLA SUA CATTIVA GESTIONE
viene messo in luce anche da uno studio condotto da un team di ricercatori dell’università inglese di Southampton guidati dal professor Robert Nicholls e che è stato pubblicato dalla rivista Nature. Secondo lo studio, il consumo crescente dell’acqua sta facendo, e farà sempre più in futuro, aumentare il livello degli oceani, in misura considerevolmente superiore a quella provocata dal riscaldamento terrestre e dal conseguente scioglimento dei ghiacciai dei poli.Secondo lo studio infatti l’estrazione di acqua dal sottosuolo profondo, come sta avvenendo in Arabia Saudita, sfruttando falde remote totalmente impermeabili e quindi non in relazione con il normale ciclo acqua-evaporazione-acqua, sta immettendo al consumo un’acqua tecnicamente ‘non compresa’ nel ciclo naturale che, una volta estratta e consumata, viene restituita molto più rapidamente ai fiumi ed ai mari, provocandone l’innalzamento.Se non si fosse in un periodo storico in cui il clima si riscalda, il problema sarebbe tutto sommato più facilmente assorbibile, Più acqua, più ghiaccio ai poli, invece adesso, e per un bel po’ di tempo in futuro, l’acqua resta acqua e fa alzare il livello degli oceani. Aggiungendo problema a problema.
fonte : adnkronos.com
Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org
McDONALDS E’ SOLO UN ESEMPIO DI UN FENOMENO DEL 20° SECOLO
La progressiva appropriazione dell’economia mondiale e la trasformazione della vita quotidiana della gente operata dalle compagnie multinazionali. Il gigante dei fast food, perchè con la sua attenta e costosa attenzione all’esteriorità, e diventato il simbolo dell’espansione continua e aggressiva del capitalismo tesa alla colonizzazione di ogni angolo del mondo e di ogni aspetto della nostra società.. McDonald’s è una piccola parte di un mosaico, ma è un simbolo per chi questo sistema lo difende e per chi ci si oppone e tenta di resistergli.Ma Nestlè, CocaCola, Pepsico Inc., Unilever, ICI, Sony, General Motors, Murdoch’s News International, Shell, BP e Exxon, Nike, Glaxo Wellcome, RioTinto Zinc, IBM, Boeing, Dupont, Union Carbide e centinaia di altre Corporations (molte delle quali hanno nomi virtualmente sconosciuti al grande pubblico) ed istituzioni finanziarie come l’IMF (il fondo monetario internazionale) e la World Bank (la Banca Mondiale) hanno allungato i loro tentacoli sul controllo ed il dominio delle risorse mondiali. Insieme, sostenute dalle istituzioni governative hanno costituito una vera e propria fabbrica dello sfruttamento, dell’espropriazione per i beneficio di quei pochi che ne traggono i profitti e detengono le leve del potere. Noi tutti ne conosciamo i risultati – schiavitù salariale, fame, oppressione dell’indipendenza e dell’autosufficienza delle comunità locali, spreco di risorse, distruzione dell’ambiente e soppressione delle giuste aspirazioni della gente. Ma dovunque c’è oppressione c’è insoddisfazione, critica e resistenza. Iniziamo a guardare veramente la realtà:non è il mondo che ci hanno insegnato e che ci fanno vivere.
fonte : http://wwwblogdicristian.blogspot.it
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio