NON CI SONO PIU’ API – In Cina impollinatori al lavoro

api cina

PREOCCUPANO GLI SCIENZIATI LE IMMAGINI CHE MOSTRANO GLI IMPOLLINATORI AL LAVORO SUGLI ALBERI DA FRUTTO nella contea di Hanyuan, della provincia di Sichuan. Nella contea cinese di Hanyuan, situata all’interno della provincia cinese di Sichuan, non ci sono più api. Quando arriva la stagione della fioritura, gli impollinatori salgono sugli alberi e fanno manualmente il lavoro che in natura viene svolto dalle api operose che ci regalano il miele. La sparizione delle api non è casuale, ma dovuta a responsabilità umane: per anni nella contea di Hanyuan sono stati utilizzati pesticidi che hanno fatto scomparire le api impollinatrici. E così, ogni primavera, alla fioritura dei peri, i contadini si arrampicano sui rami e iniziano a impollinare i fiori a mano. Le fotografie della gallery di apertura possono sembrare surreali, ma è quanto accade ormai da anni nella contea di Hanyuan che continua a descriversi come la “capitale mondiale del pero”. La redditività a lungo termine dell’impollinazione a mano è messa in discussione dall’aumento dei costi del lavoro e dal calo dei rendimenti della frutta.

api cinaL’UNIONE EUROPEA HA BANDITO I NEONICOTOIDI PRINCIPALI RESPONSABILI DELLA MORIA DI API. Secondo un rapporto sulla biodiversità pubblicato di recente dalle Nazioni Unite, le popolazioni di api, farfalle e altri insetti impollinatori potrebbero estinguersi a causa della perdita di habitat, dell’inquinamento, dei pesticidi e dei cambiamenti climatici. Secondo le stime del report delle Nazioni Unite, dall’impollinazione animale dipende dal 5 all’8% della produzione agricola mondiale, quindi un calo sensibile degli impollinatori mette a rischio le principali colture del mondo e l’approvvigionamento alimentare. Sono circa 20mila gli impollinatori presenti in natura e fondamentali per l’agricoltura: 2 su 5 specie sono sulla strada dell’estinzione. “Siamo in un periodo di declino e le conseguenze sono in aumento” spiega Simon Potts, direttore del Centre for Agri-Environmental Research dell’Università di Reading, in Inghilterra. La Cina non è il solo luogo in cui scompaiono gli impollinatori: sta succedendo in Inghilterra e negli Stati Uniti dove spariscono bombi e calabroni. Secondo Potts il numero degli alveari statunitensi è sceso dai 5,5 milioni del 1961 ai 2,5 milioni del 2012; secondo le ultime stime in possesso del ricercatore ora dovrebbero essere circa 2,7 milioni, la metà rispetto a mezzo secolo fa.

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CIBO – Dieci falsi miti che forse non ti aspetti +Video

RAPPORTO TRA ALIMENTAZIONE E SALUTE. Se ne parla spesso, ma siamo davvero sicuri di sapere proprio tutto sui più comuni alimenti? Esistono delle convinzioni radicate e dure a morire nonostante alcune ricerche scientifiche abbiano ormai dimostrato una parziale o totale infondatezza di certe informazioni. Ve ne presentiamo dieci molto diffuse.

1) BERE LATTE FA BENE ALLE OSSA
Si ritiene che latte e latticini, in quanto fonti alimentari ricche di calcio, siano benefici per le ossa, le rafforzino e per questo contribuiscano a prevenire l’osteoporosi. In realtà uno studio condotto dall’Università di Uppsala, in Svezia, su un vasto campione (61.000 donne e 45.000 uomini monitorati per 20 anni) ha dimostrato che chi consumava regolarmente latte non aveva in alcun modo visto ridurre il rischio fratture. Anzi, al contrario, i ricercatori hanno notato che le donne che ne bevevano di più erano proprio quelle che andavano maggiormente incontro a problemi.

