IL COPERTONE DELLA NOSTRA BICICLETTA IN QUALCHE MODO PUO’ ESSERE PARAGONATO A UNA LAMPADINA AD INCANDESCENZA
Un oggetto semplice e nel contempo geniale, innovativo a tal punto che quando fu creato, non esistevano ancora mezzi su cui applicarlo. Per molti anni questi prodotti non hanno conosciuto innovazione probabilmente perché conservano ancora caratteristiche di grande economicità produttiva ed un’elevata profittabilità.Oggi fortunatamente stiamo assistendo ad alcuni cambiamenti significativi: le lampade ad incandescenza sono state messe al bando dalla UE e sono stati di recente presentati i primi pneumatici biologici, interamente realizzati con fonti rinnovabili. Questa è certamente una grande notizia se consideriamo che lo smaltimento degli pneumatici usati rappresenta un grosso problema per la salute del pianeta.E allora perché non trasformare la nostra passione per la bicicletta in qualcosa di più? Perché non riciclare creativamente copertoni e camere d’aria usati?
ECCO COSA POSSIAMO FARE CON QUESTI MATERIALI DI SCARTO DOPO AVERLI LAVATI
ACCURATAMENTE
1.Accessori trendy
Bracciali, cinture, borse, portafogli e molti altri accessori eco-fashion. Tutto quello che vi serve, sono alcuni copertoni, delle camere d’aria, delle forbici, del mastice e potrete esprimere tutta la vostra creatività.
2. Palestra all’aria aperta
Con due copertoni ed un albero del nostro giardino possiamo tranquillamente realizzare i nostri anelli per fare ginnastica. Basterà porre i copertoni sul ramo, assicurandoci che siano ben saldi, e afferrare entrambe le estremità per iniziare gli esercizi.
3. Giocattolo per fido
Prendiamo una camera d’aria e tagliamone un pezzo di circa 50 cm. Realizziamo alle estremità alcuni nodi in modo da formare una specie di palla che il cane potrà mordere e tirare e che noi useremo come manico. Non ci resta che cimentarci in questo avvincente tira e molla.
4. Bande elastiche per estensioni
Fissate saldamente al muro o su un pannello di legno una camera d’aria o delle strisce e poi divertitevi allungandole in tutte le direzioni. Ecco il vostro attrezzo per le estensioni rigorosamente riciclato e low budget.
GUARDATE QUELLO CHE HA REALIZZATO LA STILISTA DOREEN WESTPHAL CON QUESTI MATERIALI
5.Libreria
I ragazzi del SystemDesign Studio hanno pensato di sfruttare la tensione creata dai tubi allungati per tenere i libri e altri oggetti esattamente come se fosse una libreria. Bastano alcuni tubi perforati, pneumatici di bicicletta della stessa lunghezza e un paio di ganci per fissarli alla parete.
6. Sottobicchieri
Potete divertirvi a tagliare nelle forme che preferite pezzi di camera d’aria con la quale realizzerete degli originali quanto bizzarri sottobicchieri. Tenete una scorta in un cassetto da utilizzare per un cocktail con gli amici.
7. Paraspifferi
Riciclando le veccie camere d’aria potremo realizzare in modo economico e veloce degli ottimi paraspifferi da porre ai piedi delle porte. Tagliamo un pezzo di camera d’aria che sia un po’ più lungo della larghezza della porta: riempiamolo di sabbia, sigilliamo le estremità e voilà, il gioco è fatto.
8. Elastici
Questi piccoli quanto utili accessori quando servono non si trovano mai. Allora perché non realizzarne alcuni con le vostre mani? Basterà tagliare trasversalmente delle strisce da una camera d’aria per ottenere degli elastici robusti di dimensioni standard. Se invece tagliamo nel senso della lunghezza, otterremo degli elastici giganti.
9. Protezione per catene e funi
Possiamo utilizzare le camere d’aria per rivestire catene in metallo o funi impedendo così danneggiamenti accidentali.
10. Protezione per portabici posteriore
Se utilizzate sulla vostra autovettura un portabici posteriore, potete usare le camere d’aria per rivestire le cinghie di fissaggio in modo da evitare possibili abrasioni da sfregamento sulla vernice del portellone e del tettuccio.
11. Manici antiscivolo per utensili da giardino
Dopo aver lavato accuratamente un copertone, tagliamone un pezzo della stessa lunghezza del manico del nostro utensile da giardinaggio preferito. Fissiamolo sopra ed otterremo così una superficie antiscivolo che ci consentirà di avere una maggiore presa dell’utensile.
