BENEFATTORE PAGA LA CARNE RUBATA DALL’ANZIANO E IL SINDACO LO QUERELA.

LO CHAIMANO IL “SANTO”

Si è offerto prima di pagare i 24 euro delle bistecche che un pensionato di 77 anni aveva rubato in un supermercato a Piove di Sacco (Padova). Poi, pochi giorni dopo, è intervenuto per saldare il conto e pagare la merce rubata dalla coppia di anziani che a Nereto (Teramo) in un altro supermercato.E’ un cittadino di Prato, Alessandro Maiorano, dipendente pubblico, che si è detto indignato da entrambe le vicende e si è fatto avanti proponendo di saldare il prezzo della merce che i pensionati hanno tentato di rubare: “Li ho pagati io — spiega Maiorano ad Affaritaliani.it — i 24 euro di quelle tre bistecche, basta che a quell’anziano venga ridata la dignità che gli è stata tolta. Non i carabinieri, ma il sindaco e gli assistenti sociali di quel paese padovano avrebbero dovuto occuparsi di questo pensionato”. E continua: “Vengo da una storia di povertà, e ora che posso cerco di aiutare gli altri. Non voglio farmi conoscere, ma solo far presente che è lo Stato che dovrebbe occuparsi di loro.

LA QUERELA

Eppure il benefattore è stato querelato. Maiorano si è infatti offerto di pagare la spesa dell’anziano di Piove Di Sacco, accusando però in maniera pesante il sindaco della cittadina per non essersi accorti di avere “in casa” un caso tanto grave di indigenza. E il sindaco Sandro Marcolin non è voluto passare per insensibile e inefficiente e ha deciso di querelare per diffamazione il dipendente pubblico di Prato che lo ha accusato, chiedendo due milioni di euro per risarcimento.Da destinare, neanche a dirlo, al potenziamento dei servizi sociali comunali. “Il signor Alessandro Maiorano oltre a scrivere ai giornali – sottolinea il sindaco – ha inviato al sottoscritto una e-mail offensiva, ignorando due cose: primo che non si tratta di un anziano così indigente da dover rubare per fame, secondo che non vive a Piove ma in provincia di Venezia. Mi sono consultato con gli assessori e si è deciso di chiedere due milioni di risarcimento danni per la diffamazione subita”.“Il sindaco si deve vergognare – insiste con Affaritaliani.it Maiorano. Ma come, io cerco di aiutare la povera gente e lui mi querela? Come faccio da anni quando leggo di simili vergogne intervengo subito affinché gli anziani non finiscano alla sbarra”.

E’ VERO CHE LA CHIAMANO IL SANTO?

Sì, e il sindaco di Sant’Omero mi ha fatto i complimenti, mentre quello di Piove di Sacco mi ha denunciato per diffamazione e mi ha chiede 2 milioni di euro di danni. Sembra una barzelletta, ma in realtà il nostro e un paese strano, tanto strano. Se ammazzi qualcuno ti lasciano libero, se aiuti dei poveri disperati che hanno perso la dignità per cause di crisi finanziarie ti chiedono 4 miliardi delle vecchie lire di risarcimento”. Da quanto tempo aiuta gli altri? “Da qualche anno, e lo faccio perché quando ero un bimbo i miei genitori hanno conosciuto la miseria e oggi che le cose sono cambiate non permetto che queste umiliazioni vengano date non a dei ladri, ma a persone che hanno perso la dignità per fame e quando capitano certe notizie i direttori dei market non dovrebbero chiamare i carabinieri, ma le assistenti sociali”.

Fonte: http://affaritaliani.libero.it

Redatto da Pjmanc:  http://ilfattaccio.org

Preparativi per la disintegrazione della Siria come in Libia, Iraq e Afghanistan !!