2) BISOGNA BERE 8 BICCHIERI DI ACQUA AL GIORNO
Se non siamo soliti bere molto nel corso della giornata ci sarà certamente qualcuno che ci ricorderà che è importante farlo perché, come è noto, bisogna per forza bere almeno 8 bicchieri d’acqua al giorno per stare in salute. Ma questo non è vero, o meglio, non è sempre vero. Se si ha una corretta alimentazione e dunque si integrano liquidi anche con frutta, verdura e bevande come il tè verde non è detto che il corpo abbia bisogno di ulteriori 8 bicchieri d’acqua. A sostenere questa tesi è il medico americano Aaron Carroll, autore di alcuni lavori scientifici sul tema. In realtà anche il buon senso ci fa dire che ognuno di noi è diverso e può avere minore o maggiore bisogno di acqua (ad esempio d’estate, oppure se si pratica sport, si è in gravidanza, ecc.). Quindi è giusto dare un’indicazione di massima che però poi deve essere sempre calibrata a seconda delle proprie esigenze.

3) IL FRITTO FA SEMPRE MALE
Senza dubbio i cibi fritti sono pesanti per il nostro organismo e in particolare per il fegato che poi deve smaltirli. Non sempre però il fritto è da demonizzare, alcune volte infatti può essere utile per dare una sferzata al nostro organismo. Non si parla naturalmente di mangiare patatine fritte confezionate o altri cibi da asporto ma di un fritto fatto in casa con un certo criterio. L’elemento chiave per fare una buona frittura è senza dubbio l’olio, da utilizzare in questi casi è un olio extra vergine d’oliva di buona qualità e bisogna poi stare particolarmente attenti a non bruciare gli alimenti, anche solo in parte, per non far sprigionare sostanze tossiche come l’acrilammide. Uno studio di qualche anno fa aveva poi visto che le fritture fatte con olio di oliva o di girasole e mangiate con moderazione non aumentano il rischio cardiovascolare.

4) IL CIOCCOLATO FA INGRASSARE
Sul cioccolato girano diversi falsi miti ma quello più interessante è certamente quello che vede il cioccolato come un alimento troppo calorico, da evitare quindi se non si vuole ingrassare. In realtà una ricerca dell’Università di Granada ha dimostrato come un consumo moderato di cioccolato fondente non solo è benefico ma può anche agire positivamente sul peso. Questo effetto brucia grassi sarebbe da attribuire ad alcune sostanze antiossidanti utili al metabolismo del corpo contenute nel cioccolato, le catechine.

KAMUT5) IL KAMUT® E’ IL NOME DI UN CEREALE
Molte persone ancora ritengono il Kamut® il nome di una specie vegetale alternativa al comune grano, più leggera e digeribile. In realtà si tratta invece del nome di un marchio registrato che utilizza per realizzare pane, pasta e altri prodotti grano khorasan (triticum turanicum). Di conseguenza non dobbiamo neanche cadere nell’errore di ritenere i prodotti a base di Kamut® adatti a chi è affetto da celiachia. Come tutte le specie di grano, infatti, contengono glutine.

SALMONE6) IL SALMONE E’ UN PESCE SANO
Il salmone è un pesce grasso, ricco di Omega 3 e quindi benefico per la salute. Non proprio. E’ vero che nella sua carne sono racchiusi preziosi Omega 3 utili al nostro corpo ma di contro ci sono davvero ottime ragioni per lasciare liberi di nuotare questi pesci. I salmoni provengono il più delle volte da allevamenti intensivi in cui agli animali vengono dati dei mangimi poco salutari, vivono in ambienti sporchi e al momento di diventare prodotti finali sono addizionati con coloranti per rendere più brillante e accattivante la carne che poi arriverà sugli scaffali di pescherie e supermercati.

