SALUTE: La fregatura delle lampadine a basso consumo

 

DA PIU’ DI UN DECENNIO

Continuiamo ad attribuirle un ruolo salvifico nella lotta ai cambiamenti climatici, senza renderci conto delle innumerevoli problematiche sotto il profilo della salute e dello stesso ambiente.Ci siamo già occupati del tema su Terra Nuova di gennaio, scatenando non poche perplessità. Adesso l’argomento viene affrontato anche da Aduc e riportato su Il Consapevole, attraverso la diffusione di ulteriori pubblicazioni scientifiche e di un appello lanciato da David Price, coordinatore della Spectrum Alliance, nell’ambito della più vasta campagna di sensibilizzazione in Europa sulle conseguenze sulla salute originate dall’uso di questo genere di illuminazione.Ma a quale costo?Le lampadine fluorescenti compatte -LFC- (note come lampadine a basso consumo energetico) possono infatti provocare invece ulteriori gravi danni a fasce di popolazione affette da patologie quali il Lupus, forme di dermatite o eczema, elettrosensitività, autismo, epilessia, emicrania, alcuni tipi di porfiria, e molte altre ancora che possono soffrire gravi e dolorose reazioni all’illuminazione a basso consumo.Queste beneamate lampadine, distribuite a destra e manca da associazioni ambientaliste e da fornitori di energia elettrica (già questo dovrebbe far pensare), presentano purtroppo tre principali problemi: le radiazioni elettromagnetiche, il mercurio e le radiazioni UV. Riportiamo uno stralcio dell’articolo pubblicato su Il consapevole e la rivista Icaro.

 

RADIAZIONI ELETTROMAGNETICHE

Misurazioni eseguite dimostrano che le LFC generano potenti campi elettromagnetici a poca distanza dalla sorgente, fino ad un metro di distanza. Il centro indipendente di ricerche francese CRIIREM (Centre de recherche et d´information sur les rayonnements e’lectromagne’tiques) sconsiglia pertanto di utilizzare lampadine a basso consumo energetico a brevi distanze, come ad esempio per illuminare i comodini delle camere da letto o le scrivanie. La messa al bando delle lampadine ad incandescenza porterà quindi ad un aumento delle persone sottoposte ad alti livelli di radiazioni elettromagnetiche.Esistono, inoltre, indicazioni che il campo elettromagnetico generato dalle LFC può viaggiare all’interno dei cavi elettrici esponendo le persone alla così detta “elettricità sporca” in tutta l’abitazione. Uno studio pubblicato nel giugno del 2008 dall’American Journal of Industrial Medicine segnalava che questa elettricità sporca aumenta di 5 volte il rischio di contrarre il cancro. L’effetto dannoso dell’elettricità sporca e stato evidenziato anche dalle ricerche condotte dalla ricercatrice canadese Marta Havas.Le lampade alogene a basso voltaggio (12V) possono anch’esse essere dannose a causa del campo elettromagnetico generato dal trasformatore. Ciò succede in particolare con le radiazioni emesse dai “trasformatori elettronici” che possono contaminare anche le condutture generando elettricità sporca. Le lampade alogene a 220 V non hanno invece questo effetto.

 

MERCURIO

Le LFC contengono da 3 a 5 mg di mercurio, una sostanza estremamente tossica per il cervello, il sistema nervoso, i reni ed il fegato. Sebbene si dica che le LFC hanno un basso contenuto di mercurio, questo quantitativo è più che sufficiente a causare seri danni alla salute. In modo particolare sono a rischio le donne in stato di gravidanza ed i bambini piccoli, poiché il mercurio influisce sullo sviluppo del cervello e del sistema nervoso del feto e del neonato.Valutazioni eseguite dimostrano che quando una lampadina a basso consumo si rompe i vapori di mercurio si diffondono e le emissioni superano di gran lunga i livelli di sicurezza per svariate settimane dalla rottura. Le lampadine che non vengano smaltite correttamente potrebbero rompersi nei camion della spazzatura, diffondendo i vapori di mercurio sulla città, o finire nelle discariche dove il mercurio può contaminare aria, acqua e suolo. Di conseguenza, la messa al bando delle lampadine ad incandescenza ed il conseguente aumento dell’utilizzo delle LFC porterà centinaia di chilogrammi di mercurio direttamente nelle nostre case e nelle nostre strade.

