RAGNO PAVONE – Il ragno più bello del mondo +foto

 

DURANTE UNA PASSEGGIATA IN AUSTRALIA

l’entomologo Jurgen Otto si è imbattuto in un piccolo aracnide con cui non era mai entrato in contatto prima di allora. Era il ragno pavone australiano, chiamato anche Maratus volans o Peacock spider, che misura poco più di 45 millimetri, è in grado di fuggire via saltellando in modo irregolare e porta con sé un vero e proprio arcobaleno di colori, visibile quando solleva i lembi della parte posteriore del corpo nel rituale di accoppiamento.”Quando sono arrivato a Sydney ero un po’ annoiato, perché non c’era abbastanza da fotografare, ma ora non voglio vivere in nessun altro luogo. Penso che sia il ragno più bello del mondo”, racconta l’entomologo, autore di magnifichi scatti del ragno più bello del mondo. Il Maratus volans, per attrarre le femmine, alza le sue “alette”, così splendidamente colorate, come una sorta di ventaglio.Lo fa sollevandosi su due zampe, è così che rivela le estensioni colorate, e vibrando mentre si sposta da un lato all’altro, nel tentativo di corteggiare la sua controparte femminile. Purtroppo, se la danza non impressiona la femmina, il maschio potrebbe finire per diventare la sua preda.Anche se la paura dei ragni è la più comune fobia specifica in tutto il mondo, le foto di Jurgen Otto sono di certo un buon modo per riabilitare l’immagine di queste straordinarie creature.

FOTO

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Scritto da Roberta Ragni – foto di Jurgen Otto
Fonte

Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

DOPO I VACCINI TOSSICI – Arrivano i vaccini con DNA modificato

REALIZZATO IL PRIMO VACCINO CONTENENTE UN TRATTO DI DNA IL TUTTO NEL FORMATO DI UN CEROTTO

Si tratta di uno strato di minuscoli aghi che rilasciano gradualmente il farmaco per intere settimane. Questa modalita’ di rilascio del vaccino, realizzata da un gruppo di ricercatori coordinato dall’Istituto di Tecnologia del Massachusetts (Mit) e descritta su Nature Materials, potrebbe risultare importante per i Paesi in via di sviluppo perche’ non richiede refrigerazione e risulta facile da immagazzinare e trasportare.Il cerotto realizzato dai ricercatori statunitensi potrebbe dunque aprire la strada all’utilizzo degli economici e innovativi ‘vaccini a Dna’, una nuova tipologia di farmaci candidata a sostituire i vaccini tradizionali.

A DIFFERENZA DI QUESTI ULTIMI

realizzati normalmente iniettando virus o batteri ‘depotenziati’, i vaccini a Dna prevedono direttamente l’inserimento nelle cellule di un tratto di Dna con le istruzioni per combattere l’infezione. Una soluzione teoricamente molto semplice ed economica ma che ha prodotto finora scarsi risultati e si e’ rivelata molto difficile da attuare.Il cerotto realizzato dai ricercatori permette ora di superare alcune problematiche legate alla conservazione e al trasporto dei vaccini a Dna, facilmente deperibili. Si tratta di minuscoli aghi in grado di rilasciare il proprio contenuto di vaccino sotto forma di Dna per molte settimane, garantendo cosi’ un dosaggio continuo al paziente, una maggiore risposta alla terapia e una buona conservazione del farmaco.

Fonte  – Ansa

Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

GREGORY PAGE – L’uomo che controlla il cibo del pianeta

HA 59 ANNI E NON CONCEDE INTERVISTE

Sicuramente il suo nome e quello della sua impresa non vi dicono niente. Eppure nelle sue mani passano la gran parte degli alimenti che riuscite a immaginare. Cargill è una delle quattro compagnie che controllano il 70% del commercio mondiale del cibo. Mentre il mondo affronta la più grande crisi alimentaria da decenni, loro fanno cassa “leggendo i mercati”….. Funziona così.Voi non lo sapete, ma il pane della vostra colazione è una merce con più valore del petrolio. La farina con cui è fatto si chiama Cargill. Vi dice qualcosa? E si chiama Cargill anche il grasso del burro che spalmate sul pane e il glucosio della marmellata.Cargill è il mangime che ha ingrassato la vacca da latte e la gallina che ha fatto le uova che friggiamo in padella. Cargill è il chicco di caffè e il seme di cacao; la fibra dei biscotti e l’olio di soia. Il dolcificante delle bibite, la carne dell’hamburger, la farina della pasta? Cargil. E il mais dei nachos, il girasole dell’olio, il fosfato dei fertilizzanti…? E l’amido che le industrie del petrolio raffinano per convertirlo in etanolo e mescolarlo alla benzina? Indovinate.

