PUBBLICITA’ RESPONSABILI DELLE CATTIVE ABITUDINI ALIMENTARI DEI PIU’ PICCOLI

UN BIMBO MEDIAMENTE OGNI 5 MINUTI

Assiste a una pubblicità riguardante il cibo, con l’effetto di influenzare negativamente le sue preferenze alimentari…Scarsa attività fisica e cattiva educazione alimentare non sono gli unici fattori che causano il continuo aumento dell’obesità infantile, che ha ormai raggiunto il 36%. A influire abbondantemente sulle scelte alimentari di bambini e ragazzi è la continua pubblicità di prodotti zuccherati e ricchi in grassi, alla quale sono continuamente sottoposti, soprattutto durante le ore di fascia protetta. È stato calcolato che un bambino italiano assiste in media ogni cinque minuti a una pubblicità riguardante il cibo, questo ha la capacità di influenzare decisamente le sue preferenze alimentari senza ancora aver provato a mangiare i cibi pubblicizzati. Una recente ricerca svolta negli Stati Uniti e pubblicata sul Journal of Pediatrics, ha analizzato l’influenza degli spot sulle scelte alimentari dei bambini e l’eventuale intervento dei genitori su queste. I bambini che hanno partecipato allo studio avevano un’età compresa tra i 3 e gli 8 anni e guardavano giornalmente la televisione per circa 3 ore. I bambini sono stati suddivisi in due gruppi: il primo è stato sottoposto alla visione di programmi tv intervallati da pubblicità riguardante merende a base di mele; il secondo gruppo, invece, alla pubblicità di patatine fritte confezionate. All’interno di ogni gruppo, alcuni bambini ricevevano consigli alimentari da parte dei loro genitori; altri, erano liberi nelle loro scelte alimentari. Questa ricerca ha dimostrato come i bambini sceglievano la loro merenda in base alla pubblicità alla quale erano stati sottoposti; inoltre, in entrambi i gruppi, scarsa era l’influenza dei genitori.

QUESTI RISULTATI SONO PREOCCUPANTI

Soprattutto se valutiamo che il 26% circa degli spot che giornalmente sono trasmessi da tutte le reti, riguardano prodotti alimentari, tra i quali quelli più reclamizzati sono le merendine e i biscotti. Fino adesso, alcuni spot alimentari in tv mostrano il contenuto in grassi saturi, zuccheri, soprattutto semplici, sale, calorie e additivi del prodotto. Anzi, vengono inventate pubblicità nella quali il consumo di questi prodotti è una condizione necessaria per stare bene. Una giornata uggiosa o un momento di noia vengono superati con il consumo di alimenti decisamente non appartenenti alla dieta mediterranea. Queste pubblicità, che associano il tono dell’umore al consumo di specifici alimenti, possono creare in modo indiretto una dipendenza da questi cibi e pongono le basi per l’insorgenza dei disturbi alimentari, soprattutto per le fasce più deboli. Darebbe decisamente una maggiore sensazione di serenità e felicità ad un bambino se associasse il consumo di frutta e verdura con l’aver avuto la possibilità di vedere crescere nei campi questi prodotti, magari raccogliendo lui stesso questi cibi fra una moltitudine di colori che la stessa natura gli offre. Basterebbe anche fare una “gita” al supermercato dove una sosta davanti ai cesti di frutta e verdura darebbe la possibilità allo stesso bambino di scegliere quale di questi cibi provare a mangiare. Seguire un’alimentazione che si basa esclusivamente su prodotti pubblicizzati in tv, comporterebbe adottare uno stile alimentare che non rispecchia, nemmeno in minima parte, le linee guida della piramide alimentare. In questo tipo di alimentazione il consumo di frutta e verdura non coprirebbe nemmeno il 50% dei nostri fabbisogni minimi. Che senso ha a questo punto continuare a parlare di obesità e prevenzione, se siamo continuamente bombardati da messaggi pubblicitari che si contrappongono alle corrette abitudini alimentari.

E I GENITORI?

Come possiamo pretendere che i nostri figli non siano in soprappeso, se non siamo noi stessi a fare una spesa intelligente, soprattutto se non siamo capaci di distinguere sana alimentazione e cibo spazzatura? Inoltre, come possiamo pretendere che i bambini mangino frutta e verdura, se non siamo noi i primi a nutrirci di questi alimenti? La maggior parte delle persone associano l’idea di mangiare frutta, in particolare la verdura, a una condizione di tristezza. Certo, al solo pensiero di trovare nel piatto ogni giorno delle verdure lesse non ispira decisamente una condizione di piacere; ma niente impone che la verdura debba essere mangiata esclusivamente in questo modo! Pensiamo, ad esempio, alla classica parmigiana: se le melanzane invece di friggerle, le grigliamo o le cuciamo al forno, prepariamo di certo un piatto gustoso con il quale ci prendiamo cura della nostra salute! Con lo stesso procedimento, invece di usare le melanzane, possiamo usare altre verdure o ortaggi di stagione, è sicuramente il risultato sarà altrettanto ottimo. Lo stesso vale anche per la frutta: dolcifichiamo il nostro latte con frutta di stagione ottenendo un prelibato e salubre frappè o prepariamo una macedonia aggiungendo uvetta, cannella e scaglie di mandorle, difficilmente direte di no a queste preparazioni e darete così il buon esempio.

di Valentina Schirò (Biologa Nutrizionista)
fonte : http://www.piusanipiubelli.it
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio

2 thoughts on “PUBBLICITA’ RESPONSABILI DELLE CATTIVE ABITUDINI ALIMENTARI DEI PIU’ PICCOLI

  1. Io ho fatto così: ho staccato l’antenna, zero decoder, e si guarda solo la programmazione scelta e priva di pubblicità su dvd o streaming.

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