Una pianta che è stata sottoposta a numerosi studi scientifici fino a quando l’Efsa (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ne ha assicurato la salubrità per il consumo umano.Proveniente dal Sud America, arriva sul mercato un dolcificante naturale. Addio ad aspartame e altri dolcificanti artificiali? Addio dipendenza da zucchero? Non esattamente. Sul mercato europeo si affacciano però alternative naturali per addolcire i più comuni alimenti e bevande. Con il Regolamento europeo 1131/2011, lo scorso 12 novembre la Commissione Europea ha approvato l’utilizzo degli steviosidi.La Stevia è una pianta autoctona del Sud America e le foglie sono lavorate come quelle del tè per estrarne il dolcificante che pare sia ben 300 volte più potente dello zucchero.Questo tipo di edulcorante è stato vietato nel 1999, quando la Commissione sugli Additivi nei Cibi dell’OMS e il Comitato Scientifico per gli Alimenti dell’Unione Europea evidenziarono la cancerogenicità del suo metabolita, lo steviolo. Alcuni anni dopo, però, nuovi studi scientifici ne hanno smentito i rischi di cancerogenicità e genotossicità. Il recente parere positivo dell’Efsa (l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ne ha concesso ora l’autorizzazione al commercio.
ALCUNI STUDI HANO FISSATO LE QUANTITA’ MASSIME UTILIZZABILI NEI PRODOTTI
In funzione della dose giornaliera ammissibile (DGA) che è pari a 4 mg/kg di peso corporeo al giorno, sia per gli adulti che per i bambini.A gennaio 2011 l’Efsa è giunta a una nuova conclusione ovvero che adulti e bambini, che siano forti consumatori di alimenti contenenti questi dolcificanti, potrebbero comunque superare la dose giornaliera, qualora i dolcificanti venissero utilizzati ai livelli massimi. Per questo motivo – e tenuto conto anche del fatto che ci sono prodotti che predispongono più di altri all’esposizione a questo dolcificante, tra cui bevande aromatizzate e analcoliche – lo stesso Regolamento ne consiglia un uso appropriato e una riduzione del livello di utilizzo nelle bevande aromatizzate.A distanza di pochi anni da quando la pianta era stata considerata insicura e dagli effetti sconosciuti, i consumatori europei troveranno ben presto in commercio nuovi prodotti dolcificati al sapore di Stevia, dallo yogurt ai cereali, dalle caramelle alle bevande. E questo perché è considerata un’ottima alternativa allo zucchero, che oggi ancora fatica ad essere rimpiazzato.
di -Daniela Sciarra
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DALLE VENDITE “PORTA A PORTA” AI GRUPPI DI ACQUISTO SOLIDALE “GAS”
Fino alla spesa a chilometro zero fatta direttamente dal produttore. In tempi di crisi, vola la spesa alternativa. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti.In tempi di crisi, vola la spesa alternativaDalle vendite porta a porta ai gruppi di acquisto solidale (Gas) fino alla spesa a chilometri zero, direttamente dal produttore. Con la crisi vola la spesa alternativa in netta controtendenza rispetto a quella tradizionale. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti dalla quale si evidenzia che parallelamente agli acquisti a domicilio aumenta anche chi preferisce fare la spesa direttamente dai produttori nelle aziende agricole o nei mercati di ‘campagna amica’ dove hanno fatto la spesa oltre 9 milioni di italiani.Una tendenza positiva – sottolinea la Coldiretti – come quella registrata dalla vendita del cibo a domicilio che ha chiuso il 2011 con un aumento del giro d’affari del 3,4% rispetto al 2010, assestandosi sugli oltre 223 milioni di euro. Sono oltre 800 i gruppi di acquisto solidale (Gas) strutturati presenti lungo tutto il territorio nazionale anche se una maggiore concentrazione si segnala in Lombardia, Toscana, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna.
- continua la Coldiretti – sono peraltro raddoppiati i gruppi di acquisto formati da condomini, colleghi, parenti o gruppi di amici che decidono di fare la spesa insieme per ottenere condizioni vantaggiose, ma soprattutto per garantirsi la qualità degli acquisti. Accanto a queste realtà che dispongono di una vera e propria struttura organizzativa, si contano – sottolinea la Coldiretti – decine di migliaia di iniziative spontanee che ‘nascono’ e ‘muoiono’ in continuazione nei palazzi, nei posti di lavoro, nei centri sportivi e ricreativi sulla base di semplici accordi verbali. Un crescente numero di gruppi di acquisto nasce in realtà per assicurarsi – continua la Coldiretti – l’origine, la genuinità dei prodotti che si portano in tavola. Un obiettivo che spesso viene soddisfatto attraverso acquisti di prodotti a chilometri zero offerti anche attraverso l’unica rete di vendita diretta certificata sul territorio che ha fatto segnare un fatturato di 489 milioni di euro solo negli 878 mercati ai quali si aggiungono 3.972 aziende agricole, 670 agriturismi, 163 botteghe per un totale di 5.683 punti vendita di ‘campagna amica’.Nei mercati degli agricoltori di campagna amica – precisa la Coldiretti – si trovano prodotti locali del territorio che non devono affrontare lunghi e costosi trasporti, messi in vendita direttamente dall’agricoltore nel rispetto di precise regole comportamentali e di un codice etico ambientale, sotto la verifica di un sistema di controllo di un ente terzo. Un’alternativa ai normali acquisti in un paese come l’Italia dove – conclude la Coldiretti – l’88 per cento delle merci viaggia su strada e si stima che un pasto percorra in media quasi 2mila chilometri prima di giungere sulle tavole, con effetti sui prezzi e sull’inquinamento ambientale.
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