RIFLESSIONI DI UN UOMO QUALUNQUE

SOLITAMENTE MOLTI DI NOI HANNO AMICI O CONOSCENTIDI IDEE POLITICHE DIVERSE DALLE NOSTRE

con la quale magari si va d’accordo in altre cose oppure sono persone con cui abbiamo a che fare nella vita: al lavoro, familiari, amici di amici ecc.. Con queste persone spesso si sta bene, ma diciamo che non si può parlare di tutto e magari da entrambe le parti si mantengono dei pregiudizi che possono dare piccoli o grandi fastidi nella vita di tutti i giorni.E’ giusto che ognuno abbia le sue idee, ma dovrebbero essere ben fondate, bisognerebbe trovare sempre un po di tempo e voglia per informarsi attendibilmente su tutto quello che ci riguarda. “Tutto ciò che non sappiamo è stupefacente. Ancor più stupefacente è quello che crediamo di sapere.” (Philip Roth)Cosi come molte persone sono convinte che dovrebbe esserci il regime comunista, molte persone sono convinte (chi più chi meno) che se tornasse il fascismo sarebbe un bene, si può dire che hanno nel loro animo un amore per l’italia e per i propri fratelli italiani ammirabile; però molti si sentono ripetere discorsi che gli fanno vedere e ricordare solo i lati positivi che potrebbe avere quell’estremismo, ma purtroppo pochi di questi vanno a informarsi bene su documenti di parte, non di parte e imparziali:
VORREI SOLO CHE TUTTI GLI AMICI E CONOSCENTI POTESSERO DISCUTERE COSTRUTTIVAMENTE PER IL BENE DI TUTTI

e rispettando il pensiero altrui capire perché e su che punti si è in disaccordo; perché con il progresso a cui siamo arrivati ma l’ignoranza, la povertà e gli altri problemi che dilagano, non possiamo più permettercelo, o sarà sempre peggio.A mio modesto parere vorrei infine dire che l’Italia non è un pianeta, fa parte della terra: e l’essere umano non può non far parte di tutto il mondo (ad esempio non si può vietare di viaggiare all’estero), con tutte le materie primarie e secondarie che occorrono per vivere bene non può l’italia farsi tutto da sola: i farmaci? la tecnologia? come sarebbe l’italia senza le invenzioni straniere? Quanti di noi hanno un amore o amico straniero? se ve lo togliessero?O anche il vostro animale domestico di origini straniere! Bisognerebbe favorire tutti lo sviluppo di una “presa di coscienza collettiva”; che può avere una potenza inimmaginabile. Credo (o voglio sperare) che chiunque nell’animo se potesse e capirebbe tratterebbe ogni essere umano della terra come tratta un suo amico.
ESEMPIO

Perché in giro nel nostro paese ci viene naturale esser gentili con uno sconosciuto qualunque (che non ci ha fatto nessun torto) e invece magari odiamo un paese o un continente, o uno straniero che viene a vivere o è di passaggio nel nostro paese?Anche questo paese, continente o persona non ci ha fatto niente, non si può pensare nel 2012 che tutte le persone che fanno parte di un etnia o paese hanno colpe verso di noi; i veri colpevoli sono poche persone che nel presente e nella storia hanno approfittato dell’ignoranza e povertà di popoli inermi a loro vantaggio.Il razzismo e l’estremismo sono frutto dell’ignoranza, della paura di ciò o chi non si conosce; invece basterebbe così poco per conoscersi e conoscere, sapere e capire, unirsi e migliorare.Se più gente si informasse bene, sempre più gente discuterebbe di tutte le possibili innovazioni positive; più ci si impegna in dibatti costruttivi più ci si migliora a vicenda, ma non basta dialogare tra italiani, la democrazia italiana, come in altri paesi, non esiste! non ci si può fidare di nessun politico con queste regole.Bisognerebbe collaborare e svilupparsi tutti insieme: italiani ed europei, europei e il resto del mondo; trovando i sistemi più giusti e funzionali. Perchè non sono regole impossibili, basta voler davvero togliere il potere all’ 1% del mondo che controlla il 99% del mondo.Già molte persone lo fanno, (non faccio nomi altrimenti sembra che pubblicizzo, tanto potete trovare tutto su internet, basta cercare, informarsi) ma dobbiamo essere sempre di più.

Scritto da : F.R.

Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio

NIENTE DENTIFRICIO – MISWAK IL METODO NATURALE PER LA PULIZIA DEI DENTI +video

HO SCOPERTO GRAZIE ALLA SEGNALAZIONE DI UN’AMICA IL MISWAK

Un metodo per pulire i denti ancor più ecologico del dentifricio fai-da-te a base di bicarbonato.Si tratta di un bastoncino ricavato dalla radice di un arbusto, la Salvadora persica, che cresce in molte aree semidesertiche dell’Africa e dell’Asia. Non l’ho mai visto nei negozi, l’ho trovato in vendita su internet per pochissimi soldi: sottoposto ad opportuno trattamento, diventa una sorta di spazzolino che si usa senza dentifricio.Il miswak è tradizionalmente usato nei Paesi musulmani. La scienza ha verificato ottimi risultati risultati per la rimozione della placca e per la salute delle gengive. In fondo trovate il link ad uno studio in materia.Ma come si trasforma un pezzetto di radice in uno spazzolino? Fondamentalmente basta masticare. Ma ci vuole un certo metodo nell’operazione.Il miswak viene venduto sotto forma di bastoncino tipo matita. La prima operazione è rimuovere la sottilissima corteccia ad un’estremità, per un centimetro o due. La seconda operazione è masticare la zona scortecciata. Si forma così una sorta di spazzolino di fibre.A questo punto si mette a mollo il miswak in un bicchiere d’acqua, per ammorbidirlo. E poi lo si usa per strofinare i denti, esattamente come si fa con lo spazzolino: ma appunto senza dentifricio.Io ho sempre scritto “miswak”, il nome più comune in Italia, ma si usano anche “siwak”, “swak”, “souek”, “souak” e il termine francese: bâton d’arak.Su Greenprophet il miswak, lo spazzolino da denti più naturale, con un video illustrativo.Uno studio del Ncbi (National Center for Biotechnology Information) americano gli effetti comparativi di spazzolino da denti e miswak.*Su Wikipedia Salvadora persica