RADIAZIONI UV

Le LFC senza il doppio guscio protettivo (ed anche alcuni tipi di lampade alogene) emettono radiazioni UV-B e tracce di UV-C. È ben noto che questo tipo di radiazioni sono dannose per la pelle (i.e. tumore della pelle) e per gli occhi (i.e. cataratta). Diversi studi, infatti, dimostrano che le lampade fluorescenti aumentano il rischio di contrarre tumori della pelle.La British Association of Dermatologists sostiene che le persone che soffrono di alcune malattie della pelle o che sono sensibili alla luce accusano un aggravamento dei loro sintomi in conseguenza dell’uso di lampadine a basso consumo energetico. Perfino individui senza problemi cutanei preesistenti possono sviluppare sul viso sintomi allergici e/o lesioni simili alle ustioni da sole.La protezione supplementare del doppio guscio sulle LFC può circoscrivere il problema delle radiazioni UV, ma fintantoché saranno vendute LFC senza doppia protezione, le razioni UV continueranno ad essere un alto fattore di rischio.

 

UTERIORI PROBLEMI

Altri problemi correlati all’uso delle LFC comprendono il tremolio della luce — che può provocare mal di testa, affaticamento della vista e problemi di concentrazione — e l’alta percentuale della componente blu della luce che, come è risaputo, diminuisce la produzione di melatonina, che a sua volta può causare disturbi del sonno, tumori, attacchi di cuore.

 

 

COSA FARE?

Ricordiamo altresì che si stanno diffondendo altre tecnologie, sicuramente più efficienti, come l’illuminazione a led, che risolvono in parte tutti questi problemi. Dobbiamo anche ricordare che la luce migliore rimane la luce naturale, che potremmo sfruttare al massimo anche all’interno delle nostre abitazioni. Per il resto potremmo continuare ad usare le lampadine fluorescenti con maggiore coscienza e parsimonia, ricordandoci di smaltirle in modo corretto. Una vecchia lampada ad incandescenza se accesa con moderazione potrà darci sicuramente una luce più calda e gradevole. Se poi volete seriamente risparmiare energia cominciamo dall’isolare bene le abitazioni, l’illuminazione per le nostre case assorbe appena il 15 per cento dei consumi energetici. Per ridurre le emissioni è sicuramente prioritario risparmiare sull’energia necessaria al riscaldamento e raffrescamento degli edifici.

>Fonte<
Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

15 thoughts on “SALUTE: La fregatura delle lampadine a basso consumo

  1. Dite bene che bisogna isolare bene le abitazioni e sfruttare al massimo la luce solare. Ma se abitate in un appartamento esposto a Nord dove il sole batte solo poche ore al giorno? O peggio, in un vicolo? O in una città che di sole ne vede poco? E, divagando dall’argomento, se siete in affitto ed il padrone di casa non ne vuol sapere di ristrutturare e quindi siete costretti a consumare molte centinaia di euro di gas all’anno per scaldare?
    Ci vogliono leggi che obblighino al risparmio energetico chi può veramente provvedervi, non si può confidare negli appelli ai singoli.
    Per quanto riguarda le lampadine, proporrei, come si sono messe al bando quelle ad incandescenza, di mettere presto fuori legge pure quelle al mercurio e di passare solo a quelle a LED.

  2. L’umanità incappa sempre in trappole.
    Nel momento in cui ci dicevano di usare le lampadine al mercurio, si pribivano i termometri al mercurio.

  3. Ho letto l’articolo ed è, a mio avviso, da ingegnere elettronico, dico che è eccessivamente catastrofista. Le lampadine basso consumo consumano 1/5 di quelle ad incandescenza, quindi il rispermio energetico è ovvio, oltre che estremamante utile. Le problematiche di emissioni elettromagnetiche, smaltimento di mercurio e radiazioni UV sono inferiori a quelle di un normale tubo al neon (sostenzialmente stessa tecnologia con in più il vantaggio del ballast elettronico). Detto questo, come detto correttamente nell’articolo, il futuro non è il ritorno alle obsolete lampadine a incandescenza che, tra l’altro, dal 2014 saranno di vietata vendita in tutta l’UE, ma è l’illuminazione a LED che presenta innumerevoli vantaggi. Non fatevi spaventare dal costo: una lampada a LED di ottima qualità costa il triplo (al momento) di una a basso consumo, ma dura tre volte tanto e consuma circa il 50% in meno a parità di lumen emessi … e siamo solo agi inizi di questa promettente tecnologia. A casa mia sono felicemente passato ai LED.

  4. Da anni uso le “basso consumo”; dopo alcune istallazioni, visto che non avevo avuto la lunga durata promessa, ho preso ad annotare la data di istallazione sul corpo della lampada. In effetti alcune sono durate meno che non le classiche ad incandescenza. Essendo un “elettronico” mi sono incuriosito, ed ho aperto il circuito per curiosare. Al di là di varie considerazioni più da addetti ai lavori, mi sorge un grosso dubbio: visto che la lampada si compone dall’elemento fluorescente (il tubo) e dal circuito che sostituisce il “reattore”, perchè buttare tutto quando si esaurisce solo la lampada?? Se ragioniamo in termini di vera ecologia potremmo tenere il corpo con la circuiteria (fatta magari un pò meglio) e sostituire alla bisogna solo la parte in vetro. Ciò semplificherebbe davvero lo smaltimento che vedrebbe solo bulbi e non un mix con plastica e circuiti elettrici.
    Certo sarebbe utile incoraggiare il passaggio alla tecnologia LED, che abbatte ulteriormente i consumi e allunga la vita ai componenti.