 DOLCIFICANTI ARTIFICIALI7) I DOLCIFICANTI ARTIFICIALI SONO MEGLIO DELLO ZUCCHERO
Lo zucchero bianco raffinato fa male e fa ingrassare, meglio allora prediligere i dolcificanti artificiali per rendere il sapore delle nostre bevande migliore? Ovviamente no. Come hanno mostrato alcune ricerche assumere dolcificanti artificiali può condurre alla comparsa di malattie come sindrome metabolica, patologie cardiovascolari e lo stesso diabete. Inoltre potrebbero causare l’effetto boomerang ovvero porterebbero l’organismo a comportarsi come se non fosse sazio. Non sono dunque da prediligere aspartame, saccarina e altri composti affini.

FARINE8) LE FARINE SONO TUTTE DA EVITARE
Sarebbe meglio mangiare prevalentemente cereali integrali in chicco e di provenienza biologica perché in essi sono presenti tutte le sostanze nutritive, ma allora le farine sono tutte da evitare? Certamente le più raffinate sì, la 00 e la 0 in particolare. Esistono però farine che possono essere utilizzate tranquillamente in cucina per preparare pane, pasta, ecc. meglio se riusciamo a trovare quelle prodotte da piccoli agricoltori che magari preservano grani antichi e li macinano a pietra. Ottime anche le farine fatte con altri cereali o di legumi o di alimenti come castagne o quinoa.

legumi-proteine9) I LEGUMI NON POSSONO SOSTITUIRE LA CARNE
Si pensa che i legumi non possano sostituire la carne in quanto non sono altrettanto soddisfacenti e sazianti, non contengono una buona quantità di proteine e sali minerali utili come il ferro. Una recente ricerca ha smentito questa credenza ancora tanto diffusa dimostrando invece come un bel polpettone a base di legumi possa essere un piatto sano e nutriente.

carboidrati10) CHI HA IL DIABETE NON PUO’ MANGIARE CARBOIDRATI
Chi ha il diabete, come tutti del resto, ha bisogno di assumere carboidrati. Ovviamente lo deve fare con una certa attenzione meglio se seguito da una persona competente che possa dargli buoni consigli. I carboidrati sono essenziali al nostro corpo perché rappresentano la prima forma di energia, i diabetici possono scegliere ad esempio di consumare orzo, uno dei cereali con il più basso indice glicemico.

 

* Francesca Biagioli
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Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

 

ASPARTAME – Ecco i suoi effetti cancerogeni

ASPARTAME - Ecco i soui effetti cancerogeni

L’ASPARTAME E’ UN DOLCIFICANTE ARTIFICIALE CONSUMATO NEL MONDO DA OLTRE 200 MILIONI DI PERSONE. E’ utilizzato in oltre 6000 prodotti, fra i quali bevande light, gomme da masticare, dolciumi, caramelle, yogurt, farmaci, in particolare sciroppi e antibiotici per bambini. E’ stato calcolato che la quantità media di aspartame assunta giornalmente da coloro che ne fanno uso è di circa 2-3 mg/Kg di peso corporeo e, per quanto riguarda bambini e donne in età di gravidanza, fino a 4-5 mg/Kg. La quantità giornaliera di assunzione di aspartame permessa dalle normative vigenti è di 40 e 50 mg/Kg di peso corporeo, rispettivamente in Europa e negli USA. Negli anni ’70, prima dell’inizio della commercializzazione dell’aspartame, furono condotti dalle industrie produttrici studi sperimentali di cancerogenicità su ratti e topi. I risultati di questi studi complessivamente non evidenziarono la cancerogenicità dell’aspartame, anche se qualche dubbio fu sollevato da alcuni componenti della comunità scientifica in relazione alla qualità della conduzione degli esperimenti ed al fatto che erano stati rilevati alcuni casi di tumore al cervello tra gli animali trattati con aspartame, e nessuno fra gli animali di controllo.

