MANCA UNA VERA PERTURBAZIONE DA OLTRE UN ANNO : GRAVE ANOMALIA

NON TRANSITA UN VERO FENOMENO CON MOVIMENTO OVEST – EST DA OLTRE UN ANNO

Le carte nel medio termine vedono fronti anche spettacolari avanzare verso il Mediterraneo per poi rimangiarsi il tutto a pochi giorni dall’evento, con saccature pronte a  spezzarsi inesorabilmente all’altezza della Costa Azzurra o del Golfo del Leone, senza riuscire ad entrare in maniera decisa e compatta sul Mediterraneo centrale.Non traggano in inganno le situazioni alluvionali dello scorso autunno: quella era una situazione di blocco, una di quelle pericolose configurazioni che vedono sempre la presenza di un’alta ingombrante più ad est del Paese che non favorisce il passaggio benefico e senza traumi delle perturbazioni, ma lo incattivisce concentrandolo su ristrette fasce di territorio.

TROVIAMO CHE LA SITUAZIONE SIA GRAVISSIMA

Un fronte che innaffi adeguatamente e in modo democratico il nord e le regioni centrali tirreniche non si vede da oltre un anno. Si è parlato da ormai un ventennio di un rialzo del flusso zonale atlantico, ad eccezione di qualche annata fortunata, specie nel “famoso” mini trend 2000-2010, a cui è stato data forse l’impressione sbagliata (colpevolmente anche da noi) di un ribaltone climatico.Ora invece siamo tornati a fare i conti con passaggi difficili, anche quando sembra andare tutto in modo apparentemente normale. Va studiata nei dettagli la strana moria di fronti, o per meglio dire, la strana frontolisi che si verifica nel movimento delle perturbazioni tra l’Iberia e l’Italia, che lascia spesso letteralmente a bocca aperta anche gli addetti ai lavori.

SI DICE CHE L’ARIA FREDDA NON ALIMENTI A SUFFICIENZA I FRONTI

Si dice che le anomalie delle temperature superficiali del mare giocherebbero un ruolo importante, ma si tratta di spiegazioni ancora troppo confuse e contradditorie.Di certo sembra quasi che una sorta di triangolo delle Bermuda, tra Baleari, Monaco e la Corsica inibisca i passaggi perturbati. I fronti spesso hanno il “mal di Francia” come si dice in gergo e non riescono a valicare le Alpi, altre volte scompaiono dalle mappe ancor prima di abbordare il Continente e lì la cosa diventa più grave.Si tratta di ragionare scientificamente, per scoprire le cause di uno strano black-out troposferico..

Autore : Alessio Grosso

fonte : http://meteolive.leonardo.it/

redatto da Pjmanc  http://ilfattaccio.org

NEL BORNEO SONO DA BRUCIARE 200MILA ETTARI DI FORESTE PLUVIALI !!

UN ACCORDO TRA I GOVERNI INDONESIANO E COREANO

Prevede di destinare 200.000 ettari di terreno a piantagione per la produzione di fibre combustibili nell’isola di Kalimantan. Il prodotto finale saranno pellet, fibre li legno pressato per uso combustibile. Il Kalimantan ospita uno degli ultimi grandi tratti di foresta pluviale del Sud-est asiatico, ora minacciate dall’espansione delle piantagioni.Attualmente, il consumo di pellet della Corea del Sud è limitato alle aree rurali, ma la capacità produttiva del paese è destinata a crescere rapidamente, e due nuovi impianti produttivi saranno stato aperti in Corea del Sud entro la fine dell’anno.

QUELLO DEI PELLET E’ UN MERCATO IN ASCESA MALGRADO LA CRISI

Inizialmente basto sugli scarti dell’industria del legno, i crescenti consumi hanno fatto di questo settore un diretto competitore dell’industria di pannelli di legno nei rifornimenti di materiale grezzo. Nel 2008 la produzione di pellet ha sfiorato i dieci milioni di tonnellate, secondi i dati del Wood Resource Quarterly, che prevede un’ulteriore crescita di un 25-30 per cento nel corso dei prossimi dieci anni. A guidare il mercato sono i paesi europei, ma la domanda cresce anche negli Stati Uniti.Le foreste del Kalimantan sono uno degli ultimi habitat dell’orango, il nostro vicino parente nel mondo animale, ormai minacciato di estinzione dalla scomparsa del proprio habitat.

Fonte: salvaleforeste.it

redatto da Pjmanc  http://ilfattaccio.org

ETICHETTA INGANNEVOLE : LA NESTLE’ NE SA QUALCOSA..

QUANDO LE RESPONSABILITÀ SONO DELLA MULTINAZIONALE. UN CASO EMBLEMATICO.

In Laos la Nestlé vende un prodotto con un’etichetta fuorviante che mette a rischio la salute dei neonati.È una sorta di crema per macchiare il caffè, che può essere scambiata per un sostituto del latte materno, spiega il British Medical Journal.Sulla confezione è disegnata una mamma orsa con in braccio il suo cucciolo in posizione da allattamento: è il logo Bear Brand della multinazionale svizzera, usato in diversi prodotti per l’infanzia. Il problema è che il contenuto di proteine della crema è del 3,6 per cento e quello di grassi del 27,3 per cento a fronte, rispettivamente, del 7,2-12 per cento e del 40-54 per cento del latte in polvere per neonati.

PER SEGNALARE CHE NON E’ UN ALIMENTO PER L’INFANZIA

L’etichetta riporta il simbolo di un biberon barrato e un messaggio scritto in tre lingue ( inglese, thai e lao), ma in Laos si parlano 45 lingue diverse e per molti è incomprensibile.“L’80 per cento delle volte non viene letto”, spiegano alcuni pediatri di Vientiane, che hanno deciso di indagare dopo aver ricoverato per malnutrizione diversi bambini alimentati con la crema Bear Brand. Hanno intervistato 1.098 persone e si è visto che il 96 per cento pensava che la confezione contenesse del latte, il 39 per cento che fosse un prodotto per l’infanzia, e il 18 ha detto di averlo dato ai figli di pochi mesi.

Fonti: BMJ / Internazionale.it / Ripreso da: finanzainchiaro.it

redatto da Pjmanc  http://ilfattaccio.org

CREATA UNA NUOVA TECNOLOGIA OLOGRAFICA 3D + video

AH GLI OLOGRAMMI !

Uno dei sogni fantascientifici di ogni patito di tecnologia o seguace di Star Wars. Una tecnologia tanto affascinante quanto poco sfruttata, almeno per il momento.Microsoft Research sta infatti lavorando ad un prototipo di ologramma 3D unendo la vecchia tecnologia olografica ad un nuovo modo di creare ologrammi tramite un display luminoso che permette di creare un’immagine che si muove a mezz’aria a 15 fotogrammi per secondo con 192 angoli di visione diversi.Di solito questi display luminosi (light field display) sono utilizzati sotto un vetro al sicuro dalle dita dei curiosi, per mantenere il loro effetto, ma ora puoi “interagire” con loro grazie ad una telecamera di profondità come può essere quella di Microsoft Kinect che è in grado di tracciare la nostra posizione e di quella dei raggi che compongono l’ologramma, animandolo di conseguenza. Di certo siamo ancora lontano dal poter parlare con l’equipaggio dell’Enterprise dal nostro salotto, tuttavia è curioso constatare come molti sforzi siano tutt’ora concentrati in questa tecnologia.

A seguire un video dimostrativo.

Fonte: techzilla.it

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