NON CERCATE MARCHE O ETICHETTE NON LE TROVERETE

Cargill ha attraversato la storia in punta di piedi. Com’è possibile che un’impresa fondata nel 1865, con 131.000 impiegati divisi in 67 paesi, con un fatturato annuo di 120.000 milioni di dollari, quattro volte quello di Coca-Cola e cinque quello di McDonald sia così sconosciuta? Come si spiega che una compagnia così gigantesca, con conti che superano l’economia del Kuwait, del Perù e di altri 80 paesi, sia passata inosservata? In parte perché è un’impresa familiare. Sì, i numeri stupiscono, ma Cargill non è quotata in borsa e non deve dar conto a nessuno. I soci sono uno sciame di discendenti dei fondatori, i fratelli William e Samuel Cargill, contadini dello Iowa che crearono un impero nel XIX secolo grazie a un silos di cereali collegato alla via ferroviaria in un paesino della prateria che non esisteva sulla cartina. Più tardi, un cognato – John MacMillan – prese le redini e per decenni, i Cargill e i MacMillan aggiunsero silos di grano, mulini, mine di sale, macelli e una flotta di navi mercantili. Oggi, circa 80 discendenti si suddividono i ricavati e giocano a golf. Di loro si sa poco, salvo che nelle feste gli uomini portano gonne scozzesi per onorare gli antenati. E che sette siedono nel consiglio d’amministrazione e sono nella lista Forbes dei più ricchi del pianeta, con fortune che si aggirano attorno ai 7000 milioni ciascuno. Il presidente della compagnia è Greg Page, un tipo flemmatico a cui piace dire, con lentezza, che Cargill si dedica “alla commercializzazione della fotosintesi”.

IN REALTA’ C’E’ POCO DA SCHERZARE

Quest’anno i prezzi degli alimenti di base sono aumentati in modo vertiginoso: il grano l’80%, il mais 63, e il riso, quasi il 10; i tre cereali che danno d mangiare all’umanità. Sono massimi storici, avverte la FAO, maggiori dei prezzi che nel 2008 causarono rivolte in 40 paesi e condannarono alla fame 130 milioni di persone. E i prezzi continueranno ad aumentare, pronostica il Financial Times. “Il prezzo dei cereali è critico per la sicurezza alimentare perché è l’elemento di base dei paesi poveri. Se i prezzi continuano a crescere ci saranno altre rivolte”.Le cause sono molteplici. Un insieme di siccità, cattivi raccolti e speculazioni. A guadagnarci sono in pochi. E tra loro ci sono le mastodontiche imprese che controllano il commercio mondiale dei cereali. Cargill ha triplicato i benefici nell’ultimo semestre e i suoi guadagni superano i 4000 milioni di dollari, record raggiunto nel 2008 nel pieno della crisi alimentare. La compagnia aveva scommesso che la siccità in Russia, uno dei grandi produttori mondiali, avrebbe obbligato Vladimir Putin a proibire le esportazioni per assicurare il consumo interno. E indovinò. “Abbiamo fatto un buon lavoro leggendo i mercati e abbiamo reagito rapidamente”, spiegò un portavoce di Cargill. In cosa consiste la reazione? Si tratta, essenzialmente, di giocare al Monopoli, comprando i raccolti nel mercato del futuro, cioè prima che sia piantato un solo seme, e di venderli poi in un posto o l’altro del pianeta, là dove risulti più proficuo..

 Traduzione a cura di MARIO SEI

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AUSTRALIA: Si sveglia sotto la schiuma+ video

A MOOLOOLABA IN AUSTRALIA

è accaduto qualcosa di veramente strano: i cittadini si sono svegliati non sotto la pioggia o sotto la neve, ma sotto la schiuma. La città di Mooloolaba è situata lungo la costa del Queensland e sta vivendo in queste ore il passaggio della tempesta tropicale Oswald che  non sta generando particolari difficoltà, ma che ha dato vita ad un fenomeno particolarmente strano: ha portato sulla città tantissima schiuma.La schiuma che ha ricoperto la citta’ dell’Australia non è tossica, hanno fatto sapere gli esperti, ma non si sa da dove derivi. La schiuma ha invaso le spiagge e il centro di Mooloolaba, dove ha persino invaso qualche abitazione, pur senza creare disagi alla popolazione. La schiuma, portata dai venti, si è spinta fino a 200-300 metri nel centro città, attirando moltissima gente.(gc)

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