ASPARTAME - Ecco i soui effetti cancerogeniPER I LIMITI DI QUESTI STUDI, e soprattutto per la grande espansione che ha avuto nel corso degli anni l’uso dell’aspartame, alla fine degli anni ’90 la Fondazione Europea di.Oncologia e Scienze Ambientali “B. Ramazzini” (FER) (Bologna, Italia) decise di programmare un esperimento che, per numero complessivo di animali, numero di livelli di dose studiati e conduzione dell’esperimento secondo le buone pratiche di laboratorio correntemente in uso, consentisse una valutazione adeguata sui potenziali effetti cancerogeni del composto. Lo studio, finanziato interamente dalla FER, è stato programmato su 1800 ratti (900 maschi e 900 femmine) della colonia usata da oltre 30 anni nei laboratori della Fondazione. Al fine di simulare un’assunzione giornaliera della popolazione umana pari a 5000, 2500, 500, 100, 20, 4, oppure 0 mg/Kg di peso corporeo, l’aspartame è stato aggiunto alla dieta standard nelle quantità dovute. Il trattamento degli animali è iniziato all’età di otto settimane ed è durato fino alla loro morte naturale. Di ogni animale deceduto è stata fatta un’autopsia completa ed effettuata una valutazione istopatologica di tutti gli organi e tessuti prelevati, per un totale di oltre 30.000 preparati esaminati al microscopio.

I risultati dello studio hanno evidenziato che:

1) l’aspartame induce un aumento dose-correlato, statisticamente significativo, dell’incidenza di linfomi e leucemie maligni del rene nei ratti femmine e tumori maligni dei nervi periferici nei ratti maschi. Tale aumento statisticamente significativo è stato osservato anche alla dose di 20 mg/Kg di peso corporeo, una dose inferiore a quella ammessa per l’uomo dalla normativa vigente (50-40 mg/Kg di peso corporeo);

2) l’aggiunta di aspartame al cibo induce una diminuzione dell’assunzione di cibo correlata con la dose del composto, senza però determinare una differenza del peso corporeo tra gli animali trattati e non trattati.

ASPARTAME - Ecco i soui effetti cancerogeniSULLA BASE DI QUESTI RISULTATI VIENE DIMOSTRATO PER LA PRIMA VOLTA CHE, sperimentalmente, l’aspartame è un agente cancerogeno, in grado di indurre tumori maligni nei ratti, anche a dosi ammesse per l’alimentazione umana. I dati inoltre dimostrano che l’integrazione della dieta con aspartame non induce alcuna modificazione dell’andamento del peso corporeo degli animali trattati rispetto ai non trattati. I risultati dell’esperimento sono stati comunicati nel corso del 2005 alle autorità di sanità pubblica, nello specifico al Ministero della Salute e all’Istituto Superiore di Sanità in aprile, in giugno all’Agenzia Europea per la Sicurezza degli Alimenti di Parma. Sempre in giugno i dati sono stati comunicati e discussi all’Università Columbia a New York, all’Istituto Nazionale del Cancro a Washington, ed al National Toxicology Program in Nord Carolina, USA. I primi risultati sono stati pubblicati sul Giornale Europeo di Oncologia nel giugno u.s. e successivamente, i risultati finali sono stati presentati alla conferenza internazionale promossa dal Collegium Ramazzini su “Progettare il Futuro alla Luce del Passato: Vivere nel Mondo della Chimica” in Settembre 2005, i cui atti saranno pubblicati sugli Annali dell’Accademia delle Scienze di New York. Questi risultati finali sono attualmente in corso di pubblicazione su Environmental Health Perspectives (marzo 2006), una rivista pubblicata dal National Institute of Environmcntal Health Sciencesdel governo USA e che è classificata tra le prime due riviste scientifiche nel settore delle scienze ambientali e fra le prime cinque di sanità pubblica.

