NON CI SONO PIU’ API – In Cina impollinatori al lavoro

api cina

PREOCCUPANO GLI SCIENZIATI LE IMMAGINI CHE MOSTRANO GLI IMPOLLINATORI AL LAVORO SUGLI ALBERI DA FRUTTO nella contea di Hanyuan, della provincia di Sichuan. Nella contea cinese di Hanyuan, situata all’interno della provincia cinese di Sichuan, non ci sono più api. Quando arriva la stagione della fioritura, gli impollinatori salgono sugli alberi e fanno manualmente il lavoro che in natura viene svolto dalle api operose che ci regalano il miele. La sparizione delle api non è casuale, ma dovuta a responsabilità umane: per anni nella contea di Hanyuan sono stati utilizzati pesticidi che hanno fatto scomparire le api impollinatrici. E così, ogni primavera, alla fioritura dei peri, i contadini si arrampicano sui rami e iniziano a impollinare i fiori a mano. Le fotografie della gallery di apertura possono sembrare surreali, ma è quanto accade ormai da anni nella contea di Hanyuan che continua a descriversi come la “capitale mondiale del pero”. La redditività a lungo termine dell’impollinazione a mano è messa in discussione dall’aumento dei costi del lavoro e dal calo dei rendimenti della frutta.

api cinaL’UNIONE EUROPEA HA BANDITO I NEONICOTOIDI PRINCIPALI RESPONSABILI DELLA MORIA DI API. Secondo un rapporto sulla biodiversità pubblicato di recente dalle Nazioni Unite, le popolazioni di api, farfalle e altri insetti impollinatori potrebbero estinguersi a causa della perdita di habitat, dell’inquinamento, dei pesticidi e dei cambiamenti climatici. Secondo le stime del report delle Nazioni Unite, dall’impollinazione animale dipende dal 5 all’8% della produzione agricola mondiale, quindi un calo sensibile degli impollinatori mette a rischio le principali colture del mondo e l’approvvigionamento alimentare. Sono circa 20mila gli impollinatori presenti in natura e fondamentali per l’agricoltura: 2 su 5 specie sono sulla strada dell’estinzione. “Siamo in un periodo di declino e le conseguenze sono in aumento” spiega Simon Potts, direttore del Centre for Agri-Environmental Research dell’Università di Reading, in Inghilterra. La Cina non è il solo luogo in cui scompaiono gli impollinatori: sta succedendo in Inghilterra e negli Stati Uniti dove spariscono bombi e calabroni. Secondo Potts il numero degli alveari statunitensi è sceso dai 5,5 milioni del 1961 ai 2,5 milioni del 2012; secondo le ultime stime in possesso del ricercatore ora dovrebbero essere circa 2,7 milioni, la metà rispetto a mezzo secolo fa.

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Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

CANADA – Trovate morte milioni di api nei campi ogm

CANADA - Travate morte milioni di api nei campi ogm

DECINE DI MILIONI DI API SONO MORTE IN CANADA A SEGUITO DI UN A NUOVA SEMINA DI MAIS OGM. David Schuit, apicoltore di Elmwood, ha riferito di aver perso 600 alveari che contenevano circa 37 milioni di api. Il problema sarebbe legato all’uso di pesticidi neonicotinoidi, che danneggiano il sistema immunitario delle api e la loro capacità di orientamento, con conseguente moria di massa. Le api sarebbero morte pochi giorni dopo la semina di nuovi campi di mais OGM nelle vicinanze degli alveari. Le coltivazioni sarebbero state trattate con i neonicotinoidi prodotti da Bayer CropScience, che in Nord America sono ancora consentiti a causa delle pressioni dell’industria chimica. Più di un apicoltore locale ha dovuto assistere alla perdita delle api nelle ultime settimane. I neonicotinoidi vengono impiegati per la concia dei semi di mais. I neonicotinoidi sarebbero responsabili della moria delle api in Ontario e in altri Stati, degli Usa e del mondo. All’inizio di quest’anno l’azienda agricola Gary Kenny, con sede in Canada, ha perso l’80% dei propri alveari subito dopo la semina primaverile del mais OGM.

