AUMENTA OGNI GIORNO IL NUMERO DEGLI STUDI SCIENTIFICI
Che evidenziano le conseguenze negative che il fumo determina per la nostra salute. Eppure le sigarette non ‘solo’ ci uccidono, ma provocano anche moltissimi danni all’ambiente. L’azione distruttiva delle ‘bionde’ prende il via al momento della produzione e dell’essiccazione del tabacco per cui ogni anno vengono sacrificati 2,5 milioni di ettari di foresta. La deforestazione riguarda principalmente gli Stati a basso reddito e, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il 5% del disboscamento nei Paesi in via di sviluppo è dovuto proprio a questa coltivazione la quale, peraltro, ha un forte impatto ambientale anche in termini di pesticidi, antiparassitari e fertilizzanti usati. Una volta realizzate, le sigarette vengono dunque immesse sul mercato, comprate e quindi accese. A tal proposito il fumo di tabacco è stato classificato come cancerogeno di Classe 1 dallo IARC, nonché come inquinante tossico per l’aria dall’Agenzia per la protezione dell’ambiente della California. La combustione del tabacco produce più di 4500 sostanze chimiche ad azione irritante, nociva, tossica, mutagena e cancerogena. Una parte di tali sostanze – tra cui nicotina, catrame, condensato, gas tossici, polonio 210 e acetato di cellulosa – rimane imprigionata nel filtro e nella porzione di tabacco non consumato. Pertanto, secondo l’ENEA, le cicche di sigaretta dovrebbero essere classificate e quindi trattate come prodotto tossico per l’ambiente.
Vengono abitualmente abbandonati in modo selvaggio e senza alcuna attenzione. Si pensi che, secondo le stime, soltanto nel nostro Paese vengono disperse giornalmente nell’ambiente 195 milioni di cicche, ovvero 72 miliardi l’anno. Ogni anno nel mondo i mozziconi gettati via sono invece 4,5 milioni di miliardi che complessivamente contengono 7.800 tonnellate di agenti chimici pericolosi. Questa quantità esorbitante di cicche va a finire sui marciapiedi, nel suolo, nelle fogne e nelle acque superficiali. Secondo una recente ricerca delle Nazioni Unite i mozziconi sono al primo posto nella top-ten dei rifiuti che soffocano il Mediterraneo (le cicche rappresentano il 40% dei rifiuti, contro il 9,5% delle bottiglie di plastica).Inoltre, le sigarette ancora accese, buttate o abbandonate in ambiente esterno o in casa, possono provocare disastrosi incendi.
Fonte: http://www.ilcambiamento.it
Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org
UNA RICERCA DIMOSTRA CHE I VACCINI CONTENENTI THIMEROSAL PROVOCANO VARIAZIONI CEREBRALI SIMILI A QUELLE DELL’AUTISMO
Crescita e funzioni anormali del cervello sono caratteristiche dell’autismo, una patologia dello sviluppo sempre più comune, che colpisce oggi 1 ragazzo su 60 negli Stati Uniti.Ora i ricercatori dell’Università di Pittsburg e il Thoughtful House Center for Children a Austin, in Texas, hanno trovato notevoli cambiamenti cerebrali, simili a quelli visti nell’autismo, nelle scimmie che avevano ricevuto un vaccino utilizzato nel programma negli anni ’90, il quale conteneva il Thimerosal, il conservante a base di mercurio.I risultati del gruppo sono stati pubblicati ieri sulla rivista Acta Neurobiologiae Experimentalis. Sono state usate tecniche di scansione che hanno stimato sia la crescita del cervello che le funzioni cerebrali negli stessi animali nel corso del tempo. Il gruppo di ricerca ha potuto vedere le differenze di sviluppo del cervello tra gli animali vaccinati e quelli non vaccinati. Le scansioni sono state effettuate prima e dopo la somministrazione elementare dell’ MMR e quelle di richiamo dei DTaP/Hib, che sono stati somministrati all’equivalente umano dell’età di 12 mesi.Al confronto con gli animali non vaccinati, durante tutto il periodo di studio, gli animali vaccinati hanno mostrato un aumento del volume cerebrale totale, una caratteristica del cervello in molti bimbi con autismo.
Una parte specifica del cervello associata alle risposte emotive, che si pensava fosse importante nell’autismo, non ha mostrato anomalie fino a dopo i 12 mesi dalla somministrazione del vaccino. Inoltre, a soli 12 mesi dal vaccino, le scansioni delle funzioni cerebrali mostravano differenze significative tra i gruppi vaccinati rispetto a quelli non vaccinati. Queste scansioni delle funzioni hanno monitorato l’attività dei recettori per i composti simili alla morfina (oppiacei), che possono giocare un ruolo nel cervello dei bambini affetti da autismo. La somministrazione del vaccino è stata associata ad un aumento dell’attività di legame degli oppioidi nell’amigdala, rispetto a una diminuzione nel gruppo dei non vaccinati.I risultati indicano che l’esposizione multipla ai vaccini durante i precedenti 3-4 mesi poteva avere un impatto significativo nella crescita e sviluppo del cervello, che era coerente con i dati pubblicati sull’autismo.Per l’amigdala, le nuove scoperte di crescita e funzioni anormali sembrano essere funzionali ad una più recente esposizione a vaccino – i 12 mesi dal vaccino elementare MMR dai i richiami per DTaP e Hib.In un editoriale di accompagnamento il Dr. Kris Turlejski, il capo redattore, ha descritto i risultati come “allarmanti”, “sostenendo la possibilità che vi sia un legame tra l’immunizazione precoce e l’eziologia dell’autismo.”Nello stesso primate, il team di ricerca aveva già identificato un’aquisizione ritardata dei riflessi del tronco encefalico nei neonati a cui, il primo giorno di vita, sono stati somministrati vaccini per l’epatite B contenenti thimerosal, rispetto agli animali non vaccinati. E’ attualmente in corso una seconda fase di studio più ampia, per vedere se questi risultati possono essere replicati.Il dottor Andrew Wakefield, che non è un autore elencato nella lista, ma il cui supporto nella progettazione dello studio è riconosciuto, ha detto:”Spero che il modello non solo fornisca importanti informazioni sulle origini dell’autismo, ma anche i modi per testare in modo sicuro possibili nuove cure per l’autismo e vaccini.”
Fonte: http://www.ageofautism.com
Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org