BIODIESEL DAI BATTERI – Una sensazionale scoperta americana

 

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UN GRUPPO DI RICERCATORI USA E’ RIUSCITO A RICAVARE BIODIESEL A PARTIRE DA COLTURE MICROBICHE

La scoperta apre nuove frontiere al mercato dei biocarburanti.Presto il biodiesel potrebbe essere prodotto a partire da batteri e lieviti, grazie alla recentissima scoperta dei ricercatori del Lawrence Berkeley National Laboratory e del Dipartimento dell’Energia americano (Doe), che sono riusciti a utilizzare un composto naturale detto bisabolano per ricavare il biofuel. Di scoperte simili sui biocarburanti ne avevamo parlato: dopo il biodiesel dalle alghe avevamo assistito alla produzione di biocarburantre dai rifiuti, una vera rivoluzione.E pure questa è una scoperta rivoluzionaria, perché, a differenza di quasi tutti gli altri biocarburanti sperimentali, ottenuti da zuccheri o da materiali vegetali ingegnerizzati, il bisabolano si può ricavare a partire da colture microbiche. «Si tratta dei primi esperimenti di utilizzo del bisabolano come alternativa al diesel biosintetico – ha dichiarato Taek Soon Lee, ricercatore del Lawrence Berkeley e direttore del programma di ingegneria metabolica del Joint BioEnergy Institute (Jbei) del Doe – nonché il primo caso di sovrapproduzione microbica del bisabolene (precursore chimico del bisabolano, ndr) in colonie di Escherichia coli e Saccharomyces cerevisiae».

 

IL NUOVO TIPO DI COMBUSTIBILE RIENTRA NELLA CATEGORIA DEI BIOCARBURANTI AVANZATI

cioè quelli ottenuti da biomasse combustibili, che rappresentano una fonte rinnovabile di carburante per i trasporti e possono quindi essere utilizzate in alternativa a quelli tradizionali come il gasolio. Una caratteristica che ha già attirato sulla scoperta l’attenzione delle autorità militari americane.L’esercito Usa, infatti, nell’ambito della sua recente spinta verso le tecnologie “verdi”, manifesta da tempo un particolare interesse per i biocarburanti avanzati, che potrebbero rappresentare un’alternativa decisamente più economica ai combustibili tradizionali. Le potenzialità di risparmio sono altissime: circa l’81% delle spese operative dei militari è legato all’acquisto di carburante per gli aerei da guerra. Tanto che, secondo un rapporto del Pew Charitable Trusts, nel 2010 il Dipartimento della Difesa americano ha speso ben 11 miliardi dollari in combustibili liquidi derivati dal petrolio. Ecco perché la nuova scoperta dei ricercatori del laboratorio Berkeley potrebbe rivelarsi rivoluzionaria anche dal punto di vista finanziario, oltre che ambientale. I dettagli scientifici della fortunata sperimentazione sono stati pubblicati dalla rivista Nature Communications.

>Fonte<
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio.org

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