MONSANTO – Nella famiglia del Rfid

ANCHE LA MONSANTO ENTRA NEL MONDO Rfid

La multinazionale delle biotecnologie agricole ha infatti stretto un accordo con il laboratorio dell’Università dell’Arkansas che studia le tecnologie di identificazione a radiofrequenza.La partnership prevede l’ingresso di due dirigenti della Monsanto nel board del centro di ricerca. Le due persone incaricate sono Lynn Pias, responsabile a livello mondiale del settore IT e William H. Schulz, responsabile dell’ottimizzazione della supply chain. Ma come mai la multinazionale ha deciso di guardare all’Rfid ? Non solo per motivi logistici. Spiega Schulz: “Monsanto ha deciso di supportare il centro dell’Università dell’Arkansas per avere una via d’accesso al mondo della radiofrequenza e condividere le proprie esperienze con quelle di altre compagnie. Ma c’è di più: il nostro intento è quello di trovare in questa tecnologia un modo per migliorare l’efficienza della nostra supply chain e un’opportunità per servire al meglio i nostri clienti, magari con sistemi di tracciabilità che certifichino la qualità dei prodotti.Monsanto non è l’unica azienda che recentemente ha stretto un accordo con il laboratorio statunitense. A fare parte della sua scuderia, infatti, oggi è entrata anche la Northrop Grumman, gruppo con 30 miliardi di fatturato e attivo nel campo aerospaziale e della difesa. L’obiettivo dell’azienda con sede a Los Angeles è quello di ricorrere all’Rfid per migliorare la propria supply chain.“Le due aziende”, ha spiegato Bill Hardgrave, direttore del centro di ricerca Rfid, “daranno un grosso contributo al nostro lavoro poiché rappresentano due campi in cui non ci siamo mai misurati”.

fonte : www.ecplanet.com

Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

NUTELLA NEMICA DELLA FRANCIA – Arriva la tassa sul olio di palma

LA FRANCIA TASSA LA NUTELLA

probabilmente uno dei prodotti made in Italy più amati e conosciuti. La commissione degli Affari sociali del Senato ha approvato mercoledì un emendamento al bilancio della Sécu, il sistema di sicurezza sociale francese, che aumenterà del 300% la tassa sull’olio di palma utilizzato in tantissimi prodotti alimentari, tra cui la discussa e famosa crema di cacao della Ferrero.”Produrre olio di palma provoca deforestazioni massicce che compromettono l’ecosistema. È tempo che i consumatori se ne rendano conto”, ha detto il ministro del Budget, Jerôme Cahuzac, convinto sostenitore dell’”emendamento Nutella”. L’olio di palma, infatti, è accusato non solo di avere effetti nocivi sulla salute umana, ma anche di crimini ambientali gravissimi, come il taglio a raso della foresta pluviale del Borneo, l’incendio e degrado delle ultime torbiere indonesiane o la cattura ed uccisione degli ultimi oranghi del Borneo e di Sumatra. L’olio di palma, insomma, fa male e favorisce la deforestazione , con conseguente perdita di habitat per tantissime specie vegetali e animali.”La sovrattassa sull’olio di palma è un segnale alle industrie agro-alimentari perché sostituiscano questo ingrediente con altre sostanze meno dannose. L’olio di palma è molto usato perché costa poco ma è troppo ricco di acidi grassi saturi nocivi per la salute”, ha spiegato il relatore della commissione, Yves Daudigny. Contenuto nel disegno di legge di finanziamento della sicurezza sociale 2013 (PFLSS), il provvedimento si traduce, nella realtà dei fatti, in un contributo aggiuntivo di 300 euro per tonnellata, che, tra l’altro, consentirà alle casse dello Stato di riscuotere 40 milioni di euro in più.

L’OBIETTIVO DICHIARATO E’ QUELLO DI VEDERE DIMINUITO L’UTILIZZO DI QUESTO PRODOTTO

contenuto anche in tanti prodotti vegan o biologici, “eccessivamente utilizzato dalla ristorazione e dall’industria alimentare e contenuto in tantissimi prodotti, tra cui biscotti e cibi dolci o salati, destinati bambini”, conclude Daudigny. Per Ferrero si tratta, al contrario, di un emendamento infondato ed ingiusto, sia sul piano nutrizionale che ambientale. “Ferrero, da sempre attentissima alla qualità dei suoi prodotti e delle sue materie prime, utilizza olio di palma perché le sue proprietà intrinseche conferiscono al suo principale prodotto, Nutella, le caratteristiche uniche di gusto, di consistenza e nutrizionali”, si legge in una nota.”Contrariamente ad alcune comunicazioni opportuniste -prosegue l’Azienda-, sostenute da produttori di altri tipi di olio vegetale, è falso affermare che l’olio di palma sia dannoso per la salute: esso infatti non contiene grassi idrogenati, che invece sono dannosi”. La selezione delle nostre materie prime “ci permette inoltre di aver un olio di palma perfettamente compatibile con il rispetto dell’ambiente, al quale Ferrero tiene particolarmente”, conclude la “rassicurante” nota. Intanto anche i detrattori alzano la voce e, puntando sull’aspetto che riguarda la salute, parlano di mis ura non sufficiente per correggere le scorrette abitudini alimentari dei cugini d’oltralpe, proprio come era successo da noi per le bibite gassate.Forse l’emendamento francese non salverà il mondo, ma gli va riconosciuto il merito di puntare i riflettori su un problema gravissimo, fornendo un primo trampolino di lancio per prendere coscienza di tutti i pericoli che derivano dall’uso e dal consumo dell’olio di palma e fare in modo che le aziende cambino politica. Nel frattempo, il consiglio resta sempre quello di boicottarlo, leggendo bene le etichette e autoproducendo (qui, ad esempio, la ricetta per preparare la buonissima Nutella Vegan). Possiamo fare perfettamente a meno dell’olio di palma nelle nostre diete, occorre solo un po’ di impegno.

di – Roberta Ragni

fonte : http://www.greenme.it

Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org