12. Presine
Dopo aver lavato accuratamente un pezzo di camera d’aria, ritagliatene dei quadrati o dei cerchi e otterrete delle super presine che vi saranno utilissime quando sarete impegnati con uno di quei rognosissimi vasetti che non si aprono. Grazie alla presina avrete maggiore “grip” sul tappo evitando così di slogarvi come al solito la spalla.
13. Spruzzatore pazzo
Tagliamo un lungo pezzo di camera d’aria e sigilliamo accuratamente una delle due estremità. Pratichiamo dei fori in modo del tutto casuale lungo i lati e la parte superiore e fissiamo l’estremità aperta ad un tubo da giardinaggio con l’aiuto di una fascetta. Ora non ci resta che porre il tubo in giardino ed aprire l’acqua per vedere in azione il nostro spruzzatore pazzo.
14. Personalizzare una sedia
Se volete personalizzare o rinnovare la vostra sedia o poltrona preferita, non vi resta che applicare delle camere d’aria o dei pezzi più piccoli sulla seduta o sui braccioli. Sperando che possiate trarne ispirazione date un’occhiata a queste.
15. Ditale
Utilizzare un piccolo pezzo di camera d’aria sopra al vostro dito indice o medio vi permetterà di proteggere le dita pur mantenendo la piena mobilità durante le operazioni di cucito.
16. Lacci di ricambio
Tagliate una camera d’aria in lunghe strisce sottili. Otterrete così dei lacci di ricambio per le vostre scarpe.
17. Abbigliamento impermeabile
Una stilista olandese ha ideato un’intera linea di abbigliamento moda utilizzando le camere d’aria delle biciclette, dimostrando che con questi materiali è possibile realizzare moltissime cose, dalle gonne ai costumi da bagno.
18. Ricondizionarli
Se pensate che il copertone della vostra bici possa dare ancora molto non vi resta che riparalo con cura: ricondizionandolo potrete usarlo per altre divertenti pedalate.
Prima di buttare via un oggetto prendiamoci qualche minuto per pensare se non possa avere una seconda vita e possa essere riutilizzato in modo nuovo e creativo.Riciclate gente, riciclate!
Scritto da Lorenzo De Ritis
fonte : http://www.greenme.it/consumare/riciclo
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio
GLI ABORIGENI IN AUSTRALIA HANNO VISTO LA PROPRIA TERRA ESSERE PRIMA LORO SOTTRATTA POI MUTATA E PER DI PIU’ SFRUTTATA
La terra Australiana ha un legame molto più che affettivo per gli Aborigeni. Questa però venne pian piano occupata dai primi colonizzatori Europei anche se essa è e rimane, parte viva della cultura aborigena, poichè il ”popolo del sogno” è permeato e impresso nei colori e nelle forme della natura Australiana, il primo sogno.Oggi la loro voce non si è spenta, forse si è affievolita, ma negli anni è rimasta pura e ora è pronta a parlare. Una voce fievole, perché gli anni della furia colonizzatrice hanno ridotto la comunità Aborigena al 2,5% della popolazione Nazionale Australiana; e tuttavia, anche se nessuno volesse prestare attenzione alla loro voce, sono le stesse vicende del mondo a chiedere che ad essa si presti finalmente un ascolto attento. I continui disastri naturali, il rinomato riscaldamento terrestre, il ricordato e poi dimenticato buco nell’ozono, lo scioglimento dei ghiacci, l’inquinamento ambientale, la fine delle risorse energetiche, l’inquinamento magnetico e via discorrendo, sono tutti esempi che unanimi chiedono si presti finalmente ascolto al popolo Aborigeno.Non appena si percepisce l’antica voce, essa inizia a sussurrare incessante: la natura e l’essere umano sono un tutt’uno. Ciò che accade a lei accade a noi, dentro di noi, oguno di noi.Forte di almeno 60 mila anni di storia, la cultura Aborigena è una delle culture più antiche al mondo e rappresenta quindi la possibilità di accedere a un messaggio molto profondo, legato alle origini del mondo e del nostro rapporto con esso. In particolare, il rapporto spirituale che si instaura con la natura e le sue applicazioni che meravigliosamente trovano applicazioni anche nel moderno campo del Business. Ciò appare come un paradosso, perchè ci troviamo di fronte ad un’antichità che sorpassa la modernità, in quanto all’apertura di prospettive future.