ASPARTAME - Ecco i suoi effetti cancerogeniCONSIDERANDO CHE I RISULTATI DEI SAGGI SPERIMENTALI condotti sui roditori sono altamente predittivi dei rischi cancerogeni per l’uomo, come riconosciuto dall’Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro (IARC) dell’Organizzazione mondiale della Sanità, i risultati di questo studio impongono, da parte degli organi preposti, un urgente riesame dei livelli di assunzione permissibili dell’aspartame. E importante inoltre sottolineare che per un agente cancerogeno, non esiste una soglia al di sotto della quale tale agente può essere considerato sicuro per l’uomo. Non bisogna inoltre dimenticare che l’obbiettivo di garantire la qualità degli alimenti è sempre stato perseguito con particolare attenzione dai legislatori. Negli Stati Uniti per esempio, dal 1958 è in vigore una norma, conosciuta come emendamento Delaney, la quale stabilisce che “non può essere ammesso nessun additivo per l’alimentazione umana in qualsivoglia quantitativo per il quale appropriati test abbiano dimostrato che causa l’insorgenza del cancro se somministrato a esseri umani o animali“. Mentre tale norma nel 1996 è stata rivista nella sua applicazione per quanto riguardo i pesticidi, rimane in vigore per gli additivi alimentari, compreso quindi l’aspartame.

ASPARTAME - Ecco i suoi effetti cancerogeniIL PROBLEMA DELLA SICUREZZA DEI DOLCIFICANTI ARTIFICIALI E’ DA TEMPO NOTO e la necessità di poter avere conoscenze scientifiche adeguate è urgente, soprattutto per la diffusione che sempre di più stanno avendo i beni di consumi ipocalorici. Basti pensare che, secondo un servizio apparso sul New York Times il 15 maggio 2005, solo negli Stati Uniti sono stati introdotti nell’ultimo anno 2.225 nuovi beni di consumo senza zucchero, una cifra che rappresenta l’11 % di tutti i nuovi prodotti alimentari immessi nel mercato statunitense. Per questo motivo la FER ha da tempo in atto un programma di ricerche per valutare i potenziali rischi cancerogeni dei dolcificanti artificiali più diffusi. I dati pubblicati recentemente sull’aspartame sono solamente i primi.

* Morando Soffritti è direttore scientifico della Fondazione Europea di Oncologia e Scienze Ambientali “B. Ramazzini”

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Redatto da Pjmanc http://ilfattaccio.org

HUM – Quello strano ronzio avvertito in tutto il mondo

HUM - Quello strano ronzio avvertito in tutto il mondo

C’E’ UNO STRANO RONZIO CHE STA INTERESSANDO DIVERSE REGIONI DEL PIANETA, uno strano rumore di fondo conosciuto come l’Hum. Si tratta di un costante suono ronzante a bassa frequenza, avvertito nei luoghi più disparati come Scozia, Gran Bretagna, America del Nord e Australia. Il fenomeno, le cui prime segnalazioni risalgono a circa quarant’anni fa, è descritto dai testimoni come un suono che si insinua lentamente nel buio, e una volta cominciato, non finisce finchè non ricompare il sole. Il curioso suono è simile al rumore prodotto da un’automobile con il motore acceso parcheggiata vicino casa. Ma cosa provochi questo insopportabile ronzio e perchè esso riguardi solo una piccola percentuale della popolazione delle aree interessate, rimane un mistero, nonostante siano state eseguite una serie di indagini scientifiche. Ovviamente, sono state prodotte una ridda di teorie: dal magnetismo terrestre alla costruzione di strutture sotterranee segrete, fino all’ipotesi di una qualche attività aliena. Ma, come riporta un articolo della BBC, la verità è che il mistero del ‘ronzio’ rimane un caso irrisolto. I primi rapporti sul fenomeno sono cominciati a comparire nel corso del 1950 da parte di persone che, fino al quel momento, non avevano mai percepito nulla di strano. Improvvisamente, hanno cominciato ad essere tormentati da un fastidioso ronzio a bassa frequenza, un rombo costante sordo.