  5. Complimenti per l’articolo. Per la prima volta vengono esposte alcune delle VERE problematiche legate al…. risparmio energetico!!!! Sottolineo il fatto della possibilità di innesco di problematiche neurologiche-psichiatriche in soggetti predisposti, nell’uso ravvicinato. Aggiungo che le radiazioni emesse interferiscono nel sistema elettrico globale dell’abitazione e anche con gli eventuali sistemi antifurto elettronici.
    Consiglio per autodifesa di rendere almeno la camera da letto,dove si trascorrono in media almeno 8 ore continue, il più possibile immune da fonti di inquinamento ambientale: quindi niente computer,nè televisione,nè radiosveglia,usare unica luce centralizzata,dormire con la testa lontana da campi elettromagnetici ( cavi elettrici,telefonini,centraline telefoniche o PC,acqua! – Non dormire con la testa dietro il water del bagno attiguo! )

    • che male fa l’acqua? capisco che rappresenta una massa con un proprio magnetismo, ma siamo fatti d’acqua e non conosco studi che dimostrino il rischio di permanere accanto a masse d’acqua, che per quello che sappiamo potrebbero avere, per la loro bassa intensità di magnetismo e per la loro stabilità, anche effetti positivi.

  6. Un plauso per il sano ARTICOLO, sono solo un piccolo pensionato e con sacrificio nel sentire in giro che lampadine a basso consumo davano un certo risparmio energetico, nella mia abitazione le avevo sostituite tutte, anche perché l’E.N.E.L. me ne aveva concesse gratuitamente quattro (siamo veramente in una società di PAZZI) non capisco!!! come certe notizie NON vengano ulteriormente divulgate ??? Grazie comunque, Luigi da Cortona (AR).

  7. per Carlodoc: perchè dici di non dormire con la testa dietro il water del bagno attiguo??? se mi puoi spiegare perchè purtroppo io sono in quella condizione…per quello che riguarda le basso consumo poi siamo veramente in un mondo di pazzi dove conta solo il profitto di chi in quel momento ne trae beneficio e riesce a condizionare e pilotare il mercato e l’opinione pubblica nella direzione preferita…meno male che qualche intenditore ci apre gli occhi

  8. Io considero anche altri elementi contro le lampade a basso consumo.
    1. Ho notato che tutte le persone che conosco, in casa loro tendono a tenere accese le luci molto di piu rispetto a quando avevano le vecchie lampadine perchè tanto si pensa che consumino così poco che possono lasciarle accese. Nel mio quartiere di villette sono aumentati i lampioncini esterni e passando di notte le vie sono illuminatissime (l’aspetto positivo potrebbe essere solo il tener lontani i ladri). Sarei curioso di vedere se effettivamente dopo il passaggio alle lampade a basso consumo i consumi si siano abbassati veramente.
    2. La luce delle lampade a basso consumo a mio avviso è molto meno naturale delle incandescenza e a me personalmente mi fanno bruciare gli occhi, sia quelle a luce calda che quelle a luce fredda. (che poi non capisco perchè quando compro quelle ‘calde’ fanno luce gialla, quelle ‘fredde’ sembra di essere al polo nord, ma cazzo una via di mezzo…? bah)
    3. Ma per lo smaltimento delle lampadine a basso consumo quanta energia ci vuole in piu rispetto alle incandescenza? non bisogna calcolare anche questo. E anche il consumo di energia per produrle. (Però non sono ingegnere quindi magari qualcuno risponderà)
    Inoltre ste lampade a Led fanno una luce improponibile e poi costano tanto, se durano il triplo come lo durano quelle a basso consumo allora ci credo poco, perchè a me quelle a incandescenza mi duravano uguale. Se poi lo Stato fa campagne per cambiare le lampadine contro lo spreco dovrebbe almeno calmierare i prezzi mettendo dei tetti come si fa con il pane.

    Io cmq mi sa che torno alle lampade a incandescenza, magari torno a fare un po piu attenzione a spegnerle quando non servono. I miei occhi ringrazieranno. Quelle a basso consumo le tengo solo per gli esterni.

