L’UOMO BICENTENARIO -trailer+link film ita-

TRAMA

NDR 114 è un robot tuttofare dell’ultima generazione. Richard Martin lo acquista quale uomo di fatica in casa e lo presenta prima alla moglie e poi alle figlie Grace e Amanda. Quest’ultima gli dà il nome Andrew e lui a sua volta chiama lei ‘piccola Miss’, mentre i genitori sono il ‘signore’ e la ‘signora’. Mentre le bambine lo trattano senza rispetto e si divertono alle sue spalle, Richard invece intravede in Andrew alcuni atteggiamenti umani e segni di inattesa creatività. Lo sollecita allora su questo versante e il robot comincia disegnare, a costruire oggetti, in particolare orologi. Ma intanto si rende conto che, mentre lui resta sempre uguale a se stesso, la famiglia Martin cresce e invecchia: capisce allora che a lui manca la possibilità di scegliere, ossia il libero arbitrio. Convocato appositamente, il tribunale conclude che tale libertà non può essere negata ad alcuno. Allora Andrew, con l’aiuto di Rupert, geniale esperto di robotica, intraprende un viaggio per sapere se esiste qualcuno simile a lui e per apprezzare meglio i propri sentimenti. Al ritorno l’affetto che confusamente lo aveva legato a piccola Miss si riversa ora sulla nipotina Porzia. Insieme a lei, Andrew impara che la condizione umana implica la morte come momento unico che gli ha sempre impedito di diventare un essere umano a tutti gli effetti.

REGIA: Chris Columbus

SCENEGGIATURA: Nicholas Kazan

ATTORI: Robin Williams, Sam Neill, Wendy Crewson, Oliver Platt, Embeth Davidtz, Hallie Kate Eisenberg, Kiersten Warren, Lindze Letherman, Angela Landis

 

TRAILER

LINK FILM : http://www.megavideo.com/?d=KO05PUGT&login=1

 

 

Redatto da Pjmanc  http://ilfattaccio.org


ITALIA – I PARADOSSI DELLA SANZIONE “LO SPINELLO PIU’ GRAVE DELLO STUPRO”

DAL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA ARRIVA LA PROPOSTA DI PENE PIU’ SEVERE PER ALCUNI REATI

Ma il problema è più complesso, secondo il neonato Osservatorio dei diritti catanese. Che chiede: «Perché evasori fiscali o inquinatori in galera non ci vanno proprio?». Un paradosso, come quello di Piscicelli: nessuna sanzione per le sue risate mentre L’Aquila tremava, beccato invece in divieto di sosta con il suo elicottero. Il neo-ministro della Giustizia annuncia un inasprimento delle pene sui reati di corruzione e abuso in atti di ufficio. Cosa che probabilmente può avere un senso, anche se…In Italia il processo penale ovvero quella “cosa” che inizia con un fatto-reato, che passa da una denunzia, indagini della polizia giudiziaria, tre gradi di giudizio e si conclude con l’esecuzione della pena irrogata in caso di condanna è un sistema molto articolato e complesso .E’ una sorta di habitat naturale ove ogni singolo aspetto, ogni singolo passo, anche quelli apparente più leggeri e opportuni, può produrre effetti negativi nel lungo termine. E’ forse un’utopia – ma le utopie, oltre ad essere piacevoli, a volte magari si realizzano – ma un bel giorno mi piacerebbe che qualcuno cominciasse a parlare della Giustizia penale partendo dall’inizio del problema che poi è la fine: ovvero la pena. La sanzione. Le carceri.

