LAMPADE A BASSO CONSUMO – LA SVIZZERA INVITA A STARE LONTANI

NON AVVICINATEVI A MENO DI TRENTA CENTIMETRI DALLE LAMPADINE A RISPARMIO ENERGETICO

È il suggerimento diffuso dall’Ufficio federale della sanità pubblica svizzera in seguito ad un’indagine condotta dalla «It’Is Foundation» (Fondazione di ricerca sulle tecnologie dell’informazione nella società) di Zurigo diretta dal professor Niels Kuster del locale Politecnico. La ricerca voleva determinare con precisione, grazie ad un nuovo metodo di misura, i campi elettromagnetici generati dalle nuove lampade a risparmio ora utilizzate in seguito alla decisione dell’Unione Europea di mettere al bando le tradizionali lampade ad incandescenza .In particolare interessava stabilire gli effetti generati sul corpo umano e a tal proposito si precisa che i valori di intensità rilevati a 30 centimetri dalle lampade considerate sono inferiori (10 per cento) alla soglia raccomandata dalla International Commission for Nonionizing Radiation Protection.

SE PERO’ CI SI AVVICINA AL DI SOTTO DEI TRE DECIMETRI

i valori misurati crescono rapidamente fino a superare in alcuni casi i limiti stabiliti. Per questo «a titolo prudenziale» l’ufficio della sanità pubblica di Berna invita a mantenere l’opportuna distanza soprattutto se le lampade restano a lungo accese come nel caso di quelle poste sulla scrivania. La ricerca è stata condotta utilizzando quattro manichini che rappresentavano un uomo, una donna, un bambino di 6 anni e una bambina di 11 scandagliati in posizioni diverse e a varie distanze. Le lampade a risparmio energetico sono dotate di un trasformatore ed emettono campi elettrici e magnetici a bassa e media frequenza che possono generare nell’organismo correnti elettriche le quali, a partire da una certa intensità, sono in grado di provocare infiammazioni dei nervi e dei muscoli. In passato era stato sollevato anche il problema dell’inquinamento perché al loro interno contengono pure una quantità esigua di mercurio (inferiore ai 5 milligrammi) che in caso di rottura del bulbo può disperdersi nell’aria. Inoltre le lampade a basso consumo con tubo fluorescente, in certe condizioni, lasciano filtrare una piccola parte dei raggi ultravioletti per cui ad una distanza inferiore a 20 centimetri dopo una lunga esposizione non si possono escludere eritemi cutanei. «La decisione svizzera è un buon provvedimento che dovremmo seguire — precisa Settimio Grimaldi, biofisico dell’Istituto di neurobiologia e medicina molecolare del Cnr —. E non solo per le lampade ma anche per frigoriferi e lavatrici. Anch’essi emettono campi elettromagnetici e l’unico modo di difendere la nostra saluta eliminando gli effetti negativi è quello di mantenere le distanze suggerite dall’indagine di Zurigo».
fonte : www.corriere.it

Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

9 thoughts on “LAMPADE A BASSO CONSUMO – LA SVIZZERA INVITA A STARE LONTANI

  1. sarà pure vero… ma allora ogni apparecchio che funziona con l’elettricità generà un campo elettrico… anche il pc con il quale stò scrivendo!!!! probabilmente il consiglio è ottimo, ma per certi versi è impossibile da attuare… troppe diavolerie elettriche sono ormai parte integrante della nostra vita.

    • Diciamo che certi oggetti ormai fanno parte del nostro quotidiano e ed è un’utopia pensare di cambiare le cose però…qualche piccola accortezza tipo non lasciare in stand by tv,hifi,decoder ecc ecc quando non si usano,tipo di notte,ci evita di vivere perennemente al centro di un campo elettrico.Se dobbiamo dormire con l’interruttore regolabile a destra,la sveglia a rete a sinistra la tv con relativo decoder davanti ovviamente tutto in stand by allora non è un scelta obbligata,è una scelta e basta!

  2. Viviamo, purtroppo, immersi in campi magnetici o in ambienti in cui praticamente ogni attrezzo che funziona con l’elettricità genera campi elettromagnetici piu’ o meno deboli. Dobbiamo ritornare alla “baita” ed alle candele? ma anche le candele creano fumi piu’ o meno cancerogeni! E allora …. viva la tecnologia e pazienza se correremo qualche piccolo disagio!

  3. sono allarmismi che non fanno altro che creare problemi!!! Ha detto bene Antonio vogliamo ritornare nel passato………ora l’uomo vive 40 anni di più di un uomo del 1400 ci sarà un motivo.

  4. LA questione non è se tornare a vivere come 100 anni fa o no, ma conoscere le conseguenze delle nostre scelte, una volta che si sa poi sta a noi fare le giuste scelte. L’importante è sapere. Spesso si tacciono le conseguenze di alcune tecnologie per il solo scopo di un interesse economico di chi le costruisce.

  5. Forse dovremmo intendere la tecnologia come un processo sempre in evoluzione.
    Conoscere i “difetti” non farà altro che migliorare il prodotto di cui si parla.
    Probabilmente tra qualche anno si “inventerà” un modo di schermatura elettromagnetica in ogni prodotto, che porterà le emissioni a livelli risibili.
    La tecnologia dev’essere sempre a misura d’uomo perché fatta dall’uomo per l’uomo.
    Non é un processo divino e da che mondo e mondo la tecnologia migliore nasce e si afferma dalla consapevolezza dei consumatori sul rapporto pregi/difetti.
    Questo processo purtroppo richiedeva molto tempo ma un’altra tecnologia sta velocizzando in modo esponenziale l’informazione e quindi la scelta: il web.
    Con i suoi “difetti”.

    In the Web We Trusth but with prudence..
    ;D

  6. Non voglio ripetere, mi limito a copiare e rafforzare quanto detto da Antonio.
    Viviamo, purtroppo, immersi in campi magnetici o in ambienti in cui praticamente ogni attrezzo che funziona con l’elettricità genera campi elettromagnetici piu’ o meno deboli. Dobbiamo ritornare alla “baita” ed alle candele? ma anche le candele creano fumi piu’ o meno cancerogeni! E allora …. viva la tecnologia e pazienza se correremo qualche piccolo disagio!

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