HUM - Quello strano ronzio avvertito in tutto il mondoLE TESTIMONIANZE RACCOLTE NELLE DIVERSE AREE GEOGRAFICHE MOSTRANO FATTORI IN COMUNE: in genere, il ronzio si sente solo in casa ed è più forte di notte che di giorno. E’ più comune nelle aree rurali e nelle zone suburbane, probabilmente a causa del rumore di fondo costante delle città affollate. Solo il 2% circa delle persone che vivono in una determinata zona ‘ronzante’ ne riesce a sentire il suono, e la maggior parte di loro ha un’età tra i 55 e i 70 anni, secondo uno studio del 2003 eseguito da Geoff Leventhall, consulente del Surrey presso il governo britannico. La maggior parte delle persone che sente l’Hum descrive il suono simile a quello di un motore diesel che gira al mimino in prossimità della casa. Tale ronzio ha letteralmente ‘esaurito’ i residenti. “E’ una specie di tortura”, racconta la pensionata Katie Jacques alla BBC. “Vorresti solo urlare. E’ difficile prendere sonno perchè hai questo rumore continuo di sottofondo nelle orecchie”. Come sottolinea Discovery News, spesso, costoro vengono liquidati come pazzi o piagnoni, aggravando solo il disagio di queste persone, la maggior parte dei quali ha un udito perfettamente normale. Chi avverte il suono accusa dolori di testa, nausea, vertigini e disturbi del sonno. Secondo la BBC, il rumore di fondo è stato incolpato almeno per un suicidio nel Regno Unito.

Bristol, in InghilterraLE ZONE “HUM”. Bristol, in Inghilterra, è stato uno dei primi luoghi al mondo dove è stato segnalato il ronzio. Nel 1970, circa 800 persone della città costiera riferirono di udire un ronzio constante a bassa frequenza. All’epoca, si attribui il rumore al traffico veicolare e alle fabbriche locali con turni di lavoro distribuiti sulle 24 ore. Un altro famoso ronzio è presente a Taos, nel New Mexico, dal 1991, quando i residenti cominciarono ad avvertire un rombo sordo costante. Un team di ricercatori del Los Alamos National Laboratory, dell’Università del New Mexico e del Sandia National Laboratories, non fu in grado di identificare la fonte del rumore. Windsor, in Ontario, è un altro luogo caldo del ronzio. I ricercatori dell’University of Windsor e della Western University, hanno bandito di recente una borsa di studio per finanziare le ricerche sull’Hum si Windsor e determinarne le cause. I ricercatori, inoltre, hanno indagato per decenni anche sul ronzio percepito a Bondu, una zona balneare vicino Sidney, Autralia, senza mai venirne a capo. “E’ un suono che fa impazzire. Tutto quello che puoi fare è mettere la musica per bloccare il fastidio”, ha detto un residente al Daily Telegraph. L’ultima zona a cadere vittima del ronzio è stato il villaggio di Woodland, nella contea di Durham. Anche in questo caso, i residenti hanno riferito di un rumore simile ad un auto in moto parcheggiata.

radiazioni elettromagnetiche a bassa frequenzaCOSA CAUSA IL SUONO? La maggior parte dei ricercatori che studiano l’Hum esprime una certa sicurezza sul fatto che il fenomeno sia reale, e non il risultato di isteria di massa o di disturbi dell’udito. Qualcuno avanza l’ipotesi che l’Hum potrebbe essere il risultato di radiazioni elettromagnetiche a bassa frequenza, udibili solo da poche persone. Già si sono verificati casi in cui alcuni individui mostravano una particolare sensibilità a frequenze che normalmente l’udito umano non riesce a percepire. Sono stati tirati in ballo anche fattori ambientali, come l’attività sismica e le microvibrazioni a bassa frequenza della terra che potrebbero essere causate dalle onde dell’oceano. Altre ipotesi, tra cui esperimenti militari o costruzioni di basi sotterranee non ancora trovato riscontro. “La verità è che nessuno sa veramente cosa causi il ronzio”, dice Leventhall. “Per quanto riguarda la sua origine, non aspettatevi una rapida soluzione. E’ stato un mistero per 40 anni, quindi potrebbe rimanere tale per ancora molto tempo”.

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432 Hz – La musica che hanno deciso di non farci ascoltare

432 Hz - La musica che hanno deciso di non farci ascoltare

OGGI HO DECISO DI STRAPPARE VIA UN PO’ LA SCIENZA DAL SUO INFINITO DIBATTITO CON LA RELIGIONE perché mi andava di chiederle come procedesse il suo rapporto con l’arte. Mi ha confessato di trovarsi in una relazione complicata, siccome per la maggior parte degli artisti è abbastanza dura rassegnarsi alla presenza di una disciplina così razionale alla base delle loro istintive e inspiegabili passioni. L’arte, indispensabile creatrice di sensazioni e infallibile mezzo per dar voce alle proprie emozioni, necessariamente presuppone un matrimonio combinato con la materia scientifica. Nel caso della musica il confronto è palese: tempi, frazioni e numeri impongono una certa dipendenza alla matematica e basta approfondire un po’ per scoprire quanto spazio venga dato anche alla fisica. La musica è una scienza che deve avere regole certe: queste devono essere estratte da un principio evidente, che non può essere conosciuto senza l’aiuto della matematica. Devo ammettere che, nonostante tutta l’esperienza che ho potuto acquisire con una lunga pratica musicale, è solo con l’aiuto della matematica che le mie idee si sono sistemate, e che la luce ne ha dissipato le oscurità. Nonostante io sia appassionata di musica da tutta la vita solo recentemente mi è capitato di imbattermi in un discorso straordinariamente interessante che ho deciso di condividere con voi. Non voglio che questo articolo sia pesantemente tecnico, ma per far sì che comprendiate tutti ciò di cui voglio effettivamente trattare, c’è bisogno che vi spieghi alcune cose. Cercherò di essere breve e di semplificare quanto posso.

432 Hz - La musica che hanno deciso di non farci ascoltareIL SUONO VIENE PERCEPITO DALLE NOSTRE ORECCHIE tramite le frequenze che fisicamente sono, come riportato suWikipedia, “fenomeni che presentano un andamento costituito da eventi che nel tempo si ripetono identici o quasi identici” e che sono il risultato del “numero degli eventi che vengono ripetuti in una data unità di tempo”. L’unità di misura delle frequenze internazionalmente riconosciuta è l’hertz (Hz). Una caratteristica del suono, in ordine alla sua altezza, è l’intonazione, fondamentale per la musica, che si basa sulla differenza tra un suono e un suono di riferimento. Questo processo è indispensabile nel momento in cui si accorda uno strumento. Quando entrambi i suoni si trovano sulla stessa frequenza, l’intonazione è giusta e lo strumento è accordato correttamente. Se il suono emesso ha una frequenza più bassa o più alta (ed è cioècalante o crescente) allora si parla di stonatura. Nel sistema musicale standard universalmente riconosciuto la nota La in ottava centrale, in pratica la nota che si prendere come riferimento per accordare uno strumento,corrisponde a 440 Hz, come stabilito anche dagli accordatori e i diapason. Praticamente tutta la musica che ascoltiamo oggi, salvo rarissime eccezioni sperimentali o coscienti di ciò che leggerete successivamente, si basa su questa intonazione.

L'UNITA' DI MISURA DI 440 Hz,L’UNITA’ DI MISURA DI 440 Hz, però, non è sempre stata tale. Nel passato l’intonazione variava in base al paese d’appartenenza o al genere musicale eseguito e oscillava tra i 370 e i 560 Hz. Successivamente il governo francese decise di normalizzare la frequenza a 435 Hz, decisione da cui scaturirono diversi dibattiti portati avanti anche da esponenti eccelsi della musica italiana, come Giuseppe Verdi. Quest’ultimo si impegnò affinché la misura fosse regolata ai 432 Hz, sostenendo che la differenza fosse quasi impercettibile all’orecchio e per nulla influente sulla sonorità o il brio dell’esecuzione, ma rendendosi conto di quanto questa misura desse al suono qualcosa di più nobile, pieno e maestoso. La proposta fu accettata di buon grado dal governo italiano nel 1884, ma non si riuscì a diffonderla completamente in Europa, in cui comunque si continuò a tenere la nota La tra i 432 e i 435 Hz. Fu l’Inghilterra, si dice per un fraintendimento con la misura francese, ad aumentare il livello della frequenza fino a 439 Hz, sistema che fu poi adottato dall’America nel 1920. Ciò che, tuttavia, ci fa riflettere maggiormente è la situazione che a quel tempo c’era in Germania. Nel settembre 1938, alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, la Commissione Acustica della Radio di Berlino ottenne di organizzare un congresso a Londra per adottare internazionalmente l’intonazione a 440 Hz della radio tedesca. Questa decisione fu promossa e portata avanti da Joseph Paul Goebbels, il ministro della propaganda nazista, che proclamò la nuova intonazione come ufficiale germanica. Nel 1971 questa misura divenne standard praticamente ovunque, nonostante le innumerevoli proteste dei musicisti e un referendum che chiedeva di rimanere a 432 Hz.