ED INVECE SISTEMATICAMENTE

Si pensa di risolvere i problemi intervenendo a macchia di leopardo, senza una visione unitaria e soprattutto articolando normative sempre più complesse e di impossibile applicazione pratica che producono gli effetti contrari a quelli che si intendevano perseguire.Corruptissima res publica plurimae leges scriveva uno tanti e tanti anni fa.Parliamo di numeri, parliamo di sanzioni detentive.I numeri posso essere aridi ma spesso danno il senso, come in questo caso, dei paradossi sanzionatori italici.In Italia la pena minima per chi passa uno spinello ad un amico è di sei anni, se si stupra una persona si rischia di meno perché la pena minima è di cinque anni. Molto ma molto meno grave il fatto che un funzionario pubblico abusi del proprio ufficio: in questo caso la pena minima è di sei mesi (mesi). Se lo stesso funzionario accetta una mazzetta per compiere un fatto contrario ai doveri di ufficio (ad esempio rilasciare una concessione edilizia che non poteva essere rilasciata), la pena minima è due anni.Esiste poi, grazie la cielo, la “dosimetria sanzionatoria” ovvero il Giudice può, ove ne ravveda le condizioni, diminuire o anche aggravare le pene. Ma questo appartiene al Processo. Ciò che rileva è che i minimi sanzionatori (edittali) sono sintomatici del disvalore che lo Stato dà a determinati comportamenti. Una sorta di giudizio politico.

IN BREVE IN ITALIA E’ PIU’ GRAVE FUMARE UNO SPINELLO CHE STUPRARE UNA PERSONA

Effettivamente quindi un inasprimento delle pene per alcuni reati forse è necessario. Anche se forse è molto più necessario una attenuazione di pene, se non addirittura una abrogazione, per tanti reati. Non è detto, però, che gravità della pena, nel senso degli anni di reclusione, sia prodromico all’efficacia della sanzione. Spesso si dice che in galera non ci finisce più nessuno. E’ ovvio che cosi non è: le carceri stanno esplodendo, quindi qualcuno ci finisce. Bisogna capire chi e per quali reati. E’ esperienza comune che l’evasore fiscale, il pubblico funzionario corrotto, men che mai un inquinatore in galera non ci finiscono. Tra pena sospesa e affidamento ai servizi sociali (per non parlare della prescrizione) oltre che un certo atteggiamento “comprensivo” della giustizia, certi soggetti e per certe tipologie di reato, anche inasprendo le pene, in carcere non ci finiscono e, se ci finiranno, ci staranno pochi mesi. Quindi poco importa che io ho preso tre anni: carcere non ne farò.

E ALLORA ECCO CHE SI DOVREBBE DISCUTERE DI EFFICACIA DELLA PENA

Efficacia ai fini retributivi (punitivi) e rieducativi. In Italia è questa la doppia funzione della pena.Andando un po’ ad un sano qualunquismo chiedo a chi ha avuto la pazienza di leggermi sin qui che pena è efficace (evitando medioevalismi) per il signor Piscicelli.Che per chi non lo ricorda è quello che, quando a L’Aquila morivano centinaia di persone e una splendida città veniva distrutta, si ammazzava dalle risate pensando a quanti soldi si sarebbe fatto. Questo signore è tornato agli onori della cronaca qualche giorno fa, beccato in divieto di sosta con l’elicottero.Ecco, una bella sanzione per questa persona forse sarebbe stata quella di sequestragli, in attesa del processo che lo vede indagato, qualche bene (elicotteri, case) che si era procurato con le sue risate. Peccato che nessun magistrato ci abbia pensato prima. Forse senza il suo giocattolino il signor Piscitelli capirebbe un po’ di cose.

G.D’A. – Osservatorio dei Diritti Catania – fonte: ctzen.it

Redatto da Pjmanc  http://ilfattaccio.org

NORVEGIA: MISTERO PER 20 TONELLATE DI ARINGHE MORTE SULLA SPIAGGIA

OSLO

Migliaia di aringhe sono state trovate morte su una spiaggia delle coste occidentali della Norvegia, lasciando gli esperti perplessi sulle cause del fenomeno. Lo segnala l’Istituto di ricerca marina del paese.I media locali riportano che 20 tonnellate di aringhe sono state trovate alla fine di dicembre su una spiaggia nel nord del paese. ”Avevamo gia’ visto le aringhe spiaggiarsi, ma mai in questa quantita”’, ha detto all’Afp il biologo Ole Kristian Berg, dell’Universita’ di Scienza e Tecnologia di Trondheim. Sulle cause del fenomeno, Berg ha ipotizzato che le aringhe siano state spinte sulla riva da una tempesta marina o dalla eccessiva presenza di acqua dolce, visto che nell’area c’e’ l’estuario di un fiume.