LA PORTAEREI CVN 77 GEORGE H.W.BUSH

Si è posizionata col suo micidiale gruppo navale davanti alle coste della Siria.  Washington invita tutti gli americani ad abbandonare la Siria con gli ultimi voli disponibili prima dell’imposizione della ‘no fly zone’ cioè della guerra intesa a provocare pure l’Iran e che metterà a repentaglio anche la nostra incolumità di europei, ostaggi della superpotenza genocida in bancarotta.La Turchia minaccia la Siria e la provoca con l’ammassamento di truppe al confine, Israele provoca, gongola e si prepara a sua volta. Gli inglesi sono già schierati e sono infiltrati da tempo, la Francia minaccia mentre  si dice critica circa l’intervento di occupazione e l’Italia con il suo governo illegittimo frutto del golpe dei banchieri Usa, dà il suo assenso-consenso all’inizio di quella che potrebbe diventare la terza guerra mondiale, senza nemmeno consultare i partiti. Con il silenzio complice di ogni organo di stampa.Guerra, guerra, guerra…, con gli europei a ridere nei bar e a farsi intorpidire dalla Tv e dai videogiochi, mentre ulteriori centinaia di migliaia, forse milioni di vite umane, conosceranno immani sofferenze e morte per mano di assassini planetari appoggiati da noi miserabili e ignobili servi collusi.   Quello che faremo a queste genti forse lo subiremo anche noi e in  maniera peggiore e più duratura.

 

SAREMO INVASI DAI POPOLI IN MISERIA

delle nazioni che avremo distrutto e saremo distrutti a nostra volta. Il nostro popolo sarà minoranza e sarà oppresso per secoli! Pessimismo? No è solo la legge biologica planetaria che fa girare la ruota della fortuna. Credete che stia esagerando? Ascoltate qua: a Montecchio Maggiore, un paese del Veneto, la prima classe elementare quest’anno era composta da 21 banbini solo ed esclusivamente figli di emigrati. Già adesso nei dintorni di Padova, la città che ha l’enorme piazza Rabin in onore al fu presidente di Israele, che ha l’enome monumento all’11 settembre e che ha il ponte Darvin (chi può capire capisca!) nella sua zona nord, gli abitanti  abbandonano palazzi e negozi e fuggono. Già ora a sera è come se vigesse il coprifuoco ed i bianchi o si rintanano in casa e sprangano la porta, o sono violentati.  Intanto Monti, l’uomo di Moodys che svaluta il rating dell’Italia, l’uomo della Banca di rapina mondiale Goldman Sachs che ha rapinato l’Italia, l’uomo della Bce che minaccia e indebita l’Italia, con una manovra politica che non gli compete nel modo più assoluto, concede cittadinanza ai figli degli immigrati, ben sapendo che l’azione equivale all’innesco di una bomba ad orologeria che distruggerà la sovranità e l’integrità dello Stato in pochi anni, creando due società divise e contrapposte di assediati e di emigranti sradicati dalla loro patria e per ciò destinati a soffrire ed a combattere l’eterno gioco anglosassone del divide et impera contro di noi stupidi che saremo preda del Potere Mondialista.

 

PAGHEREMO CARO PAGHEREMO TUTTO

Ancora una volta gli Angli, criminali globali dominati e incalzati oggi dai sionisti, ci trascineranno in guerra e rideranno di questa obnubilata inerme e flaccida Europa, schiava delle banche e in balia della loro finanza criminale, incapace di reazione alcuna, intenti come siamo a coltivare con invidia ognuno il nostro giardinetto.Mi ero ripromesso di proporre soluzioni, che pur esistono, ma la sproporzione fra noi Stampalibera e la stampa criminale  di regime che diffonde menzogne e depista ogni giorno di più  è troppo grande e la nostra voce si perde nel vento.Scusate lo scoramento, ho ancora sotto gli occhi il sangue dei libici, che già i mostri criminali si avventano sulla piccola,  popolosa e nobile Siria, ultimo baluardo di democrazia in Medio Oriente, altro che regime!….,