  9. L’articolo descrive alcuni aspetti estremizzati tanto da renderlo catastrofista. Diciamo subito che ad oggi, nonostante i tifosi, non è stato dimostrato che le radiazioni elettromagnetiche generate dai dispositivi elettronici sono causa di tumore. Le uniche radiazioni elettromagnetiche che potrebbero causare il tumore è la luce solare, se si è predisposti (soggetto fototipo chiaro), se ci si espone in orari in cui la radiazione è più intensa (dalle 12 alle 16) e in modo continuativo.
    Il resto sono supposizioni.

    • però forse è meglio prevenire che curare, se poi aggiungiamo tutti gli altri aspetti negativi, forse ci si può soffermare almeno un po’ a pensare quanto sia positivo il cambiamento o trovare soluzioni alternative.

    • Anche secondo me aspetti di rischio marginale (come la stanchezza visiva che potrebbe essere indotta dallo sfarfallio) sono stati messi in eccessivo risalto, però trovo che si taccia di rischi “pesanti”, come il fatto che con queste lampade abbiamo in casa dei tubi catodici che sparano particelle ionizzanti (come gli apparecchi a raggi x) contro un vetro trattato per diventare luminoso quando ne è colpito e che dovrebbe (!) teoricamente filtrare la totalità di queste radiazioni, ben più pericolose delle elettromagnetiche indotte da campi elettrici. Come per gli apparecchi televisivi, specialmente i vecchi a tubo catodico, si sa che non è così, ma il silenzio su questi rischi è calato totale.

  10. per Carlodoc: chiedo di nuovo delucidazioni sul’affermazione relativa a non dormire dietro la cassetta del water del bagno attiguo pechè sono in quella condizione. Perchè fa male?
    Essendo ignorante in materia ti sarei grato se tu o qualcuno che lo sa me lo spiegasse. Grazie

  11. Vi risponde un Tecnico Elettronico certificato ANIE ed IPC che tutti i giorni applica in pratica le situazioni teoriche ed ha a che fare con la realtà dei prodotti elettronici da diagnosticare e riparare a componente. Le lampade “a basso consumo” non sono affatto tali. Non si può paragonare il consumo di un carico puramente reattivo -come quello di tali lampade, dotate di inverter switching senza pfc, power factor correction- a quello di una lampada ad incandescenza, che è un carico puramente resistivo. Misurando correttamente la loro potenza assorbita tenendo conto dello sfasamento (cosφ) ci si accorge che il loro consumo in potenza è nettamente superiore a quanto indicato dai valori di targa (targhe di prodotto spesso non aderenti alle norme CE/CEI/UL)
    Inoltre emettono una gran quantità di emissioni di disturbo elettromagnetico (improprio chiamarle radiazioni, quelle sono riferite alle radiazioni atomiche=) in uno spettro di frequenza che va dalle ELF alle HF (per accorgersene non serve un analizzatore di spettro radioelettrico, ma basta prendere una radiolina ad onde medie, accenderla ed avvicinarla alla lampada a basso consumo e sentire il noise in altoparlante)
    Le parti che la compongono sono di difficile riciclo: fosforo, mercurio, vetro inquinato da predetti materiali (non riciclabile nel normale canale del vetro) componenti elettronici e metalli non facilmente separabili come in una comune lampadina ad incandescenza. La maggior parte di queste sono anche pericolose poiché la circuitazione elettronica interna è realizzata spesso senza resistori e materiali antifiamma, senza fusibili di protezione e con circuiti stampati infiammabili e-o che emettono sostanze tossiche al loro riscaldamento (così come i flussanti da saldatura impiegati nella loro costruzione e lasciati sul pcb ad evaporare)
    Inoltre la frequenza di commutazione del loro inverter interno viene emessa anche in forma sonora, visto l’approssimativo trasformatore flyback del quale sono dotate che emette, vibrando, ultrasuoni che noi non sentiamo (fuori dalla banda passante del nostro udito) ma che il nostro nervo ottico riceve e manda al cervello (tra l’altro suoni impulsivi e disarmonici che sono quelli per noi più fastidiosi) per non parlare di cani e gatti che li sentono eccome, oltre a rappresentare un richiamo per le zanzare (unitamente ai raggi UV ed al calore ed alla CO2 emessa dalle parti plastiche)
    La lampada ad incandescenza era dal punto di vista dello smaltimento e delle emissioni in ogni formala più ecologica ma sprecava in calore circa l’80% della potenza assorbita. I LED offrono grande vantaggio poiché possono essere progettati per esser collegati in serie – parallelo elettrica (sfruttando entrambe le semionde della C.A. di rete) senza l’ausilio di altri componenti, oppure con l’ausilio di un solo circuito integrato realizzato single-on-chip. La durata del LED è lunghissima e la sua riciclabilità è oramai semplice se conferito nella corretta maniera.

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