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SPAGHETTI “WESTERN” AL DISERBANTE

DI CHE GRANO E’ FATTA LA PASTA CHE MANGIAMO?

Il successo della pasta ha promosso la coltivazione del grano duro anche in luoghi molto diversi per clima e tecniche colturali dall’area mediterraneaGli italiani sono ancora grandi mangiatori di spaghetti, rafforzati, nelle loro scelte alimentari, dai riconoscimenti che nutrizionisti di tutto il mondo tributano alla dieta mediterranea.Il grano duro, che ne è l’esclusivo ingrediente, viene tradizionalmente coltivato nei paesi mediterranei, che sono anche l’areale d’origine della varietà.Ma il successo della pastasciutta e la crescente richiesta di grano duro ha promosso la coltivazione di questo cereale anche in luoghi molto diversi per clima e tecniche colturali.Gli USA ed il Canada meridionale sono diventati grandi produttori di grano duro, ma il clima freddo e continentale di queste regioni costringe gli agricoltori a posporre il periodo di coltivazione (tradizionalmente invernale-primaverile).

LA SEMINA AVVIENE QUINDI IN PRIMAVERA ED IL RACCOLTO A FINE ESTATE

Ma una trebbiatura così tarda espone al rischio d’intersecare l’arrivo delle piogge autunnali, che oltre a ritardare la maturazione della spiga (vetrificazione del seme) riempiono i campi di infestanti verdi che ostacolano il lavoro delle mietitrebbie. Con il consueto pragmatismo ed il disinvolto ricorso alla chimica che contraddistinguono la cultura di questi paesi, gli agricoltori hanno introdotto l’uso del glyphosate in pre-raccolto. Ossia trattano, con un disseccante micidiale come il Round Up della Monsanto, le colture di grano duro appena 10-15 giorni prima del raccolto.Questa procedura accelera il processo di vetrificazione del chicco e dissecca le infestanti, ma al contempo rende sterile il seme, e lo inquina irrimediabilmente con un potente agente chimico il cui uso in Europa è categoricamente proibito sulle colture destinate ad alimentazione.

SE NON SI ACQUISTA PASTA CERTIFICATA DI GRANI ITALIANI

Si rischia di mangiare un prodotto altamente insalubre. In altri tempi questo problema non ci avrebbe dovuto impensierire. In Italia, infatti, fino agli anni ’90, la produzione italiana di grano duro era sempre stata eccedente ai consumi nazionali, ma oggi questo non è più vero.Inoltre pare che questo trattamento chimico migliori la resa proteica del grano, rendendolo particolarmente appetibile ai pastai nostrani, specie quelli delle grandi industrie agroalimentari.Il risultato è che, se non si acquista pasta certificata di grani italiani, si rischia di mangiare un prodotto altamente insalubre.Questo episodio potrebbe essere preso a paradigma del funzionamento della Shock economy che ci governa: si coltiva un cereale fuori dal suo areale naturale; per farlo si usano prodotti chimici che costano, lo rendono inadatto al consumo, rendono sterili le sementi ed inquinano le falde idriche, poi si consumano carburanti per fargli attraversare oceani, dal luogo di produzione a quello di consumo.Da noi invece i campi, dove prima si coltivava il grano duro, vengono asfaltati o coperti di pannelli solari o destinati alla produzione di biocarburanti (convenienti solo in virtù di lauti incentivi pubblici). Questo insensato processo produttivo è reso possibile perché basato sull’imperativo della crescita indiscriminata del PIL, crescita alla quale concorrono anche le attività dissipative o distruttive, soprattutto perché seguite da quelle emendative (ripristini, ricostruzioni, bonifiche, depurazioni, cure mediche).Questo almeno fino A quando le poche residue risorse del pianeta ci culleranno nella ridicola illusione di vivere nel migliore dei mondi possibili.

fonte : http://www.stampalibera.com

Redatto da Pjmanc  http://ilfattaccio.org

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