ADAM GUSSE E IL SUO GRUPPO DI RICERCATORI
dell’Università del Winsconsin di La Crosse (Stati Uniti) ha scoperto che un fungo, il phanerochaete chrysosporium, che normalmente si nutre di legno, potrebbe essere altrettanto ghiotto di un tipo di plastica che si trova nelle discariche!Si tratta di una plastica a base di resine fenoliche, derivante dalla fusione, ad alta pressione e temperatura, delle molecole ad anello del fenolo con quelle della formaldeide.Questa struttura molecolare è indistruttibile e pare sia molto simile a quella della lignina, la sostanza di cui abitualmente si ciba il nostro fungo.Crescendo sulla corteccia degli alberi morti, infatti, produce una serie di enzimi che la decompongono.Se questo fungo quindi, fosse davvero in grado di “mangiare” anche le resine fenoliche, si risolverebbe il grave problema dello smaltimento di questo materiale.
Sono particolarmente note per la loro durata che ne impedisce il riciclo a fine vita del prodotto.Sono stati sperimentati alcuni metodi di riciclo basati sull’utilizzo di solventi chimici e trattamenti termici ma oltre ad essere troppo costosi, generano comunque sottoprodotti impuri.Le ricerche effettuate da Adam Gusse e la sua équipe, purtroppo, lasciano sospettare che gli enzimi del fungo impieghino alcuni mesi prima di completare il “pasto”. Inoltre, il fungo potrebbe non funzionare in presenza di altri materiali o morire se attorniato da grandi quantità di metalli pesanti.Su una cosa possiamo stare tranquilli: alcuni funghi sono in grado di digerire altre materie plastiche, come ad esempio il polistirene e sono in grado di decomporre altre sostanze inquinanti come il bifenile policlorurato (PCB)!
fonte : http://www.ecozoom.tv/blog
Redatto da Pjmanc http://ilfattaccio.org
SEMBRA CHE UN SOTTOPRODOTTO TOSSICO
Della raffinazione di rame sia presente in molti prodotti sul mercato di massa. L’ingrediente viene utilizzato nonostante le sua proprietà tossiche. Questo sottoprodotto spesso consumato è conosciuto come selenato di sodio, ed è capace di uccidere il 50% dei ratti che ne ingeriscono non più di 0,4 milligrammi. Allo stesso modo, un umano ha una probabilità del 50% di morire dopo aver consumato solo 108 milligrammi. Per mettere le cose in una certa prospettiva, 108 milligrammi sono pari a circa 11 granelli di sabbia. Potrebbe essere questo il momento di cambiare la vostra scelta personale sui prodotti.
IL SELENIATO DI SODIO – INGREDIENTE TOSSICO AGGIUNTO A MOLTI PRODOTTI
Il seleniato di sodio appare sulle etichette dei prodotti vitaminici come ‘nutriente’ ed è assurdo per non dire altro. Questo ‘nutriente’ è classificato come pericoloso e tossico per l’ambiente dalla Environmental Protection Agency e l’Unione europea, eppure ancora si erge come ingrediente principale in molti prodotti. Se simili ‘ingredienti’ sono collocati su tutte le etichette, ci si può aspettare di leggere in futuro anche “mercurio” o “cadmio”.Il seleniato di sodio può essere naturalmente presente in molti alimenti come noci brasiliane, semi di senape e prodotti freschi. Il problema sorge quando la tossicità del ‘nutriente’ viene isolata e separata dalle altre centinaia o migliaia di fattori noti e sconosciuti negli alimenti quali enzimi, gliconutrienti, minerali, ecc. Il selenio trovato all’interno di prodotti alimentari hanno effettivamente dimostrato di prevenire le malattie, mentre la forme biologicamente inerti utilizzati nei prodotti hanno l’effetto completamente opposto sull’organismo.
PERCHE’ E’ PERMESSO L’UTILIZZO DELLA FORMA TOSSICA DEL SELENIATO DI SODIO E’ UN MISTERO
Ma c’è una buona ragione per cui le aziende ed i produttori lo utilizzano: è a buon mercato e poco costoso. Pur essendo commercializzato con orgoglio sulle etichette dei prodotti vitaminici, il seleniato sodio ha dimostrato di causare problemi riproduttivi e di sviluppo sia negli animali e nell’uomo. Alcuni prodotti contenente questo veleno sono One-A-Day della Bayer, prodotti per la nutrizione infantile della Nestlé ed il famoso Multicentrum, commercializzato dalla Pfizer. Questo multivitaminico molto popolare è in realtà un enorme miscuglio di ingredienti nocivi e tossici, screditando ulteriormente quelli che giurano per la sua sicurezza ed efficacia.
Fonte : http://altranews.blogspot.com/
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UN TERREMOTO DI MAGNITUDO 6.3 RICHTER
E’ avvenuto nella zona centrale del Peru’ alle ore 05:11 UTC ad una profondita’ di 38 km.L’epicentro e’ stato localizzato a 10 km a Sud da Ica, e 5 km da Santiago. Nessuna notizia di danni a cose o persone per il momento.
Per diversi giorni le boe di monitoraggio del Pacifico erano in modalita’ evento tsunami sintomo chiaro del movimento delle placche tettoniche tra Cile e Peru’, cosa che faceva presagire ad un evento sismico come poi e’ avvenuto.
http://poleshift.ning.com/profiles/blogs/two-buoys-now-currently-in-event-mode-plate-movment
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CONTINUA L’AUMENTO DEI CASI DI AUTISMO E SIMILI DISORDINI NEI BAMBINI
Si sospettano gli additivi tossici nei vaccini, principalmente il mercurio (tiomersal) usato come conservante, i sali di alluminio e altri ‘coadiuvanti’, cioè sostanze aggiunte per stimolare la produzione di anticorpi, ma finora nessuno poteva provare un nesso causale tra questi ingredienti tossici e l’aumento vertiginoso delle malattie del sistema nervoso avvenuto solo negli ultimi decenni.Da circa un anno a questa parte, qualcosa sta cambiando. Nel luglio 2009 la D.ssa Theresa Deisher, fondatrice e presidente del Sound Choice Pharmaceutical Institute, annunciò di aver forse trovata la chiave per svelare il mistero: feti umani abortiti usati nella produzione dei vaccini.Nel 1979, la produzione del vaccino trivalente morbillo, parotite, rosolia (MPR) passò dall’uso di cellule animali all’uso di cellule provenienti da feti umani abortiti. A seguito, negli anni ’80, si è visto un vertiginoso aumento dei casi di autismo, prima negli Stati Uniti e dopo in Inghilterra e nel resto del mondo.
UN NUOVO STUDIO PRESENTATO AL MEETING INTERNAZIONALE
per la ricerca nell’autismo documenta la connessione. “La correlazione temporale tra l’introduzione nei vaccini di DNA dai feti abortiti e gli aumenti di autismo è evidente. Le statistiche la mostrano nel corso di decine di anni e in diversi continenti. La correlazione temporale è più significativa di quella del mercurio,” dice la D.ssa Deisher, aggiungendo che il mercurio non mostra questa correlazione temporale con i recenti forti aumenti dei casi di autismo. L’uso di cellule provenienti dai feti implica la presenza residuale di DNA umano nei vaccini. I frammenti residuali di DNA umano possono migrare fino al cervello dove, con un processo chiamato ricombinazione omologa, si uniscono al materiale genetico del bambino vaccinato. Il sistema immunitario del bambino riconosce il DNA estraneo proveniente dai vaccini. Dato però la stretta somiglianza di questo DNA a quello proprio, il sistema può cominciare ad attaccare le cellule del proprio corpo – innescando una malattia autoimmune.
LA PERICOLOSITA’DEI FRAMMENTI DI DNA UMANO
è dovuta al fatto che la probabilità di ricombinazione di questi frammenti con il materiale genetico di chi è stato vaccinato è un miliardo di volte più alta di quella che sarebbe con l’uso di cellule animali. Inoltre, parecchi dei siti preferenziali di ricombinazione sarebbero nei cromosomi X, in siti associati all’autismo.Dati questi pericoli, l’unico ragionevole modo di procedere è l’immediata sospensione dell’uso di cellule umane nella preparazione dei vaccini, così come una generale rivalutazione scientifica della pratica vaccinale.Fino ad oggi, mancano studi sulla efficacia e l’innocuità dei vaccini a lungo termine. Perciò è urgente che si inizino studi clinici sugli effetti a lungo termine delle vaccinazioni, comparando popolazioni vaccinate con quelle non vaccinate.
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