E GOOGLE DISSE : CHE LE NUOVE REGOLE SIANO – E LE NUOVE REGOLE FURONO !

CI HANNO PROVATO IN TANTI

anche se con molto ritardo, a bloccare l’entrata in vigore delle nuove policy di Google, Tanti, ma non le autorità italiane che, come al solito, sono sempre assenti quando si tratta di questioni di una certa importanza. Mentre l’informazione italiana era con la testa alle Seychelles, impegnata a seguire la vicenda della Costa Allegra, Google ha attuato un cambiamento alle regole di utilizzo dei propri servizi, che può ritenersi epocale, il tutto nell’indifferenza quasi totale di autorità e degli utenti stessi, tanto che un sondaggio aveva mostrato come 9 persone su 10 non sapevano nulla di ciò che le nuove regole riguardassero. Persino il responsabile dell’FTC, l’organo statunitense che si occupa della privacy, ha definito le nuove regole come una cosa «da prendere o lasciare» in maniera secca. Google non ha sicuramente preso in considerazione la seconda ipotesi, grazie soprattutto alle ormai centinaia di milioni di utenti dotati di uno smartphone Android, e di conseguenze di un account Google, i quali, in maniera quasi inconsapevole, semplicemente usando il loro dispositivo acconsentono alle nuove policy.

MA COSA PREVEDONO LE NUOVE REGOLE ?

Ma cosa prevedono le nuove regole? Che tutto ciò che facciamo sui servizi Google (ricerche web, ricerche e visione di video su Youtube), cosa che probabilmente si può estendere ai contenuti delle e-mail, dei documenti presenti sulla Cloud di Google ecc, vengano utilizzati da Google a scopo pubblicitario, con la possibilità che questi dati siano ceduti a terzi. Da Mountain View sono arrivate precisazioni, pubblicate da Google sul proprio blog, con lo scopo di fugare ogni dubbio, in particolare quelli fatti emergere dalla Commission Nationale de l’Informatique et des Libertés (CNIL) e dai vari garanti europei, riuniti nell’Article 29 Working Group. Google precisa che «La cosa più importante da tenere a mente è che facciamo tutto questo per rendere più comprensibile il nostro atteggiamento e i nostri impegni relativamente alla privacy e perché Google sia ancora più efficace per gli utenti.». Secondo l’azienda, quindi, non vi sarebbe nessun cambiamento negli strumenti offerti agli utenti registrati, i quali potranno continuare ad eliminare le cronologie di ricerca e navigare in incognito con il browser Chrome. Peccato che così non la pensino molte associazioni di consumatori e di difesa della privacy, oltre al fatto che sono state numerose le autorità di tutto il mondo, in tema di garanzia della privacy, che hanno levato la voce contro le nuove regole «imposte» da Google.

Ricordiamo che è possibile rimuovere i dati personali relativi alle ricerche eseguite e ai video visionati, autenticandosi ed entrando nella Dashboard del proprio account Google.
fonte : http://www.pctuner.net/

Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio.org

*Grazie De

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