NON HA MAI SOFFERTO DI MALATTIE DEGNE DI NOTA ED AVEVA UN FISICO PERFETTO PER LA SUA ETA’
Fulla Nayak è morta di recente all’età di 125 anni fumando canapa indiana fino all’ultimo giorno della sua esistenza. Non ha mai sofferto di malattie degne di nota ed aveva un fisico perfetto per la sua età. Era nata a Kanapur, nello stato dell’Orissa, e sosteneva che la sua longevità era dovuta proprio al fatto di fare uso quotidiano della ganja.
VIVEVA CON LA FIGLIA PIU’ GIOVANE DI 92 ANNI
Era popolare tra gli abitanti del suo villaggio, per l’amore che professava per la ganja, della quale faceva uso quotidiano, oltre al succo di palma e di tè caldo. Anche se il suo record di longevità non è stato mai accertato con certezza dagli esperti del Guinness dei primati, come si può vedere dalla foto la donna era certamente molto anziana, un duro colpo per le teorie dei proibizionisti.
fonte : Fonte: Expressnews
Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org
IDROGENO E CARBURANTE DA FOTOSINTESI TRA QUALCHE TEMPO SOSTITUIRANNO DIESEL E BENZINA
Pensavate che i vostri nipoti avrebbero continuato a guidare una Punto a benzina? Dai, un po’ di lungimiranza, ormai le macchine d’oggi sono già diventate carrozze d’altri tempi.La Joule Unlimited vuole cominciare a commercializzare una tecnologia che usa microorganismi per convertire la luce del sole ed il diossido di carbonio in combustibile liquido. L’azienda afferma che i propri batteri modificati geneticamente saranno capaci di produrre, in maniera continua ed efficiente, etanolo a prezzi ridottissimi: circa a 25centesimi il litro e 24 cent/litro per il diesel.Grazie ad una donazione di 70 milioni di dollari (massimo riserbo sull’identità dell’autore dell’investimento… ahia, cosa c’avrà da nascondere??, ndr) l’azienda si è decisa ad affrontare la seconda fase dello sviluppo della propria tecnologia: passare dalla pianta pilota in cui opera attualmente, alla produzione su piccola scala nella cittadina di Hobbs, nel New Mexico.
La Joule ha costruito un macchinario, denominato Solar Converter, nel quale viene fatto scorrere una sorta di brodo composto da acqua salubre e nitrogeno con bolle di diossido di carbonio, che circolano all’interno di stretti pannelli trasparenti. All’interno del conversore, i microorganismi modificati usano l’energia del sole per convertire l’acqua ed il gas in etanolo od idrocarburi paraffinici. L’obiettivo di questa impresa è di produrre 95mila litri di etanolo per ogni 4mila metri quadrati di terra in un solo anno. “Nonostante attualmente ci troviamo ad un 60% dal nostro obiettivo, la nostra produttività è enormemente maggiore di quella dell’etanolo cellulosico – afferma il dr. Dan Robertson, vicepresidente della Joule Unlimited – i combustibili cellulosici hanno un rendimento di 7.500/11.000 litri per 4.000 m2 all’anno”.Un conclusione morale a quanto detto: lo sviluppo delle tecnologie che ci permetteranno di ricavare nuovi combustibili e nuove fonti d’energie rinnovabili, dovrà andare di pari passo con lo sviluppo dell’etica delle persone che le producono, le gestiscono e le utilizzano. Semplice. Questo, al di là di qualsiasi grande scoperta ed innovazione, è il grande reto innovativo dell’età contemporanea.Poco importa se un giorno le macchine voleranno o la bio-tecnologia creerà nuove generazioni di allegri ed onniscenti cyborg. Fino a quando ci saranno politici per mentire e banchieri per rubare… non parlate di evoluzione. Non parlate di sviluppo, fintanto che non si sviluppino, innanzitutto, mentalità e coscienza collettiva. L’evoluzione e l’innovazione tecnologica, le scoperte e la scienza non sono niente se dietro ad essa non ci sono uomini veri, responsabili e saggi, che conoscono il valore del rispetto, della condivisione ed il senso della vita. Ad oggi, Gennaio 2012, viviamo ancora deambulando, tra sciacalli e sceicchi.
fonte : http://buenobuonogood.wordpress.com
Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org