ALLERGIE CUTANEE SPECIALISTI – Colpa dei conservanti nei cosmetici

allergie

IN BASE ALLE ANALISI STATISTICHE PRESENTATE DA SPECIALISTI INGLESI

al 93esimo congresso della British association of dermatologists, appena conclusosi a Liverpool, le allergie cutanee in media sarebbero aumentate circa del 10% negli ultimi anni, con una preoccupante e rapida ascesa. Secondo gli esperti dermatologi, il principale responsabile di questa diffusione di allergie della pelle sarebbe da ricondurre alla sovraesposizione di due specifici conservanti, presenti in numerosi cosmetici e detergenti per la pulizia del corpo. Il primo è il methylisothiazolinone (MIT), un potente biocida utilizzato per tenere sotto controllo la proliferazione batterica in soluzioni contenenti acqua e presente negli shampoo, nelle salviettine, nella schiuma da barba, nei gel da doccia ed in altri prodotti tipici per la cura personale. Sono note da tempo le sue proprietà citotossiche ed allergizzanti, inoltre, uno studio condotto nel 2002 dall’Università di Pittsburgh ne ha fatto emergere anche una componente neurotossica.

 

NONOSTANTE I LIMITI IMPOSTI DALLA COMUNITA’ EUROPEA

che gli esperti presenti al British association of dermatologists chiedono di abbassare ulteriormente – l’esposizione a tale sostanza è aumentata perché si fa un maggiore uso dei prodotti che ne contengono. Il secondo conservante finito sul banco degli imputati è il methylchloroisothiazolinone, anch’esso con funzioni antibatteriche ed antifungine nel gruppo degli isotiazolinoni, presente oltre che nei cosmetici anche in detergenti, vernici e combustibili. Si ritiene che esso sia un allergene per il 2%-3% della popolazione. In base alle indagini condotte da ricercatori del Leeds Centre for Dermatology, come riporta l’Agenzia di Stampa italiana Ansa, negli ultimi tre anni i due conservanti avrebbero causato un aumento del 6,2% di allergie cutanee, mentre per gli esperti del St. Thomas’ Hospital di Londra il solo methylisothiazolinone avrebbe avuto un impatto ancora superiore. “In Inghilterra – spiega il presidente della British society of cutaneous allergy David Orton – il tasso di allergie dovuto ai due conservanti ha avuto un’impennata negli ultimi anni ed attualmente è vicino al 10%, in alcuni casi è anche più alto. Sarebbe dunque doveroso rivedere l’uso di tali sostanze”. Gli fa eco il professor John McFadden , dermatologo consulente del St Thomas’ hospital di Londra: “Molti pazienti hanno sofferto di dermatiti persistenti sul volto, chiediamo dunque alle industrie di non attendere futuri divieti imposti dalle legge ma di agire prima eliminando questi ingredienti spontaneamente”. Nel frattempo gli studiosi attendono una risposta rapida e concreta al problema esposto dalla Comunità Europea.

>Fonte< 
Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

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