LA CULTURA ABORIGENA E’ UNA DELLE CULTURE PIU’ ANTICHE AL MONDO
Matteo Bergamini – Università di Sydney – ha recentemente condotto un breve studio volto a mostrare la necessità di rimodellare le inamovibili convinzioni dei classici modelli di business attraverso l’ascolto e l’accettazione della saggezza proveniente dagli antichi proprietari della terra Australiana. Nel suo studio si ricorda che, nonostante la proclamata efficienza economica dei modelli di Business Occidentali – se non della stessa civiltà Occidentale intera – la comunità Aborigena affonda le sue radici millenarie nel proprio territorio ed è custode di conoscenze eco sostenibili e bio compatibili che potrebbero, e dovrebbero, incontrare il mondo del Business.Purtroppo gli anni della colonizzazione Europea hanno lasciato in Australia numerosi pregiudizi verso gli Aborigeni, soprattutto rispetto alla capacità di integrarsi efficientemente e con successo nella cultura economica Occidentale. Gli Aborigeni rimangono gli esclusi all’interno della società Australiana. Per dare qualche numero, nel 2006 lo stipendio medio settimanale individuale per la popolazione Aborigena – 278$ – rappresentava circa la metà dello stesso stipendio ricevuto dalla popolazione non-Aborigena Australiana – 473$ – (Australia Bureau of Statistics 2008). Inoltre, le attività commerciali portate avanti da Aborigeni non vengono ritenute dei buoni investimenti e tantomeno redditizie.Gli anni della colonizzazione Europea hanno lasciato in Australia numerosi pregiudizi verso gli AborigeniTale miope esclusione però ha preservato i loro valori e principi e può aprire una concreta possibilità per gli Aborigeni d’Australia: insegnare al mondo del Business, così come lo conosciamo oggi, che esiste un modo di vivere etico e sostenibile, e così condividere il loro messaggio unico, originale e di fatti oggi più che mai necessario. Unire le classiche teorie economiche e la conoscenza di cui la cultura Aborigena è depositaria potrebbe consentire e suggerire nuovi approcci ai problemi e soluzioni innovative per gli affari.
CERTO E’ DIFFICILE RACCOGLIERE TUTTA LA CONOSCENZA ABORIGENA
E stilare un ‘vademecum’ manageriale che si adatti alle esigenze moderne, poichè essa è andata persa durante il periodo della colonizzazione Europea ed è stata conservata per lo più in forma orale. Ad oggi, per avvicinarsi a questa cultura millenaria, le più importanti fonti sono gli studi effettuati dal professor Karl-Erik Sveilby e Tex Skuthorpe, l’ultimo detentore delle storie aborigene e della legge Nhunggabarra.Tali storie sono di natura legislativa e regolano il modo di comportarsi con gli altri a fianco al comportamento e il rispetto da tenere con la natura. La profondità dei concetti nascosti in queste leggi parla a noi, oggi, di un problema che ci riguarda sempre di più: come creare ricchezza senza distruggere il nostro ambiente?La terra Australiana ha un legame molto più che affettivo per gli Aborigeni Partendo dalla visione del successo si ricorda ad esempio che per gli Aborigeni esso non può essere sintetizzato da un valore economico, in quanto lo stesso risultato economico, sia pure monetario, assieme ai suoi benefici viene ad essere oggetto di una condivisione che vede partecipe tutta la comunità in quanto non può esserci ricchezza individuale quando è la società tutta che si impoverisce. Inoltre, lo stile di Business Aborigeno può essere descritto come una miscela tra uno stile manageriale partecipativo di tutti gli starti societari e uno di responsabilizzazione individuale, quindi ben lontano dal modello di management gerarchico e di casta delle moderne compagnie Occidentali.Matteo Bergamini conclude argomentando che “gli atteggiamenti che abbiamo iniziato ad adottare in questi ultimi anni – come l’insensato dispendio e lo sfruttamento senza freni delle risorse – non supporteranno tutti noi e forse dovremmo riconoscere che fare affari in nome del Business non significa solo sfruttare ogni risorsa sino a distruggere tutto ciò che abbiamo attorno a noi. Grazie all’introduzione di un saggio approccio manageriale per lo sfruttamento e soprattutto la gestione illuminata delle nostre risorse, come quello creato dagli Indigeni d’Australia, potrebbe farci guadagnare un mondo più pulito, un modello di business più sano e sostenibile e in ultima analisi ognuno di noi”.In conclusione, ad oggi potremmo trovarci non molto lontani dal desiderio di Lisa Watson, Aborigena d’Australia, quando affermò: “Se sei venuto per aiutarmi stai perdendo il tuo tempo.Ma se sei venuto perché pensi che la tua libertà sia legata alla mia, allora lavoriamo insieme”. Lavorando insieme in una direzione che attende di essere adottata, si può camminare insieme verso nel futuro.
di -Flaminia Ripani
fonte : http://www.ilcambiamento.it
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio
IL 6 LUGLIO PHOENIX E’ STATA TRAVOLTA DA UN’IMPONENTE TEMPESTA DI SABBIA
Il 6 Luglio Phoenix è stata travolta da una imponente tempesta di sabbia, che ha mandato in tilt la città e ha costretto, ovviamente, l’aeroporto a fermarsi. L’altissima nube di polvere (alta quasi 2 km) ha creato notevoli disagi, ma fortunatamente non ci sono stati morti o danni particolari. Le immagini, che mostrano la natura in tutta la sua potenza, sono spettacolari.
