IL MIT REALIZZA IL PRIMO MICROMOTORE A VAPORE ACQUEO +Video

RISULTATO DI UNA RICERCA CONDOTTA NEL LEGGENDARIO ISTITUTO DEL MASSACHUSSETTS

si basa su una pellicola, composta di due materiali, che si contrae a contatto con l’umidità e si distende con l’asciutto, un movimento convertibile in elettricità.Il motore può sollevare carichi fino a 380 volte superiori al peso della pellicola. Tra le possibili applicazioni, l’alimentazione di muscoli artificiali, piccoli bracci robotici o sensori ambientali.”Datemi una leva e vi solleverò il mondo”, diceva Archimede, trasferendo nelle scienze la biblica sfida tra Davide e Golia, il piccolo che controlla il grande, sfruttando forze insospettabili della natura. Ebbene, oltre 2200 anni dopo la provocazione del genio siracusano, quella sfida continua, secondo nuove e affascinanti implicazioni.  Da Siracusa, l’obiettivo si sposta al leggendario Massachusetts Institute of Technology (Mit), dove una ricerca pubblicata sulla rivista Science annuncia la realizzazione di un micromotore alimentato da una fonte energetica di facilissima accessibilità e disponibilità: il vapore acqueo.

 

IL MICROMOTORE SI BASA SULLA REALIZZAZIONE DI UN NUOVO MATERIALE

che si contrae e distende sfruttando l’umidità. Si tratta di una pellicola composta da due diversi strati di lunghe catene di molecole (polimeri): un sottilissimo foglio flessibile e resistente e un gel morbido che si gonfia quando assorbe acqua. La pellicola, spessa appena 20 micrometri (un quarto dello spessore di un capello), si arriccia rapidamente verso l’alto quando viene posta su una superficie umida, una volta esposta all’aria rilascia velocemente l’umidità assorbita distendendosi nuovamente. In questo modo, la pellicola compie delle vere e proprie “capriole”, in un movimento continuo che può essere trasformato in elettricità. “Un sensore alimentato da una batteria – ha spiegato Mingming Ma, uno dei responsabili dello studio – ha bisogno di una sostituzione periodica, con un dispositivo di questo tipo invece è possibile ricavare energia dall’ambiente in modo da non doverlo sostituire molto spesso”. Ma torniamo ad Archimede, Davide e Golia. Nonostante le dimensioni molto ridotte, questo tipo di motore dimostra un’incredibile potenza, arrivando a sollevare carichi fino a 380 volte superiori rispetto al peso della pellicola stessa e promettendo quindi molte possibili applicazioni, come l’alimentazione per muscoli artificiali, piccoli bracci robotici o sensori ambientali, fino alla possibilità di sviluppo su larga scala.

VIDEO


 

>Fonte<
Redatto da Pjmanc:  http://ilfattaccio.org

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.