seminatrici pneumaticheI SEMI DI MAIS SAREBBERO STATI TRATTATI CON PESTICIDI neonicotinoidi prima di essere piantati con speciali seminatrici pneumatiche che diffondono polveri velenose per le api nell’aria. Ecco che gli insetti impollinatori risultano così molto più esposti alle sostanze pericolose. Studi scientifici condotti ad Harvard hanno dimostrato la correlazione tra utilizzo di neonicotinoidi in agricoltura e morte delle api, eppure questi prodotti continuano ad essere impiegati in molti luoghi del mondo (con una messa al bando solo parziale e temporanea in Europa). Le api muoiono avvelenate all’improvviso, mentre le aziende che producono questi veleni continuano la propria attività senza conseguenze. Dunque chi pagherà per la scomparsa delle api? Le api e gli insetti impollinatori sono fondamentali in agricoltura, senza di loro numerosi prodotti che troviamo comunemente in vendita nei negozi di alimentari e sulle bancarelle dei mercati contadini scomparirebbero.

*Marta Albè
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Redatto da Pjmanc: www.ilfattaccio.org

BAYER – Ecco alcuni dei suoi crimini

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L’APE MAIA GRIDA VENDETTA. Un’inchiesta che non ti aspetti, anni di silenzio durante i quali il PM Raffaele Guariniello della Procura di Torino ha studiato il fenomeno della moria di API ed ha appena concluso l’indagine incriminando la Bayer e la Syngenta rispettivamente produttori e distributori di potenti pesticidi a base di clothianidina.I principi attivi di questi pesticidi mandano in tilt il sistema nervoso dei preziosi insetti. Le api non riescono così a fare ritorno agli alveari e vanno incontro a morte certa.L’accusa è danni al patrimonio zootecnico nazionale.Negli anni duemila metà delle api sono scomparse e già in altri paesi la Bayer potentissima multinazionale tedesca, leader in più settori (salute, agricoltura, polimeri, chimica) con vendite stimate oltre i 30 miliardi di dollari è stata chiamata in causa.”Secondo il Centro di ricerca sulle piante coltivate, 29 su 30 api esaminate erano morte dopo essere entrate in contatto con la sostanza incriminata, che insieme all’imidaclopride viene usata nella coltivazione della rapa, della barbabietola da zucchero e del mais(aggiungo i vigneti e agrumeti). I due insetticidi vengono esportati in 120 paesi, con il risultato che la Svizzera si è ritrovata con il 25% di api in meno, e l’Italia, la Germania e la Francia con metà delle api morte; in Francia, dove l’imidaclopride è vietata dal 1999 e l’approvazione della clothianidina è stata appena respinta, in dieci anni sono morte 90 miliardi di api, con un calo della produzione di miele attorno al 60%). Il fenomeno si è registrato anche negli Stati Uniti con proporzioni ancora più catastrofiche: 60-70% di api morte.”E proprio negli Stati Uniti si palesa la capacità corruttiva del gruppo grazie ad una nota interna[4] dell’EPA, resa pubblica da WikiLeaks, la quale conferma che l’Agenzia Ambientale statunitense EPA, ha ignorato gli avvertimenti dei suoi stessi scienziati, in aperta collusione con la Bayer, per autorizzare illegalmente la clothianidina, l’insetticida che ha consentito così al colosso della chimica di realizzare un business di 183 milioni di € (circa 262 milioni di $) nel solo 2009.

bayer-criminiIL POTERE DELLA BAYER E’ IMMENSO PIU’ DI UNA NAZIONE. “Essa opera in quattro distinti settori: salute, agricoltura, polimeri (plastiche, gomma sintetica) e chimica. Ha recentemente acquisito Aventis CropScience, la controversa industria di scienza dei raccolti, facendone una azienda cardine nello sviluppo, commercializzazione e vendita di organismi geneticamente modificati.Nella la sua massiccia partecipazione per oltre 125 anni in questi quattro settori chiave, la Bayer ha accumulato una notevole storia di crimini multinazionali, che vanno dalla fabbricazione di sostanze mediche controverse (eroina, Ciproxin, Baycol), allo sviluppo di veleni e agenti chimici per uso bellico (Chlorine gas, Zyklon B e VX), all’utilizzo del lavoro forzato durante la seconda guerra mondiale, a numerosi casi di avvelenamenti, effetti collaterali e inquinamento ambientale, collegati ai suoi prodotti chimici e farmaceutici. Nel dicembre 2001 Multinational Monitor ha classificato la Bayer tra le prime dieci peggiori compagnie dell’anno.Non c’è paese al mondo in cui la Bayer non sia presente. Le vecchie aziende sussidiarie della IG FARBEN, BASF, Bayer e HOECHST dominano tra le industrie chimiche europee e tedesche e hanno un fatturato annuo complessivo di 90 miliardi di Euro. Nessun governo, uomo politico o istituzione può sfuggire all’influenza di un blocco tanto potente. Le critiche alla Bayer valgono in generale per le compagnie multinazionali e in particolare per quelle del settore chimico.”In Italia nonostante si vada di rinvio in rinvio l’impiego dei neonicotinoidi per la concia delle sementi e attualmente proibito sino a fine anno. Intervistata nel merito il Sottosegretario alla Salute On. Francesca Martini ha dichiarato: “Auspico che entro quella data vengano prodotti dati scientifici condivisi con le Regioni e con le Associazioni dei produttori per arrivare ad una valutazione congiunta che porti ad una posizione definitiva sulla questione che tuteli tutte le produzioni agricole”.Non capendo quali altri dati occorrano rimane il fatto che ancora oggi sono in commercio 43 formulati la cui composizione è basata sul principio attivo imidacloprid il cui impiego non corretto è spesso alla base dei fenomeni di morte delle api e di costante inquinamento, a dosi sub letali, degli alveari.

bayer-criminiLA BAYER E’ INOLTRE ACCUSATA DELLE SEGUENTI VICENDE NON ANCORA DEL TUTTO CHIARITE di aver finanziato indirettamente la guerra civile nella Repubblica Democratica del Congo partecipando al commercio para-legale di columbite-tantalite, un minerale per l’estrazione del tantalio, chiamato colloquialmente coltan infanticidio, l’insetticida Folidol finì “accidentalmente” nel latte dei bambini in una scuola sulle Ande a AUCCAMARCA Perù causando 25 morti. Per Greenpeace vi furono carenze di informazione da parte di Bayer contaminazione da riso OGM sperimentale per la quale è stata condannata al pagamento di 750 milioni di dollari sversamento di sostanze tossiche quale l’Acido Diluito nel mare del Nord omicidio, attentato alla salute pubblica e falsificazione di documenti a seguito dell’avvelenamento di olio da tavola per colpa del pesticida Nemancur 10 che causò circa 650 i morti e 25.000 ammalati.9460 decessi e decina di migliaia di intossicati per il Parathion, un composto organofosforato messo a punto dal dr. Schrader. Questo pesticida della Bayer è riconosciuto ufficialmente come la causa di 9.460 decessi tra il 1953 e il 1969: Governo giapponese, ministero della Sanità e del Benessere, Avvelenamento da organofosforati 1954-1970, Tokyo 1971, in Greunke y Heimbrecht, op. cit., p. 91. Produzione di Gas da guerra dal 1915 dapprima in seno al trust IG Farben,che produrrà il famoso gas Zyklon B nei campi di sterminio,poi, in seguito allo smantellamento dovuto alla sconfitta, nuovamente in modo indipendente fino ai nostri giorni e alla sua nota entrata nel mercato dell’ambiente.Avvelenamento per virus HIV e Epatite C dopo l’uso di prodotti a base di plasma sanguigno in 22 paesi del mondo inclusa l’Italia. Recentemente la Bayer è stata condannata nel merito con un accordo di indennizzi vincolato al segreto.

Quando leggi Bayer sulle medicine pensa a tutto questo.

Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

L’IDEA DI MONSANTO – Api modificate contro i pesticidi

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DOPO L’INQUIETANTE RAPPORTO SUI PESTICIDI CONTRO LE API LA MONSANTO sta pensando di modificarle geneticamente per renderle più resistenti.La Monsanto, multinazionale statunitense di biotecnologie agrarie, ha deciso di ricorrere alle misure drastiche al fine di risolvere un problema che sta lentamente uccidendo un imprecisato numero di api, principalmente a causa dei pesticidi utilizzati dagli agricoltori nei loro campi. Com’è emerso in un inquietante rapporto di Greenpeace, infatti, due terzi del polline europeo sarebbe contaminato da sostanze estremamente nocive, dannose non solo per le api, ma anche per l’uomo.La Monsanto sta quindi provando a sviluppare delle api geneticamente modificate, resistenti non solo ai pesticidi, ma anche alle intemperie ambientali che stanno lentamente distruggendo una razza d’insetti talmente importante per l’uomo da esser capace di assicurarci ben un terzo della nostra alimentazione. Negli ultimi quindici anni il tasso di mortalità delle api è arrivato addirittura al 30%, quando la percentuale standard dovrebbe assestarsi sul 10%.

api-monsantoDOPO AVER ACQUISITO NEL 2011 un’azienda specializzata nella salute delle api come Beeologics, la Monsanto, solitamente specializzata nella produzione di sementi geneticamente modificate, ha quindi deciso di investire al fine di preservare la vita delle api attraverso la biotecnologia.La società, effettuando la replicazione dell’acido ribonucleico, potrà sintetizzare proteine fondamentali per proteggere le api da virus ed agenti chimici. La comunità scientifica non sembrano però particolarmente entusiasti di tale iniziativa. Il veterinario Christoph Then ha infatti sottolineato la pericolosità di tale pratica:L’acido ribonucleico utilizzato è instabile e può passare da un organismo all’altro. Dunque a questo stadio la tecnologia non è abbastanza sicura per essere usata nell’ambiente.Qualcuno sospetta che la Monsanto, in realtà, voglia modificare geneticamente le api per renderle resistenti ai suoi stessi prodotti chimici. Il dibattito rimane tutt’ora aperto, e le api, almeno per ora, non subiranno alcuna modifica genetica.

 

Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio.org

VUOI SALVARE LE API – Può bastare anche un fiore sul davanzale

SALVIAMO LE API

VUOI SALVARE LE API? FALLO PIANTANDO UN FIORE.Insieme a bombi, farfalle, mosche, permettono il processo naturale di impollinazione. «Senza gli insetti impollinatori, molti esseri umani e animali avrebbero difficoltà a trovare il cibo di cui hanno bisogno per la loro alimentazione e sopravvivenza», fa presente l’associazione ambientalista: «Delle 100 colture da cui dipende il 90% della produzione mondiale di cibo, 71 sono legate al lavoro di impollinazione delle api». Per aiutare le api non si devono solo firmare petizioni o prediligere prodotti per cui non sono stati utilizzati pesticidi. Si possono fare cose ancora più concrete, seppur semplici. Come coltivare alcune piante: borragine, aneto, rosmarino, timo, coriandolo, sono solo alcuni dei semi consigliati per creare delle piccole ma preziose “Aree salva-api”, che permettano a questi piccoli animali di trovare cibo e rifugio.

SALVARE LE APINON SERVONO UN ORTO O UN GIARDINO,per aiutare insetti senza i quali, secondo uno studio della University Heights del Rhode Island, il 52% dei banconi dei supermercati rimarrebbe vuoto; bastano anche un balcone o il davanzale della propria finestra. Nonostante in Europa siano stati vietati tre degli insetticidi ritenuti responsabili della drammatica moria di api, che in soli 15 anni hanno subito riduzioni della popolazione fra il 30 e il 90%, questo piccolo animale rischia ancora di scomparire. È per questo che, oltre alla lista di piante e fiori da preferire per i propri spazi verdi, Greenpeace ha diffuso anche cinque importanti consigli per agire contro il rischio di un irreparabile declino degli insetti impollinatori. Le prime tre azioni sono di tipo virtuale, e sono volte a diffondere il messaggio: dalla firma della petizione sul sito www.salviamoleapi.org, si passa infatti all’ingresso nella foto-community “Qui api al sicuro”, fino alla raccolta firme e alla diffusione di un volantino scaricabile sullo stesso sito.

SALVIAMO LE APIGLI ALTRI DUE CONSIGLI SONO INVECE UN PO’ PIU’ PRATICI e di conseguenza, forse ancora più utili. Oltre alla lista di piante e fiori da seminare, infatti, Greenpeace fornisce le poche semplici indicazioni per costruire un vero e proprio alveare per api selvatiche. «Per prima cosa trova un posto tranquillo e riparato», suggerisce l’associazione: «Scegli aree vicine a campi con fiori come papaveri, fiordaliso o bocche di leone, il miglior nutrimento per far crescere le piccole api sane e forti». Infine, conclude Greenpeace, «costruisci una cornice esterna in legno, all’interno posiziona dei ceppi di quercia o faggio (dove avrai già praticato dei piccoli fori) oppure un mattone cavo. In aggiunta utilizza canne di bambù e piccoli ramoscelli». Anche chi non ama passare troppo tempo on-line e preferisce mettersi all’opera all’aria aperta, insomma, può dare il suo contributo. Evitando così l’estinzione di una specie, la moria di un giardino o lo svuotamento di un supermercato. Qualunque sia la motivazione che spinge a mettersi all’opera, darsi da fare per salvare un piccolo insetto può insegnare che, in fondo, a fare la differenza possono essere davvero le azioni più semplici.

*Andrea Bertaglio
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio.org