VIDEO

Di Maria Ferdinanda Piva
Fonte : Blogeko – http://www.informarexresistere.fr

Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio

COCA COLA E McDONALDS – I SIMBOLI DEL CAPITALISMO MESSI AL BANDO IN BOLIVIA

ADDIO COCA COLA?

I campesinos di Santa Cruz come gli impiegati di New York; le adolescenti di La Paz come le ballerine di Chicago. A distanza di un secolo, potrebbe ripetersi la scena. La stessa che si vedeva nei film in bianco e nero, con i personaggi che nascondevano le bottiglie di whisky nel sacchetto del pane.D’accordo, stiamo esagerando ma a voler romanzare questa storia la scena sarebbe più o meno quella descritta.Succede – e questo non è un romanzo, ma quanto realmente accaduto – che una mattina David Choquehuanca, ministro degli esteri del Governo Morales in Bolivia, dichiara alla nazione che entro la fine dell’anno la Coca Cola sarà dichiarata illegale. Fuori legge. La Coca Cola, non una bibita ma, che piaccia o meno, la bibita. La più famosa di tutte, in ogni parte del pianeta.Fuori legge perchè, dicono le parole di Choquehuanca, “il contenuto della Coca Cola ha sostanze che pregiudicano la salute e che potrebbero provocare attacchi cardiaci e tumori. Si tratta di una decisione di salute ma anche di cultura”. Non è la prima volta che il coriaceo presidente Evo Morales sferra l’attacco contro i simboli del capitalismo globale. Solo un anno fa era stata lanciata sul mercato, con un gioco di parole volutamente ironico, la Coca Colla, dal nome degli indigeni Colla che abitano l’altipiano andino. Inoltre, in Bolivia la multinazionale di Atlanta è tra le più pressate dai controlli fiscali e sindacali, al fine di denunciare eventuali irregolarità contabili e violazioni dei diritti dei lavoratori.
A veder bene, la pressione boliviana sulla multinazionale americana non è così campata per aria. Se della Coca Cola è segreta la formula lo sono molto meno i modus operandi, nonostante le migliaia di dollari investiti ogni anno dalla casa madre in immagine. Diritti sindacali negati, condizioni di lavoro inadeguate, processi di produzione insostenibili per l’ambiente, diffusione di abitudini alimentari sbagliate hanno fatto del marchio Coca Cola uno dei più discussi, se non il più discusso a livello mondiale, nemico giurato del pensiero no global e anti imperialista.
SEMPRE RIMANENDO IN SUD AMERICA

Il movimento sindacale colombiano del settore alimentare Sinaltrainal ha denunciato casi di sequestri, torture, minacce e, soprattutto, le morti di 11 tra lavoratori e leader sindacali, per le quali si ritiene responsabile la Coca Cola company, spalleggiata dagli squadroni della morte paramilitari. La colpa della Sinaltrainal è quella di esigere condizioni lavorative e salariali degne per i lavoratori impiegati da multinazionale nordamericana. Tornando alla Bolivia, la data scelta per l’estrazione ufficiale del cartellino rosso da sventolare in faccia alla multinazionale americana ha un che di mistico: 21 dicembre 2012. Vi dice niente? Forza, il giorno in cui tutto sarà compiuto, i mari copriranno la terra, una meteorite impatterà sul nostro pianeta, la superficie terrestre si ghiaccerà, o qualcosa di simile, perchè così hanno lasciato detto i Maya. La data non è stata scelta a caso: “il 21 dicembre 2012 sarà la fine dell’egoismo, della divisione. Quel giorno segnerà anche la fine della Coca Cola e l’inizio di una cultura della vita” ha detto in un discorso pubblico Choquehuanca, ispirandosi alla filosofia Maya (che in Bolivia non hanno mai messo piede).A ben vedere, quello di Choquehuanca sembra più uno spot propagandistico, di difficile attuazione pratica (e di fatti sono già arrivate le prime smentite) in difesa dei valori tradizionali locali. Tuttavia, sono tempi duri per i simboli del potere economico statunitense. La messa al bando della Coca Cola (vera o di facciata che sia) accompagna la decisione, altrettanto clamorosa, della multinazionale McDonald’s di ritirarsi dal mercato boliviano. In questo caso non si tratta di un’ imposizione di governo, bensì di una scelta autonoma del colosso americano, che ha visto crollare i propri margini di vendita sull’altipiano andino. Il tamal de pollo ha sconfitto il Big Mac. “Non siamo riusciti ad imporre il nostro marchio tra le abitudini alimentari del popolo boliviano” lamentano i vertici dell’azienda. E questo nonostante alcune strategie commerciali di penetrazione nel mercato locale, come l’introduzione della llajwa, una salsa tipica della cucina boliviana.Si tratta del primo caso al mondo in cui McDonald’s si vede costretta a chiudere i battenti per via dei propri conti in rosso.
di – Andrea Dalla Palma

fonte : http://www.unimondo.org

Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio