TIZIANO TERZANI – Le 10 lezioni sulla vita

TIZIANO TERZANI - Le 10 lezioni sulla vita

TIZIANO TERZANI UN GRANDE UOMO, UN GIORNALISTA, UN VIAGGIATORE E RICERCATORE SPIRITUALE. Tiziano ci ricorda che la divinità vive dentro di noi. Dieci anni fa ha deciso di lasciare questo mondo e adesso rivive attraverso i suoi scritti e le sue parole in tutti noi. Qui riportiamo 10 delle sue frasi più importanti e nei prossimi articoli pubblicheremo una serie di video con le suoi pensieri. Questo è il nostro dono per voi e speriamo possiate farne tesoro insieme agli insegnamenti che potrete apprendere leggendo i libri di questo Grande Uomo e guardando i video che pubblicheremo.

Le 10 lezioni di Tiziano Terzani:

1) Il vero maestro
“L’unico vero maestro non è in nessuna foresta, in nessuna capanna, in nessuna caverna di ghiaccio dell’Himalaya… E’ dentro di noi!”.

2) Macelli e allevamenti
“Avete mai sentito le grida che vengono da un macello? Bisognerebbe che ognuno le sentisse, quelle grida, prima di attaccare una bistecchina. In ogni cellula di quella carne c’è il terrore di quella violenza, il veleno di quella improvvisa ultima paura dell’ animale che muore”. (Un altro giro di giostra).

3) Felicità e consumismo
“Siamo noi che non vogliamo sentire che c’è altro al di là della materia. Tutto il mondo di oggi si fonda sulla materia. L’acquisizione, l’avere più che l’essere, la concorrenza. Pensa: un ragazzino oggi va a scuola e invece di scoprire le gioie della terra e del mondo, le regole e le meraviglie, la prima cosa che gli insegniamo e li imponiamo è essere concorrente del suo vicino”. (– Monologo sulla felicità).

4) La sola rivoluzione possibile è dentro di noi
“In tutta la mia vita ho visto rivoluzioni fallite. L’Unione Sovietica, i massacri di quel regime in nome di un sogno, un grande sogno orribile, un incubo… Risultato: una grande povertà sia materiale che spirituale. Allora forse è il momento di pensare che la sola rivoluzione che è possibile fare è dentro di noi, cominciare da noi”.

5) La presunzione dell’uomo bianco
“Gli aborigeni vivevano in questo continente straordinario che è l’Australia con una civiltà che aveva modi di comunicare al di là di ciò che noi conosciamo: le parole… E’ arrivato l’uomo bianco e soltanto il vederlo, soltanto il vederlo, ha distrutto questa civiltà”. ( Documentario Anam)

6) Essere vegetariani
“Violenza produce violenza, non c’è niente da fare. Per questo anche il mio essere vegetariano è una scelta morale. Ma come si può allevare la vita per ucciderla e mangiarsela, come si può ottenere in delle spaventose gabbie migliaia e migliaia di polli a cui si debba tagliare il becco perché non becchino le galline che gli stanno a fianco… Tutto per ingrassare, tutto perché possiamo avere anche noi parte di questa realtà… Hai mai sentito le urla di un macello di maiali? Come puoi mangiare i maiali?”. (Documentario Anam)

7) Gli alberi sono vivi e tutto ha diritto di vivere
“Noi pensiamo sempre che gli alberi sono cose che si possono tagliare per fare legna… Allora a questo ho messo gli occhi… Li ho messi per mio nipote così che gli potevo spiegare che questo albero ha vita. Tutto ha diritto a vivere, anche quest’albero, e anche se un giorno andrà tagliato, perché altrimenti cadrà sulla casa, bisognerebbe almeno parlargli e chiedergli scusa”.

8) L’armonia della vita
“Questo è un grande concetto che la cultura occidentale ha dimenticato ma che aveva in sé: che tutto è uno. Questa idea della dicotomia è del tutto sbagliata… L’universo è l’armonia degli opposti. Perché non c’è acqua senza fuoco, non c’è femminile senza maschile, non c’è notte senza giorno, non c’è sole senza luna, non c’è bene senza male”.

9) Pillole di salute
“Mi sono reso conto che in verità non volevo una medicina per il mio cancro. Volevo una medicina per quella malattia che è di tutti che non è il cancro, ma la mortalità… Per me questo cancro è stata una grande benedizione, perché ero ricaduto nella routine della vita, e questo cancro mi ha salvato”.

10) Ricerca della verità
“A forza di cercare questa verità nei fatti mi sono accorto che i fatti me la nascondevano a volte. C’è una cosa più vera di tutti fatti, che al giornalismo non interessava. E’ così che ho cambiato la prospettiva. Non sono diventato matto. Cerco sempre la verità. La cerco da altre parti, non so se la trovo, ma soltanto il cercarla in maniera diversa da quello che ho fatto prima mi dà una grande soddisfazione”.
Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

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