 

fonte : http://www.nexusedizioni.it

 Redatto da Pjmanc:  http://ilfattaccio.org

Medici smarriti e sotto stress: in 5000 ricorrono ad alcool e droghe…

MEDICI ITALIANI SEMPRE PIU’ STRESSATI

La paura di commettere errori, i turni a volte massacranti, il timore di ritrovarsi ‘a spasso’ o in pensione troppo presto, possono risultare fardelli troppo pesanti da sopportare. Soprattutto sulle spalle di quei camici bianchi più fragili che, nella maggioranza dei casi, non volendo o non sapendo a chi rivolgersi, rischiano di precipitare nel ‘buco nero’ della depressione. Sono infatti almeno 5 mila i medici italiani che, smarriti e sotto stress, si rifugiano in alcol e droghe, soprattutto cocaina. Un numero che fa impressione, se si pensa che si tratta di professionisti che si occupano della salute dei cittadini.E’ l’ultima fotografia sui medici italiani colpiti da burnout (dipendenza patologica professionale), una malattia pericolosa che, se non curata, può portare anche a soluzioni estreme. A scattarla è Beniamino Palmieri, professore di chirurgia dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e coordinatore del progetto ‘Medico cura te stesso’, network che ha, tra gli obiettivi, proprio la tutela dei camici bianchi che si ammalano o che vengono colpiti da bornout. Il fenomeno riguarda in Italia il 30% dei medici over 50. Praticamente 1 su 3.”I medici – spiega Palmieri – nonostante abbiano dei livelli di mortalità inferiori rispetto alla media della popolazione, hanno però, un rischio maggiore d’essere affetti da alcuni problemi di natura fisica e psicologica. Chi esercita questa professione, rispetto alla media della popolazione, è maggiormente interessato da una o più delle tre ‘d’: drugs, drink and depression, vale a dire farmaci, alcolismo e depressione, compreso il suicidio”.Non è un caso che, in tutto il mondo, il tasso di suicidi tra i camici bianchi è due volte superiore a quello della popolazione generale tra gli uomini e addirittura quattro volte tra le donne. “Il burnout – spiega Palmieri – è una sindrome caratterizzata da stress lavorativo, esaurimento (tensione emotiva, ansietà, irritabilità ovvero noia, apatia, disinteresse), conclusione difensiva (distacco emotivo dal paziente assistito, cinismo, rigidità)”.

 

A FARNE LE SPESE SONO SOPRATTUTTO

Anestesisti, chirurghi, ginecologi e medici del pronto soccorso, in maggioranza uomini (nell’80% dei casi). “Tutti medici – spiega Palmieri – sottoposti a grande stress. Molti lavorano 50-60 ore a settimana, ma il sovraccarico non è solo di fatica: c’è quello emozionale e, sempre di più, c’è il peso della burocrazia e dei conflitti tra colleghi. A tutto ciò si sommano fattori culturali che rendono più difficile per i dottori chiedere aiuto”.”Circa il 99% dei camici bianchi in difficoltà – sottolinea l’esperto – non vuole o non sa a chi rivolgersi. Di questi – aggiunge – il 45% si autocura”. E resta al lavoro. “La quasi totalità, anche tra quelli che fanno uso di droga, soprattutto cocaina, e alcol, trova una coesistenza tra professione e abusi”.”A cadere nella trappola – spiega Palmieri – sono proprio i camici bianchi che dedicano tutta la lora vita al lavoro. Sempre pronti a correre in ospedale e sostenere turni massacranti”. Professionisti ‘scoppiati’ che iniziano a essere depressi e a rifugiarsi nell’alcol o nella droga o in entrambi.”A rimetterci è anche il rapporto con il paziente. “Studi scientifici – aggiunge l’esperto – hanno infatti dimostrato che un medico stressato non solo è meno disponibile al dialogo, ma rischia più facilmente di commettere errori, anche fatali”.”Il più delle volte – spiega Palmieri – il medico non chiede aiuto, perché ha paura di essere riconosciuto e di avere ripercussioni sulla carriera”. C’è poi un altro fattore che non facilita la risoluzione del problema. Non tutti i medici colpiti da burnout sanno davvero di trovarsi in difficoltà. “C’è un 15% di camici bianchi che ignora di esserne colpito. E circa il 18% convive con uno stato cronico di depressione”. Intanto, a fronte di dottori inconsapevoli e di una rete di assistenza debole, il fenomeno cresce. “Negli ultimi cinque anni – spiega l’esperto – il burnout nel nostro Paese è aumentato ogni anno dell’1%”.(…) L’ultimo caso in ordine di tempo è quello di una guardia medica di 58 anni che, a Roma, beveva durante il servizio. Avrebbe dovuto rispondere al telefono dell’ambulatorio e all’occorrenza curare i malati, di persona oppure dando indicazioni via cavo. Invece era spesso ubriaco. Oppure non c’era, avendo l’abitudine di anticipare di parecchio il suo orario di fine turno.Fatto sta che si è ritrovato imputato in un’aula del tribunale di Roma, con l’accusa di interruzione di servizio di pubblica utilità e minacce nei confronti dei suoi colleghi che, dopo mesi di sopportazione, lo avevano denunciato provocandone la sospensione. E lui, per vendicarsi, aveva cominciato a telefonare a tutte le ore, sulle linee riservate alle emergenze sanitarie, per riempirli di minacce e di improperi.

 

UN ALTRO CAMICE BIANCO

Finito recentemente sulle pagine dei giornali per motivi tutt’altro che medici è quello che, in servizio in un pronto soccorso del napoletano, è stato sorpreso dai Carabinieri a comprare cocaina. Ma in fatto di droghe l’episodio che ha fatto più scalpore si è registrato a dicembre a Galatina, in provincia di Lecce, dove il direttore sanitario dell’ospedale ‘Santa Maria Caterina Novella’ ha addirittura inviato una circolare interna per ammonire il personale medico e gli infermieri a non fare uso di cocaina durante l’orario di servizio. L’invito era stato rivolto dopo alcune segnalazioni anonime giunte alla direzione sanitaria del nosocomio salentino. A pagarne il conto è stato però proprio il direttore sanitario, che è stato sospeso dalla direzione generale dell’Azienda sanitaria.(…) Il ministero della Salute del Galles – aggiunge – sta ad esempio compilando un registro dei medici e studenti di medicina che hanno avuto esperienza di malattie psichiatriche o di abuso di sostanze, in modo da stabilire come queste persone possano continuare a lavorare o studiare proteggendo l’interesse pubblico”.I risultati dell’indagine sono eloquenti: “Si è notato – spiega l’esperto – che i casi di depressione (10% non grave e 16% borderline) erano statisticamente associati alla mancanza di tempo libero a causa del lavoro stressante per le continue richieste dei pazienti, alla quantità ingente di telefonate, a una vita frenetica, all’essere single e senza figli, all’abuso di alcol, all’obesità, a una carriera insoddisfacente e a lavorare in ambienti poco stimolanti”.

 

FONTE:http://it.notizie.yahoo.com

Redatto da Pjmanc:  http://ilfattaccio.org

 

 

Russia: Piattaforma Petrolifera Si Capovolge, 2 Morti

UNA PIATTAFORMA PETROLIFEREA

si e’ rovesciata nel mar russo di Okhotsk, almeno due i morti tra i 67 operai. La piattaforma Kolskoye si trovava a circa 200 metri dalla costa russa ed era in corso il suo trasferimento con un rimorchiatore dalla penisola di Kamchatka a Sakhalin. Per i due operai assiderati nell’acqua gelida non c’e’ stato nulla da fare. Poco prima di precipitare in mare aspettavano con i colleghi i soccorsi dopo che la piattaforma, fratturata dall’impatto con il ghiaccio, aveva cominciato a imbarcare acqua. A un certo punto, pero’, l’intera struttura si e’ capovolta. Finora sono stati tratti in salvo 14 operai, e le loro condizioni di salute sono gravi.

 

fonte : http://www.wallstreetitalia.com

Redatto da Pjmanc:  http://ilfattaccio.org