ALIMENTAZIONE: MANGIAMO OGNI GIORNO PARTI DI INSETTO E NON LO SAPPIAMO

PROPRIO COSI’ OGNI GIORNO MANGIAMO FRAMMENTI DEL CORPO DI INSETTI

Ali, zampe, corna, etc – che finiscono li durante il processo di lavorazione.La questione è stata trattata anche da Focus.it, che scrive:
È difficile stimarne la quantità, ma i prodotti più a rischio sono le farine e i derivati, il cacao, il caffè e le marmellate. La legislazione italiana, su questo punto, è vacante, anche perché zampette, ali, antenne e quant’altro non sono nocivi e non esistono quindi limiti massimi per la loro presenza nei cibi.Questi limiti esistono invece negli Stati Uniti, dove gli alimenti possono generalmente contenere al massimo 50 frammenti di insetti in 50 grammi di prodotto. Il metodo ufficiale per l’individuazione dei pezzettini di insetti è il filth test: un campione dell’alimento, predigerito in ambiente acido, è sottoposto a trattamenti che isolano le impurità. Il materiale raccolto quindi viene poi disposto su vetrino da laboratorio e osservato al microscopio.La questione è ben nota alle autorità sanitarie italiane, tuttavia non esiste una legislazione in merito;L’Istituto Superiore di Sanità – ISS – ha affrontato la questione nell’ambito del documento “Impurità solide negli sfarinati e nei prodotti di trasformazione: metodo ufficiale di analisi (filth-test) e aspetti normativi” scaricabile qui http://www.iss.it/binary/publ/cont/Pag1_19RapportoIst96_08.pdf in formato PDF – dal quale possiamo apprendere che i frammenti di insetto (o i loro escrementi) non sono l’unico “tipo di impurità” che finiscono nelle materie prime e quindi nei nostri cibi; altre impurità di questo tipo che vengono prese in esame sono derivate dai roditori: (topi) compresi i peli degli stessi.
IL DOCUMENTO DEL ISS

sopracitato, che valuta come “modello” la rigorosa legge americana, nelle pagine 2 e 3 esprime perplessità in merito alla legge italiana che, su questo ambito, risulta vacante e lacunosa: infatti l’unica legge alla quale è possibile far riferimento, è quella che dispone “che i prodotti non devono essere insudiciati” – tuttavia, la legge non specifica quale sia il limite massimo oltre il quale la presenza di questo tipo di impurità costituisce “insudiciamento”.Di seguito riportiamo un estratto del documento dell’Istituto Superiore di Sanità (Fine pagina 2 e pagina 3)”Come si può facilmente osservare la dizione “insudiciate” per indicare eventuale presenza di impurità solide, è abbastanza generica e nessun chiarimento in merito ne è venuto dal regolamento di esecuzione delle norme della legge predetta pubblicata diciotto anni dopo come DPR n. 327 del 26 marzo 1980, il quale si limita a prescrivere all’art. 35 che pe r i locali, gli apparecchi e le attrezzature usate nelle varie fasi della produzione e del commercio delle sostanze alimentari “debbono essere attuati efficaci mezzi di lotta e di precauzione contro gli insetti, i roditori e gli altri animali nocivi”.Anche ammesso che nella dizione “insudiciati” possano rientrare le impurezze corrispondenti al “filth” americano, come sembra evincersi da una sentenza del 1968 della Corte di Cassazione che ritiene “ai fini dell’art. 5 lettera d) sudicia ogni sostanza alimentare che contenga, internamente o esternamente, corpi estranei che ne alterino la purezza ed igienicità”, restano tuttavia da definire i limiti entro i quali questi corpi estranei risultino realmente alterare le dianzidette caratteristiche. È noto infatti che ogni alimento, anche quando è stato prodotto s e condo buone pratiche di fabbricazione, può contenere naturalmente o incorrere in difetti inevitabili che, a bassi livelli, non sono tuttavia di rischio per la salute. A que sto riguardo la FDA americana stabilisce, qualora sia necessario e fattibile, dei livelli massimi per ciascun difetto, in altre parole ammette e sancisce delle tolleranze. Cosi ad esempio, per la farina di frumento viene tollerato un livello massimo di 50 frammenti di insetti e un pelo di roditori per 50 g di farina.”Per fortuna, questo tipo di impurità non costituisce un problema per la salute. Ma se il pensiero di mangiare abitudinariamente frammenti o escrementi di insetto, peli dei roditori etc, non leggete il documento dell’ISS…

http://www.nocensura.com
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio.org

5 Comments

  1. Ma non c’è da stupirsi più di tanto, anche chi ingerisce cibi colorati con rosso di cocciniglia sta mangiando insetti, ora non vorrei sbagliarmi, ma questi ragnetti dovrebbero essere insetti, o almeno quello che la gente comune “non entomologi” chiama insetti.
    Ad’esempio il vermut, l’alchermes e molti altri liquori ed alimenti di color rosso intenso.

  2. proteine amici l’importante sarebbe esser certi della buona produzione delle farine non trattate chimicamente per esempio, ragion per cui opterei per farine integrali…e di produzione estremamente locale!

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