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fonte : Staff nocensura.com
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio
LA NOTIZIA NON E’ STATA DIFFUSA SU LARGA SCALA
Come ci si aspetterebbe normalmente per una scoperta di questo genere; ma il ritrovamento di una misteriosa formazione circolare sul fondo del Mar Baltico sta facendo discutere da mesi scienziati e appassionati.Il team svedese e finlandese Ocean Explorer ha scoperto, all’inizio di quest’anno, un oggetto di forma circolare a circa 80 metri di profondità nel Mar Baltico. Inizialmente si trattava soltanto di immagini sul sonar, ma una recente spedizione si è spinta sul fondale per riprendere direttamente ciò che tutti stavano aspettando di vedere con impazienza.”Faccio questo lavoro da quasi 20 anni e ne ho viste di cose sul fondale, ma niente del genere” dice Peter Lindberg, leader della spedizione. “Siamo stati in mare per nove giorni, ed eravamo stanchi e sulla via di casa, ma abbiamo fatto un’ultima sortita con il sonar e questa cosa è apparsa sullo schermo”.Proprio ieri il team Ocean Explorer ha rilasciato altre immagini sull’oggetto, e un video che mostra non soltanto un disco-cupola del diametro di 60 metri, ma anche una scia sul fondale che parte da esso e si allunga per quasi 400 metri, oltre ad un’altra struttura circolare a 200 metri di distanza.Quella che è stata definita “anomalia del Baltico” emerge dal fondale per 3-4 metri, e si trova vicino a piccole formazioni di roccia che somigliano incredibilmente a fuochi da campo. “Non posso spiegare quello che ho visto, mi sono immerso per avere delle risposte, ma sono riemerso con altre domande” sostiene Stefan Hogeborn, membro della spedizione.
ALL’INIZIO PENSAVAMO CHE SI TRATTASSE SOLTANTO DI ROCCIA MA C’ERA ALTRO
E dato che non è mai stata registrata attività vulcanica nel Mar Baltico, la scoperta si è fatta ancora più strana. Possiamo solo speculare, da non scienziati, come questa struttura possa essersi formata naturalmente, ma questa è la cosa più strana che abbia mai visto durante la mia carriera di sommozzatore professionista” spiega Lindberg.Purtroppo, le immagini non sono dotate di un qualsiasi rapporto di scala, per cui non è semplice confermare le dimensioni degli oggetti ritratti. Ma ciò che si vede non sembrerebbe essere un artefatto computerizzato, e la notizia si è meritata qualche articolo su diverse testate giornalistiche internazionali.Ora come ora non è possibile stabilire se la struttura a forma di cupola sia di origine geologica o artificiale, ma le speculazioni sono già al galoppo. C’è chi parla di “Millennium Falcon” spaziale, tirando in ballo l’onnipresente ipotesi aliena, e chi invece di bunker sovietico segreto. Una delle ipotesi più interessanti nate nel gennaio del 2012 riguardava un tipo di nave progettato nel XIX° secolo da un certo Andrey Popov: ideò e realizzò due navi, la “Novgorod” e la “Contrammiraglio Popov”, di forma circolare, con l’obiettivo di renderle piattaforme stabili per l’artiglieria. Le navi circolari di Popov furono un fallimento colossale, tanto da essere considerate tra le peggiori imbarcazioni della storia della marina militare.”Le informazioni che abbiamo dicono che la più grande di queste navi avesse un diametro approssimativo di 35-37 metri” spiegò Lindberg in una e-mail alla ABC News. “Il disco [che abbiamo scoperto] ha un diametro di 55-60 metri. Ovviamente c’è la possibilità che i Russi abbiano costruito una nave circolare più grossa, rimasta sconosciuta fino ad oggi. Se fosse questo il caso, avremmo una spiegazione. Credo, invece, che sia più probabile che si tratti di un fenomeno naturale e non di una nave simile alla Novgorod, ma è solo la mia opinione”.L’ipotesi Novgorod è stata recentemente smentita dalle immagini scattate dai sommozzatori. Immagini che, oltre a mostrare una struttura apparentemente simile al cemento, hanno consentito di individuare anche un buco di forma ovale sulla cima della cupola.
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fonte : http://www.antikitera.net/
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio