UNA RICERCATRICE INGLESE STA LAVORANDO ALLA MESSA A PUNTO DI UN DISPOSITIVO
che trasformerà l’acqua di scarico delle toilette in combustibile e acqua potabile. L’innovazione, finanziata da Bill Gates, potrebbe trasformare la vita di milioni di persone del Terzo mondo. Sarah Haigh, esperta nel campo delle nanotecnologie dell’Università di Manchester, ritiene che esista tutta una nuova gamma di materiali grazie ai quali sarebbe possibile estrarre energia e persino acqua potabile dalle acque reflue dei servizi igienici. E anche se il risultato non sarà acqua minerale in bottiglia, la ricercatrice britannica sostiene che l’acqua così ottenuta potrebbe fare la differenza tra la vita e la morte nelle regioni più aride del mondo. “Sono state portate avanti moltissime ricerche sui biocarburanti – ha dichiarato Sarah Haigh – e c’è tanta energia già presente nei rifiuti umani. Grazie alle nanotecnologie è possibile raccogliere l’idrogeno e trasformarlo in hydrozene, che è il combustibile fondamentalmente per i razzi.
PERSINO ELEMENTI COMUNI COME IL NICHEL E IL FERRO
proprietà davvero notevoli e reagiscono in modo molto diverso se trattati sulla scala delle nanotecnologie”. Il procedimento ideato nei laboratori della University of Manchester prevede l’uso di un dispositivo costituito da una sorta di impalcatura nella quale è contenuta una miscela di batteri e minuscole nano-particelle di metalli che reagiscono con l’acqua estraendo l’idrogeno. Ciò che rimane dopo questa prima lavorazione viene nuovamente filtrato al fine di ottenere acqua pulita. Sarah Haigh, che sta collaborando con gli scienziati dell’Imperial College di Londra e della Durham University, ha ricevuto un contributo iniziale di centomila dollari dalla Bill e Melinda Gates Foundation. La sua idea di creare un carburante a basso costo e acqua potabile dai gabinetti ha superato la concorrenza di altre duemila proposte. E se entro la fine dell’anno lei e il suo team riusciranno a dimostrare l’effettivo funzionamento del dispositivo, la Gates Foundation elargirà un milione di dollari. I ricercatori prevedono di mettere a punto un prototipo entro il 2013.
>Fonte<
Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org
Ho scoperto per caso che le seguenti marche di acqua minerale italiana appartengono ormai da anni al gruppo COCA-COLA:
Lilia
Sveva
Toka
Solaria
Vivien
In particolare la Coca-Cola controlla le Fonti del Vulture dal 2006 e credo che rimarrete stupiti che le seguenti fonti sparse per l’Europa sono controllate direttamente dal noto marchio americano o tramite i suoi imbottigliatori:
ITALIA: Fonti del Vulture
GERMANIA: Apollinaris
IRLANDA: Deep River Rock
BELGIO: Chaudfontaine
SVIZZERA: Valser
AUSTRIA: Fonte Romerquelle
SERBIA: Vlasinka
BULGARIA: Bankya
POLONIA: Multivita
ROMANIA: Dorna
Inoltre controlla delle fonti anche in Grecia, Croazia, Turchia.Il gruppo è anche attivo in diversi stati europei sotto il marchio Bonaqua.
FONTE
Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org
VIVIAMO IN UN MONDO GOVERNATO DA UN SISTEMA MALATO
Il sistema del supermerkatoglobale, ossia un insieme di multinazionali che grazie al loro strapotere economico amministrano la politica del pianeta. Ma le multinazionali esistono e prosperano solo perché esistono i consumatori che ogni giorno acquistano le merci che queste iper aziende immettono sul mercato. Insomma noi in quanto consumatori siamo allo stesso tempo vittime e carnefici di noi stessi. E’ per questo che vi invito caldamente a mettere in atto una rivoluzione pacifica e silenziosa,il boicottaggio continuo e radicale di tutto ciò che fa parte della grande distribuzione, tutto ciò che viene prodotto dalle multinazionali a cui fanno capo una miriade di sottomarche. Le stesse multinazionali che essendo ben consapevoli del fatto che il petrolio è una risorsa non rinnovabile, destinata ad esaurirsi, adesso si stanno orientando su un degno sostituto: l’acqua.Con l’appoggio della banca mondiale, alcune multinazionali sono già entrate in possesso di ingenti risorse idriche. E c’è il serio rischio, che queste risorse idriche, in futuro possano aumentare considerevolmente.Il pericolo che stiamo correndo è davvero molto grave, poichè è impensabile privatizzare un bene comune, necessario per vivere, come l’acqua, a beneficio di multinazionali, che hanno interesse soltanto allo sfruttamento selvaggio delle risorse naturali, ed al profitto.
Fonte : http://www.esseoesse.net
Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org
COME FARE IL SAPONE DALL’OLIO ESAUSTO
L’olio di frittura è altamente dannoso per l’ambiente. Un solo litro può inquinare milioni di litri d’acqua di falda nel momento in cui viene gettato nello scarico del lavandino. Esso dovrebbe essere tenuto da parte e conferito agli appositi punti di raccolta (informarsi in proposito presso il proprio Comune) affinché possa essere recuperato e riutilizzato in maniera corretta.L’olio di frittura può essere inoltre raccolto ed utilizzato per preparare in casa il sapone. Non si tratterà di un sapone particolarmente pregiato, che potrà essere utilizzato comunque per il bucato e per la detergenza delle mani, e vi permetterà di risparmiare nella realizzazione di saponette decorative, che potrebbero rappresentare un’idea per addobbare l’albero di Natale, come suggerito sul nostro forum.
INGREDIENTI PER LA PREPARAZIONE
1 litro d’olio di frittura
300 gr d’acqua di rubinetto
Oli essenziali a scelta (lavanda, rosmarino, geranio, cannella…)
Coloranti naturali o minerali (cacao in polvere, curcuma, miche e ossidi in polvere)
Amido di mais o di riso per fissare le essenze
134 gr di soda caustica se si utilizza olio d’oliva o di girasole
135 gr di soda caustica se si utilizza olio di soia
136 gr di soda caustica se si utilizza olio di mais o di arachidi
La quantità di soda caustica indicata corrisponde all’indice di saponificazione (SAP) di ogni olio.
STRUMENTI
1 pentola
1 baker in vetro pirex
1 termometro ad immersione o da forno
1 frullatore ad immersione
1 paio di guanti
1 bilancia elettronica con la precisione del grammo
1 o più stampi in silicone (per plumcake, torte o muffin) o contenitori in plastica di recupero
1 vecchia sciarpa o coperta
1 bacchetta in vetro
Precauzioni
Indossate dei guanti lungo tutto il processo di preparazione. Ponete la massima attenzione nel maneggiare la soda. Preparate il sapone in un ambiente arieggiato. Tenete a portata dell’aceto di vino bianco in modo da tamponare l’azione della soda in caso di contatto con la pelle.
L’utilizzo della soda caustica, che è acquistabile nei negozi di ferramenta, di idraulica, di fai-da-te o in alcuni supermercati, è necessario affinché il processo di saponificazione avvenga. Nel sapone finale non rimarrà alcuna traccia di soda ed esso non sarà per nulla inquinante. Versare sempre la soda nell’acqua e MAI viceversa. Se preparate il sapone per la prima volta, vi sarà più semplice lavorare utilizzando la metà delle dosi degli ingredienti qui indicati. Calcolate che già a dosi dimezzate vi occorrerà utilizzare uno stampo da plumcake o più stampini.
Procedimento
1) Filtrate l’olio di frittura per eliminare le impurità. Pesate accuratamente olio, soda e acqua sulla bilancia. Per pesare la soda, per precauzione recuperate un bicchierino di plastica che poi potrete gettare.
2) Versate l’acqua pesata nel baker in vetro pirex, dopo averlo riposto nel lavello o in un catino, ed aggiungete la soda poco alla volta, mescolando lentamente con una bacchetta di vetro. La soda inizierà rapidamente a sprigionare calore. Nel frattempo ponete sul fornello l’olio dopo averlo versato in una pentola e riscaldatelo a fuoco basso.
3) Misurate la temperatura dell’olio e spegnete il fuoco quando avrà raggiunto un valore compreso tra i 40 e i 45 gradi. Lo stesso valore dovrà essere toccato dalla soluzione di soda, la cui temperatura può essere abbassata più rapidamente versando dell’acqua fredda nel vostro lavello o catino.
4) Quando i due liquidi saranno alla stessa temperatura, versate la soluzione di soda nella pentola con l’olio ed azionate il frullatore ad immersione, con cui mescolare i liquidi fino a quando non otterrete un composto dalla consistenza moto simile a quella della crema pasticcera (fase del nastro).
5) Questo è il momento di aggiungere i vostri oli essenziali e coloranti in polvere, se vorrete personalizzare il vostro sapone in questo modo. Utilizzate 15-20 gocce di oli essenziali per profumare. Potete aggiungere anche un cucchiaino di amido di mais o di riso per fissare più a lungo il profumo degli oli essenziali. La quantità di coloranti (il cacao e la curcuma funzionano benissimo) in polvere da utilizzare è a piacere.
6) Se non avete utilizzato dei coloranti, recuperate il sapone rimasto nella pentola diluendolo con acqua. Versatelo in una bottiglietta e potrete utilizzarlo anche da subito come detersivo liquido per la lavatrice da versare direttamente nel cestello.
7) Versate il sapone nei vostri stampi, che potrebbero essere sia degli stampi da forno in silicone che dei contenitori o barattoli di recupero in plastica, come ad esempio i barattoli dello yogurt. Coprite il gli stampi con una sciarpa o una coperta e lasciate riposare il sapone per 24-48 ore prima di estrarlo da essi ed eventualmente tagliarlo, sempre indossando dei guanti. Il sapone sarà pronto per l’utilizzo dopo 4-6 settimane di riposo in un luogo tiepido e asciutto.
Scritto da – Marta Albè
Fonte : www.greenme.it
Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org