L'UNITA' DI MISURA DI 440 Hz,GIUSEPPE VERDI, DA GRANDE MUSICISTA QUAL ERA, aveva intuito, inconsciamente oppure no, che l’accordatura a 432 Hz aveva certamente qualcosa di diverso e precisò quanto fosseerrato innalzare di tanto l’intonazione, specialmente arrivando intorno ai 450 Hz. Intanto, tornando alla disciplina tanto razionale di cui parlavamo prima, è stato stabilito scientificamente che le frequenze sonore sono incredibilmente incidenti sulla nostra persona, sia a livello fisico sia a livello psicologico e possono avere, a seconda del loro valore, sia effetti benefici che negativi. Ci sono frequenze che riescono a farci sentire più rilassati, che aiutano a curarci dalla depressione e dal malumore, altre che sono addirittura utili per far fronte al mal di denti e ad altre malattie anche abbastanza gravi. Altre frequenze, invece, possono causare effetti negativi e risultare come strumento di controllo. L’accordatura a 432 Hz è chiamata accordatura aurea proprio perché si rifà alla proporzione aurea, una scala numerica che si trova alla base dell’intera natura. È un’intonazione significativamente più vicina a quella naturale della voce, regala molte più armoniche e per questo ha diversi effetti benefici, come il rilassamento, la regolazione del respiro e del battito del cuore, la cura di alcune malattie. Le armoniche, inoltre, esistono anche nei loro multipli e sottomultipli e 432 è un multiplo di 8. Le frequenze di 8 Hz (e relative proporzioni) sono presenti in natura in moltissimi contesti, tra cui la replicazione del DNA! Spesso si parla anche della bellezza dei 528 Hz, frequenza molto simile ai 432.

The Dark Side Of The MoonRISULTA ESTREMAMENTE DIFFICILE E TRISTE PENSARE CHE LA MUSICA, che essenzialmente ci fa stare così bene, sia in realtà influenzata da fattori così negativi. L’intonazione a 440 Hz, alla quale siamo oramai assuefatti, è invece praticamente innaturale, crea disarmonie difficilmente percettibili dagli esseri umani, ha poche armoniche ed evidentemente non è stata scelta casualmente come intonazione standard. Fu istituzionalizzata dalla Rockefeller Foundation, scoperta dall’intelligenza militare tedesca e usata durante l’olocausto, anche per spronare al lavoro più arduo nei campi di concentramento. I tentativi di ritornare al La verdiano sono inevitabilmente falliti. La differenza tra le due frequenze si ritrova anche a livello fisico. Basta osservare le forme che si vengono a creare (anche con un esperimento cimatico) comprendendo che 432 Hz esse sono decisamente più armoniche. Fortunatamente esistono ancora degli artisti (anche se veramente molto rari) che compongono la loro musica con un’intonazione a 432 Hz. Tra questi non possiamo non citare i Pink Floyd che, specialmente in The Dark Side Of The Moon, possono darci un esempio lampante della differenza tra le varie frequenze.
I 432 Hz compongono quella che viene chiamata Love frequency e che fa parte di ciò che si trova alla base della natura, dell’universo, della filosofia portata avanti da diversi studiosi (tra cui Platone). È collegata alchakra del cuore, quello del sentimento, mentre i 440 Hz vengono ricollegati al chakra che si occupa del… controllo del cervello.

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